12 GIU 2001

Intervento di Marco Cappato sulla costituzione dell'Autorità europea per gli alimenti

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 5 min 20 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Marco Cappato sulla costituzione dell'Autorità europea per gli alimenti", registrato a Parlamento Europeo martedì 12 giugno 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Marco Cappato (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Agroalimentare, Animali, Controlli, Malattia, Parlamento Europeo, Sicurezza, Stato, Unione Europea, V.

La registrazione video ha una durata di 5 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Marco Cappato

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, pur complimentandomi con il relatore per il lavoro svolto mi permetto di rilevare qualche dubbio sul metodo secondo il quale, ogni volta che nasce un problema, si risponde con la creazione di un'agenzia, di un organismo preposto ad affrontarlo o a risolverlo. Questa, purtroppo, è la regola d'oro della creazione e della moltiplicazione delle burocrazie. Ci auguriamo naturalmente che non sia il caso di questa Agenzia per la sicurezza alimentare, ma bisogna prendere tutti gli opportuni provvedimenti e cautele dato che questo è esattamente il meccanismo che solitamente si verifica all'interno dell'Unione europea. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, sappiamo che esistono enormi problemi politici all'interno dell'Unione, problemi che abbiamo avuto tutti sotto gli occhi, in particolare durante la crisi alimentare dovuta alla mucca pazza ma non solo, problemi politici che richiedono risposte politiche di possibilità di intervento, di rapporto di poteri tra l'Unione e gli Stati membri, e queste risposte politiche non possono essere eliminate dalla creazione di un'agenzia preposta a fornirle. Detto questo, quindi, con la decisione che si sta per prendere facciamo almeno in modo che l'Agenzia possa lavorare bene, e perché possa lavorare bene - l'hanno già detto altri colleghi - credo che il suo scopo debba essere molto preciso, ben delineato: la sicurezza alimentare. Mi pare poco prudente - e qui mi riferisco agli interventi di alcuni miei colleghi - pensare di allargare lo scopo, l'ambito dell'Agenzia inserendo le questioni ambientali e le questioni delle tradizioni alimentari: queste sono questioni che devono essere rispettate dal mercato, dagli Stati membri. Io sono del parere che quest'Agenzia si debba innanzitutto occupare della questione della sicurezza alimentare, dei pareri scientifici, non, come figura nel testo, per evitare pareri scientifici contrastanti ma proprio, al contrario, per far venire alla luce tutti i diversi pareri scientifici e consentire, magari anche alle assemblee democratiche, di considerare, confrontare, dibattere i risultati che la scienza propone. Sarebbe opportuno quindi rafforzare, a partire dai membri del consiglio di amministrazione alle stesse decisioni relative all'Agenzia, le possibilità di influenza e di intervento di questo Parlamento, ora e anche poi, durante la la vita stessa dell'Agenzia. Un'osservazione, ora, circa un emendamento contenuto nella relazione, che recita: "per incoraggiare l'osservanza della legislazione europea, far sì che la sede dell'Agenzia sia ubicata in un paese che si situi nella prima metà della graduatoria degli Stati membri, basata sul minor numero di casi pendenti davanti alla Corte di giustizia per presunte violazioni del diritto dell'Unione europea". Credo che questo sia davvero uno strafalcione, un errore elementare anche nell'interpretazione dei Trattati. Ci sono delle regole preposte a sanzionare e a controllare il rispetto della legislazione europea negli Stati membri: orbene, io credo che utilizzare l'attribuzione della sede delle agenzie come merce di scambio tra un paese e un altro, dandone di più ai paesi "buoni" e di meno ai paesi "cattivi", che hanno tante cause pendenti davanti alla Corte di giustizia, sia davvero un uso improprio dei Trattati e della legislazione europea. La sede dell'Agenzia dovrebbe essere stabilita in base a criteri che riguardano la sua attività - quanto cioè la sede sia il risultato dell'espressione di una cultura agricola, alimentare radicata in quel territorio - nonché alle sue competenze scientifiche, che riguardano gli alimenti e i prodotti alimentari. Attribuire le sedi delle agenzie, in generale, come un premio da dare a questo o a quello Stato membro è un meccanismo pericoloso che lega l'agenzia agli Stati membri, ne diminuisce l'indipendenza e, oltretutto, è un modo distorto di utilizzare la legislazione europea.
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