16 GEN 2014
intervista

La nuova Costituzione egiziana dopo il referendum voluto dal governo dei militari. Intervista a Giuseppe Acconcia

INTERVISTA | di Ada Pagliarulo - Radio - 12:03 Durata: 29 min 10 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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I militari al potere in Egitto vincono la sfida sul referendum sulla Costituzione: dati provvisori parlano di un'affluenza al voto superiore al 50 per cento.

Nel 2012 il referendum sulla Costituzione nell'èra del deposto presidente Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani, aveva portato alle urne solo il 30 per cento degli egiziani.

Nel primo referendum costituzionale del 2011, che aveva visto concordi Fratellanza e militari, l'affluenza era stata superiore al 70 per cento.

Il risultato rende agevole una eventuale candidatura del generale Al Sisi alla presidenza.

Gli emendamenti costituzionali
approvati.

Il ruolo della Sharia: resta la principale fonte della legislazione, ma si cancella l'articolo voluto dalla Fratellanza che ne estendeva l'applicazione al diritto ordinario.

Diritti di espressione garantiti dalla Costituzione ma limitati dalle leggi ordinarie.

Il divieto di costituire partiti su basi religiose.

Le divisioni del fronte islamista: salafiti di Al Nour a sostegno degli emendamenti proposti dai militari.

I diritti della donna garantiti dalla nuova Costituzione ed il ruolo che avrà la legislazione ordinaria.

I poteri del presidente secondo il nuovo testo: ora può essere sfiduciato dal Parlamento, probabile un rafforzamento del ruolo del ministro della Difesa.

Le garanzie a difesa dei poteri dell'esercito contenute dal nuovo testo costituzionale.

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