01 DIC 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 1 dicembre 2013 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    La questione giustizia e la sorte dei referendum radicali.
    17:00 Durata: 1 min 21 sec
  • Pannella: “Se c’è un connotato oggi del fatto Radicale, è quello che a me pare mostri di avere una sorta di grande egemonia culturale”. Sul tema giustizia: “Vorrei fare un esempio: da 2 giorni c’è stata anche la Corte costituzionale che ha fatto un intervento inequivoco a favore dell’amnistia, dell’indulto. Evidentemente sentiva l’urgenza di farlo. E questo viene dopo che il Presidente della Repubblica a un certo punto ‘eppur si muove’, prende e non solo fa il messaggio alle Camere che per 7 anni non aveva fatto, ma lo fa proprio dicendo del problema della giustizia e delle carceri, con i punti di riferimento come amnistia e indulto”. “Poi abbiamo la giurisdizione internazionale: non solo la Cedu, anche su Bruxelles stiamo accumulando materiale, e ho chiesto di fare per i prossimi giorni un elenco dei punti nei quali noi siamo condannati”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Ho sottolineato, durante la Direzione di Radicali Italiani che per la prima volta si è aperta con la relazione della segretaria Rita Bernardini, che noi stiamo di fronte a una serie di cose su cui i sociologi stranamente non dicono nulla. Emma Bonino ed io, nella prova elettorale che abbiamo fatto con la Rosa nel Pugno che spesso ci si accusava di sottovalutare come possibilità di richiamo, sui 400mila elettori lucani Emma Bonino ha avuto 41 voti preferenziali e io 35”. “I sociologi contemporanei, ogni volta che riguardano un po’ le realtà ‘radicali’” restano silenti: “Alle elezioni politiche hanno avuto zero eletti, che poi rappresentavano la media delle possibilità per gli elettori italofoni di esprimere un giudizio sulla proposta radicale, nel senso che abbiamo ormai una documentazione di tutto rispetto e singolare sulla possibilità per i cittadini italianofoni di conoscere e quindi giudicare le varie proposte politiche e i vari leader politici. Bene, lì una cosa è chiara: il grado di possibilità data ai cittadini in base a sondaggi e anche a statistiche ufficiali” è scarso. “Emma Bonino persiste da 15-18 anni ad essere il più popolare nel nostro Paese. Poi è la 190esima in possibilità data ai cittadini italiani di giudicarla. Io sono invece il 240esimo. Questo in una situazione nella quale uno vede i primi 10, ed emerge che Grillo – che ‘non va in televisione’ – viene al terzo posto. Quando si arriva allo ‘zero virgola’, non si ha presente che lo ‘zero virgola’ è lo zero, punto e basta. Se per 10 anni sei allo zero virgola, essendo il politico più popolare d’Italia come Emma Bonino, e non parlo di adesso che è ministro degli Esteri e ogni tanto la vediamo, a questo punto significa che lo zero è quanto da ogni componente del potere politico reale italiano – perché il potere di comunicazione è un potere politico reale e importante” viene attribuito ai Radicali. Il caso dei “referendum fondamentali” promossi dai Radicali: “Perché in realtà siamo sempre stati aiutati nei grandi referendum proprio dalle basi comuniste e dalle basi cattoliche”, mentre per “la classe dirigente italiana, influenzata in gran parte dalla chiesa cattolica o dalla chiesa comunista, siamo i nemici per eccellenza, perché siamo stimati e ci si fa fiducia da parte delle loro basi, non da parte degli avversari”. “Se c’è un connotato oggi del fatto Radicale, è quello che a me pare mostri di avere una sorta di grande egemonia culturale. E sull’egemonia, soprattutto quelli che 30 anni fa discutevano molto di e su Gramsci, Gramsci diceva che il concetto dell’egemonia poteva affermarsi lì dove c’era democrazia politica liberal-democratica. Ed è vero, quindi cosa succede in questo momento? Vorrei fare un esempio: da 2 giorni c’è stata anche la Corte costituzionale che ha fatto un intervento inequivoco a favore dell’amnistia, dell’indulto. Evidentemente sentiva l’urgenza di farlo. E questo viene dopo che il Presidente della Repubblica a un certo punto ‘eppur si muove’, prende e non solo fa il messaggio alle Camere che per 7 anni non aveva fatto, ma lo fa proprio dicendo del problema della giustizia e delle carceri, con i punti di riferimento come amnistia e indulto”. “Poi abbiamo la giurisdizione internazionale: non solo la Cedu, anche su Bruxelles stiamo accumulando materiale, e ho chiesto di fare per i prossimi giorni un elenco dei punti nei quali noi siamo condannati”. “Aggiungiamo che quanto accaduto soprattutto per iniziativa dell’Associazione Coscioni, in particolar modo di Filomena Gallo, è che siamo riusciti a regolare definitivamente il conto della Legge 40 e di tutto il casino che era successo quando la Corte interamericana, che racchiude 41 Stati, ha preso una posizione clamorosa, dando ragione a noi contro il Governo di Costa Rica, dicendo quello che dicevamo quando in Italia promuovemmo quel referendum”. “Noi riusciamo ad ottenere in questo momento, a proposito di egemonia, la Corte interamericana, la Cedu, che tutte quante in modo clamoroso sui punti dolenti” ci danno ragione. “Io credo che tutto questo avvenga con grande sollievo di Papa Francesco, non avendo mai fatto parte lui della corrente teistica che santifica il potere mondano”
    17:01 Durata: 19 min 8 sec
  • Pannella: “Adesso dobbiamo aiutare l’unico che è silente, il Governo. C’è il Parlamento, ci sono le Corti, c’è il Presidente della Repubblica e allora bisognerà aiutare Emma e il Governo a prendere posizione sull’amnistia e sull’indulto”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Adesso c’è un problema: qui dobbiamo aiutare l’unico che è silente, il Governo. C’è il Parlamento, ci sono le Corti, c’è il Presidente della Repubblica e allora bisognerà aiutare Emma e il Governo a prendere posizione sull’amnistia e sull’indulto”. Il Dalai Lama e la difesa dei diritti democratici e di libertà degli Han, cioè degli oppressori dei tibetani. “E’ insignificante questa egemonia culturale?”. Il riferimento alle ultime scelte di Beppe Grillo: “Resta il fatto che noi, senza potere e senza parlamentari, stiamo riscontrando questa responsabilità che dobbiamo riconoscere per esercitarla”
    17:20 Durata: 5 min 27 sec
  • Sul ritorno della ragion di Stato in tutto il mondo. Pannella: “Non è un caso che vengono fuori delle cose facilmente profetizzabili: se siamo di fronte a un tentativo di rivincita storica dei totalitarismi e della ragion di Stato, ecco che abbiamo il terrore giustificato che se l’Europa va a votare l’anno prossimo allora tornano le cose di 50 anni fa”. “Se vogliamo evitare la storia di quel notissimo rivoluzionario suggestivo che è Nichi Vendola, che prende posizioni, poi i suoi voti aumentano con le posizioni che ha e quindi anche la capacità di fare propaganda, noi dobbiamo evitare il nostro Governo, il nostro ministro degli Esteri, a fare proprio il compito di fare riconoscere e dibattere questi aspetti dell’attualità”. Le critiche al Partito democratico

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul ritorno della ragion di Stato. “C’è il tentativo patente di eliminare i Radicali, ma poi vengono fuori sorprese: il Presidente della Repubblica che prende e fa il messaggio alle Camere”, poi spiega di avere “imposto Emma Bonino al Presidente del Consiglio”. “Non è un caso che vengono fuori delle cose facilmente profetizzabili: se siamo di fronte a un tentativo di rivincita storica dei totalitarismi e della ragion di Stato, ecco che abbiamo il terrore giustificato che se l’Europa va a votare l’anno prossimo allora tornano le cose di 50 anni fa”. “Se noi abbiamo azzeccato perché ci è stata trasmessa, non importa quanto per merito o per fortuna, noi abbiamo pre-visto e non profetizzato questo corso delle cose, quello di Hannah Arendt e di Ignazio Silone: cioè si è vista la democrazia reale così come si era visto il comunismo reale quando ancora era imperante. Oggi c’è la democrazia reale che tende ad affermarsi, ma in nessun posto come in Italia noi stiamo individuando i punti centrali per la legalità democratica. Dobbiamo avere l’ambizione di venire fuori a livello mondiale. Devo dire, francamente: qualcuno può contestare che questa cosa rivoluzionaria del Dalai Lama, che dice di voler far parte dello Stato cinese, e dice che a cominciare dagli Han ci siano diritti democratici e liberali per tutti? Nella storia delle idee e dei valori, queste costituiranno una data, perché è clamoroso”. “A questo punto dobbiamo aiutare il Governo a uscire fuori da una situazione nella quale tutti – il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, il Tar del Lazio – fanno emergere obiettivi presentati come co-essenziali con la legalità quale che essa sia”. “Anche come politica estera dobbiamo valorizzare queste cose. L’Onu? Si riunisca”. “Se vogliamo evitare la storia di quel notissimo rivoluzionario suggestivo che è Nichi Vendola, che prende posizioni, poi i suoi voti aumentano con le posizioni che ha e quindi anche la capacità di fare propaganda, noi dobbiamo evitare il nostro Governo, il nostro ministro degli Esteri, a fare proprio il compito di fare riconoscere e dibattere questi aspetti dell’attualità”. Le possibilità di interloquire con la diplomazia vaticana per una “battaglia a livello Onu contro i Cesari che diventano di nuovo Cesari delle catacombe”: “Libertà di coscienza” contro “ragion di Stato”. Le primarie del Pd. “Se noi facciamo un racconto stringato del comportamento e dell’efficienza anti-democratica, altro che Marine Le Pen, dei ‘democratici’ italiani, malgrado i loro elettori… Se questo c’è, allora dobbiamo avere il coraggio di non avere pudicizie: non possiamo fare le vittime, ma nemmeno quelli con il complesso di Stoccolma”. Pannella ricorda il divieto opposto a una sua candidatura qualche anno fa, divieto poi replicato rispetto ai Radicali a Milano o nel Lazio. “Sono poi loro che sabotano i referendum, visto che i quesiti non hanno potuto contare nemmeno minoranze disobbedienti, nel senso che c’erano in apparenza Socialisti e Sel con Radicali Italiani nel convocare questa roba, e questi non ci hanno dato una pera di nulla in termini di supporto politico. E’ necessario dare quindi questo contributo dei fatti che riguardano quella battuta troppo facile: quando questi sono riusciti ad ammazzare tutti i trotzkisti, si sono dovuti trovare qualche successore come i Radicali”
    17:25 Durata: 16 min 6 sec
  • Su euro, Napolitano e dissesto idrogeologico

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le elezioni europee, il tema “euro” e quello del ruolo del Presidente della Repubblica. Pannella: “Visto che loro faranno il tentativo in modo goffo di linciare il Presidente della Repubblica, siccome io lo faccio da 4 anni senza interruzioni… Lui stesso dice: ‘Tu mi imputi delle cose, non mi offendi’”. “A mio avviso, entro sei mesi, verrà fuori pure da qualche ambiente parlamentare che ci sono due o tre generali italiani o stranieri che apprezzerebbero un colpo di Stato”. “A mio avviso l’atmosfera c’è”. Il dissesto idrogeologico e quello democratico: “Noi oggi siamo di già in una situazione nella quale si possono evocare come morti o morenti decine di migliaia di persone, non più centinaia”. Il caso degli scenari di eruzione del Vesuvio. Il caso della cosiddetta Terra dei fuochi. Il ruolo del Governo. “Io ho detto che dobbiamo aiutare Emma e il Governo perché, di fronte a questo cumulo di fatti, di fronte alle incriminazioni e al primato italiano in negatività rispetto al diritto e ai diritti, a questo punto dobbiamo trarne delle conseguenze. Altrimenti ci troviamo nella condizione di quei pochi intellettuali tedeschi che, venendo arrivare l’ignoranza e l’impossibilità che il popolo conoscesse le cose, se ne sono andati prudentemente l’esilio, come Thomas Mann (scrittore e saggista, 1875-1955, ndr) e altri”. Il ruolo del Pd: “Io non ho sentito mai di un convegno ufficiale del Pd nemmeno sull’Europa, che pure adesso tutti potrebbero fare. Quindi vorrei affermare, credo potendo sperare di avere un giorno un attimo di gratitudine da parte della gente del Pd, perché quando denuncio questo, quando denuncio che Zanda è potentissimo… E’ venuto crescendo dopo la cosa vomitevole degli 8 senatori…”. L’evoluzione delle figure di Enrico Deaglio e Riccardo Barenghi
    17:42 Durata: 18 min 10 sec
  • Sullo stato delle finanze radicali: “Tutti coloro che ci ascoltano: stiamo attenti, non è detto che noi riusciamo in sempiterno a sopravvivere a una realtà come questa che viviamo in Italia. E quindi dovrei ricordare che da noi è fondamentale: c’è un minimo di simpatia o fiducia in noi? Allora c’è da comprare il biglietto, il biglietto dell’autobus, del treno o di quello che sia, perché noi viviamo e possiamo vivere solo di quelli che accettano di usufruire del mezzo di trasporto radicale. Quindi se il caffè al giorno non arriva, potrebbe essere molto grave per noi in termini di sopravvivenza”. La passata interlocuzione con i piccoli e medi imprenditori italiani, considerati “il nuovo terzo o quarto Stato”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I “dati terrorizzanti” forniti da Maurizio Turco sullo stato delle finanze radicali. “Tutti coloro che ci ascoltano: stiamo attenti, non è detto che noi riusciamo in sempiterno a sopravvivere a una realtà come questa che viviamo in Italia. E quindi dovrei ricordare che da noi è fondamentale: c’è un minimo di simpatia o fiducia in noi? Allora c’è da comprare il biglietto, il biglietto dell’autobus, del treno o di quello che sia, perché noi viviamo e possiamo vivere solo di quelli che accettano di usufruire del mezzo di trasporto radicale. Quindi se il caffè al giorno non arriva, potrebbe essere molto grave per noi in termini di sopravvivenza”. La passata interlocuzione con i piccoli e medi imprenditori italiani, considerati “il nuovo terzo o quarto Stato”. Le polemiche passate con l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: “Lui diceva ‘tanto è vero che quando l’Italia sta male perché ha un debito pubblico immenso, non si valuta – era la tesi ufficiale – che le famiglie italiane sono le più ricche’. E infatti sono stati coerenti! Hanno aumentato le imposte rispetto alla tassazione diretta e hanno ammazzato il ceto medio che non ce la fa più a comprare un cacchio!”. “Non sono la Camusso e Landini che possono parlare di questo, perché questa situazione è prodotto della loro cultura e della loro esperienza”. Ancora sulle pressioni da esercitare sul Governo e sul ruolo del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Ancora sullo stato delle finanze radicali: “Le intenzioni di chiedere l’iscrizione c’era, ed era costante questa richiesta per Radicali Italiani rispetto agli altri; forse anche l’Era cercava di farlo, ma non ci riusciva”. Una campagna più martellante? “Sì, ma sul Partito e sulla galassia”, sostiene Pannella. La traslazione dell’apparato del Pci nei Comuni che “diventano il centro della spesa pubblica di tutti i gruppi corporativi detti sindacali”. Scalfari, De Benedetti e il loro incrociarsi con la storia del Partito radicale
    18:00 Durata: 30 min 16 sec
  • L'interlocuzione con liberali e verdi europei in vista delle elezioni europee di maggio

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’intervento di Guy Verhofstadt (politico belga) al Congresso di Radicali Italiani e la preparazione alle elezioni europee. “Questa notte sono tornati a Roma, da Londra, dove sono andati alla riunione dell’Alde, Marco Perduca e Matteo Angioli. Angioli ci ha dato già una piccola sintesi: lì la situazione è un’eredità, e purtroppo le eredità lontane sono favolose, quelle vicine molto meno. Abbiamo dovuto constatare che c’era addirittura, approvata dall’Alde, l’idea di fare un convegno Alde con i Radicali sul Vesuvio, sennonché è accaduto che nel momento in cui sono subentrati Rita Bernardini e gli altri, è successo che 6 mesi fa Radicali Italiani aveva annunciato questo convegno, dopodiché quando loro sono arrivati a Londra erano scaduti i termini di tutto, non potevano nemmeno presentare mozioni. La preparazione di quel convegno era rimasta a sei mesi fa. Questa l’eredità che ci siamo trovati”. Le iniziative dei Verdi europei. “Adesso avremo due riunioni, una forse prima di Natale e un’altra determinante a gennaio, per fare questo Congresso definitivo per stabilire se queste liste unitarie liberali e liberal-democratiche prenderanno corpo in tempo per le elezioni europee”. “Poi in questo momento tutto anti-europeo, è dovuta intervenire la polizia in uno Stato interessato alle vicende europee perché c’erano manifestazioni di massa a Kiev. Questa è una sorpresa, apparentemente; è indubbio che al momento eravamo pronti solo a manifestazioni nazional-populiste contro l’Europa affamatrice dei popoli”. “Dovremmo riuscire a dare un apporto più radicale alla ufficialità italiana, un connotato più attento alle posizioni dei tibetani, del Dalai Lama; credo che riusciremmo a dare così un apporto al Governo e al ministro degli Esteri”
    18:30 Durata: 12 min 12 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Come Partito radicale, in termini di spese, di investimenti, non abbiamo speso quasi nulla. E allora adesso io ritengo che sia necessario che il Partito riprenda per sei mesi una intensa attività anche scritta, per intenderci, perché è necessario che nei vari Paesi in cui abbiamo avuto ascolto riusciamo a trasmettere le iniziative e gli obiettivi in corso. E’ essenziale perché ritengo che a partire da questa attività, da questo investire un po’ di energie per servire la transnazionalità del Partito, credo che potremo provocare anche dibattiti in Cina vicino alla classe dirigente”. “Si parte da una situazione in cui i nostri pochi dipendenti non hanno stipendi da due mesi e adesso, essendoci le tredicesime, rischiano di non avere lo stipendio per il terzo mese e nemmeno la tredicesima”. La tradizione dei congressi del fronte italiano del Partito radicale. “Comunicazione diretta del Partito agli italianofoni, ci abbiamo investito pochissimo nell’ultimo anno”. “Questo Governo ha un enorme bisogno di quella cosettina marginale che è l’apporto radicale oltre a quello prezioso che già viene dal ministro degli Esteri, perché sicuramente Emma sta riuscendo a livello diplomatico a rinverdire il soggetto italiano che mi pare coincidesse – negli ultimi anni – un pochino con Berlusconi, perché quello che dell’Italia di più era il berlusconismo e l’antiberlusconismo, entrambi contenuti desolanti e sterili”
    18:42 Durata: 14 min 28 sec