18 LUG 1979

Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, durante la seduta inaugurale del nuovo Parlamento Europeo

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 8 min 12 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, durante la seduta inaugurale del nuovo Parlamento Europeo", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 18 luglio 1979 alle 00:00.

Sono intervenuti: Marco Pannella (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Armi, Capitalismo, Disarmo, Europa, Fame Nel Mondo, Genocidio, Guerra, I, Liberalismo, Minoranze, Parlamento Europeo, Partito Radicale, Socialismo, Terzo Mondo, Vietnam.

La registrazione video ha una durata di 8 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Signora Presidente, vorrei precisare innanzitutto che tanto l'onorevole Hammerich che io stesso non interveniamo soltanto a nome del nostro gruppo. Siamo dell'avviso, signora Presidente, che questa celebrazione risponda, in una qualche misura, alla liturgia di un Parlamenrto, ma che però essa si sia trasformata, in realtà, in un autentico dibattito politico; ci dispiace quindi che non tutti i deputati -siano stati in grado di rispondere all'intervento, non certo celebrativo, ma di natura politica, del signor Jenkins. Desideriamo sottolineare questo punto non solo per quanto concerne i non iscritti o gli aderenti al nostro gruppo, ma per tutti i parlamentari di tutti i gruppi in quanto, di fronte ad un intervento di carattere politico, -io ritengo che noi tutti dobbiamo avere dovere e il diritto in quanto parlamentari di esprimere, nel rispetto del regolamento, il nostro parere. Tuttavia o ci rendiamo conto, signora Presidente, che le cose possono mutare solo lentamente e, pertanto, in una certa misura, ci inchiniamo a volontà che non sono le nostre e faremo questi due interventi a titolo personale nei limiti del tempo di parola riservato al nostro gruppo, vale a dire dieci minuti per oratore. Signora Presidente, vorrei dire innanzitutto che in quest'aula alcuni di noi sono certamente sensibili alle denuncie che vengono fatte sulla realtà del nostro mondo e sulle responsabilità, positive negative, dell'Europa, ed in particolare quelle riguardanti il genocidio in atto, sotto varie forme, nel Vietnam -su cui si sono soffermati parecchi oratori. Nel nostro parlamento e nel nostro paese siamo stati i primi a porre al nostro Stato - cosi come lo poniamo qui adesso - il problema del dovere di intervento contro il genocidio e ritengo che siamo nella posizione migliore per farlo, signora Presidente, in quanto, in altri tempi, non abbiamo applaudito al genocidio perpetrato -contro quelle stesse popolazioni. Credo che questo sia un punto che merita di essere sottolineato. Non possiamo però appagare la nostra coscienza a buon mercato, Certamente ci troviamo di fronte ad un genocidio reale; tuttavia, come definire, signora Presidente, il fatto che voi, gruppi maggioritari, socialdemocratici, liberali, democratici cristiani, uomini e gruppi di potere, in una o dell'altra regione d'Europa, siete responsabili o corresponsabili della spesa di 400 miliardi di dollari all'anno in armamenti, mentre quest'-anno abbiamo avuto 17 milioni di bambini, - di meno di cinque anni, vittime di un genocidio e 50 milioni di persone assassinate in quanto voi destinate 400 miliardi di dollari agli armamenti, invece di salvare la vita di questi 50 milioni e di questi 17 milioni di persone? È estremamente -edificante che il Presidente Debré e altri colleghi liberali ci parlino di una Europa umanista o dell'umanesimo; io credo però che bisognerebbe avere un briciolo di pudore in più e non cercare di appagare a buon mercato la nostra coscienza facendo, del genocidio dei vietnamiti, il " velo pietoso " steso sopra il mostruoso olocausto attuato dai vostri governi, ogni giorno, nei confronti della nostra generazione. Se gli olocausti, signora Presidente, non fossero che quelli che, a torto o a ragione, la presenza dell'onorevole Almirante può rievocare -in questa sede, credo che la nostra generazione non avrebbe problemi: un passato terribile, di cui tutti abbiamo coscienza, resta comunque un passato -e non un presente. Tuttavia, ciò che è tragico e pericoloso è che, servendoci degli olocausti passati, copriamo con la nostra attiva responsabilità gli olocausti di oggi, ancor -più sanguinosi e terribili di quelli che li hanno preceduti. La buona coscienza a buon mercato dei socialisti, dei liberali, dei democratici, degli europei che intervengono in questa grande occasione e che ritengono che la realtà di classe sia superata, non sia più di moda, che pensano che sia possibile ai paesi del cosiddetto socialismo reale contribuire, con alibi ignobili, all'olocausto di 50 milioni di persone, che muoiono e che sono uccise, assassinate, in quanto i soldi che servono alle loro vite e alla loro sopravvivenza vengono destinati ad armamenti sempre più pericolosi, sono il simbolo, io credo, di un tempo in cui l'Europa non ha certamente il diritto di essere fiera di se stessa. Democratici cristiani, liberali o socialisti, farebbero molto meglio a dedicarsi a qualcosa d'altro invece di dimostrare di avere la coscienza a posto, di essere buoni cristiani, buoni socialisti o buoni liberali. Concluderò, signora Presidente, con un esempio. Abbiamo inteso -le lamentele dei gruppi maggioritari: i -liberali, vittime in Inghilterra di una legge elettorale; i socialisti francesi, che affermano di essere stati vittime a casa loro. Stiamo giocando al mercato degli imbrogli? Quando i liberali francesi impongono un insieme di leggi elettorali che sono quelle che tutti conosciamo, come possono poi stupirsi di essere ripagati con la stessa moneta ! E i socialdemocratici tedeschi, che si sono riempiti la bocca di umanesimo e di diritti dell'Uomo, non hanno forse qualche responsabilità in questa corsa serrata agli armamenti che in questa visione dura dell'energia, dello sviluppo classico, capitalista, del nostro tempo? Credo che avremo tempo ed occasioni di riparlare di tutto ciò. Signora Presidente, desidero dichiarare che sono personalmente fiero, come radicale italiano, di appartenere ad un gruppo composto da colleghi così diversi e che possono portare nuova linfa molta di più forse di quanto voi non crediate alla vita di questa nuova Assemblea: colleghi della Volksunie, i colleghi valloni o belgi francofoni e i colleghi danesi i quali ci aiuteranno moltissimo, in quanto si sono opposti anche loro a questo mercato comune degli imbrogli. Per un federalista come me questo è un pegno della ricchezza del lavoro del nostro Parlamento. Sono quindi particolarmente felice 'di poter ascoltare l'intervento della signora Else Hammerich.
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