20 OTT 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 20 ottobre 2013 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    La scomparsa di Sergio Stanzani; la campagna per le elezioni regionali in Basilicata; la vigilia del Congresso di Radicali Italiani; la situazione del Governo, del Pd e del Pdl
    17:00 Durata: 1 min 56 sec
  • Sul Congresso di Radicali Italiani: “Per perfezionare l’articolazione di movimento libertario, liberale, che noi rappresentiamo da più di 50 anni, c'è un’osservazione che io faccio: io gradirei che le associazioni costituenti il Partito, che sono 7, possano avere una espressione, una sollecitazione a far conoscere – e quindi far crescere – con parità di chance, la conoscenza e gli obiettivi di queste sette articolazioni del Partito”. I complimenti al grillino Roberto Fico, presidente della Commissione di vigilanza Rai: “Complimenti, perché lui è appena arrivato ma ha mostrato una capacità di percezione e di ricezione di alcuni dati strutturali dell’azienda e dell’impresa che ha portato alla luce un po’ quello che, grazie a Rita Bernardini, è venuto alla luce sui diritti di controllo e di indagine dei parlamentari rispetto al potere esecutivo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella e il ricordo di Sergio Stanzani appena conclusosi nella sede Partito radicale. Sul Congresso di Radicali Italiani: “Ci sono polemicucce nei siti a ciò destinati, che devo dire non sono rallegranti per la qualità di quei dibattiti. Sono francamente difficilmente alimentanti conoscenza e comprensione. Siccome si sta parlando dello scioglimento di Radicali Italiani, ho creduto di dare già una indicazione che è quella di continuare a coltivare ragioni e obiettivi costitutivi della galassia radicale, del movimento. Ho già avuto modo di sottolineare che c’è un problema, per perfezionare l’articolazione di movimento libertario, liberale, che noi rappresentiamo da più di 50 anni, c'è un’osservazione che io faccio: io gradirei che le associazioni costituenti il Partito, che sono 7, possano avere una espressione, una sollecitazione a far conoscere – e quindi far crescere – con parità di chance, la conoscenza e gli obiettivi di queste sette articolazioni del Partito. Perché sin dall’inizio c’era un obiettivo quasi semantico: visto che quasi tutti i partiti sono articolati su base nazionale, è chiaro che quando a un certo punto c’è una componente di questa galassia che si chiama ‘Radicali Italiani’, a questo punto anche semanticamente – visto che c’è il Partito comunista italiano, eccetera – si rischia un equivoco di fondo nella conoscenza e nei riflessi della gente. In televisione viene fuori ‘dei Radicali Italiani’, non ‘di Radicali Italiani’, e sembra quasi che il Partito transnazionale e transpartito sia organizzato a livello nazionale, il che non è. Occorre un’attenzione per evitare che le cose italiane diventino ‘all’italiana’”. La popolarità di Emma Bonino pur a fronte della scarsa informazione sui Radicali. La riunione organizzata dal grillino Roberto Fico in Parlamento sulla Rai: “Complimenti, perché lui è appena arrivato ma ha mostrato una capacità di percezione e di ricezione di alcuni dati strutturali dell’azienda e dell’impresa che ha portato alla luce un po’ quello che, grazie a Rita Bernardini, è venuto alla luce sui diritti di controllo e di indagine dei parlamentari rispetto al potere esecutivo”. La tendenza del Parlamento a diventare un “votificio”
    17:01 Durata: 12 min 54 sec
  • La giustizia da riformare e il fatto che “in realtà vere riforme di regime vengono respinte forse ancora più energicamente dalla sinistra che dalla destra”. Il “grande ideologo” Matteo Renzi e i suoi cambiamenti d'opinione su indulto e amnistia. Il ruolo di Giorgio Napolitano e del suo messaggio alle Camere

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il ruolo della giustizia, la “grande menata” della Trattativa Stato-mafia e la “crisi del diritto”. “In realtà vere riforme di regime vengono respinte forse ancora più energicamente dalla sinistra che dalla destra, per cui per esempio l’ipotesi che abbiamo avuto suffragata anche da due referendum, nei quali il favore per un sistema elettorale americano si è confermato nell’elettorato, mentre dall’altra parte c’è l’indisponibilità del potere parlamentare e della Corte costituzionale a fare sì che quelle riforme fossero compiute. Tanto se non si rispetta la legalità presente, mutare la legalità vuol dire che non rispetterà nemmeno la nuova legalità. Perciò o sono riforme strutturali volte a potenziare in modo classico la dialettica fra il supremo magistrato della Repubblica, cioè il Presidente, e il Parlamento”, oppure servirà a poco. Pannella definisce Matteo Renzi “un grande ideologo”. “E’ intervenuto per dire che il Presidente della Repubblica si sbagliava completamente perché [richiamava l’attenzione su] quelle cose che lui due anni fa stabiliva urgenti e necessarie – sì, lui dice, perché c’era la nonviolenza dei Radicali, e questo la dice lunga, gioca sul fatto che la gente è malamente informata e dunque non è in condizione di giudicare le carriere partitocratiche di uno e dell’altro”. Il “grottesco e ridicolo argomento securitario”, anche questo alimentato dall’informazione. La reazione “di regime” al messaggio di Giorgio Napolitano alle Camere: “Da garante del diritto, riterrei mio compito intervenire, oltre che su amnistia e indulto, anche sulla causa principale della condanna del regime italiano, che non sono le carceri, ma per la non ragionevole durata dei processi, combinata con l’obbligatorietà dell’azione penale e con il funzionamento della corporazione dei giudici, un combinato disposto che fa sì che la difesa giuridica e politica di Berlusconi è stata un po’ come quella del nostro segretario del Mali”. Dembra Traore, secondo Pannella, “poteva dare un contributo al suo Paese non chiudendosi all’interno del 31esimo ministro ma facendo ricorso alla transnazionalità del Partito, al ministro degli Esteri italiano di oggi, invece si è chiuso”. “Silvio Berlusconi avrebbe potuto, dopo Largo Argentina, fare una serie di gesti chiari: io gli dissi di dichiarare subito che 20 giorni dopo la condanna o l’assoluzione parlamentare, comunque si sarebbe dimesso. Si stava così nel cuore di questa scadenza del suo comportamento. Poi dicevo: a questo punto è indubbio che sia una realtà di accanimento, ma accanimento che si forma all’interno del regime quasi unico italiano dell’obbligatorietà dell’azione penale che ci crea 5 milioni di processi in svolgimento per anni e lo stesso di cause civili, con quello che comporta come conseguenze economiche”. “Senonché Arcore è stata occupata dai reazionari rimasti scontenti da Largo Argentina, cioè dal fatto che Berlusconi abbia firmato i 12 referendum, si sia detto favorevole all’amnistia e abbia sostenuto che non si tocca il Governo”. Renzi come “un pallido Longo”, “uomo decente” e segretario del Pci che provò a sventare il referendum Fortuna. “Napolitano ha compiuto una scelta, con una resistenza oggettiva. Lui ha una sua storia che non è ovviamente quella radicale, che è – seppure con accenti diversi e a volte critici – interna a quella del compromesso storico cercato da Pci, Piazza del Gesù e dal Vaticano”. Giuliano Ferrara, i suoi rapporti con il Vaticano e con il liberalismo
    17:14 Durata: 19 min 29 sec
  • La campagna radicale in Basilicata e la raccolta firme illegale condotta da altri partiti nella regione: “Noi oggi abbiamo reso pubblica una situazione nella quale tutti ritenevano, con colpa e non con dolo, di usare in queste 24 ore una selvaggia presa per il culo della democrazia e della legalità, corrispondente alla loro cultura partitocratica”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le elezioni regionali in Basilicata e “il patto formale di mutua adozione di noi Radicali con la gente e la realtà lucana: abbiamo reso pubblico quello che stava accadendo normalmente. Il candidato più autorevole della sinistra, Pittella, a un certo punto diventa candidato ufficiale della destra, e viene confermato dalla delegazione del Pdl. 48 ore dopo c’è la sinistra che dice ‘il nostro candidato è Pittella’ e il centrodestra dice ‘ci ha tradito!’”. Il parallelo tra la candidatura in Basilicata e le realtà di Catania nel 1987-88. “Noi oggi abbiamo reso pubblica una situazione nella quale tutti ritenevano, con colpa e non con dolo, di usare in queste 24 ore una selvaggia presa per il culo della democrazia e della legalità, corrispondente alla loro cultura partitocratica. Quindi ieri notte, alle 4 di mattina, loro che avevano già raccolto 500 firme – figurarsi, loro Pd e dintorni – sulla candidatura di una presidente magistrato, alle 4 di mattina lei apprende che non è più lei la candidata, ma le firme su di lei erano state tutte raccolte. Così, come uno di Sel testimonia, uno che tra l’altro era stato candidato di Ingroia a Taranto, si ritira perché dice: a questo punto apprendo che sarei candidato in delle liste collegate a un altro candidato, quindi dovrei raccogliere le firme di notte. Quindi succede che, standoci giù Turco, Bernardini, D’Elia, con un po’ d’esperienza, viene fuori che non possono chiudere a mezzogiorno perché ancora non sanno come uscire dalla situazione. Quindi una cosa da vecchi criminali, ormai rincretiniti come se fossero alle prime armi”. La lista Rosa nel Pugno presentata dai Radicali. La “convergenza” sull’amnistia tra Radicali e Monsignor Superbo, massima autorità religiosa in Basilicata. La distanza, secondo Pannella, tra le scelte di Camillo Ruini e Papa Francesco (caratterizzate, queste ultime, da “religiosità liberale”)
    17:34 Durata: 22 min 40 sec
  • Ancora sul Congresso di Radicali Italiani e sulla sua classe dirigente: “Mi pare che questo Congresso debba pronunciarsi su quello che è accaduto in quest’anno che è passato dall’altro Congresso, quindi la qualità delle scelte dipenderà…”. “Del fronte italiano ci siamo occupati noi come Partito in modo determinante, altrimenti ai referendum avremmo avuto – per considerazione pressoché unanime – 40-50mila firme, invece che 500mila, su 12 referendum. Ritengo anche che come idee, presenze e giudizi, abbiamo avuto sicuramente una direzione di Radicali Italiani che non mi pare essere adeguata alla storia del movimento”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’avvicinarsi del Congresso di Radicali Italiani. “Tra chi dice che Radicali Italiani è ingiustamente attaccata e chi dice che bisogna scioglierli, ho già detto che per quanto riguarda me, il Partito, invece noto una sola cosa: che sarebbe auspicabile che tutte le nostre associazioni costituenti il Pr, quelle italianofone prevalentemente, possano arricchire l’informazione in Italia e non ritengano che la voce radicale è quella di Radicali Italiani”. La proposta di trasmissioni fisse di mezzora, una per ogni associazione, nelle stesse fasce orarie: “Spazi costitutivi davvero della storia radicale”. Il dibattito con Massimo Bordin sul palinsesto di Radio Radicale. “Occorre invece che tutti i soggetti abbiano le stesse chance, e quindi anche lo stesso obbligo di servizio, che ha Radicali Italiani”. “Non c’è il problema di vietare i Radicali Italiani, ma di valorizzare le altre associazioni. Per me il problema di Radicali Italiani esiste nella misura in cui si è creata una situazione di fatto in cui questi altri soggetti, meritori tanto quanto, a un certo punto possano essere conosciuti e giudicati con la stessa normalità con la quale si possono ascoltare e giudicare i Radicali Italiani”. “Farò un intervento su quello che l’appartenenza al Partito radicale, al suo Statuto, alle sue regole, a un certo punto possa essere utile perché la situazione italiana diventi sempre più chiara”. “Mi pare che questo Congresso debba pronunciarsi su quello che è accaduto in quest’anno che è passato dall’altro Congresso, quindi la qualità delle scelte dipenderà…”. “Del fronte italiano ci siamo occupati noi come Partito in modo determinante, altrimenti ai referendum avremmo avuto – per considerazione pressoché unanime – 40-50mila firme, invece che 500mila, su 12 referendum. Ritengo anche che come idee, presenze e giudizi, abbiamo avuto sicuramente una direzione di Radicali Italiani che non mi pare essere adeguata alla storia del movimento”. Il ruolo della giustizia nella mozione congressuale dello scorso anno e nella raccolta referendaria. “Se potessi trovare il modo per scrivere una lettera esauriente ai compagni congressisti, preferirei di gran lunga fare questo. Dubito che ne avrò il tempo e il modo in questi giorni, altrimenti preferirei perché carta canta. E allora alcune strategie, alcuni obiettivi, alcuni giudizi interni… Poi vorrei chiedere se per caso nella classe dirigente di Radicali Italiani possano essere definite o individuate visioni strategiche, cosa che escludo, sono sempre analisi della congiuntura, ma una idea forza bon dieu non la trovo, mentre noi ne siamo zeppi”
    17:56 Durata: 26 min 29 sec
  • Berlusconi, la tenuta del Governo e il ruolo del ministro degli Esteri, Emma Bonino

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione del Governo. Il “colpo di scena” avvenuto in Parlamento con la fiducia all’esecutivo votata da Silvio Berlusconi che “lì ha confermato al 500 per cento quello che era venuto a dire, a confermare plasticamente, a Torre Argentina assieme agli obiettivi dei 12 referendum e dell’amnistia, mentre dall’altra parte Renzi e Cuperlo cui guardo con interesse per storie triestine…”. Il Pd e il tradimento del suo obiettivo di riforma in senso uninominale della legge elettorale. “C’è un obiettivo che il Pd ha perseguito se non quello del galleggiare?”. La Legge di stabilità e l’effetto stimato dei milioni di processi pendenti: “Tutti parlano di riforme della fiscalità rispetto al lavoro, che è un aspetto costitutivo rispetto all’impresa, sulla quale stiamo un pochettino a guardare come si sta sviluppando la progettualità del Governo”. Il ruolo di Emma Bonino, ministro degli Esteri: il caso della politica estera rispetto alla Cina, alla pena di morte e al trattamento delle minoranze di quel Paese. L’inchiesta sui sospetti brogli elettorali che in Cambogia avrebbero fatto ottenere il successo al dittatore Hun Sen contro l’oppositore Sam Raimsy (iscritto al Partito radicale) e l’attenzione di Emma Bonino. Il caso dei due marò in India
    18:23 Durata: 25 min 2 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La “situazione di egemonia culturale radicale rispetto all’attualità politica, non solo nazionale. Quanto noi affermavamo 30 anni fa sui disastri del proibizionismo, dicendo che erano i germi di invalutabili pericoli populisti, con grande forza delle criminalità organizzate e rafforzate dai proibizionismi; è indubbio che oggi in questa direzione c’è una grossa attenzione”. Il caso della Bossi-Fini. La lungimiranza della visione europea e un messaggio a Mario Monti: “Io trovai a un certo punto che in Monti mancava una tendenza di carattere strategico, perché sono stato l’unico – anche rispetto al Parlamento europeo – a sottolineare che Monti va come rappresentante del Consiglio europeo in Parlamento e Verhofstadt e Cohn-Bendit dicono ‘finalmente dal Consiglio una posizione spinelliana e federalista’; io ho creduto d’avere sentito male perché qualche giorno prima, a Die Welt, il nostro presidente del Consiglio aveva detto degli Stati Uniti d’Europa che ‘non ci saranno mai’, perché ‘nessuno ha interesse soggettivo a che ci siano’”. L’assenza di strategia e “l’inconsistenza politica che adesso sta pagando”. Il peso dei Radicali nelle organizzazioni internazionali. Sulla scomparsa di Sergio Stanzani, tra i fondatori del Pr: “Vorrei dare atto che, a parte i prestigiosi nostri compagni con doppia tessera, per il momento un solo esponente dei massimi ceti dirigenti, cioè Gianni Letta, è venuto fisicamente” alla camera ardente. “Poi oggi ha parlato, e ne sono lieto, il presidente del gruppo parlamentare Sel alla Camera (Gennaro Migliore, ndr), con amicizia. Però vorrei dire: se fino alle 8 c’è qualche altro eccelso ‘democratico’, con le virgolette o senza, che volesse venire a trovarci alla camera ardente, fino alle 8 c’è”. La preparazione per l’accoglienza di Sergio anche a Bologna
    18:48 Durata: 12 min 35 sec