13 GEN 2003

Intervento di Maurizio Turco sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea (2001)

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 46 sec
A cura di Andrea Maori
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La situazione dei diritti umani in Italia.

Registrazione video di "Intervento di Maurizio Turco sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea (2001)", registrato a Parlamento Europeo lunedì 13 gennaio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Maurizio Turco (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Carcere, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Corte Costituzionale, Diritti Civili, Diritti Umani, Italia, Matrimonio, Omosessualita', Parlamento, Parlamento Europeo, Regolamento, Terrorismo, Tortura, Unione Europea, Usa, V.

La
registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Maurizio Turco

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, innanzitutto voglio ringraziare la collega Swiebel per l’ottimo lavoro compiuto, almeno quello che a noi pare un ottimo lavoro. Condividiamo i contenuti della relazione e soprattutto l’approccio coraggioso che è stato adottato nel nominare puntualmente e oggettivamente gli Stati che hanno compiuto violazioni di diritti dell’uomo o non hanno firmato o ratificato convenzioni internazionali inerenti alla loro protezione e difesa. Tra i tanti problemi che sono stati rilevati nella relazione, come dimostra questo dibattito, due sono particolarmente importanti e sensibili: innanzitutto la preoccupazione che una lotta cieca al terrorismo possa condurre, se ciò non accade già, ad abbassare la guardia sulla promozione, la protezione e la difesa di diritti civili ed umani inalienabili. A questo riguardo c’è già chi oggi, negli Stati Uniti, propone di introdurre legalmente la tortura. E’ un dibattito, questo, che a noi interessa molto e che dobbiamo controbattere con forza, opponendo le armi del diritto e della legalità a quelle della violenza, per quanto questa possa essere ritenuta legale. L’altro tema che con coraggio la relatrice ha evidenziato è quello del riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Si tratta, a nostro avviso, di introdurre anche nella legislazione il diritto alla libertà dell’individuo in senso lato, che è il senso proprio della libertà. Come hanno rilevato altri colleghi, sarà necessario prestare maggiore attenzione all’operato della Commissione e del Consiglio in materia di diritti umani. Noi deputati radicali denunciamo da tempo che, troppo spesso, la carenza d’azione delle Istituzioni europee in materia di rispetto dei diritti dell’uomo, sia nei paesi terzi che in quelli dell’Unione, assume caratteri gravi e disastrosi per i cittadini e per le stesse Istituzioni. Gli articoli 6 e 7 del Trattato sull’Unione, ma anche la cosiddetta clausola democratica, sono, innanzitutto per responsabilità del Consiglio e della Commissione, svuotati di ogni significato. In altre ma più concrete parole, il principio del rispetto dei diritti dell’uomo e la loro difesa sono del tutto virtuali. Sempre in materia di articoli 6 e 7 del Trattato, il Parlamento europeo ha per la prima volta utilizzato la procedura prevista dall’articolo 108 del proprio Regolamento per chiedere un’azione comunitaria contro l’Italia, per violazione grave e persistente dei diritti dell’uomo e dello Stato di diritto in relazione alla prolungata e illegale mancanza del plenum, previsto dalla Costituzione, del Parlamento e della Corte costituzionale. La violazione in Italia continua in modo drammatico. Alcuni giorni fa il Parlamento italiano ha stabilizzato il cosiddetto 41 bis , il regime di detenzione speciale, la cui applicazione abbiamo documentato essere una vera e propria tortura democratica: legge che lo stesso Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha dichiarato essere illiberale, ma necessaria. Di questo tuttavia riparleremo in altra occasione. Nel frattempo, i deputati radicali voteranno con convinzione la relazione dell’onorevole Swiebel.
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