09 FEB 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 54 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 9 febbraio 2014 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La manifestazione antiproibizionista a Roma, la partecipazione dei Radicali e il tentativo di escluderli. La posizione radicale sulle elezioni europee. La riunione in corso del Senato radicale, cioè la struttura di raccordo di tutta la galassia radicale (Radicali Italiani, l’Associazione Luca Coscioni, Non c’è Pace senza giustizia, Nessuno Tocchi Caino, Era)
    17:00 Durata: 4 min 20 sec
  • La contestazione dei Radicali da parte di “un gruppetto” alla manifestazione antiproibizionista di sabato a Roma. Pannella e il documento di convocazione che dichiarava “indesiderati” i Radicali: “Quello che traggo da ieri è questo: gli antiproibizionisti di adesso contestano Pannella, si dice, ma era falso! Queste migliaia di manifestanti, che ci hanno visto per due ore passare da un gruppo all’altro, a questo punto impareranno qualcosa, perché passeranno loro per quelli che ci hanno contestato. Serve per far maturare la consapevolezza di qual è la realtà del nostro Paese”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella sulla manifestazione anti-proibizionista di sabato (a questo indirizzo internet la piattaforma programmatica: http://www.leggeillegale.org) e sulla contestazione ricevuta: “Se c’è una cosa che resterà, spero, è il documento di convocazione di questa manifestazione. Un documento di linguaggio nazi-comunista. Sarebbe importante a questo punto che un po’ di chierici prendessero questo documento che noi adesso faremo in modo di far circolare: è un documento che dovrebbe fare riflettere e non essere snobbato perché magari è meglio dividere ragioni e torti tra Radicali e chiunque altro. Questi sono un gruppetto che è necessario conoscere. Ieri con Rita Bernardini siamo andati perché ci era arrivato questo documento, che però diceva che noi eravamo indesiderati perché americani, liberisti, e abbiamo detto ‘beh, ci andiamo’. Una manifestazione anti proibizionista e cominciano subito proibendo a noi di andarci? La serata è andata così: c’era la massa dei partecipanti, in mezzo ai quali siamo rimasti per due ore, stando in mezzo assolutamente ai manifestanti, e posso dire che li ringrazio con affetto. Abbracci, baci, sorrisi generalizzati, con questi tre energumeni – boss della roba – che perdevano la voce per urlare, stavano addosso alla Digos dicendo ‘mandateli via!’. Alla Bocca della Verità c’erano tutti i dirigenti, e almeno 7-8 dei 20 che c’erano rispondevano al nostro saluto. Questi però avevano il megafono, si sentivano i padroni, ma più urlavano più avevano la faccia scomposta e le persone attorno avevano la faccia attonita”. Pannella comunque sottolinea che “a livello di gente” sono prevalse “le manifestazioni di affetto”, “nonostante la convocazione che avevano avuto”. “E’ un documento ufficiale, andrebbe fatto conoscere”. “La radio ha potuto registrare che appena io passavo da un gruppetto all’altro, c’era l’abbraccio, il sorriso”. “Dicevo: ‘Comunque state tranquilli, domani risulterà che mi avete tutti contestato. Infatti dopo tre quarti d’ora Repubblica online già pubblicava che tutti mi avevano respinto”. “Loro hanno un’isola di tolleranza, lo sa anche la Polizia, ma con i boss che proibiscono tutto. In quel caso proibivano a noi di starci. E’ un testo eloquente, che un po’ di giornalisti – soprattutto di sinistra – farebbero bene a leggere e pubblicizzare. Quello che traggo da ieri è questo: gli antiproibizionisti di adesso contestano Pannella, si dice, ma era falso! Queste migliaia di manifestanti, che ci hanno visto per due ore passare da un gruppo all’altro, a questo punto impareranno qualcosa, perché passeranno loro per quelli che ci hanno contestato. Serve per far maturare la consapevolezza di qual è la realtà del nostro Paese”. Il riferimento al “simpaticissimo radicale, rivoluzionario greco”, Tsipras, secondo Pannella candidato a succedere a Di Pietro e Grillo nelle grazie dei media di regime come candidato di opposizione: “Non ne hanno paura di sicuro”. “C’era un greco che conoscevamo già ma con cui stemmo a Londra e anche a Manchester, 40 anni fa, con Rendi, la Sacchetti e altri, perché c’era una manifestazione di Bertrand Russell e dell’anti nucleare, Lambrakis (Gregoris Lambrakis, 1912-1963). Abbiamo avuto un giorno di riunioni, lui non conosceva il nostro taglio anti pacifista, strutturalista, anti militarista”, e “Lambrakis tornò in Grecia felice, ‘ma no davvero, adesso questo andrà benissimo lì da noi’. Purtroppo dopo 4 mesi l’hanno ammazzato”. “Devo dare atto che su Repubblica Serra ha fatto due o tre osservazioni simpatiche rispetto a questo, ma comunque vorrei ringraziare Vincino perché – pur avendo un prudente distacco reciproco su alcuni momenti – devo dire che – quando può - soprattutto con Rita, ma anche con me, dimostra quella durata dell’attenzione che per Simon Weil è sinonimo dell’amicizia e dell’amore”
    17:04 Durata: 15 min 33 sec
  • Pannella sulle elezioni europee di maggio: “Io ho sostenuto la tesi che occorre non presentarsi, motivandola. Sappiamo bene che c’è il fatto di non sedersi a tavolo con i bari, ma non è questo, perché il tavolo lo puoi rovesciare. E’ indubbio che a proposito del carattere democratico del nostro Paese - possiamo essere ritenuti eccessivi - diciamo che ai 20 anni di partitocrazia fascista sono succeduti ormai 60 anni di partitocrazia anti fascista”. “Il trionfo di Renzi è anche conseguente al fatto che per sei mesi era sempre il primo, il secondo o il terzo più visto in televisione. Oggi la mia tesi è che di elezioni democratiche non se ne parla, perché ci sono 15-20 anni di questo stato dell’informazione in Italia”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La decisione da prendere sulle elezioni europee di maggio. Pannella: “Io ho sostenuto la tesi che occorre non presentarsi, motivandola. Sappiamo bene che c’è il fatto di non sedersi a tavolo con i bari, ma non è questo, perché il tavolo lo puoi rovesciare. E’ indubbio che a proposito del carattere democratico del nostro Paese - possiamo essere ritenuti eccessivi - diciamo che ai 20 anni di partitocrazia fascista sono succeduti ormai 60 anni di partitocrazia anti fascista”. Ancora sulla manifestazione anti proibizionista di sabato e sulle reazioni positive ricevute dalla gente comune, a fronte della reazione scomposta dei leader dei manifestanti che addirittura si appellavano alla Digos per far cacciare i Radicali: “Il loro riflesso di ‘poliziotti’ è che volevano soprattutto impedire ai loro questa situazione in cui si comportavano in maniera opposta a quella attesa”. La presenza alla manifestazione – con Pannella e Bernardini - anche di Paolo Izzo, di Radicali Roma. “Fanno una esperienza militante: avranno appreso molto della realtà politica e pre elettorale che c’è oggi in Italia”. “La strada ci è profondamente amica”. Pannella ricorda la campagna del 1983 con l’appello a non votare i Radicali, con la candidatura di Negri. “Solo dicendo ‘noi presentiamo le liste, ma non votatele, perché è l’unico modo per potervi parlare, per gli spazi autogestiti che allora c’erano, mentre oggi non ci sono più regole”. I recenti dati del Centro d’Ascolto su Emma Bonino, 163esima come presenze nei telegiornali negli ultimi sei mesi, e Pannella oltre la 600esima posizione. La forte presenza di Matteo Renzi, anche “quando era solo il candidato. Per Grillo era già accaduto l’altra volta, prima del voto. Lui non andava in televisione ma le televisioni andavano da lui, nelle trasmissioni da milioni di telespettatori era messo al centro. Il trionfo di Renzi è anche conseguente al fatto che per sei mesi era sempre il primo, il secondo o il terzo più visto in televisione. Oggi la mia tesi è che di elezioni democratiche non se ne parla, perché ci sono 15-20 anni di questo stato dell’informazione in Italia”. L’ultimo esperimento che ha visto protagonisti i Radicali, cioè le elezioni regionali in Basilicata. Ancora sul “piccolo saggio contro di me e contro noi Radicali” degli organizzatori della manifestazione anti proibizionista di sabato. “La democrazia è questa. Se un popolo è in condizione di scegliere tra informazioni parimente oneste o disoneste su chi potranno votare”. Il successo elettorale di Grillo, preceduto da un boom di esposizione mediatica, “è un portato delle scelte dell’informazione ufficiale. Scelte che vedono noi Radicali sempre fuori”. “Grillo ha questo enorme successo dopo essere stato primo e secondo nel numero di ascolti consentitigli, anche rispetto a Presidenti del Consiglio e tutti gli altri, fino a fargli avere il primo posto tra i votanti. Per Renzi, stessa cosa: con le primarie del Pd, lui è diventato il secondo assoluto dopo Berlusconi, il Presidente della Repubblica o altri. Candidarsi a elezioni che funzionano così vuol dire assumersi la corresponsabilità di ingannare gli elettori”. “La realtà sempre di più è che ormai da 20 anni, in Italia, il popolo non può essere in condizione di giudicare”. Si escludono candidature radicali in altre liste? “Noi abbiamo avuto, come noto, altri compagni radicali candidati anche quando abbiamo avuto liste radicali presenti, e non ne abbiamo mai giudicato la legittimità”
    17:19 Durata: 26 min 58 sec
  • Sul seminario di Bruxelles: “Noi il 18 e 19 febbraio abbiamo un’importantissima manifestazione, nelle sedi della Commissione europea e del Parlamento europea, proprio sui temi ‘la democrazia oggi’, e con giuristi, scienziati, di massimo prestigio internazionale sul tema ‘ragion di Stato e Stato di diritto’, a partire come traino del fatto che in tutto il mondo si continua – per difendere gentucola come Blair e Bush dai loro comportamenti del 2003, quando scelsero loro l’invasione dell’Iraq contro alternative come l’esilio che addirittura la Lega Araba appoggiava. È molto importante perché una riflessione teorica, che è l’opposto di astratta, su come è accaduto alla democrazia reale quello che è accaduto al comunismo che poi è diventato ‘comunismo reale’”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Possibile che in occasione delle elezioni si assista a una divisione tra Radicali che vanno a sinistra e altri che vanno a destra per candidarsi, come successo in Francia? “Non è mai successo prima – replica Pannella - Noi sono 60 anni che potrebbe succedere l’indomani, e noi lo mettiamo nell’ordine naturale delle cose. Però succede una cosa: noi il 18 e 19 febbraio abbiamo un’importantissima manifestazione, nelle sedi della Commissione europea e del Parlamento europea, proprio sui temi ‘la democrazia oggi’, e con giuristi, scienziati, di massimo prestigio internazionale sul tema ‘ragion di Stato e Stato di diritto’, a partire come traino del fatto che in tutto il mondo si continua – per difendere gentucola come Blair e Bush dai loro comportamenti del 2003, quando scelsero loro l’invasione dell’Iraq contro alternative come l’esilio che addirittura la Lega Araba appoggiava. È molto importante perché una riflessione teorica, che è l’opposto di astratta, su come è accaduto alla democrazia reale quello che è accaduto al comunismo che poi è diventato ‘comunismo reale’”. Il riferimento a Ignazio Silone (1900-1978). Le dichiarazioni di sostegno a un’iniziativa su questi temi. “La ragion di Stato si sta diffondendo come lecita anche negli Stati di diritto”. Il parallelo del leader radicale con gli anni Trenta. La sconfessione di Jean Jaurès da parte dei socialisti che cedettero agli impulsi nazionalistici
    17:46 Durata: 8 min 22 sec
  • Pannella sulla sorte del governo Letta: “C'è un grande problema che incombe – ironizza – Con cui si confrontano l'Italia e il mondo: Renzi o Letta? Non c’è altro dentro il Pd, ci sono altre cose ma così marginali – ahinoi – che non hanno alcuna rilevanza”. La posizione dei renziani rispetto al tema della giustizia e all'analisi espressa dal Presidente della Repubblica, Napolitano: “Fanno concorrenza ai grillini, e anche a una parte della destra e ad Alfano, per vedere chi riesce ad avere un bottino maggiore tra i concorrenti-soci”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La stabilità del Governo e l’alternativa tra Renzi e Letta: “C'è un grande problema che incombe – ironizza Pannella – Con cui si confrontano l'Italia e il mondo: Renzi o Letta? Non c’è altro dentro il Pd, ci sono altre cose ma così marginali – ahinoi – che non hanno alcuna rilevanza”. Pannella critica Renzi per aver nominato una responsabile giustizia, Alessia Morani, “che subito, appena nominata, ha detto ‘no all’amnistia e no all’indulto’. Adesso tutto lo studio, serio e approfondito, contenuto nel messaggio del presidente della Repubblica era per dire che urge l’utilizzo di uno strumento perché il Paese è in flagranza criminale di reato”, ricorrendo pure a forme di clemenza. “Cioè la risposta della responsabile Giustizia di Renzi è: tutta questa cosa del messaggio del Presidente della Repubblica è una cazzata, non se ne parli nemmeno”. Il riconoscimento di Pannella per Napolitano che ha accolto l’interlocuzione con i Radicali sulle carceri e sulla giustizia. A proposito del Pd e del dibattito sulla giustizia: “In termini politici, hanno distrutto quel tanto che ci poteva essere di patrimonio di Bersani, e adesso la notizia è che il dibattito non c’è!”. “Fanno concorrenza ai grillini, e anche a una parte della destra e ad Alfano, per vedere chi riesce ad avere un bottino maggiore tra i concorrenti-soci”. Sul futuro di Letta: “E’ vero che la condizione del Pd non consente, posto che Letta ne abbia le capacità, di fare meglio ancora di quanto non possa fare governando grazie alla continuità, che sicuramente consente meglio di governare vedendo le capacità di ciascuno”. Pannella rievoca l’adesione di Berlusconi ai referendum radicali e il suo endorsement di allora anche per la continuità del Governo Letta. “Le elezioni, ragionevolmente, si faranno nel 2015”. “Adesso qual è la posizione di tutti quanti? Non c’è una sola linea individuabile, tranne quelle all’interno minoritarie, cioè dei montiani o altro… Poi abbiamo il tentativo della Lista liberale con Verhofstadt, a proposito della quale non ritengo che nella situazione italiana noi ci si confonda con quella posizione”
    17:55 Durata: 11 min 15 sec
  • Sulle elezioni europee di maggio: “Se ci presentiamo e prendiamo 70mila voti, sarà disastroso. Tra la gente si diffonde il sentimento ‘è inutile votare per loro’. Io dico che dobbiamo partecipare ma non legittimando il gioco dei bari, preparando in questi giorni la dimostrazione – a livello di giurisdizioni europee e Onu – di quello che il Presidente della Repubblica ha detto in Parlamento, cioè che noi siamo a livello di flagranza criminale”, non solo per il tema della giustizia, ma anche per quello dell’informazione

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il pericolo anti europeo alle elezioni. Il riferimento di Pannella al flop elettorale dei Radicali in Basilicata. “In regioni come la Basilicata il bocca-orecchio è importante, ma rispetto alle televisioni… Stiamo dimostrando che le televisioni sono state la causa del successo sia di Grillo sia di Renzi. Se hanno questo potere in poco tempo, figurati se continueranno a comportarsi nei nostri confronti in quella scadenza come si sono comportati negli ultimi 20 anni, e prenderemmo ancora meno voti”. “Se ci presentiamo e prendiamo 70mila voti, sarà disastroso. Tra la gente si diffonde il sentimento ‘è inutile votare per loro’. Io dico che dobbiamo partecipare ma non legittimando il gioco dei bari, preparando in questi giorni la dimostrazione – a livello di giurisdizioni europee e Onu – di quello che il Presidente della Repubblica ha detto in Parlamento, cioè che noi siamo a livello di flagranza criminale”, non solo per il tema della giustizia, ma anche per quello dell’informazione. Il caso degli ultimatum disattesi dell’Autorità garante delle comunicazioni. Il caso della mancata informazione sui rischi connessi alla possibile eruzione del Vesuvio
    18:06 Durata: 10 min 50 sec
  • Sul ruolo del Governo: “Se io potessi convincere il Governo – e non Emma (Bonino) che non si deve ruolizzare e fare la radicale, perché lo è – se fossi al Governo, di fronte a questo convegno a difesa della Commissione Chilcot, della verità in America e in Iraq, per esempio ripeterei: quello che riguarda il Dalai Lama e gli Uiguri è un evento storico. Mettiamo che il Governo italiano stabilisca, nella linea che ha scelto Emma difendendo la diplomazia del dialogo, di prendere due aerei, andare a prendere il Dalai Lama e Rebiya Kadeer e portarli a questa nostra iniziativa di enorme valore culturale e politico. Basterebbe questo per rendere la notizia mondiale e far sì anche che ciò possa essere utilizzato in Cina”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Qual è la mia analisi oggi? Io continuo a ritenere di non essere né cretino né superficiale. Quando qui ho detto che c’era un evento di valore storico, il fatto che Dalai Lama e Rebya Kadeer hanno detto basta alle lotte nazionalistiche, precisando di non voler abbandonare la Cina ma chiedendo che siano garantiti i diritti umani e civili degli Han. Questo è un evento da candidatura a Nobel della Pace, anche se non c’è tempo di farlo ora perché i tempi sono scaduti. Se io potessi convincere il Governo – e non Emma (Bonino) che non si deve ruolizzare e fare la radicale, perché lo è – se fossi al Governo, di fronte a questo convegno a difesa della Commissione Chilcot, della verità in America e in Iraq, per esempio ripeterei: quello che riguarda il Dalai Lama e gli Uiguri è un evento storico. Mettiamo che il Governo italiano stabilisca, nella linea che ha scelto Emma difendendo la diplomazia del dialogo, di prendere due aerei, andare a prendere il Dalai Lama e Rebiya Kadeer e portarli a questa nostra iniziativa di enorme valore culturale e politico. Basterebbe questo per rendere la notizia mondiale e far sì anche che ciò possa essere utilizzato in Cina”. “Una conferma del valore profetico e della possibilità di usare ancora oggi il Manifesto di Ventotene”. “Non voglio ruolizzare Emma come quella che fa lì dentro la radicale; già fa un lavoro molto duro, positivo e faticoso. Invece si potrebbe far esplodere questo fatto facendo venire il 18 e il 19 il Dalai Lama”. La possibilità di invitare al convegno di Bruxelles anche i Mujahedin Khalq iraniani. La questione dei marò, prigionieri in India. Pannella: “A Sonia Gandhi voglio dire: guarda, in Italia, il tuo Paese di nascita, Gandhi è una bandiera nelle carceri e nostra, perché la si ritiene ancora produttiva di novità nel mondo. Voi invece state nella miseria che dovete forse mantenere la pena di morte, vergognatevi! State distruggendo qualcosa, cioè le radici – come ha scritto Amartya Sen – di cose che spesso a torto si ritengono solo occidentali”, come appunto la democrazia o la nonviolenza. Ancora sulle adesioni al convegno di Bruxelles, da Bertinotti a Monsignor Marchetto. “Dobbiamo dare anche ad Emma, oltre che al Governo e al mondo, un aiuto, facendo questi esempi”. L’impegno poi ad “avere per l’Italia una condanna che sia al livello della sospensione per l’Italia, Paese fondatore, dall’Unione europea”. La situazione delle carceri, le statistiche sui suicidi al loro interno e il parallelo con i numeri di condannati a morte negli Stati Uniti citato sul Foglio da Massimo Bordin: “Noi oggi abbiamo sicuramente più assassinati di carceri e di giustizia di quanti ce ne avremmo se ci fosse la pena di morte”, chiosa Pannella
    18:17 Durata: 21 min 13 sec
  • Pannella sull’entità della sua pensione, di cui qualcuno ha recentemente parlato a vanvera anche sulla Rete: “Tutto quello che prendo è pari a 2.400-2600 euro"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sull’entità della sua pensione, di cui qualcuno ha recentemente parlato a vanvera anche sulla Rete: “Tutto quello che prendo è pari a 2.400-2600 euro. Io ho cominciato ad avere i primi contratti di lavoro, da giornalista, al Giorno. Poi dopo quelli parlamentare. Sennonché, cosa che nessuno pare calcoli, io mi sono sempre dimesso per far subentrare nostri compagni. Di conseguenza, mentre chi subentrava a me poteva integrare i contributi e prendere la cosa piena, io non potevo farlo: per chi volontariamente se ne andava non era possibile. E questa è tutta la mia storia di 40 anni di Parlamento. E negli ultimi anni ho pagato anche 1.000 euro al mese per una assicurazione privata, perciò ho anche una pensione privata che si affianca”
    18:38 Durata: 3 min 50 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Se decidessimo la non presentazione alle elezioni europee, con i motivi e le iniziative giurisdizionali da aggravarsi, allora sarebbe la miglior forma di partecipazione. Noi semplicemente non vogliamo fare una partecipazione che è concorso in un crimine, continuando a ingannare il popolo. Nel 1983 dicevamo: ci presentiamo per poter utilizzare gli spazi comunicativi, senno non potremmo fare la campagna astensionistica. Oggi gli spazi non esistono: gli spazi istituzionali hanno pochi ascolti in confronto a quelli che l’Autorità garante imporrebbe pure di assegnarci”. Poi Pannella torna a sottolineare l’importanza dell’iniziativa radicale transnazionale, con riferimento in particolare alle prese di posizione anti nazionalistiche del Dalai Lama e di Rebiya Kadeer. Poi in conclusione, la “supplica agli intellettuali” affinché vadano a leggersi il manifesto di convocazione della manifestazione anti proibizionista di sabato. La nuova direzione di Radio Radicale di Alessio Falconio e il tentativo già cominciato di pubblicizzare meglio il palinsesto della radio, anche attraverso i social network. L’“appello finale” di Pannella alla “mobilitazione” per l’evento del 18 e 19 febbraio di Bruxelles, organizzato dal Partito radicale: “Per noi è di estrema importanza”
    18:42 Durata: 11 min 47 sec