29 DIC 2013
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 56 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 29 dicembre 2013 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Dati d’ascolto e Podcast di Radio Radicale. La situazione della galassia radicale.
    17:00 Durata: 1 min 42 sec
  • Pannella sulla situazione finanziaria del Partito radicale: “Io vorrei dire ai nostri ascoltatori, radicali o come essi siano: noi come Partito e Lista Pannella abbiamo 19 dipendenti e da più di tre mesi, se he mettiamo la tredicesima sono quattro, non ricevono una lira. Da parte loro c’è una situazione affannosa a livello privato per la maggioranza, ma anche di condivisione”. Un appello alla re-iscrizione a Vasco Rossi: “Devo dirtelo Vasco, mi manchi un po’ da questo punto di vista, ed è la dimostrazione che in qualche modo non mi manchi perché sei presente. A te e a tanti come te dico che abbiamo bisogno, non a livello retorico, di aiuto”. “Ci stiamo abituando all’indifferenza anche rispetto alle tragedie che viviamo, proprio perché sono troppo grandi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella esordisce parlando della situazione della galassia radicale: “Io vorrei dire ai nostri ascoltatori, radicali o come essi siano: noi come Partito e Lista Pannella abbiamo 19 dipendenti e da più di tre mesi, se he mettiamo la tredicesima sono quattro, non ricevono una lira. Da parte loro c’è una situazione affannosa a livello privato per la maggioranza, ma anche di condivisione. Si comprende, si preoccupano, se ne occupano e dovremo trovare un modo per… Chi ci conosce da qualche decennio sa che ci sono persone, quelli che io chiamavo Radicali ignoti, ce ne sono una quindicina o una ventina, che senza mai intervenire a favore o criticamente, da più di 20 anni pagano la tessera di Partito e qualche volta anche l’iscrizione a tutti i soggetti costituenti del Partito”. L’iscrizione di Vasco Rossi, di solito a gennaio: “Ricordiamoci tutti e due di come ci siamo visti e conosciuti, in che occasione. Era in un carcere e forse io credo sarebbe importante, anche per Vasco, visto che anche sua moglie e suo figlio sono iscritti dall’anno scorso, che lui in qualche misura si assumesse la responsabilità di rendere più forte quello che è l’oggetto appunto di una sua fedele espressione di adesione e di sostegno. Perché, devo dirtelo Vasco, mi manchi un po’ da questo punto di vista, ed è la dimostrazione che in qualche modo non mi manchi perché sei presente. A te e a tanti come te dico che abbiamo bisogno, non a livello retorico, di aiuto”. “Ci stiamo abituando all’indifferenza anche rispetto alle tragedie che viviamo, proprio perché sono troppo grandi”
    17:01 Durata: 6 min 42 sec
  • Sulla copertura mediatica della marcia di Natale per l’amnistia: “Questa volta si vede che erano convinti che saremmo stati 50 o 100. Certo non eravamo quelli che riempiono Piazza Venezia o Piazza San Giovanni, ho detto, ma eravamo centinaia. Anche tu mi pare mormorasti che eravamo 800 in quel momento, e siamo arrivati a mille”.“E’ stata, mi pare, la più intimamente gioiosa e sorridente delle marce che abbiamo fatto”. Il ruolo del Presidente della Repubblica e la novità costituita dal suo messaggio alle Camere

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Io spero che nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica ci sia, tra le cose che lui possa dire, anche che dall’altra parte del Tevere, quella delle catacombe e non di Cesare, possa esserci qualcosa che consenta a Cesare di annunciare qualcosa che davvero rende superfluo anche il ricordo dell’articolo 7 della Costituzione. Perché dall'altra parte ho l’impressione che, in assoluta sintonia con l’ultimo Concilio, dove si diceva che si potevano fare concordati solo a condizioni particolarissime, e veniva indicato come un rischio – non fu pronunciata la parola ‘simoniaco’ ma lì stavamo. Sarebbe bello se nel messaggio del Presidente della Repubblica, quello che tutti sappiamo dica continuamente il Papa, possa dirlo anche applicato alle lotte in corso. Anche perché avant’ieri la marcia, con le adesioni di Don Ciotti e Don Mazzi”. Sulla copertura mediatica della marcia per l’amnistia: gli annunci del Tg5 di Clemente Mimun e del Tg2 nel giorno precedente. “Questa volta si vede che erano convinti che saremmo stati 50 o 100. Certo non eravamo quelli che riempiono Piazza Venezia o Piazza San Giovanni, ho detto, ma eravamo centinaia. Anche tu mi pare mormorasti che eravamo 800 in quel momento, e siamo arrivati a mille”, dice il leader radicale rivolgendosi a Bordin. “E’ stata, mi pare, la più intimamente gioiosa e sorridente delle marce che abbiamo fatto”. “Voglio dare atto di nuovo al Presidente della Repubblica di una posizione; a questo punto non solo lui ha fatto finalmente il messaggio formale alle Camere ma, come ricorda spesso Rita Bernardini, in oltre 50 anni di Repubblica solo 11 messaggi formali sono stati fatti, e questo già dimostra qualche anomalia rispetto al funzionamento costituzionale. Perché se non fai il messaggio alle Camere, togli alle Camere quello che queste dovrebbero rappresentare”. “Quando lui fu eletto, dissi: mi auguro che possa fare quello che farebbe uno di sensibilità liberale. Ma dissi pure: avrà una difficoltà; il costituzionalismo italiano, da 50 anni, questo aspetto che anche i migliori presidenti della Repubblica non facevano il messaggio alle Camere” lo ignoravano sostanzialmente; “si dirà magari – dissi – che lui va contro la Costituzione materiale, perché ormai nella Costituzione materiale era scomparsa questa dialettica tra Presidente e Parlamento”. “Il connotato della partitocrazia è che si sono divorati la Costituzione, dall’inizio”
    17:08 Durata: 11 min 9 sec
  • Pannella sul Papa: “L’altra parte del Tevere si sta alleggerendo di una sorta – chiedo scusa – di banale materialismo sul quale si sono attestati da due-tre secoli almeno. Questo Papa ha detto ‘basta con le nostre ossessioni’, cioè sull’aborto, il divorzio e le altre dissacrazioni psicologiche che si fanno su alcuni temi e altro. Da questo, traiamo le conseguenze”. Sulle carceri e la giustizia: “E’ di una estrema importanza: io sarei felicissimo che il Papa si occupasse un po’ di questo e che i suoi collaboratori gli dicessero di pronunciarsi un po’ prima, così è possibile che nel messaggio ufficiale del Capo dello Stato si potrebbe riprendere anche questa posizione che non ha nulla a che vedere con il Concordato, anzi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ritengo che quello là – il Papa - che dice che Gesù sta in carcere, e quindi visto che io sono almeno 6 mesi che c’è il Cesare delle catacombe, cioè la riva sinistra del Tevere – lo Stato – è quella che vede realizzarsi una situazione catacombale per quanto riguarda il diritto e le carceri, allora adesso mi aspetto che… Si potrebbe dire che Don Andrea Gallo se ne è andato quando ormai si poteva permettersi di farlo, perché non era più la Roma sulla quale lui aveva testimonianza totalmente diversa”. “L’altra parte del Tevere si sta alleggerendo di una sorta – chiedo scusa – di banale materialismo sul quale si sono attestati da due-tre secoli almeno. Questo Papa ha detto ‘basta con le nostre ossessioni’, cioè sull’aborto, il divorzio e le altre dissacrazioni psicologiche che si fanno su alcuni temi e altro. Da questo, traiamo le conseguenze”. “Oggi noi abbiamo una decisione ufficiale cinese. Non un figlio ma due figli. Allora vorrei ricordare che c’è una cosa: rientro dolce. Quando venne fuori quella disposizione, e c’era ancora Mao, per la quale si poteva fare solo un figlio in Cina, io dissi che il rientro non si faceva ammazzando uno dei due figli se per caso ne facevi due, o un genitore, perché è velleitario, violento, non avrebbe funzionato. Per questo dissi: il rientro dolce è dato solo dall’informazione, dal fatto che in tutte le religiosità, e in particolare in quella cristiana, c’è il concepire rispetto al procreare. E quindi anche la simbologia cristiana, quella di come nasce Gesù Cristo... Ritengo sia cosa di primaria importanza per i problemi del nostro mondo”. Il legame tra questo approccio e la nonviolenza. Il dibattito con Bruno Zevi su una prima formulazione dello Statuto del Partito radicale dove si parlava di “imperativo cristiano”. “Dubito che Sua Santità Francesco sia al corrente del fatto che siccome lui sa, e tutto il suo ambiente sa, che questo argomento lo tratterà di nuovo con durezza, quello per cui facciamo la marcia su amnistia, giustizia e libertà, se non lo fa adesso significa che a mio avviso – invece di potere questo fare parte, presumo, del messaggio di fine anno che adesso stanno organizzando anche grillini, renzini, i quali dicono ‘quando parla, spegniamo la televisione –”, rischia di passare in sordina. “E’ di una estrema importanza: io sarei felicissimo che il Papa si occupasse un po’ di questo e che i suoi collaboratori gli dicessero di pronunciarsi un po’ prima, così è possibile che nel messaggio ufficiale del Capo dello Stato si potrebbe riprendere anche questa posizione che non ha nulla a che vedere con il Concordato, anzi”. “Una delle caratteristiche della nostra storia è che abbiamo trattato come urgenti e pertinenti cose che eravamo soli a indicare come tali”. Pannella ricorda infine l’obiettivo dell’iniziativa sulla giustizia: “Una riforma radicale che faccia uscire fuori questo Stato dalla ributtante condizione tecnica di essere in flagranza di reato”
    17:19 Durata: 23 min 12 sec
  • Il caso Stamina e le denunce dell’Associazione Luca Coscioni che “ha avuto la forza di dire senza la paura di essere accusata di scientismo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caso Stamina e le denunce dell’Associazione Luca Coscioni che “ha avuto la forza di dire senza la paura di essere accusata di scientismo”
    17:42 Durata: 1 min 48 sec
  • Pannella e la riunione del Partito radicale convocata per lunedì da Matteo Angioli: “Si tratta di tentare un convegno, il 19 febbraio, in una delle sedi del Parlamento europeo, proprio per discutere insieme il da farsi e prendere coscienza dei problemi immediati, coerenti, anche in campagna elettorale europea, dicendo cosa si possa fare per esempio perché a Londra non prevalga una situazione di Governo che si muove in complicità con il comportamento di Blair, contro la legalità britannica, e affinché Obama non faccia lo stesso con l’eredità di Bush, ponendo quindi in modo laico il problema del segreto di Stato”. Il tutto legato a un “convegno radicale”, con Emma che è “disponibile” anche se è preoccupata che “non abbiamo potuto meglio chiarire gli obiettivi della cosa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulle condizioni difficili del Partito. L’invito all’iscrizione. “C’è, proprio in queste ore, un problema. Si è deciso, tendenzialmente all’interno del Partito, che noi dobbiamo rilanciare in modo ufficiale qualcosa che ricorderebbe l’Associazione per la libertà della cultura. Avendo noi ben chiara l’urgenza del prendere atto della egemonia, in questo momento, della democrazia reale, così come Silone e altri misero al centro il socialismo reale. Allora, mentre c’è Verhofstadt che sta organizzando – siamo andati a una riunione con lui per le prossime europee – in clima delle prossime elezioni europee, si tratta di tentare un convegno, il 19 febbraio, in una delle sedi del Parlamento europeo, proprio per discutere insieme il da farsi e prendere coscienza dei problemi immediati, coerenti, anche in campagna elettorale europea, dicendo cosa si possa fare per esempio perché a Londra non prevalga una situazione di Governo che si muove in complicità con il comportamento di Blair, contro la legalità britannica, e affinché Obama non faccia lo stesso con l’eredità di Bush, ponendo quindi in modo laico il problema del segreto di Stato. Non si tratta di abolirlo, ma precisare quando e come possa essere evocato, e non come accade per i due signori Blair e Bush che, avendo violato la propria legalità e quella dell’Onu… A questo punto con una riunione che Matteo Angioli ha convocato domani mattina al Partito per discutere, a partire dalla questione del diritto alla conoscenza… Domattina alle 11 voglio vedere quanti del ceto dirigente radicale saranno presenti, magari anche solo con collegamenti digitali”. “Dobbiamo anche far ripartire le newsletter del Partito, per arrivare al Congresso del Partito”. Il tutto legato a un “convegno radicale”, con Emma che è “disponibile” anche se è preoccupata che “non abbiamo potuto meglio chiarire gli obiettivi della cosa”. Ancora sulla riunione con Verhofstadt: “Lui porta avanti la presentazione di liste di area liberale in tutta Europa. Su questo la preoccupazione e l’occupazione di Emma, e anche mia, è che forse occorre rifornire questo tentativo delle cose che ho evocato. Cioè proponendo: chissà che noi, da discendenti di Altiero Spinelli, non riusciamo a fare anche qualcosa di un po’ profetico. Fornendo la scadenza politica europea e globale di elementi atti a essere quelli che accelerano la presa di coscienza della ragion di Stato che sta tornando a dettare legge nella maggior parte degli Stati, cioè questo rigurgito della tragedia del 900”. L’iniziativa Irak libero al centro della pre-convocazione dell’evento di febbraio
    17:44 Durata: 18 min 48 sec
  • L’attentato terroristico di Volgograd in Russia e l’auspicata cooperazione tra intelligence suggerita dal ministro degli Esteri, Emma Bonino: “Cos’è d’altro se non un processo di legalizzazione possibile anche dei servizi?”, chiosa Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’attentato terroristico di Volgograd in Russia e il commento del ministro degli Esteri, Emma Bonino. L’auspicata cooperazione tra intelligence suggerita da Bonino: “Cos’è d’altro se non un processo di legalizzazione possibile anche dei servizi?”, chiosa Pannella. Il filo conduttore della “legalizzazione” nell’iniziativa radicale. L’esempio della droga leggera
    18:03 Durata: 5 min 21 sec
  • La possibilità di elezioni anticipate in Italia: “Quelli che dicono ‘Al popolo! Armi al popolo!’, ‘si vada a votare’, lo fanno perché sanno che le elezioni non saranno democratiche e sperano, l’uno o l’altro, con una legge elettorale o l’altra, di prevalere, sempre come partitocrazia e mai come democrazia. Altrimenti, prima di fare ricorso alle elezioni, tu muti il comportamento tradizionale delle istituzioni italiane, in ottemperanza agli obblighi – non più ai doveri – dettati dal diritto internazionale”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La possibilità di elezioni italiane anticipate e lo strapotere mediatico del Pd. Ancora sulla campagna per il “diritto alla verità”. La popolarità di Emma Bonino, “indicata come da tutti i sondaggi come la persona di cui si ha più fiducia”; poi “lei si candida in Basilicata e lei ha 38 voti di preferenza, e io mettiamo 41. I sociologi su questo ci possono dire qualcosa? Come è possibile?”. L’esclusione di Radicali da convegni e principali talk show, in particolare rispetto al tema giustizia: “Il fatto che in preparazione delle elezioni noi non rispettiamo quelli che secondo la Cedu sono gli elementi costitutivi della validità di elezioni. Tant’è vero che in Italia l’Autorità garante per tre mesi, da settembre a dicembre scorso, ha detto che bisogna discutere i temi della giustizia. In tre mesi c’è stata solo una trasmissione sul tema, Porta a Porta. E il Tar del Lazio si è scandalizzato contro l’Autorità garante e gli ha detto: ti commissariamo ad acta”. “Il Tar diede 30 giorni, ne sono passati 90 di giorni. A questo punto questo Tar dovrebbe auto-sciogliere anche se stesso, e quello su cui contano è che magari, con l’aiuto dell’onesto Vladimiro Zagrebelsky, quando sarà passato l’anno dell’ultimatum della Cedu, a questo punto anche la Cedu si ritroverà ridotta come il Tar del Lazio e gli altri”. “Quelli che dicono ‘Al popolo! Armi al popolo!’, ‘si vada a votare’, lo fanno perché sanno che le elezioni non saranno democratiche e sperano, l’uno o l’altro, con una legge elettorale o l’altra, di prevalere, sempre come partitocrazia e mai come democrazia. Altrimenti, prima di fare ricorso alle elezioni, tu muti il comportamento tradizionale delle istituzioni italiane, in ottemperanza agli obblighi – non più ai doveri – dettati dal diritto internazionale”
    18:08 Durata: 13 min 15 sec
  • Il dissesto idrogeologico campano, non solo Vesuvio: anche “i Campi Flegrei, oltre a tutta la roba del Vesuvio, vengono classificati, tenendo presente tutte le aree a rischio del pianeta, come i sesti in assoluto in termini di pericolosità umana e non solo territoriale”. “Questa sintesi di posizioni di scienziati sui Campi Flegrei dimostra la cecità partitocratica”. Il contributo di Aldo Loris Rossi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Una scossa di terremoto appena registrata in Campania. La storica e continuata denuncia della situazione del Vesuvio da parte di Pannella. Anche “i Campi Flegrei, oltre a tutta la roba del Vesuvio, vengono classificati, tenendo presente tutte le aree a rischio del pianeta, come i sesti in assoluto in termini di pericolosità umana e non solo territoriale”. “Questa sintesi di posizioni di scienziati sui Campi Flegrei dimostra la cecità partitocratica”. Il contributo di conoscenza di Aldo Loris Rossi. Il mancato contributo di altri intellettuali come Stefano Rodotà (ben visto però da Beppe Grillo). La figura del sindaco di Napoli, De Magistris, e l’interlocuzione iniziale con Pannella
    18:21 Durata: 9 min 48 sec
  • L’incontro di Pannella, nella settimana appena passata, con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Io sto dichiarando che la nostra azione nonviolenta non è per protesta con chicchessia, ma perché il diritto-dovere del Parlamento di prendere atto che il Presidente ha fatto questo messaggio venga rispettato. Mentre tutti e due, Grasso e Magra – o quell’altra, come si chiama -, fischiettano, non fanno niente”. Il ruolo di Berlusconi e il giudizio di Pannella sull'ultimo libro di Michele De Lucia: “Io sono convinto che quello abbia fatto porcherie come tutti gli altri, ma dire che è per quello che ha fatto politica e ha fatto le scelte che ha fatto è una stronzata che non giustifica un lavoro storico. E’ una lettura. Vuol dire che siamo stati o complici di Berlusconi o coglioni e ci siamo fatti prendere per il culo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’incontro di Pannella, nella settimana appena passata, con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Io sto dichiarando che la nostra azione nonviolenta non è per protesta con chicchessia, ma perché il diritto-dovere del Parlamento di prendere atto che il Presidente ha fatto questo messaggio venga rispettato. Mentre tutti e due, Grasso e Magra – o quell’altra, come si chiama -, fischiettano, non fanno niente”. Il possibile ruolo d’iniziativa del Governo: “Quello che dobbiamo dire, ed Emma Bonino sicuramente è al corrente ma ha le sue difficoltà. E ne è al corrente sicuramente la ministra della Giustizia, con le sue difficoltà”. L’evoluzione delle posizioni di Silvio Berlusconi rispetto al Governo. L’ultimo libro di Michele De Lucia, ex tesoriere di Radicali Italiani, su Berlusconi: “Dalla copertina e dalla sintesi che lui e l’editore hanno messo, la tesi è questa: il libro dimostra che Berlusconi, sin da prima di scendere in politica, ed è per questo che è sceso in politica, ed è per questo – direi a De Lucia – che ha nominato non Giorgio Napolitano alla Commissione Ue, ed è per questo che lui ha accolto senza fastidi nel gruppo di Forza Italia Emma Bonino e i nostri Parlamentari. E quindi mi sono risparmiato la lettura. Ha cercato di fare concorrenza a Travaglio”. “E’ una lettura. Vuol dire che siamo stati o complici di Berlusconi o coglioni e ci siamo fatti prendere per il culo”. “Io sono convinto che quello abbia fatto porcherie come tutti gli altri, ma dire che è per quello che ha fatto politica e ha fatto le scelte che ha fatto è una stronzata che non giustifica un lavoro storico. Quando leggo che Berlusconi ha avuto come movente quello: siccome è stato un delinquente professionale, lui in realtà ha scelto… E noi abbiamo potuto usufruire, per nostro cinismo, di 6-7 anni di manifesta convergenza con Berlusconi”. La figura dell’ex ministro della Giustizia, Luciano Violante, e i suoi interventi sulla giustizia
    18:31 Durata: 16 min 35 sec
  • La sorte dei referendum radicali sulla giustizia. Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I referendum radicali sulla giustizia e il mancato raggiungimento delle 500mila firme in calce ai quesiti. “Sabato scorso abbiamo avuto una comunicazione finalmente dalla Cassazione, spiegando come sono state prese le decisioni. Sicurissimamente anche le Camere Penali assieme a noi hanno ricevuto poche ore fa questa roba. Adesso dovremo vedere. A una prima analisi mia, direi che c’è da coltivare quel ricorso, perché a mio avviso i referendum era giusto farli”. Conclusioni. “L’urgenza di coinvolgere su una singolarità radicale”, cioè la “reazione” al “successo anti-democratico partitocratico nel mondo, quello della ragion di Stato”. La “pre-convocazione dell’evento del 19 febbraio”
    18:48 Durata: 8 min