28MAR2014
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Critica e militanti

RUBRICA | RADIO - 07:30. Durata: 6 min 18 sec

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"La paura e altri racconti della Grande Guerra" (Edizioni e/o) di Federico De Roberto.

Puntata di "Critica e militanti" di venerdì 28 marzo 2014 che in questa puntata ha ospitato Matteo Marchesini (critico letterario e scrittore).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Austria, Cultura, Guerra, Italia, Letteratura, Libro, Sicilia, Societa', Storia.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 6 minuti.
07:30

Scheda a cura di

Enrica Izzo
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Buongiorno da Radio Radicale qui a Matteo Marchesini per la rubrica critica militanti
L'editore o a appena ristampato alcuni racconti di Federico De Roberto grande parzialmente rimosso scrittore italiano nato
Con l'Unità nel mille ottocento sessantuno
è morto nel mille novecentoventisette
Per il centenario della Grande Guerra il libro si intitola la paura e altri racconti della Grande Guerra è curato da Antonio di Grado
E i racconti sono appunto racconti tardi di questo straordinario narratore naturalista catanese
Racconti scritti appunto intorno agli anni venti
Il primo e di gran lunga il più bello la paura è sicuramente uno dei suoi capolavori
Insieme a romanzi scritti invece in giovane età alla fine del dell'ottocento come l'illusione
Una sorta di Madame Bovary italiana
E soprattutto di vincere raccomando straordinario che riesce a portare l'occhio crudo obiettivo chi Verga e virgola dalle classi inferiori dalla dalla dal popolo dei piccoli borghesi fine allettante della
A rito CRA gli apparati Italia siciliana che anticipa molti temi che di solito noi riferiamo alla
A loro mando come il Gattopardo e che patto poco popolare in Italia
Anche per la sua come ha detto qualche critico la sua straordinaria arrivi cattivi dica che poi
Anche la grande dote di De Roberto in una letteratura fatta di ritmi di Espressionismo i
Invece i suoi libri hanno una consequenzialità
Diciamo così
E una prosa i circa coerente che qualcosa di assolutamente
Estraneo qualche strana la nostra tradizione nazionale e alla a ciò che hanno cercato nel Novecento i letterati crociani o o opposta crociani
Molto importante anche
Il suo romanzo incompiuto L'imperio
Che ha delle straordinarie scene di vita parlamentare racconta come
Come pochi altri libri il il trasformismo di fino Ottocento ma la paura
Diciamo il colpo di coda della del grande narratore è un racconto anche qui come come sempre da Roberto
In cui cioè soltanto una
Spietatezza attenta canta riparazione una spietatezza leopardi Anama
Declinata appunto narrativamente e la storia
Di soldati in trincea comandati da da un tenente dal dal tenente al panico nel paesaggio scabroso delle delle montagne
Del fronte della prima guerra mondiale che vengono mandati uno dopo l'altro a prendere un posto di gavetta e uno dopo l'altro vengono
Patti fuori da
Dall'esercito austriaco che appena sostituito le truppe che che ora sono molto più
Rigorose combattive
è la storia cioè di una lenta inesorabile carneficina alla fine della quale
Arriva il soldato Morana un soldato i decorato una specie di eroe di guerra già della guerra di Libia
Che clamorosamente si rifiuta di rischiare a sua volta la vita per raggiungere la posizione di vedetta
E questo rifiuto dato che comporta ovviamente la fucilazione prende in poche pagine un aspetto delirante irrazionale
Mette in scena appunto la irriducibili tra Helene argine avvilita della paura del terrore puro fino al punto che il soldato Morana
Nelle ultime righe
Quando ormai non può più tergiversare deve decidere sostanzialmente che
Rischiare la vita andando rischiando verso il posto di verdetto parti fucilare
Trova una soluzione
E la soluzione
è una soluzione macabra
Che porta come diceva Luigi Russo citato qui
Da Antonio di grado nell'introduzione alle pene conseguente la logica testarda tipica dei personaggi di di di Roberto che non escono mai da una sorta di
Vicolo cieco psicologico si direbbe quasi fisiologico scrivete Roberto la fine del racconto e prima che nessuno avesse il tempo di comprendere che cosa volesse dire il soldato Morana
Che cosa stesse per fare corse lungo il corso fino al cunicolo si chinò ad afferrare il moschetto
Ne appoggio al civico di fuoco il calcio se ne appunto alla bocca sotto il mento entrasse il colpo che cerchi portare il cervello contro i sacchi del parapetto così finisce la paura il più bello di questi racconti
Credere Oberto dal punto di vista diciamo così della
De delle delle opinioni politiche poteva vere diciamo di un retroterra di
Di conservatore e poteva anche indulgere nella retorica come narratore invece non dà alcuna speranza non dà alcuna edificazione che proprio per questo ci
Descrive come nessuno quella
Società
Italiana che va appunto dalla precaria unità
Del secondo Ottocento all'inizio del regime fascista quindi il Consiglio di oggi è
Federico De Roberto la paura e altri racconti della Grande Guerra edizioni euro a risentirci venerdì prossimo