31 MAR 2004

Intervento di Maurizio Turco sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE (2003)

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 7 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Maurizio Turco sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE (2003)", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 31 marzo 2004 alle 00:00.

Sono intervenuti: Maurizio Turco (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Commissione Ue, Consiglio Europeo, Controlli, Diritti Civili, Diritti Umani, Parlamento Europeo, Sicurezza, Terrorismo Internazionale, Unione Europea, V.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Maurizio Turco

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, saluto anch’io il lavoro svolto dalla collega Boumediene, che è stato molto importante anche per il successivo dibattito che si è avuto nella commissione per le libertà pubbliche. A me preme sottolineare una cosa: da anni questa relazione annuale è sempre più simile a se stessa. Si assiste a una violazione ormai persistente e sempre degli stessi diritti, c’è sempre lo stesso dibattito senza che arriviamo al punto cruciale sollevato dalla collega Swiebel. La Commissione e il Consiglio vogliono fare del rispetto dei diritti umani fondamentali una vera politica? Su questo noi aspettiamo una risposta. Ma se la risposta dovesse essere che esiste già l’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, sappiamo già sin d’ora che quella è una falsa risposta. Pur essendovi le condizioni per applicarlo, l’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea non è stato mai applicato né lo sarà mai in un contesto istituzionale in cui la Commissione europea, per evidenti ragioni, non avrà mai la forza di ribellarsi ad uno degli Stati membri. Pertanto, in presenza di violazioni ripetute nel tempo e denunciate attraverso queste relazioni e in assenza di sanzioni, è inevitabile che l’anno prossimo, ancora una volta, vedremo ulteriormente aggravata questa fotografia. A tutto ciò vanno aggiunte le iniziative cosiddette di lotta al terrorismo. Tutte le iniziative prese dal Consiglio, o che vorrebbe prendere il Consiglio, in questi ultimi tempi, pur essendo finalizzate alla lotta al terrorismo, hanno di fatto come unica conseguenza pratica quella di comprimere le libertà dei cittadini. Per quanto riguarda poi l’unica iniziativa veramente utile, quella cioè di dar vita ad un’intelligence europea, abbiamo letto le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano secondo cui ciò non è possibile perché ciascuna agenzia nazionale è gelosa dei propri dati. Se l’Unione europea difende in questo modo i cittadini dal pericolo terrorista, come potrà mai avere forza e capacità di difendere i propri cittadini dalle violazioni commesse dagli stessi Stati membri contro di loro?
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