03 APR 1995

Intevento di Emma Bonino, commissario europeo, sulle politiche comunitarie in materia di pesca

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 4 min 24 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intevento di Emma Bonino, commissario europeo, sulle politiche comunitarie in materia di pesca", registrato a Parlamento Europeo lunedì 3 aprile 1995 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (commissario europeo).

Tra gli argomenti discussi: Cee, Commissione Ue, Controlli, Iii, Mare, Mediterraneo, Navi, Parlamento Europeo, Pesca, Regolamento.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Emma Bonino

    commissario europeo

    Onorevoli parlamentari. vorrei brevemente dire che concordo, ovvamente. sulla necessità - ripeto - di determinati aggiustamenti. Non si tratta di rimettere in discussione, nel fondo, il regolamento né di chiedere ulteriori deroghe: si tratta, nell'ambito di un discorso leale che ci appartiene, di aggiustamenti e di un periodo transitorio. La Commissione continuerà a chiedere delle contropartite in termini di dati che siano omogenei e quindi analizzabili. dei quali però essa ancora non dispone nonostante alcuni investimenti finananziari considerevoli. Aggiustamenti. dicevo. che consentano un periodo in cui rimettere in discussione alcuni strumenti tradizionali di pesca e consentire che l'intero settore si adegui anche dal punto di vista commerciale. L`onorevole Fraga parlava poc'anzi di gusto e di mercato: è vero, perché in una pescheria mal gestita si tende a pescare pesce sempre più piccolo. che è poi quello che il mercato più richiede. Vorrei rassicurare il collega Kofoed che il dialogo con le categorie e le amministrazioni regionali per l'applicazione di questo regolamento è gia in corso: ci sono stati vari e diversi incontri e la Commissione ha mandato anche un gruppo di esperti in zona per constatare de visu i problemi esistenti. La Commissione, peraltro. conosce bene il problema dell'applicazione di un regolamento nel bacino del Mediterraneo. sul quale si affacciano altri dieci. quattordici paesi che a questo regolamento non sono evidentemente tenuti. Ciò potrebbe portare ad evidenti situazioni di discriminazione. ed è proprio per questo. credo, che da Creta in poi - passando per il Convegno di Ancona e terminando con la conferenza diplomatica di Barcellona - questo sforzo di gestione comune del Mediterraneo deve constituire un interesse comune. Devo dire però. senza dilungarmi qui in dettaglio sulla sempiterna specificità mediterranea - che è vera ma che non deve diventare un alibi - che bisogna pure trovare una soluzione a questo aspetto. cosi come bisogna trovare una soluzione alla taglia minima di pesce pescato e alla misura minima di reti da pesca. Infatti, delle due l'una: o gli stock di pesca sono monospecifici o, come si sostiene nella specificità mediterranea, non lo sono. E se non lo sono - e ai quanto pare non lo sono - comprenderete bene perché, di fronte ad una misura minima del pesce si è poi adottata una misura minima delle reti, proprio per salvaguardare quella specificità a cui tutti teniamo e che è quella della multispecie dello stock. Due sono quindi le misure, ma sapete bene, cari parlamentari, che c'è anche un modo semplice, che è stato peraltro adottato dagli spagnoli: le flottiglie potrebbero evitare cioé di andare a pescare proprio nelle zone dove ci sono i merluzzi più piccoli. Gli spagnoli hanno ben definito queste zone e semplicemente non vanno a pescare li. Esistono dunque degli accorgimenti per venir fuori da questa situazione. Per questo la Commissione, ribadendo la validità di fondo del regolamento, parla di aggiustamenti in un periodo transitorio ben definito, alla fine del quale dobbiamo disporre di una vera politica di conservazione delle risorse,
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