14MAR2014
rubriche

Critica e militanti

RUBRICA | RADIO - 07:30. Durata: 5 min 34 sec

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Ricordo di Cesare Garboli nel decennale della sua scomparsa.

Puntata di "Critica e militanti" di venerdì 14 marzo 2014 con gli interventi di Matteo Marchesini (critico letterario e scrittore).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cultura, Garboli, Letteratura, Libro, Storia.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
07:30

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Buongiorno da Radio Radicale qui a Matteo Marchesini per la rubrica critica militante oggi come ho già fatto sabato scorso sul foglio vorrei ricordare che qui in radio
Il decennale della morte di un grande critico con grande scrittore italiano Cesare Garboli eccetera Garboli stato probabilmente uno degli autori centrali dell'ultimo Novecento italiano
La sua letteratura però abbastanza indefinibile non effetto stretto una lettera
Di critico letterario
O figurativo altro non è neppure narrativa diciamo così di una
Tra cui perché viste solo e ci mobilita soltanto nel corpo a corpo con
Per i redditi iscritto morì di autori di artisti
Che sono sono cari a a questa autore
In una fine Novecento in cui dopo il tramonto delle
Più
Dei più autorizzati autorevoli o perlomeno minacciosi metodi critici
Rinata autocritica diciamo un po'a un po'ecco una critica che si vuole creatrice
Un po'tecnicamente un po'dentistica Garboli a è però sfuggito a questa questa tentazione
Non ha ceduto all'euforia di questa apparente libertà anche l'autentica come come una minaccia
è riuscito ad essere uno scrittore vero paradossalmente proprio mettendosi al servizio dell'opera di altri
Risulta arrivando diciamo dei risultati estetici spesso sorprendenti soltanto in in modo in modo obliquo
Garboli si presenta sempre come un ente getta mimetico è molto mobile mercuriale di teatro e pittura di critica politica e Roma
Do a volte nelle vesti di editore tendenzioso a volte nelle vesti di traduttore a volte sembra uno psichiatra travestito da filologo
A volte una relatore che critica come dice lui ammontare storie già scritte a trovare i comandi nella realtà
Ma poi pure elettori con una parte degna degna dei grandi gialli
Il suo la sua vera vocazione
Cioè quella di muoverti nello spazio lo spazio in definito vischioso scuro che nel Novecento il secolo come ci ricorda rese naturali la scrittura
La lettura in generale l'arte nello spazio che c'è tra la polizia e la vita le sue i suoi scrittori le caviglie come
Dice no su cui si esercita sono spesso
Scrittori che non hanno una sufficiente coscienza di sé e gli scrittori Boccetti
Scrittori a volte dal destino incompiuto e Garboli crepa in qualche modo l'esecutore sia nel senso che né esegue
Con parole sue le opere e in questo modo riesce a diciamo così a a raggiungere addirittura un protagonismo a volte in pudico del critico senza precarietà io farò un po'come l'attore che si esprime
Nel modo più più personale proprio annullando il patrocinio
Oppure diciamo così ne cura sicura le opere va a cercare gli scarta facilitata farci perduti
Questa vocazione spuri è quella che lo ha indotto a lavorare scritture familiare di Pascoli sul giornale di Matilde Manzoni sul carteggio Longhi verso sud e di delfini
Garboli concepisce sia le vite sia
Le opere come dei processi patologici e si sente in qualche modo un diagnostico
Mai e per questo si occupa soprattutto di autori che ha conosciuto da vicino fare diagnosi più attendibile la Morante delfini
Soldati a tubino a Sandro Penna Natalia Ginzburg né
L'eccezione Molière
Ma ecco con con tutti questi suoi autori Garboli ha in comune e soprattutto un tratto la una sorta di estraneità ai di complicità insieme col moderno Garboli rifiuta
La modernità romantico decadente la sua la infatti porta sull'arte
Le infatti porta sull'intellettualismo una sua antipetto atipica quella per Pirandello privilegia degli autori e degli artisti che vivono le malattie della modernità con una sorta di splendore da fare anni
Che non la ideologico no diciamo così in questo sta alla sua la sua particolarità di critico di esecutore di traduttore di attore diremmo dico Incarnato nella pagina
è stato probabilmente da questo punto di vista il vero allievo del suo maestro Roberto loro i l'unico vero erede di quella critica che riesce a essere
Nello stesso tempo quanta giustissima limite
Apparentemente del virtuosismo estetiste dell'arbitrio attenta mai tradire l'opera di cui sta parlando e soprattutto senza mai
Diciamo così tra portare all'interno dell'opera
Arbitrariamente la storia esterna della cultura nella sua insomma è quella di Garboli una letteratura
Che si annulla e difficili e primi pompa nello stesso tempo come succede appunto per l'identità di un attore pari sentirla di prossimo