23 MAR 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 51 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 23 marzo 2014 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 51 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Pannella su Renzi, Napolitano e l'estromissione di Emma Bonino dal ministero degli Esteri: "Dobbiamo augurarci tutti che vada il meno peggio possibile, ma di certo la responsabilità è di questa sorta di ricatto che lui ha fatto al Presidente della Repubblica, perché è noto che il Presidente e quasi tutti inserivano il valore della stabilità governativa come un elemento essenziale nella congiuntura internazionale, italiana ed europea, invece lui gli ha comunicato che - volendo rottamare tutto - ha voluto rottamare anche un minimo di decenza e serietà". "Siccome Emma Bonino continuava ad essere, in base ai sondaggi, la più popolare e la meno populista, a questo punto i sondaggisti non hanno fatto un sondaggio per capire come veniva giudicata questa estromissione di Emma"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella esordisce evocando gli "Stati Uniti delle Cine" dopo le dichiarazioni del Dalai Lama, riprese dal leader radicale nelle ultime settimane, favorevoli alla democrazia in Cina e non invece all'indipendenza statuale del Tibet. "Ogni giorno c'è una situazione nella quale il nostro Stato si trova a livello formale peggio di quanto non si trovavano forse quei regimi che sono divenuti l'emblema e il simbolo del male storico, quindi su questo dobbiamo continuare a riproporci ogni giorno qualcosa da fare sull'obiettivo dell'alternativa a queste previsioni e a questa peste italiana e, come si prevedeva, non solo italiana ma europea e globale". Pannella torna sul contrasto tra Matteo Renzi e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispetto alla priorità del tema giustizia per l'Italia e rispetto al ruolo di Emma Bonino come ministro degli Esteri. L'attuale posizionamento internazionale di Renzi: "Dobbiamo augurarci tutti che vada il meno peggio possibile, ma di certo la responsabilità è di questa sorta di ricatto che lui ha fatto al Presidente della Repubblica, perché è noto che il Presidente e quasi tutti inserivano il valore della stabilità governativa come un elemento essenziale nella congiuntura internazionale, italiana ed europea, invece lui gli ha comunicato che - volendo rottamare tutto - ha voluto rottamare anche un minimo di decenza e serietà". "Siccome Emma Bonino continuava ad essere, in base ai sondaggi, la più popolare e la meno populista, a questo punto i sondaggisti non hanno fatto un sondaggio per capire come veniva giudicata questa estromissione di Emma". La percezione della novità renziana da parte dei governi europei: "Tutti i corrispondenti hanno sottolineato il sorriso da presa per il culo di tutte le autorità europee…". "Una cosa per me non è controvertibile: nessun giornale in Italia, nessuno, ha detto perché e come mai la Bonino è stata esclusa". Renzi "ricattatore": "E' indubbio - ho detto - che questo elemento di continuità istituzionale era cosa perfino sottoscritta da Berlusconi a Largo Argentina come il trittico di cose su cui c'era unanimità… Questo faceva parte evidentemente della posizione del Presidente della Repubblica che a quel punto aveva già dovuto constatare che lui poteva anche dire: ah sì, abbiamo il Partito democratico col suo leader attuale, col suo candidato alla presidenza del Consiglio, che dinnanzi a quello che io ritengo 'obbligo, obbligo, obbligo', è ricattatorio, svolge un'operazione ricattatrice dicendo 'benissimo, intanto accetti che va fuori la Bonino e tutti quelli che in qualche misura hanno anticipato le tue posizioni', come la Cancellieri, nei confronti del problema principale, cioè dell'identità tecnicamente criminale del paese rispetto alla questione giustizia". "Si è sentito bisogno di tutelare il regime anche dalla semplice notizia del fatto che la Bonino, perché radicale e perché più popolare anche dell'attuale fenomeno che è il presidente del Consiglio, doveva essere fatta fuori"
    17:00 Durata: 19 min 55 sec
  • Le elezioni europee e il fatto che anche Guy Verhofstadt "ha trovato, all'interno del mondo liberale europeo, poco sostegno e poca convinzione su questa terza forza liberale da costruire tra socialisti e popolari europei"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le elezioni europee e l'impossibilità di presentarsi di fronte allo "zero di conoscenza" che è consentito al popolo italiano. "Hai sentito un giornale, anche minoritario, scrivere che i Radicali non si presentano?". Se Emma Bonino fosse stata ministro, "non l'avrebbero potuta escludere dalle televisioni" durante i dibattiti pre elettorali. "L'astuzia connaturata nella razza radicale credo che tutto avrebbe fatto la Bonino che tollerare sorrisi di sufficienza rispetto poi al presidente del Consiglio e allo Stato italiano". Le trattative di Guy Verhofstadt con i Radicali e l'invito rivolto a Emma Bonino a candidarsi comunque come capolista, anche se i Radicali non avessero corso. "E' indubbio che Verhofstadt si è mosso convinto, anche interiormente. I punti di riferimento liberali che aveva: quello più importante di tutti per la parte italiana è che Tabacci poteva garantire la raccolta di firme per la presentazione, altrimenti erano consapevoli che non l'avrebbero ottenuta. Insomma dobbiamo prendere atto che lo stesso Verhofstadt ha trovato, all'interno del mondo liberale europeo, poco sostegno e poca convinzione su questa terza forza liberale da costruire tra socialisti e popolari europei"
    17:19 Durata: 7 min 56 sec
  • Le dichiarazioni del Dalai Lama anti indipendentismo, la tradizione degli Stati Uniti d'Europa nella storia radicale, le vicende turche e il ruolo dell'Europa

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli indipendentismi nazionali e la loro inattualità secondo le recenti dichiarazioni del Dalai Lama (leader dei tibetani) e di Rebiya Kadeer (leader degli uiguri). "Ho ricordato che mentre gli Stati Uniti d'Europa erano concepiti come erano concepiti, e nel 1951, 10 anni dopo che il Manifesto di Ventotene era stato scritto in carcere, c'è voluto il più noto e prestigioso di noi radicali in Europa, Mendès France, per far fuori la Ced che era la costituzione degli Stati Uniti d'Europa". Il socialista Hollande e la continuità con quell'approccio anti federalista. I Radicali e la battaglia contro "l'ipoteca nazional-giacobina", come dimostra anche la dismissione del vecchio simbolo radicale di tradizione giacobina per scegliere invece la Rosa nel pugno. Come europei "siamo riusciti a indurre la situazione turca in una situazione nella quale oggi predominano gli istinti militar-ataturkiani, nel senso che oggi Erdogan e gli altri, con la loro posizione sostanzialmente anti democratica, ne siamo responsabili noi di Bruxelles, per l'offesa continua portata al popolo e al ceto dirigente turco che era intransigentemente per l'Europa". Il ritorno in salute del radicale Valter Vecellio. I "tormenti" suoi, quelli di Franceschini e di Bersani. Ancora sulle elezioni europee alle quali i Radicali non si presenteranno, anche se qualcuno di loro - secondo Pannella - finirà per farlo. Il precedente di Daniele Capezzone, già segretario di Radicali Italiani passato a militare nel Pdl. Pannella: "Renzi dice: stiamo facendo la rivoluzione in Italia. In parte è anche vero: stanno cercando di abolire una delle due Camere, il Senato. A suo modo è rivoluzionario. Quando poi aboliranno, presentandolo in un certo modo, anche la Camera dei Deputati, allora la rivoluzione sarà compiuta. Quella rivoluzione", scherza il leader radicale
    17:27 Durata: 15 min 46 sec
  • Ancora sulle elezioni europee: "Oggi per noi il problema è di cogliere questa occasione elettorale per cercare di far comprendere il perché è tecnicamente assolutamente vero che al popolo italiano, e non ai partiti nemici, si è sottratta in tutti i modi la conoscenza della politica, costantemente, per difendere un regime partitocratico nel quale abbiamo alternanza di ventenni. Ma abbiamo sempre detto che questi ventenni non sono né solo di destra né solo di sinistra"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'iniziativa radicale, al di là delle elezioni europee, prenderà la forma di una campagna di iscrizioni al Partito? Difficile, secondo Pannella: "La nostra analisi sulla realtà del regime italiano, anche quando abbiamo avuto quei momenti di iscrizioni, quelli erano momenti nei quali il lavoro di esclusione totale dall'informazione politica aveva 10 anni in meno. Si è perfezionato da allora". Il tentativo di "far riflettere le istituzioni", partendo da quelle giudiziarie. I recenti scandali giudiziari sulla questione Expo e le vecchie critiche di Pannella al procuratore Bruti Liberati. "Mi pare che è possibile che per il fatto che non è vero che siano uguali le due componenti del potere italiano, ma sono soci. I soci corrispondono a delle associazioni previste dal codice penale", osserva Pannella. "Oggi per noi il problema è di cogliere questa occasione elettorale per cercare di far comprendere il perché è tecnicamente assolutamente vero che al popolo italiano, e non ai partiti nemici, si è sottratta in tutti i modi la conoscenza della politica, costantemente, per difendere un regime partitocratico nel quale abbiamo alternanza di ventenni. Ma abbiamo sempre detto che questi ventenni non sono né solo di destra né solo di sinistra"
    17:43 Durata: 8 min 19 sec
  • L'avanzata della ragion di Stato rispetto allo Stato di diritto, anche negli Stati storicamente più cari ai Radicali, Regno Unito e Stati Uniti. Le critiche a Obama: "Nei comportamenti e nelle sue scelte, come quelle di Londra, vi sono potenti contraddizioni in contrasto con le storie di quei Paesi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'avanzata della ragion di Stato rispetto allo Stato di diritto, anche negli Stati storicamente più cari ai Radicali, Regno Unito e Stati Uniti. Le critiche a Obama: "Nei comportamenti e nelle sue scelte, come quelle di Londra, vi sono potenti contraddizioni in contrasto con le storie di quei Paesi". Accanto a ciò, i Radicali continuano la battaglia "a favore di maggiori diritti umani, anche nel cuore degli Stati che sembrano destinati tuttora a percorrere una strada anti democratica e più o meno anti comunista". "In collaborazione con la radio, stiamo operando per arrivare prestissimo alla pubblicazione degli atti del convegno di Bruxelles, per farne occasione di un rilancio di quei temi e di quell'iniziativa che è per la verità sulla guerra irachena, per farne una forza di traino per arrivare a ri-legalizzare il problema dei segreti di Stato, nella direzione che è quella degli Information act anglosassoni che vanno irrobustiti". "La Ragion di Stato è un modo di praticare lo Stato contro cui c'è la visione dello Stato di diritto fondato sui diritti umani. Altri si sono arresi a questa fatalità", non i Radicali. La figura di Léon Gambetta in Francia (1838-1882)
    17:51 Durata: 14 min 30 sec
  • I rapporti tra Vaticano e Stato italiano oggi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il satyagraha in corso per la questione giustizia in Italia avviato da Rita Bernardini e Irene Testa, con la partecipazione di circa 1.000 persone. "Oggi mi auguro tutt'al più che possa aprirsi una lotta tra Stato Vaticano e Repubblica italiana. Sulla base del Trattato madamense, non piuù del Concordato, la Santa Sede potrebbe denunciare quel trattato e lo Stato italiano per violazione anche di quel concordato". Diffiicile che succeda, osserva Bordin: "E' un dubbio, assolutamente doveroso - replica Pannella - Ma devo dire che è un dubbio. Mentre la certezza che non accada l'opposto, che venga dallo Stato italiano questa iniziativa, con Giuliano Ferrara, con il Foglio, con una serie di cattolici realisti che mi ricordano i dubbi su Kruscev, Gorbaciov…". "In questo momento e rispetto a questo Pontificato c'è una naturale fortissima resistenza, perché questa Santa Sede e questo Stato ha vissuto, anche negli ultimi due secoli, una storia in totale contraddizione rispetto ai valori che sembrano riaffermarsi come vincenti nel mondo cattolico"
    18:06 Durata: 7 min 9 sec
  • La politica economica del Governo, la ricchezza (in restringimento) delle famiglie, il debito pubblico e la questione giustizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito sulla politica economica. Pannella: "Alla fine degli anni 90 venne fuori da Tremonti e dal suo schieramento, proprio a Bruxelles, il discorso per cui la disastrosa condizione del debito pubblico italiano invece era cosa da osservare e conoscere in modo più serio. Perché se è vero che siamo ai primi posti come debitori pubblici, però - questo Tremonti lo ha ripetuto non solo a Bruxelles - noi abbiamo un'altra realtà che non viene considerata dai disfattisti: abbiamo, per quel che riguarda la realtà sociale italiana, una realtà delle famiglie italiane che sono le meno disagiate di quelle del nostro Continente perché c'è un livello di agio nelle famiglie italiane che pone l'Italia nei primissimi posti da questo punto di vista. Ci fu questa posizione. E mi pare patente che coerentemente con questa analisi il regime italiano" si mosse senza "senza l'opposizione a Tremonti o Berlusconi comprendesse quello che accadeva perché non si occupavano della qualità della vita del popolo". I precedenti di questa disattenzione, dall'aborto clandestino alla vita delle Partite Iva. "Questo ha portato a famiglie disastrosamente impoverite". Idem per gli imprenditori, considerati per antonomasia "evasori" dallo Stato - ironizza Pannella - e per i quali i Radicali promuovevano negli anni 80 l'insediamento oltre confine, cioè una delocalizzazione pianificata, specie in Nord Africa, così da "sanare strutturalmente quelle economie, evitando anche di costringerli ad accorrere verso l'Italia e l'Europa come già sembrava sarebbe accaduto". Su Confindustria: "Non si capisce Squinzi di cosa parli, e mi dispiace molto. Mi pare resista in modo automaticamente corporativista, e non con una visione di soluzioni strutturali da conquistare". Il peggioramento dello status delle famiglie registrato dall'Ocse di recente. "Quello che ci sembra fondamentale è intanto esprimere il rammarico che anche avendo fatto allora qualcosa come 500mila copie di un giornale chiamato 'Terzo Stato' riferendosi ai 4-6 milioni di autonomi e piccoli imprenditori, non chissà quale sottoproletariato", nulla sia poi seguìto. La critica alle attenzioni storiche della sinistra, con i loro risultati e "il capitalismo italiano che è vissuto in simbiosi col capitalismo di Stato". La riforma della giustizia per rilanciare l'economia e la priorità delle misure di clemenza, prima dei piccoli aggiustamenti al margine. "Non c'è solo il mancato investimento estero in Italia - che dipende da questa situazione - ma anche la delocalizzazione del capitale italiano. Negli ultimi due anni, sono aumentati del 7 per cento i tempi della giustizia civile"
    18:13 Durata: 19 min 47 sec
  • Libri radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caso dell'Eni e i problemi ambientali che emergono soprattutto a livello di varie Regioni. "Per alcuni essere uno Stato petrolifero sarebbe una fortuna, per altri un assassinio - osserva Pannella - E non è un caso che qui a Taranto le scelte si fanno come si fanno, eccetera". Da Bolognetti in Basilicata a Iervolino nel Lazio, passando per un lavoro in uscita a cura di Giuseppe Candido, il contributo dei libri scritti da alcuni radicali, "quasi una supplenza di quelli che non vengono fuori dalle nostre Università - disse una volta Fulco Lanchester". Pannella accenna allo "straordinario libro" di Totò Cuffaro
    18:33 Durata: 5 min 22 sec
  • Conclusioni. Le difficoltà strutturali di convocazione del Congresso del fronte italiano del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Congresso del fronte italiano del Partito radicale: "Dovremmo prendere atto che prima della seconda metà di aprile non riusciamo a convocarlo e a tenerlo, tenendo presente che è un Congresso aperto e innanzitutto di radicali non italiani". La questione della "esistenza" radicale, anche sui media: "Possiamo dimostrare - grazie al Centro d'Ascolto - che da 30 anni, sulle cose più importanti e non di mera propaganda politica, sul debito pubblico e i suoi prospettive e rischi per esempio facemmo una campagna istituzionale negli anni 70 e su questo non fu possibile un solo dibattito politico televisivo, come sulla questione giustizia oggi", non esiste dunque dibattito davvero pubblico. Il prossimo Congresso mondiale per la libertà di ricerca dell'Associazione Luca Coscioni e l'importanza della vittoria dinnanzi alla Corte interamericana che raggruppa 41 Stati. "Su questo non c'è stato un dibattito, non c'è stata una notizia". L'esclusione progressiva dei Radicali anche dalla carta stampata. I fatti internazionali, dal Tibet all'Ucraina, e le indicazioni del Dalai Lama e di Rebiya Kadeer contro le battaglie indipendentiste: "E' ancora lecito continuare a essere speranza, non solo ad averne o a darne"
    18:38 Durata: 12 min 55 sec