20MAR2014
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Radio Carcere: informazione su giustizia penale e detenzione

RUBRICA | di Riccardo Arena RADIO - 19:45. Durata: 43 min 33 sec

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Il reclamo giurisdizionale.

Come e in quali casi i detenuti potranno presentare il reclamo (introdotto dal famoso decreto carceri) per lamentare al magistrato di sorveglianza la lesione di un proprio diritto relativo all'esecuzione della pena.

A seguire le lettere dalle carceri.

Puntata di "Radio Carcere: informazione su giustizia penale e detenzione" di giovedì 20 marzo 2014 condotta da Riccardo Arena con gli interventi di Francesco Maisto (presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cancellieri, Carcere, Convenzione Ue, Corte Europea Dei
Diritti Dell'uomo, Costituzione, Decreto Legge, Diritti Umani, Diritto, Giustizia, Legge, Magistratura, Penale, Procedura, Venezia.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 43 minuti.

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19:45

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Riccardo Arena
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E adesso
C'è la linea che aumentate adottate maggior
Ma di un'area qualcosa
Apriti cielo dente preso grazie per il tempo che
E adesso
Non è la linea che aumentate adottate maggior
Qualcosa
Aprite
Come è possibile che potete fare quello che fate
Scusi se continua secondi non è simpatica superiore
Una volta con l'italiano il tribunale
Il cinque il codice di procedura penale
L'appello di Palermo Seconda Sezione
Dal pre-CIPE affidabilità novecento
Buonasera buonasera e ben trovati l'ascolto di Radio Carcere da parte di Riccardo Arena questa sera vogliamo approfondire una delle novità più interessanti contenute nell'ormai famoso
Decreto carceri proposto dal ministro cancellieri
Si tratta del cosiddetto reclamo giurisdizionale introdotto dall'articolo trentacinque bis dell'ordinamento penitenziario norma che consente la possibilità alle persone detenute dei Presidenti dare reclamo al magistrati sorveglianza per lamentare la lesione di un proprio diritto inerente l'esecuzione della pena uno strumento assai utile per le persone detenute quanto poco conosciuto
Non a caso nonostante le terribili condizioni di vita presente nelle carceri pochi detenuti conoscono questo nuovo strumento come sono pochi i reclami che fino ad ora sono stati presentati ai magistrati sorveglianza italiani
Anzi a quanto ci risulta fino ad ora possiamo dire che solo il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha esaminato ed accolto alcuni di questi reca l'anno introdotti con il decreto carceri ed infatti nel mese di febbraio i magistrati del Tribunale sorveglianza di Venezia tra cui il Presidente Pavarin
Hanno esaminato ed accolto bene quindici reclami giurisdizionali mentre altri dieci reclami sono tuttora pendenti si tratta di reclami dove diversi detenuti hanno la mia dato il poco spazio presente nelle celle del carcere di Venezia a causa del sovraffollamento reclami accolti dal magistrato sorveglianza di Venezia che ha ordinato all'amministrazione penitenziaria
Spostare questi detenuti in celle dove si possa usufruire di uno spazio minimo di tre metri quadri attesta insomma come avrete capito il reclamo giurisdizionale non è di certo uno strumento risulti vivo per il sovraffollamento ma è sicuramente uno strumento in più che i detenuti hanno per poter migliorare devo pessime condizioni di vita in altre parole il reclamo giurisdizionale è un mezzo di grande ingiustizia per un sistema card dove proprio la giustizia è latitante e allora per affrontare un tema tanto importante il nostro ospite un magistrato di sorveglianza molto autorevole di grande esperienza saluto e ringrazio per essere qui con noi il presidente fra
In compenso Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna buonasera Presidente buonasera buonasera allora Presidente Maisto partiamo dalla normativa iniziamo da ciò che dice la legge il decreto carcere ha introdotto questo nuovo articolo dell'ordinamento evidenziato il trentacinque
Bis che prevede il reclamo giurisdizionale una innovazione legislativa che anche una scelta ben precisa grazie alla quale si sono superati non pochi dubbi sorti in passato prima di tutto il decreto individua nella figura del magistrato sorveglianza l'organo
Competente a tutelare i diritti delle persone detenute corretto esattamente così ma è un questo uno strumento un mezzo di tutela che mancava nel nostro ordinamento tutto sebbene Lindau novantanove la Corte Costituzionale avesse detto che i diritti erano azionabili ma mancava lo strumento e aveva messo in mora di legislatura
Finalmente con il decreto legge centoquarantasei due mila e tredici che poi è stato convertito nella legge dieci del ventuno febbraio del due mila quattordici c'è questo strumento assicurato in modo stabile
Dal nostro ordinamento strumento che c'è richiesto anche la Corte europea se non sbaglio con la sentenza pilota Torregiani no predisporre
E meritava alla Corte ha chiesto alcune cose fondamentali e precise
La Corte ha richiesto di inserire nel sistema normativo un sistema stabile
Mi compensazione in caso di violazione dei diritti di compensazione o di riparazione in caso di violazione del diritto il reclamo si inserisce il il reclamo va in questa prospettiva va però devo dire che
Non è così sicuro
Per il modo come è stato rivisto il questo reclamo in sede di conversione del decreto legge
Non è così sicuro che risponda alle aspettative dalla Corte di giustizia secondo la sentenza perché Presidente bene perché lo strumento deve essere uno strumento compensativo rispetto alla violazione di un diritto
Per compensativo si possono intendere tante cose per esempio in sede di conversione è stato abolito quello che era stata prevista in sede di decreto legge cioè la riparazione
Con un indennizzo giornaliere internazionale violazioni subito il giornale sia ormai questa è stata
Quindi non è detto che sia proprio questo lo strumento che la Corte chiedeva alla pari con
Come viene assicurato in altri Stati Presidente mai visto in base a questa nuova normativa in quali casi un detenuto può fare reclamo al magistrato sorveglianza beh allora io innanzitutto devono essere chiare due cose
Che il reclamo giurisdizionale non riguarda soltanto la questione del sovraffollamento e quindi non soltanto la questione dello spaccio vitale
Ma riguarda ogni lamentela doglianza per violazione di diritti
Quindi tutti
E il diritto alla salute
E quant'altro c'è il diritto anche anche alla selettività si potrebbe dire anche il diritto affettività entro gli spari sicché sono garantiti cioè che per quanto riguarda la compensazione o con la questione della sicurezza ma anche quello perché no
Quindi
Innanzitutto tutti i diritti violati e in secondo luogo non bisogna fare come dire le ammucchiate
C'è mandare una lettera un reclamo con una quantità di firme perché così non vale
Invece come è che il reclamo deve essere un reclamo giurisdizionale individuale quanta parte di persone identificata identificabile
Tecnica con chiarezza qual è la violazione che ritiene o che assume alle subito accetto Presidente ma insomma questo reclamo a quale risultato concreto comporta voglio dire
Sono persone detenute conosce la sua affollata fare clamore maggiore sorveglianza e questo legame viene accolto
Dopo cosa succede se innanzitutto anche qui a per quanto riguarda il dispositivo
Cioè l'origine che dai magistrato di sorveglianza non è quello di spostarlo dalla cella
L'ordine quello dato all'Amministrazione
Mi in accoglimento del reclamo è quello di garantire lo spazio però ecco diciamo da dal punto di vista procedurale errato Amicone che venga garantito allo spazio ecco quindi uno degli
Effetti con crediti questo reclamo giurisdizionale che maggiore sorveglianza disponga nel caso di sovraffollamento disponga di allocare il detenuto in una cella dove abbiano spazio come è successo a Venezia
Minimo di tre metri quadri ma se il direttore del carcere non ottempera a cosa si può fare guardi allora nella pace andava conversione
Nel passaggio tra dal decreto legge alla legge di conversione non è stato soltanto il problema dell'indennità che è stato cancellato nel tardo anche
Come dirà adottata una formulazione abbastanza equivoca che potrebbe far pensare
Annoni immediata esecutività dell'ordinanza del magistrato si ricollega
Nel senso che i diventerebbe immediatamente esecutivo dopo che sono state esperite che esperite tutte le impugnazioni esatto
Ecco questo è un altro aspetto che la Corte europea potrebbe ritenere non è soddisfacente come stabile strumento di tutela questo aspetto qui
è probabile però che l'Amministrazione si adegui e che non aspetti come dire una sorta di passaggio in giudicato dell'ordinanza del magistrato di sorveglianza
Lecito normale dovrebbe essere che quando il magistrato di sorveglianza dispone
Dispone che si dia lo spaccio al singolo detenuto di tre metri quadri l'Amministrazione ottemperi rispetto a questo provvedimento è possibile
Di accudimento di rigetto è possibile il ricorso l'impugnazione davanti al tribunale di sorveglianza in sede collegiale poi ricorso per Cassazione
Ecco ma una volta esteri di quest'altro bisogna aggiungere che gialla sulla situazione veneta insomma del crea delle difficoltà perché da cui viene messo tutti tutte le ordinanze sono stati impugnata dall'Avvocatura dello Stato
Sì questo è un dato è un dato di fatto ma presenterà il secco una volta esaurire tutte queste impugnazioni se la radice del carcere ancora non obbedisce all'ordine impartito maggiore sorveglianza
Cosa cosa succede rimane nel nulla l'ordine oppure no
No no no il trentacinque bis prevede il cosiddetto giudizio di ottemperanza
Cioè che
Nel momento in cui si è consolidato di diritto attraverso lo strumento processuale si ricorre al magistrato di sorveglianza applica affinché
Imponga
Questa volta in maniera esecutiva all'amministrazione penitenziaria di ripristinare il diritto violato
E prevede addirittura il trentacinque bis alla nomina di un commissario ad acta ma che deve provvedere all'esecuzione dell'ordinanza
Quindi insomma finalmente si è introdotto anche il giudizio di ottemperanza che mancava fino adesso anche il giudizio di ottemperanza su quale però da parte di alcuni viene avanzata perplessità
Sulla legittimità dicendo che i giudici di ottemperanza in genere vengano
Destinati alla competenza del giudice amministrativo è un argomento che non regge perché appunto la legge può benissimo derogare a questo riparto di competenze soprattutto
Se non lede il principio della giurisdizione questo è pacifico etica Presidente ma insomma il suo ufficio a Bologna e l'Ufficio di Sorveglianza che lei presiede ha ricevuto reclami simili a quelli presentati
Dinanzi al Tribunale sorveglianza dimentichiamo credo io credo che ne abbiamo in istruttoria soltanto due o tre
Due opere si non dipende da noi perché la detenuta eccetto ecco ma credo che questi pochi di corsi che li siano arrivati
E insomma voglio dire abbastanza ingiustificati siano dovuti a poche informazione da parte dei detenuti o crede che ci sia anche una componenti di timore guardi sicuramente invece poca informazione
Però tenga presente che nel mondo carcerario c'è sempre
Come dire la paura di
Gli esiti ecco diciamola intenso buono di ritorsione ma presentiamo la così mettiamola così presente penso io non voglio crearle ulteriore lavoro rispetto al già tanto lavoro che avete lì nel tipo di sorveglianza di Bologna però secondo lei val la pena che i detenuti facciano presentino qui si reclami sempre che siano fondati ovviamente Howard quel problema non è ci vale la pena uno
Il problema è che una persona detenuta
Perché deve essere farcela attendere una legittima carcerazione però deve avere anche una carcerazione legittima cioè la legalità che ritiene violato il suo diritto soggettivo ho personalmente
Ho dando Adele ca al suo difensore
Richiede viene violato un diritto soggettivo il reclamo compiuti dizionario vere e proprie fa è uno strumento utile voglio dire e io credo che sia uno strumento utile credo che sia uno strumento utile
Presidente mai su un'ultima domanda come sa mancano ormai sessantotto giorni alla scadenza che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dato all'Italia per porre rimedio alla sistematica in emergenza presente nelle carceri italiane ora
Ora si fa un gran parlare come avrà notato
Di Europa di UE di Europa dei diritti forse solo perché si avvicinano le elezioni europee chi lo sa ma secondo lei Presidente Maisto cosa si fa invece per
Che in Italia sia rispettato il diritto guardi ormai veniamo trattati non soltanto dalla Corte di giustizia ma anche dagli altri giudici nazionale
Alla stregua di giudici i Paesi degradati a cosa fa riferimento faccio riferimento al fatto che un senegalese detenuto in un carcere inglese per il quale l'Italia aveva chiesto l'estradizione
Il giudice nazionale inglese non ha concesso l'estradizione ritenendo che l'Italia
Non assicuri un trattamento umano e civile nella condizione carceraria un provvedimento a cui è poi seguito un secondo provvedimento di una
Noi abbiamo io ho un altro provvedimento di una persona che era stata condannata per fatti di mafia
E ugualmente non è stata dato non è stata restituita all'Italia ad altro giudice inglese
Questi aiuti particolari che
Dico non vanno soltanto
A decremento della tutela dei diritti soggettivi ma anche della legittima pretesa di uno Stato nazionale il quale l'Italia di punire le persone che hanno come
Ci sono reati sul proprio territorio e del si può essere gravissime gravissimo e si va in tanti politici parlo di certezza della pena e poi ignorano episodi che ledono appunto grazie
Bene grazie per
Per adesso grazie per il tempo che ci ha dedicato grazie arrivederci arrivederci
Bene questa allora è l'analisi del presidente Franco Maisto Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna in merito a una delle novità più importanti i contenuti dell'ormai famoso decreto carceri lo ricordo si tratta delle reclamo giurisdizionale previsto dall'articolo trentacinque bis dell'ordinamento penitenziario una nuova normativa che consente alle persone detenute
La possibilità prima vietata di presentare reclamo al magistrato di sorveglianza per lamentare la lesione di un proprio diritto relativo chiaramente all'esecuzione della pena
Quindi in altre parole se nelle carceri la persona detenuta si trova in una cella sono affollata se gli viene negato il diritto alla salute se gli viene negato anche il diritto all'affettività oggi può a tra esso il reclamo giurisdizionale ovvero l'articolo trentacinque bis dell'ordinamento penitenziario può rivolgersi al magistrato di sorveglianza e chiedere che il magistrato appunto ponga rimedio alla violazione e di quel diritto uno strumento assai utile quanto poco conosciuto e noi speriamo che con questa
Puntate agrario in carcere speriamo di essere riusciti a diffondere questa nuova normativa in tante carceri italiane carceri dove
Si fanno giustamente tanti ricorsi alla Corte di Strasburgo carceri dalle quali dovrebbero partire però anche tanti re tantissimi reclami giurisdizionali e di Rizzati ai magistrati e di sorveglianza reclami dove appunto lamentare lo ripeto la lesione di un diritto inerente all'esecuzione della pena un diritto che può andare
Dal diritto a vivere in uno spazio minimo vitale sufficiente al diritto alla salute al diritto all'affettività qui insomma ricordatevi
Questo è il reclamo giurisdizionale previsto dall'articolo trentacinque bis dell'ordinamento penitenziario ma adesso entriamo entriamo in tante tante calci tagliare dove davvero ci sarebbe bisogno di
Fare tanti tanti reclami
Il perché è arrivato il momento di leggere le lettere scritte proprio dalle persone oggi detenute nelle patrie galere queste sono le lettere scritte dai detenuti queste le sofferenze in più non previste in nessuna sentenza penale di condanna che devono subire ogni giorno queste le loro voci questa la realtà presente nelle carceri italiane e c'è poco e c'è poco da stare allegri
Ci scrive Eduardo dal carceri Civitavecchia carissima radio carcere o venticinque anni sono brasiliano e sono ormai mesi e mesi che attendo di diventare definitivo un'attesa snervante che tra l'altro mi impedisce di iniziare un percorso rieducativo e chiedere così i benefici come la liberazione anti Pata in altre parole scrive Eduardo del carcere di Civitavecchia in altre parole è come se mi trovassi in un limbo
E a questo proposito vi segnalo che da quando è uscito il decreto carceri qui nulla è cambiato e nessuno è uscito dal carcere di Civitavecchia grazie a questo decreto ma perché fanno queste leggi se poi no ne beneficia nessuno che senso ha chiede giustamente Eduardo dal carcere di Civitavecchia quanto al carceri Civitavecchia ci tenevo a dirvi che pure essendo un carcere abbastanza nuovo avrà circa trent'anni già è molto rovinato e non c'è manutenzione ad esempio molte finestre cadono a pezzi le porte sono tutte rotte e non po'passa al giorno che non siano un po'un bagno senza che però arrivi nessuno ad aggiustarlo con le conseguenze che potete facilmente immaginare
Infine estiva ancora Eduardo dal carceri Civitavecchia infine ed è la cosa peggiore non le riceviamo nessun aiuto dall'educatore infatti noi facciamo decine di domandine
Per poterci parlare ma non ci arriva mai neanche una risposta concludo con una domanda ma anche noi possiamo fare il Comitato per la giustizia per l'amnistia
Ciò è grazie la lettera è firmata appunto da Eduardo persona detenuti nelle carceri Civitavecchia allora Eduardo innanzitutto grazie a te e grazie per compagni detenuti e carceri ci vecchia che ci scrivete anzi vi invito a scriverci ancor
Ma perché il carcere di Civitavecchia un carcere tanto vicino a Roma tanto però misterioso ne sappiamo assai poco quindi scriveteci da Civitavecchia raccontate Cicco
Ne siete costretti a vivere in quel carcere per quanto riguarda il Comitato per l'amnistia e per la giustizia certe Eduardo certe Eduardo che lo potete costituire anzi mi verrebbe da dire
Dovete anche voi costituirlo come in tutte le duecento se calci tagliare costituire questo Comitato è molto semplice bassa raggruppa anzi in
Cinque sei dieci venti detenuti raccogliere i nomi e mandarci via noi con una lettera al nove di radio carcere ecco lì che il Comitato
Si è costituito nulla di formale nulla di difficile anzi creati i comitati per la missione per la giustizia in tutte le centosei carceri italiane da Civitavecchia ci spostiamo a Torino perché ci scrive Francesco che li dette in tutto Francesco che afferma carissimo Arena mi trovo detenuto nel carcere di Torino dal ventuno settembre del due mila e tre il
E sia io che altri compagni di sventura siamo quasi arrivati alla pazzia siamo quasi arrivati alla pazzia
La verità e che appena si entra in carcere l'impatto è durissimo e surreale
Dopo la perquisizione personale ti danno una coperta L'Unità un pezzo di sapone e un po'di carta igienica poi
Poi l'ingresso in cella a Torino ad esempio le celle sono piccolissime e fatte per un solo detenuto ma dentro ci si
Sta in due e visto che in quelle celle spesso cambiano gli inquilini le condizioni igieniche sono al limite
Dell'indecenza i materassi poi sono solo dei pezzi di gommapiuma sporche maleodoranti molti dei quali strappati negli angoli perché usati per pulire i sanitari
Se è così se così si possono chiamare
Il cibo che passano poiché è in mangiava bile Carnera ANCI da minestre fatte di acqua sporca così come il latte che citando la mattina ora ora ditemi voi
Così viviamo nel Cacitti Torino ma si può chiamare questa detenzione si può chiamare questa pena un affettuoso saluto la lettera è firmata da Francesco persona detenuta
Nel carcere di Torino lettera che non credo necessiti di alcun commento
Da Torino scendiamo di nuovo al sud perché ci scrive Graziano che è detenuto nel carcere di Matera Graziano che afferma caro Riccardo o solo ventidue anni e da oltre due anni sono detenuto in attesa di giudizio in qua Antoine accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di marijuana il famoso articolo settantaquattro della legge sugli stupefacenti ora ti scrivo perché alla fine di febbraio avrei dovuto avere l'ultima udienza o di Enza che però è stata rinviata in attesa del deposito delle motivazioni dell'ultima decisione della Corte costituzionale decisione che ha dichiarato illegittima la legge Fini-Giovanardi e a questo proposito ti chiedo
Tornando in vigore la vecchia legge sulle droghe mutano anche le pene per l'associazione finalizzata allo spaccio di marijuana
Mi hanno detto che prima della legge Fini-Giovanardi non si applicava l'articolo settantaquattro risponde a verità quello che mi hanno detto ti ringrazio fin d'ora per la tua delucidazione e con l'occasione ti mando un cordiale saluto la lente
Tra e firmarla Graziano persona detenuta nel carcere i di Matera allora caro Graziano no purtroppo per te non cambia nulla in quanto la previsione dell'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sulla enti esisteva già con la legge del novanta quindi già hanno detto una inesattezza l'articolo settantaquattro esisteva già con la legge del novanta e per di più non è stato modificato dalla legge Fini-Giovanardi
In altre parole voglio essere chiaro con te perché sei in attesa di giudizio in altre parole nulla è cambiato per quanto riguarda l'articolo settantaquattro
Dalla legge del novanta alla legge Fini-Giovanardi
E di conseguenza la sentenza Corte costituzionale non può incidere in nessun modo su tale aspetto rimane però qualche dubbio sul fatto che l'articolo settantaquattro possa manifestare qualche aspetto di incostituzionalità in quanto prevede bene assai più alte rispetto a quelle previste dall'articolo quattrocentosedici ma questo è un aspetto che verrà rimesso casomai I giudici di merito comunque Graziano fammi sapere cosa ha deciso il giudici fammi sapere insomma
Se che hanno riconosciuto l'associazione oppure è rimasto il semplice spaccio e a quel punto chiaramente lato posizione cambierà
Radicalmente cosa che io ti auguro
Da Matera ci sposiamo in Sicilia perché ci scrive Dario che è persona detenuta nel carcere Petru USA di Agrigento Dario che afferma cara radio carcere anche nel carcere di Agrigento i detenuti vivono non come delle persone ma come degli animali ti dico solo che siamo stipati in tre persone in celle piccolissime
Celle fatte per ospitare un solo detenuto e le nostre condizioni di vita sono a dir poco aberranti
Noi sappiamo bene che il direttore del carcere non può fare dei miracoli visto il grande sovraffollamento ciò che c'è nel carcere di Agrigento ma sappiamo anche che il direttore può cambiare tante piccole cose
Tante piccole cose che renderebbero la nostra vita assai meno penosa per questo motivo circa tre mesi fa gli abbiamo mandato do una lettera per chiedergli di poterlo incontrare e anche se la lettera era firmata da oltre centocinquanta detenuti
Lui ancora oggi non c'ha convocato
Noi al direttore del carcere di Agrigento non vorremmo chiedere la luna ma gli vorremmo soltanto chiedere ad esempio di indossare i giubbotti per affrontare la fine del freddo invernale visto che qui non c'è il riscaldamento gli vorremmo chiedere di avere alcuni prodotti per pulire le nostre celle che sono in base dalla sporcizia vorremmo chiedergli dirimere
Ieri un pochino allo schifo presente nelle stanze dove ci facciamo la doccia non crediamo che si è chiedere troppo tutt'altro a firma Dario recarci di Agrigento
Come non crediamo sia chiedere troppo che un direttore di un carcere visibile celle del carcere Daloui diretto eppure tutto ciò non avviene
Infine volevo segnalati che anche qui ci sono tanti i detenuti stranieri che potrebbero finire di scontare la pena nel proprio Paese di origine e invece resto nel carcere di Agrigento io ad esempio sono albanese
E già nel due mila e sette ho fatto istanza per potere essere trasferito in Albania in base all'accordo che c'è stato tra Italia e Albania
Ebbene schiva appunto Dario recarci Agrigento del bene come sapere cosa mi ha risposto di recente in magistrati sorveglianza di Agrigento stiamo facendo accertamenti sulla sua idoneità ripeto perché insomma la cosa sembra abbastanza strana
Stiamo facendo accertamenti sulla sua idoneità ma come si domanda Dario nel carcere di Agrigento ma come io sono detenuto qui dal maggio del due mila e quattro finito di scontare la mia pena al novembre due mila e quattordici e voi dopo dieci anni ancora non si è certi della mia identità domanda giustamente Dario dal carceri Agrigento
Aggiungo che anche se il recente decreto della cancellieri ha reso più facile la pratica dell'espulsione io come tanti altri
Di sugli stranieri non ne abbiamo visto gli effetti Chavez grazie la lettera è firmata Dario persona detenuta
Nel carcere di Agrigento Dario affronta tanti temi interessanti nella sua lettera primo fra tutti
L'interesse concreto che qualsiasi direttore dovrebbe avere
Per il carcere da lui diretto e abbastanza anomalo che il direttore di un carcere non visiti le celle del carcere che dirige
è abbastanza anomalo che il direttore di un carcere
Non ascolti quelle piccole richieste che gli vogliono fare i detenuti per rendere la loro vita meno penosa tutto ciò ove fosse confermato sarebbe a dir poco
A dir poco strano e a dir poco grave e poi che dire Dario ha perfettamente ragione per quanto riguarda l'espulsione dei detenuti stranieri molti politici non fanno altro che dire bisogna espellere i detenuti stranieri abbiamo fatto l'accordo Italia Albania Italia-Romania presso tanti detenuti e saranno espulsi eppure quei detenuti invece restano qui a scontare tutta la pena invece di finirla di scontare nel proprio paese d'origine così come prevede peraltro la legge italiana
Sono slogan solo presi in giro è la politica che parla Traverso spot pubblicitari la realtà la realtà purtroppo
è assai diversa e proprio di questa realtà grave penosa delle persone detenute straniere che in barba alla legge continuano a scontare la loro pena
In Italia invece di
Finirla di scontare nel proprio Paese di origine ci parlano un gruppo di detenuti ristretti nel carcere di Bollate ed infatti ci scrivono Mihai Iulian Ilire e Valentina e persone detenuto appunto nel carcere di Bollate tutte straniere persone detenute che affermano caro Arena siamo quattro detenuti stranieri che provengono dallo stesso Paese ovvero la Romania
Ti scriviamo perché dopo diversi anni e dopo aver superato tante tante difficoltà siamo riusciti fino al
L'ente ad ottenere risposte certe per poter finire di scontare il resto della nostra pena in Romania ed infatti c'è arrivato il nulla osta del Ministero della giustizia italiana
Di quello rumeno e ci è arrivato anche il nulla osta del magistrato di sorveglianza competente eppure eppure la situazione non è cambiata e noi restiamo in carcere in Italia e non siamo stati trasferiti in Romania
Morale schivo questi ragazzi rumeni detenuti nel carcere di Bollate morale tutti ci dicono che possiamo finire di scontare il resto da nostra pene in Romania ma di fatto ma di fatto restiamo qui
In altre parole viene ignorata non solo la legge italiana ma anche gli accordi bilaterali tra Italia e Romania ma nessuno fa oggi dice nulla queste illegalità questa tesa senza senso si tramuta per noi e per le nostre famiglie che stanno in Romania
In una vera e propria tortura e tutti noi pur avendo commesso dei reati ora ci sentiamo come delle vittime
Perché le istituzioni non rispettano le loro leggi e i giudizi emessi
Dei loro giudici domando giustamente
Queste persone detenute rumene ristretti nel carcere di Bollate grati per averci ascoltato e per aver dato voce anche al nostro ingiustizia la salutiamo con stima la lettera appunto è firmato da Mihai Julia ma i sì e Valentino persone detenute nel carcere di Bollate insomma prima abbiamo visto la lettera di Dario dai casi di Agrigento Dario albanese dal due mila e sette aspettai
Di essere trasferito in Albania per finire scontare la pena e lì pure gli chiedono ancora oggi non siamo certi per la sua identità dopo dieci anni di prigione e poi si arriva a quest'altra lettera
Da questi ragazzi rumeni detenuti nel carcere di Bollate
Ragazzi rumeni che addirittura hanno avuto il nulla osta
Dei mi deve mista oggi si sia sbagliato di quello rumeno e del magistrato degli anziani pure rimangono lì due esempi due lettere che dimostrano bene il motivo per cui abbiamo circa ventiquattro mila persone detenute straniere nelle nostre carceri
C'è poco c'è poco da essere allegri
Poi si scrive una persona detenuta nel carcere barcaiolo né di Ancona carissimo Riccardo mi trovo in carcere da circa dieci anni e finirò di scontare la mia pena tra undici mesi le ragioni per cui sono detenuto da tanto tempo sarà il fatto che ci sono tossicodipendente e ho commesso diversi reati proprio a causa della droga ora ti scrivo perché mancando poco al mio fine pena ho chiesto di poter la finire di scontare in una comunità
Comunità terapeutiche per tossicodipendenti che si era resa disponibile ad accogliermi eppure il magistrato di sorveglianza di Ancona ha rigettato puntualmente tutte le mie stanze per andare in comunità
Credimi è per me un vero e proprio incubo infatti non si tratta soltanto di uscire prima
Di galera ma si tratta di dare a una persona tossicodipendente la possibilità di rifarsi una vita dico questo perché andando in comunità potrei davvero disintossicato mitili e potrei anche costruirmi un futuro migliore visto che la stessa comunità mi offriva anche un lavoro e la possibilità di una casa in affitto a una cifra modica lavoro e casa che ora mondo e allora mi domando
Questi magistrati di sorveglianza si rendono conto che in questo modo una volta finito di scontare la pena mi butteranno per strada è così che si aiuta un ragazzo ad uscire dalla droga
Lascio a voi le dovute conclusioni e vi ringrazio per ciò che fate la lettera è firmata da una persona detenuta tossicodipendente del carcere barcaioli di ancora obiettivamente soprattutto in considerazione
Della poca pena che hai da scontare rigettare la misura alternativa del ricovero in una comunità terapeutica non appare molto sensato
Anche perché come giustamente scrive questa persona detenuta anche perché spesso le comunità terapeutiche poi
Dando anche possibilità di trovare un un lavoro una volta finita la pena dando anche possibilità di trovare un alloggio una volta finita la pena
Ed invece di invece così si continua come spesso diciamo prima a sbattere le persone in cella e poi a sbattere le in libertà da ancora ci spostiamo nella capitale perché ci scrive Massimo che è persona detenuta nel vecchio
Ricchissimo carcere Regina Coeli Roma Massimo che afferma cara radio carcere ti scrivo perché sono una delle tante vittime della lentezza della giustizia italiana pensa solo che circa un anno fa sono stato arrestato perché condanna in relazione ad un'evasione dalla sorveglianza speciale evasione commessa nel lontano due mila e uno ora io non dico di essere innocente scrive Massimo dal carcere di Regina Coeli non dico di essere innocente dico solo che durante questi tredici anni mi sono rifatto una vita avevo lavoro è una moglie un bambino di due anni e mezzo insomma mi ha
Lo spezzato la vita a causa di una giustizia lenta e inesorabile il caso di Massimo purtroppo non è un caso isolato
Sta di fatto scrive ancora massimo dal carcere di Regina Coeli sta di fatto che dal marzo del due mila e tredici che mi trovo nel vecchio carcere di Regina Coeli un carcere becchi stimo dove i detenuti vivono come bestie
Dove si sta Agello
Visto che le finestre delle celle sono rotte e dove la situazione è talmente disastrata che gli scarichi del bagno della cella che saltiamo di sopra Corano sul muro della cella che essa al piano di sotto
Ripeto a Regina Coeli gli scarichi del bagno della cella che sta al piano di sopra cullano sul muro della cella che sta al piano di sotto
In altre parole si va ancora Massimo dal carcere di Regina Coeli in altre parole Regina Coeli è un incubo un incubo al centro di Roma
Ne approfitto anche per diritti che sia io che altri detenuti vorremmo fare il Comitato per la mi sia per la giustizia ma non sappiamo come fare ci puoi dare un aiuto ciò grazie la lettera è firmata Massimo persona detenuta appunto del carcere Regina Coeli di Roma io ne approfitto incidentalmente per ricordare
Che il degrado presente nel carcere di Regina dice gli Roma e anche un degrado costoso visto che cosa solo di ordinaria mano
Attenzione undici milioni di euro all'anno undici milioni di euro all'anno spesi per l'ordinaria manutenzione
Del degrado questo accade al centro di Roma nel due mila e quattordici
E ricordo Massimo e agli altri di ovvia ascolto che creare questi comitati è semplice basta raccogliere un po'di firme tra di voi fare un poco un po'tra di voi e inviarci una lettera con le vostre firme dirci che avete creato appunto il Comitato pellami seppe la giustizia ecco lì che il Comitato
Si è creato ci spostiamo adesso in Sardegna e perché ci scrive un gruppo di persone interne nate nella colonia agricola di Isili in Sardegna cara radio carcere siamo un gruppo di internati rinchiusi nella colonia agricola di il sì ovvero una sperduta struttura dove vengono rinchiuse persone non perché condannato perché indagate bensì perché sottoposte a misura di sicurezza detentiva in altre parole che iniziamo detenuti
Senza condanne senza fine pena solo sul presupposto della nostra
Pericolosità pericolosità che dovremo dimostrare di non avere più attraverso l'attività lavorativa
Ecco perché le chiamano colonie agricole
Ma voi sapere quanto ci fanno lavorare qui della colonia agricola di Isili
Solo quattro ore al giorno quattro ore al giorno che sono del tutto insufficienti a fare qualsiasi cosa tanto più dimostrare che non si è più pericolosi
Già
La verità e che qui ha Isili noi internati veniamo trattati peggio di chi sta in carcere a scontare una pena
Le nostre celle sono vecchie sovraffollate subiamo continue perquisizioni e siamo abbandonati dagli educatori educatori che dovrebbero compiere la sintesi sul nostro comportamento per non parlarti poi della sanità che qui del tutto inesistente
Ti basti pensare che qui ci sono diversi detenuti sieropositivi che però non possono fare nessuna terapia perché manca un medico specialista insomma scrivono queste persone internata e nella colonia agricola di Vic insomma Isili non è un carcere ma è un vero e proprio l'aria un Lager abbandonato dove ci sono anche tante persone con disagi psichici che dovrebbero stare i luoghi assai più adatti
Ciò è grazie la lettera è firmata appunto da un gruppo di persone internati nella vecchie sperduta colonia agricola di Isili in Sardegna poiché salutiamo camping calci di Brizzi Peppino termine che si trova in carcere per
Ecco un anno ma che non ha mai avuto notizia del processo e che lo ha riguardato i temi che si tratti di un caso di omonimia salutiamo Antimo dai casi Santa Maria Capua Vetere che è detenuto dal due mila e nove ma che si processa innocente salutiamo e Labib e Alessandro recarci di Ivrea Francesco dal carcere Pagliarelli Palermo Vincenzo recarsi Piacenza e Angelo che ci scrive da centro clinico del carcere di Prato
Bene allora come al solito prima di salutarvi vi ricordo i nostri recapiti ovvero come entrare in contatto con noi di radio carcere prima di tutto il numero di telefono di qui di Radio Radicale ovvero zero sei
Quattro otto otto sette otto uno ripeto zero sei
Quattro otto otto sette otto uno chiamateci durante tutta la settimana se siete da poco usciti dal carcere chiamateci se avete subito un'ingiustizia del processo un'ingiustizia subita
Sia come imputati che come vittime del reato di ricordo anche il nostro sito internet ovvero radio carcere
Punto com del ricordo che siamo presenti su Twitter ma anche su Facebook basta cercare radio carcere o Riccardo Arena Sutu per e su Facebook ed risponderanno fuori i simboli di radio carcere e poi soprattutto le persone detenute ricordo l'indirizzo dove
Inviare le vostre lettere dalle carceri
Lettere che leggiamo tutti i giovedì alle ore dieci e nove e quarantacinque raccontate ci tutte le ingiustizie che subito e nelle carceri delle vostre lettere queste l'indirizzo dove scriverci dalle carceri radio
Radicale
Rubrica radio
Carcere via principe Amedeo
Due
Zero zero
Uno
Otto cinque Roma scrivete scrivete scrivete radio carcere non lasciate che le ingiustizie che subite rimandano protette dal silenzio e da quelle quattro mura e poi scriveteci anche per info Mancin quali carceri avete creato i comitati per la giustizia e per l'amnistia comitati che sono presenti già in tante carceri ma l'obiettivo è che siano presenti in tutte le duecento sei
Carceri italiane
Vi ricordo che dal ventotto febbraio i radicali hanno promosso una nuova iniziativa non violenta un Satyagraha che terminerà il ventotto maggio quando scadrà il termine che ci ha dato la Corte europea dei diritti dell'uomo per riporre rimedio
All'emergenza carceraria quindi se volete aderire in qualsiasi modo questa nuova insediare non violenta scrivete a noi
Di radio carcere io ringrazio Iva Radicev per l'assistenza imposto produzione Grazia Luciana Bruno per l'assistenza di regia e grazie grazie di cuore a tutti voi che anche questa sera da una casa da Roma la china da un camion e da Nocera sovraffollate avete acceso una radio per ascoltare una voce la voce di radio carcere l'informazione sul processo penale
E la detenzione a tutti voi ma veramente a tutti voi un caro saluto da Riccardo Arena
Perché
E adesso
Anche nella linea che
Abilitate aumentate ma cerchiamo di immaginare
Qualcosa aggiungere acquisite
Come è possibile che potete fare quello che fate
Scusi secondino secondi non è simpatica superiore
Una volta quello italiano il tribunale
Ovviamente il cinque il codice di procedura penale
Dichiaro
Nuova del popolo italiano la Corte d'Appello di Palermo seconda sezione
In data cinque aprile mille novecento