28 APR 1983

Intervento di Emma Bonino, parlamentare europeo, durante il dibattito sui tempi del lavoro e sulla situazione della disoccupazione nella CEE

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 42 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Emma Bonino, parlamentare europeo, durante il dibattito sui tempi del lavoro e sulla situazione della disoccupazione nella CEE", registrato a Parlamento Europeo giovedì 28 aprile 1983 alle 00:00.

Sono intervenuti: Emma Bonino (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Cee, Disoccupazione, I, Lavoro, Parlamento Europeo.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Emma Bonino

    parlamentare europeo

    Signor Presidente, io ritengo che ognuno in questa sede abbia la possibilità di espri- mersi come meglio crede e che non stia al Presidente fare apprezzamenti sui contenuti degli interventi dei colleghi. (Applausí) Credo che il collega Galland abbia perfettamente ragione di chiedere la parola per fatto personale. Ognuno si assume la responsabilità della propria demagogia, e non sta al Presidente dare patenti di serietà o di demagogia in questo Parlamento. (Applausi). - (Esclamazioni di " Bene, Brava !) Signor Presidente, io credo di dover esprimere a lei e a tutti i colleghi tutto il mio senso di frustrazione e di inutilità per questo dibattito; sentimenti che credo condivisi da molti anche per le condizioni di lavoro che siamo costretti, in qualche modo, a subire. Lasciatemi fare due brevissime considerazioni. La prima : io mi sento più in una situazione di convegno internazionale, peraltro a medio livello, o in una situazione di dibattito culturale sul tema della disoccupazione che non in un Parlamento, che d'altronde non ha nê i fondi - i soldi insomma - né i poteri per intervenire veramente in termini di politica comunitaria sul tema della disoccupazione. Allora, convegni di questo tipo ne abbiamo frequentati molti, anche di più concentrati, più serrati, più seguiti, e forse anche più produttivi. Ma è vero, e dobbiamo ammetterlo tutti, che il nostro stesso bilancio indica che non c'è una vera volontà politica ma solo una tentazione, per alcuni versi demagogica, ad alto livello. Colleghi, io credo che demagogia e politica, specie per i grandi gruppi e per i gruppi seri, non possono andare d'accordo, non devono andare d'accordo. D'altronde, dicevo, questo Parlamento non ha i poteri né, mi pare, esiste la volontà politica di dargli questi poteri con una certa rapidità. Chi ha voluto questa tornata ha voluto in realtà una passerella televisiva, tant'è che la nostra stessa funzione - che è quella del voto, in particolare quella del voto nominale - per accordo generale deve essere estremamente ridotta, perché se chiedessimo voti nominali, come ci sono stati sui grandi dibattiti - dieci o undici - sarebbe considerato vero e proprio sabotaggio. lo credo che, in termini di attività parlamentare, noi dimostriamo qui oggi tutta la nostra inefficienza e tutta la nostra impotenza. Credo, soprattuto, che chi ha voluto questa tornata - magari per usarla in campagna elettorale - ha fatto un pessimo servizio al Parlamento, alla Comunità e, credo, soprattuto ai disoccupati che, se potessero assistere ai nostri lavori qui, e non in televisione come ieri mattina, ne trarrebbero un ulteriore motivo di disperazione e non certo di fiducia o di speranza. (Applausi)
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