07 APR 1997

Intervento di Emma Bonino sulle sperimentazioni animali da parte dell'industria cosmetica

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 13 min 16 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino sulle sperimentazioni animali da parte dell'industria cosmetica", registrato a Parlamento Europeo lunedì 7 aprile 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (commissario europeo).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Animali, Commissione Ue, Consumatori, Controlli, Cosmetici, Ecu, Farmacia, Finanziamenti, Industria, Iv, Parlamento Europeo, Ricerca, Sicurezza, Unione Europea, Vivisezione, Wto.

La registrazione video ha una durata di 13 minuti.

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  • Emma Bonino

    commissario europeo

    Signor Presidente, onorevoli parlamentari, stiamo discutendo oggi su un dossier molto sensibile, che ha suscitato e suscita grandi emozioni: prova ne è anche il grande numero di cartoline che la Commissione riceve da cittadini europei. Mi consentiranno. però, gli onorevoli parlamentari di sottolineare e chiarire alcuni punti, non per sdrammatizzare il problema o per circoscriverlo ma per inquadrarlo nella sua vera dimensione. Innanzitutto. la Commissione vuole ribadire che, nelle sue iniziative in questo campo, persegue due obiettivi fondamentali tra i quali, come il collega Valverde López già ha osservato, vi può essere a volte un certo confltto di interessi: da una parte la sicurezza dei consumatori e, dall'altra, la riduzione. e se possibile la soppressione, della soiferenza animale. Non so se possiamo parlare solo di vanità delle persone, quando parliamo di prodotti d'igiene di larghissimo consumo, tipo shampoo o dentifrici. Ho l'impressione che, forse, il problema è leggermente più complesso. C'è un altro dato però che vorrei sottolineare - dato che è noto a questo Parlamento - cioè il fatto che, per quanto riguarda le sperimentazioni su animali, stiamo parlando - come certamente la relatrice sa _ dello 0,03 % delle sperimentazioni animali relative ai cosmetici: tutto il resto delle sperimentazioni riguarda altri prodotti. Per quanto riguarda i cosmetici, inoltre, non mi risulta che si facciano dei test sui cani: lo dico giusto per tranquillizzare e inquadrare la dimensione del fenomeno. Ciò premesso, e proprio perché è sensibile a questo problema. la Commissione cerca di chiarire il rapporto d'interessi tra la salute dei consumatori e la diminuzione, o la soppressione, della sofferenza animale. La Commissione ritiene che la sicurezza dei consumatori debba essere la considerazione principale: cio può essere discutibile, ma questa è la linea della Commissione. Owiamente, per quanto riguarda la sicurezza di un prodotto cosmetico, bisogna valutare la sicurezza non solo del prodotto fornito ma anche degli ingredienti che lo compongono. La direttiva sui cosmetici, come è stato qui ricordato, prevede la necessità di garantire l'innocuità del prodotto finito e soprattutto degli ingredienti. L'ernendamento ha rafforzato questa necessità introducendo l'obbligo di manenere accessibile alle autorità di controllo una serie d'informazioni. ivi compresa una valutazione della sicurezza per la salute umana: il cosiddetto dossier di cui ci stiamo occupando. Anche se ci si limitasse all'uti1izzo degli attuali ingredienti - il che bloccherebbe ogni innovazione e andrebbe, soprattutto, a scapito dell'industria - l'evoluzione costante delle conoscenze scientifiche richiederebbe comunque tutta una serie di esperimenti. La Commissione dunque, pur rammaricandosene, onorevoli parlamentari, non può che constatare questo fatto, che è stato peraltro confermato dal Comitato scientifico di cosmetelcgia. Ripeto: la Commissione si rammarica di questa situazione, giacche essa attribuisce grande importanza al rispetto della vita e del benessere degli animali. Siamo convinti e consapevoli del fatto che si tratta, nella fattispecie, di un valore morale, cui molti parlamentari hanno fatto riferimento e al quale i cittadini dell'Unione sono sensibili. La Commissione tuttavia non è d'accordo nel dire che non siano stati fatti sforzi importanti. Eccovi solo alcune cifre, onorevoli parlamentari: per quanto riguarda i fnanziamenti, per esempio dei vari programmi di ricerca, il Centro europeo per la validazione dei metodi altemativi costa - ed è finanziato dalla Commissione - 8 milioni di ECU; sono stanziati inoltre più di 3 milioni di ECU della DG XII per nuovi studi: in totale sono 12 milioni di ECU che - voglio segnalarlo agli onorevoli parlamentari - equivalgono a più della metà dell'intero bilancio, per esempio, della politica per i consumatori. Sono d'accordo che potremmo essere tutti, voi e noi, insoddisfatti perche non abbiamo fatto abbastanza progressi, però queste cifre - 12 milioni di ECU per metodi alternativi e per nuovi studi, equivalenti, come ho gia detto, a più della metà dell'intero bilancio della politica per i consumatori - possono forse dare un'idea delle dimensioni dei finanziamenti. Dico tutto questo rammaricandomi con voi del fatto che non si possa fare di più, ma si deve almeno dare atto che qualche sforzo e qualche tentativo è stato fatto. Vorrei ora far riferimento ad alcune considerazioni fatte dai colleghi parlamentari per quanto riguarda i dati statistici. I dati statistici devono essere fomiti, come i parlamentari sanno, dagli Stati membri, giacche facoltà di divinazione la Commissione, ancora, non ce l'ha; e se ce l'ha, evidentemente la divinazione non è considerata un dato serio. Orbene, per il 1995 otto Stati membri - Italia, Grecia, Belgio, Irlanda, Svezia, Finlandia, Lussemburgo e Germania - avevano dichiarato che sul loro territorio non erano stati eifettuati test su animali per prodotti cosmetici; sei Stati membri - Grecia, Olanda, Irlanda, Svezia, Fin- landia e Lussemburgo - avevano dichiarato che sul loro territorio non erano stati effettuati test su animali per gli ingredienti cosmetici; solo tre Stati membri - Austria, Francia e Regno Unito - avevano comunicato delle cifre relative al numero di animali utilizzati, precisando pero che queste cifre non erano interpretabili e che molte incertezze rimanevano quanto alla loro realizzazione. La Commissione ha inviato agli Stati membri diversi e numerosi richiami per avere questi dati. Forse puo considerare in un prossimo futuro di awiare delle procedure d'infrazione, ma vi assicuro che, a parte questo, sono stati esercitati tutti gli strumenti possibili per farsi consegnare questi dati. Rimane il fatto che, per questo motivo, abbiamo avuto dei ritardi nella relazione 1995, mentre siamo più avanzati in quella per il 1996. Questa comunque è la realtà dei fatti. Due elementi ancora in risposta ai quesiti degli onorevoli parlamentari. La relazione '96 sui progressi realizzati e già oggetto di consultazione da parte dei servizi della Commissione: siamo già quindi in procedura scritta, per cui il documento potrà arrivare in Parlamento in un awenire molto prossimo. Da questa relazione risulterà chiara la continuazione degli sforzi compiuti durante lo scorso anno, la qual cosa non esclude che la Commissione, al pari di tutti gli altri interessati del settore, dovrà potenziare ulteriormente questi sforu' e raccogliere dati statistici ai?dabili, ammesso che gli Stati membri a) li abbiano e b) li trasmettano. Per precisare l'attuale situazione vorrei distinguere due elementi in base a domande che lei, onorevole Roth- Behrendt, mi ha posto speci?catamente. La prima riguarda i prodotti iiniti. Per quanto riguarda i prodotti finiti, sarà in genere possibile valutarne la sicurema a partire dal 1° gennaio 1998, senza dover ricorrere a metodi che comportino l'utilizzazione di animali se non in rarissimi casi e per motivi eccezionali di salute, con quella formula che lei conosce e che mi sembra, benché molto circoscritta, prudente non escludere. Per quanto riguarda ora gli ingredienti e la combinazione degli stessi, dirò che nuovi metodi che non si servono di animali permettono già di garantire un certo screening e di ridurre il numero e la sofferenza degli animali, come i colleghi sanno. Non sto qui a ripetere i metodi alternativi per quanto riguarda l'assorbimento percutaneo, la fotoirritazione, quanto già ricordato dalla collega ma, al pari del Comitato scienti?co di cosmetologia, la Commissione ha constatato che non esistono ancora, attualmente, metodi alternativi convalidati o applicabili a prodotti cosmetici che permettano di rinunciare in toro agli esperimenti su animali in alcun settore della sicurezza. In questo contesto desidero qui ribadire le intenzioni della Commissione. Per quanto riguarda gli ingredienti e la combinazione di ingredienti, la Commissione ha trasmesso al Parlamento europeo una proposta di direttiva della Commissione relativa al rinvio della data del divieto al 30 giugno 2000, con riesame della situazione entro il l° gennaio 2000. La proposta di direttiva, come sapete e come è gia stato qui ricordato, ha ricevuto il voto favorevole del Comitato di adattamento al progresso tecnico il 20 mamo scorso, e la procedura di approvazione formale da parte della Com- missione e imminente. Per quanto riguarda i prodotti cosmetici finiti, la Commissione deve riflettere semplicemente su due ipotesi possibili per elaborare una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, quindi in codecisione, intesa a modi?care la direttiva di base sui cosmetici per conferma- re la data del 1° gennaio 1998, salvo i casi eccezionali di cui si parlava. A questo proposito vorrei fare un'ultima considerazione: sussistono, piaccia o non piaccia ai vari colleghi che lo ritengono un pretesto, dei problemi GATT. Non possiamo dire che non ci sono: sussistono, e quindi vanno affrontati. La Commissione sta pensando a due mmodi possibili per risolvere questi problemi giuridici. Sussiste inoltre un problema di non conformità, come ho detto, con le norme dell'organizzazione mondiale del commercio. La questione della conformità alle norme del diritto internazionale. sia per i prodotti finiti che per gli ingredienti, dovrà essere regolata in questa precisa proposta di direttiva, che av- verrà in codecisione col Parlamento e in merito alla quale il Parlamento, pienamente coinvolto, potrà decidere. È indubbio però uno studio giuridico da parte della Commissione per trovare una soluzione a un problema che esiste: credo che nessun parlamentare possa infatti negare che il problema dell'Organizzazione mondiale del commercio esiste realmente e che bisognerà trovare le soluzioni adeguate. In particolare, la Commissione sta studiando due ipotesi possibili: La prima è - cito - Il divieto di awalersi dei risultati dei test sugli animali etfettuati sul territorio dell'Unione europea per dimostrare la sicurezza di tali prodotti», a livello di dossier informativo, ecc. O, seconda ipotesi, «una differenziazione tra prodotti europei e prodotti importati che preveda il divieto di awalersi dei risultati dei test sugli animali per i prodotti europei» in relazione alla deregulation. Tuttavia, nulla è ancora deciso. Vi dico semplicemente che la Commissione sta vagliando tale problema, che innega- bilmente esiste, prima di proporre al Parlamento, in codecisione, una proposta di modifica e di direttiva. Pertanto, proprio in virtù la codecisione, il Parlamento sarà, a tutti gli etfetti, chiamato in causa in questa procedura.
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