02APR2014
dibattiti

L'eredità di De Gasperi: l'Italia nell'Unione Europea a sessant'anni anni dalla sua scomparsa

CONVEGNO | Roma - 10:27. Durata: 1 ora 7 min

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Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Convegno "L'eredità di De Gasperi: l'Italia nell'Unione Europea a sessant'anni anni dalla sua scomparsa", registrato a Roma mercoledì 2 aprile 2014 alle ore 10:27.

L'evento è stato organizzato da Fondazione Alcide De Gasperi.

Sono intervenuti: Lamberto Maffei (presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei), Angelino Alfano (ministro dell'Interno, Nuovo Centrodestra), Romano Prodi (professore), Massimo D'Alema (presidente della Fondazione Italianieuropei, Partito Democratico), Maria Romana De Gasperi (presidente onorario
della Fondazione Alcide De Gasperi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Crisi, Dc, De Gasperi, Democrazia, Economia, Europa, Guerra, Italia, Nato, Nazionalismo, Pace, Politica, Ppe, Pse, Storia, Ue.

La registrazione video di questo convegno ha una durata di 1 ora e 7 minuti.

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10:27

Scheda a cura di

Alessio Grazioli
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Prego
Signor presidente gentile signora De Gasperi
Onorevole Ministro Alfano Presidenti D'Alema e pronti autorizza
Colleghi
Signori e signori
Vi ringrazio per essere intervenuti a questa manifestazione organizzata dalla Fondazione De Gasperi
Che intende ricordare nel sessantesimo anno della sua scomparsa
Quel grande uomo politico che fu Alcide De Gasperi
Uno dei padri della Repubblica italiana
Esponente del Partito Popolare Italiano
E fondatore della Democrazia Cristiana
De Gasperi fu l'ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri vie del Regno e il primo della Repubblica italiana
Dopo la caduta del fascismo fu nominato nel quarantacinque
Presidente del Consiglio
Carica che ricopriva fino al cinquantatré in otto Governi consecutivi condizioni ormai rara
Per la nostra politica
Attraverso io però in un'epoca significativa per la storia del nostro Paese ma seppe guardare con intelligente lungimiranza all'Europa
Falcone entusiasta della cooperazione internazionale era convinto che per ricostruire l'Italia fosse necessario che il nostro Paese ricoprisse un proprio ruolo sulla scena europea
A tal fine si impegna ove la costituzione del Consiglio d'Europa preferisce badate indiziati aderisse al Piano Marshall fino alla NATO
La guerra insieme al francese Robert Schuman e al tedesco comodo Adenauer alla creazione dell'unità europea
La sua azione fu sostenuta
Dalla forte convinzione che l'unità europea fosse necessaria per curare le ferite della seconda guerra mondiale ed evitare che il dramma del passato si ripetesse
Signor Presidente l'Europa che per noi e oggi ha un valore da difendere e dobbiamo essere riconoscenti rendere grazie a questi grandi uomini
Padri fondatori che hanno ispirato il Progetto di unità europea e che hanno lavorato instancabilmente per realizzarlo
Indirizzando al bene la tragica e devastante esperienza della sequenza della seconda guerra mondiale
Do ora la parola al Ministro dell'interno
Presidente della Fondazione De Gasperi onorevole Angelino Alfano per illustrare l'attività della Fondazione ricordando eccezionale personalizzata
Variazione di Alcide De Gasperi
Grazie signor Presidente
Signor Presidente della Repubblica autorità tutte
E
Una
Grande
Occasione per la fondazione De Gasperi
è per me personalmente quella di potere commemorare il presidente Alcide De Gasperi
è un privilegio del quale vorrei ringraziare la signora Maria Romana che mi ha dato questo grande onore
Essere ancora come italiani orgogliosi di appartenere alla patria al Paese di Alcide De Gasperi
è una cosa straordinaria me ne sono reso conto nel corso del mio ultimo viaggio negli Stati Uniti
Quando sia Washington ma che a New York era vivissimo il ricordo del Presidente De Gasperi ancora
Su un importante ponte di Washington la stanno dei grandi doni dei grandi vasi che il
Presidente De Gasperi portò nel corso del memorabile viaggio a Washington come segno di gratitudine nei confronti
Degli Stati Uniti d'America per letto il Piano Marshall
La
La mia conoscenza del Presidente De Gasperi risale ai racconti di mio papà
Il quale essendo nato nel mille novecentotrentasei ha conosciuto la guerra così come il papà di mio papà ha conosciuto la guerra e il papà del papà di mio papà ha conosciuto la guerra
Il
Io
Dei miei figli abbiamo conosciuto la pace quella pace per noi ha un nome quella pace si chiama Europa l'Europa dei padri ed uno dei più grandi padri dell'Europa ha un nome e quel nome Alcide De Gasperi
Questo incontro è una riprova
Di amicizia e di volontà di collaborazione che da anni unisce tutti gli amici della Fondazione De Gasperi
E oggi noi siamo qui a
Ricordare il sessantesimo anniversario della morte del Presidente De Gasperi anniversario che cadrà il prossimo diciannove agosto in coincidenza con un impegno molto importante per l'Italia
E cioè il semestre di Presidenza del Consiglio europeo
Si tratta per l'Italia dunque di un'occasione importante unica per celebrare ancora più concretamente con una presidenza che deve sapere rilanciare lo spirito unitario dei padri fondatori
Colui che ha ispirato voluto i guidato con Adenauer e Schuman la costruzione dell'Europa in cui viviamo oggi una comunità politica in cui non dobbiamo dimenticarlo
Oltre cinquecento milioni di cittadini vivono democraticamente impaccio e nel benessere
Noi crediamo allora che non vi sia migliore modo di celebrare Alcide De Gasperi
Che riscoprendo nella grandezza e l'attualità del pensiero politico e della visione europea
Perché questi ci conducano ancora una volta oltre le pericolose sette dell'euroscetticismo dei particolarismi nazionalistici
E della crisi materiale di valori che stanno minando le fondamenta della nostra Europa fino a riscoprire la necessità vitale di pensare in termini di destino comune
L'Europa per il Presidente De Gasperi è stata la missione di tutta una vita
La preoccupazione costante l'impegno totalizzante di De Gasperi fino alla morte
Sono cinque giorni prima di morire deluso dalle notizie riguardanti il processo di approvazione del Trattato della CED la Comunità europea di difesa De Gasperi scriveva dal suo ricovero di Sella Valsugana due punti
La mia Spina e l'accento
La sua spina la sua preoccupazione più grande era il timore di perdere l'Europa mancare sotto la spinta di Rinascente striscianti nazionalismi la grande occasione di divenire una realtà vera una realtà vera politica
E politica unitaria garante della pace dello sviluppo economico di tutto il continente
Una preoccupazione che oggi di fronte alle divisioni interne che affliggono l'Unione europea e alla sua incapacità di esprimere una posizione comune di proporsi come soggetto forte di politica internazionale
Torna così attuale ci impone di ripensarci in termini di comunità politica e di chiederci quale sia oggi la strada da percorrere per superare la crisi
L'accendono sappiamo non venne realizzata il trattato istitutivo fu bocciato con il voto dell'Assemblea Nazionale francese qualche settimana dopo la morte di Alcide De Gasperi
E la possibilità di dotare l'Europa di una difesa comune di un organo costituzionale federale sfumò ritardando ridimensionando il processo di unificazione europea
L'occasione che passa come aveva predetto De Gasperi era purtroppo passata
Eppure il cammino dell'Europa unita seppure attraverso prove difficilissime
Non si è mai interrotto perché chiare è stata la visione che ne hanno avuto i padri fondatori e forte la determinazione con cui hanno immaginato imposto politiche meccanismi istituzionali per il governo del nostro continente
Per De Gasperi come disse Adenauer
L'Europa era volontà politica di conseguire un'unità politica
E Degasperi stesso affermava e la volontà politica unitaria che deve prevalere e l'imperativo categorico che bisogna fare l'Europa per assicurare la nostra pace il nostro progresso e la nostra giustizia che deve anzitutto esserci da guida
La pace la democrazia sono state le vere ragioni del progetto europeista di De Gasperi e l'unità politica la sola via percorribile per renderle possibili e garantirle
Se volete che è un mito ci sia chiedeva De Gasperi ditemi un po'quale mito dobbiamo dare alla nostra gioventù per quanto riguarda i rapporti tra Stato è stato l'avvenire della nostra Europa l'avvenire del mondo la sicurezza la pace
Se non questo sforzo verso l'Unione
Io vi dico continuava De Gasperi che questo mito e il mito della pace questa e la pace e questa è la strada che dovete seguire
Un mito che di fronte alle immagini piazza ma i danni di fronte allo spettro di possibili nuovi conflitti nel cuore stesso dell'Europa e ai suoi confini bensì a alla vicenda ucraine alla più lontana Siria dobbiamo tornare a perseguire sostenere con rinnovata determinazione una determinazione che può però
Essere efficace solo se saremo in grado di esprimere
Una visione politica comune e una leadership europea forte portando a compimento con l'unità politica che ancora oggi è un tassello mancante alla realizzazione del grandioso progetto dei padri fondatori
Un'unione politica che Degasperi immagino sempre più consapevolmente nel corso della sua vita nei termini di una federazione di Stati e che andava costruita pazientemente nel rispetto delle nazioni e delle autonomie locali
La costruzione dell'unità di vecchie nazioni diceva De Gasperi e in sé una scuola di democrazia sui di pazienza di comprensione di ascolto dell'altro per trovare soluzioni comuni
è un'Europa unione dei popoli quella immaginata da De Gasperi
Frutto della dialettica positiva con le nazioni rispettosa delle loro culture particolarità ma fondata sulla consapevolezza di dover riuscire a far prevalere il PRAC che le volontà condivise sulle divisioni gli interessi particolari perché solo un'Europa unita può essere un'Europa forte contributo per un mondo migliore come volevamo né
Per quanto riguarda le istituzioni aggiungeva De Gasperi bisogna ricercare l'Unione soltanto nella misura in cui ciò e necessario o meglio in cui è indispensabile
La democrazia è stata l'altra grande ragione dell'europeismo Degasperi anni
De Gasperi condivise con grandi uomini di del suo tempo l'idea che la ragion d'essere della democrazia e la fratellanza alla democrazia non ha mai rappresentato per De Gasperi diceva durante
Una mera forma di organizzazione politica della società civile ma una esatta idea della persona umana nella società
Un'idea che ha le sue radici nel cristianesimo orizzonte spirituale e culturale irrinunciabile perché diceva De Gasperi
Introduce nella vita spirituale dell'uomo lo sforzo della perfezione e si riflette anche nella vita sociale e trova il modo di espandersi nel regime di libera democrazia
Democrazia che diviene allora luogo che crea le condizioni del convivere civile
Che mette l'individuo in relazione con gli altri e per gli altri e lo rende persona parte integrante di una comunità in cui si realizza liberamente autonomamente e responsabilmente
Oggi le parole chiave del linguaggio europeo sono diventate default austerity spread consolidamento fiscale fiscal compatto PIL allora erano Unione
Libertà giustizia pace
L'Europa cercata ha cercato sicuramente di conquistare ha conquistato un orizzonte di pace di benessere va forse
E sono generoso perso la spinta vitale che alimentava il grandioso sogno del progetto comune dei padri fondatori
Un progetto non dobbiamo dimenticarlo che ancora oggi è incompiuto abbiamo raggiunto importanti risultati con la ricostruzione di una comunità di libero mercato e di sicurezza di Stati
Ma abbiamo mancato la sfida più grande quella di costruire un'Europa politicamente unita comunità spirituale di valori e di civiltà
Allora cari amici cogliamo l'occasione di questo sessantesimo anniversario della morte di De Gasperi
Come momento di riscoperta non solo della vita del pensiero del sogno ancora così attuali
Di questo grande uomo ma di ciò che questa esperienza politica e umana ha reso possibile la consapevolezza di essere noi tutti parte di un destino comune un destino tirare il nome di Europa
E davvero concludo citando ancora una volta le parole di questo grande statista perché la sua lungimiranza e tenace nel costruire il sogno della nostra patria Europa siano anche le nostre negli impegni istituzionali che ci attendono
Non è detto scriveva nel mille novecentocinquanta De Gasperi a sostegno della mozione federalista in Senato che la realizzazione di questo disegno si accompagna alla nostra vita
Non è detto che si accompagna alla nostra generazione non è detto che noi avremo la gioia di assistere all'attuazione di quello che pensiamo o auspichiamo
Ma diciamo che quella e la strada giusta su questi binari ci dobbiamo mettere con tutto il nostro sforzo è lavorare con tenacia di fronte a queste
Parole e di fronte al dibattito che non si è mai chiuso in Italia sull'eredità di De Gasperi io penso che l'eredità vera di De Gasperi
Sono le persone è rappresentata dalle persone in cui continuano a vivere oggi gli ideali di Alcide De Gasperi di
Grazie do ora la parola al Presidente della Fondazione per la collaborazione fra i popoli onorevole professor Romano Prodi
Signor presidente la Repubblica autorizza
Gentile signora Marino
Nel mille novecentocinquantaquattro muore Alcide De Gasperi
E con la sua morte
Tramonta
Definitivamente il grande progetto per il quale l'iter trentino aveva speso tante energie il progetto della comunità europea di difesa
Sull'obiettivo che ancora oggi e purtroppo così lontano che ci fa apparire naturale che il tentativo di soluzione del problema ucraino venga affrontato da un tavolo attorno al quale siedono
Solamente gli Stati Uniti e la Russia
Non era
Questo alla missione che il De Gasperi voleva forse assegnata all'Europa
I destini di Degasperi e della comunità europea di difesa
L'accetti si leggano così strettamente
Che la sua scomparsa venne interpretata da molti leader europei come una Fosco fregiare presagio di questo processo
Esso sarebbe infatti fallito pochi giorni dopo amputandogli il processo di integrazione europea della sua dimensione più propriamente politiche
Il leader socialista belga poi
E al risparmio nelle sue memorie
Ricorda infatti come la conferenza di Bruxelles
Del diciannove ventidue agosto mille novecento cinquanta quattro
Conferenza che avrebbe visto la Francia opporsi al trattato
Che era cominciata sotto i peggiori auspici
Per una tragedia il destino qualche minuto prima della sua apertura erano stati infatti Annunziata la morte di Alcide De Gasperi
Adenauer
Avrebbe ribadito un'ombra grigia aveva sovrastato i nostri negoziale
A questo punto
Noi dobbiamo porci l'interrogativo preliminare di questo nostro incontro cioè di quali siano state le radici biografiche e intellettuali del
Europei quelli dei Castelli
De Gasperi assorbono l'idea di Europa cristiana così come era stata definita dalla cultura cattolica del tardo Ottocento
Sotto il pontificato di Leone tredicesimo che nell'avere un Novaro
Del novantuno aveva mitigato intransigenti ISMU apprendo il cattolicesimo alla dimensione sociale
Nel tentativo di confrontarsi con il nascente movimento terra
Questo è il CIPE segna il punto di partenza di una serie
Di movimenti politici che in diversi Paesi europei all'offerto nuove prospettive al cattolicesimo democratiche sociale
Per De Gasperi in particolare questo significava trasferire il solidarismo cattolico in un piano internazionale
In questo è stato certa aiutato da una singolare convergenza di idee e di formazione religiosa con Adenauer e Schuman entrambi cattolici ed entrambi con esperienza formativa vicino a quella di De Gasperi
Una singolare coincidenza che si nota leggendo i loro scritti i loro discorsi e le loro memorie
Il loro comune uso della lingua tedesca
Rendeva possibile una singolare comunicazione diretta che solo in rari casi si sarebbe verificata in seguito
La loro comunità forbice del cattolicesimo sociale rendeva possibile abbattere le diffidenze che operare con la coesione necessaria per iniziare un cammino così innovativo come quello che l'Unione europea
Nato e vissuto in una regione di confine
All'interno di una minoranza nazionale nell'ambito
Dell'Impero asburgico De Castro ripararli spingere i nazionalismi contrapposti esaltare le autonomie locali come strumento di difesa
Dallo Stato centralistico
Sotto questo punto di vista
La sua battaglia all'interno dell'istituzione dell'Impero asburgico appare finalizzata all'obiettivo di conquistare spazi di autonomia senza tuttavia che questo si traducesse continui un
Organica e coerente disegno federalista
Nei suoi scritti infatti non vengono citati
I princìpi teorici del federalismo
Perché come ha osservato Piero Craveri c'era piuttosto
L'idea che nazionalità è stato restassero fra loro concetti distinti e non sempre sovrapponibili perché per De Gasperi il concetto di nazione
Era superiore
Al concetto di Stato
Forse perché lo statista trentino era un uomo di forti principi noi tendiamo generalmente a sottovalutare l'aspetto pragmatico e concreto della politica il De Gasperi
Pensiamo invece insieme questa citazione De Gasperi nel giorno
Febbraio quindici
Del mille novecentottantadue in cui rende manifesta la propria adesione al Movimento federalista europea
Egli parla in questo modo delle origini del suo pensiero
La questione che si faceva allora parlo dei dibattiti precedenti era quella del funzionali ISMU e del non funziona Lisbona erano questioni sopra le quali ho sorvolato perché guardavo sul prodotto alla meta
E quando è venuto il momento e quando è venuta la possibilità di affermare attraverso la formula federalista questa meta l'ho fatto perché sapevo benissimo di essere d'accordo con la tradizione e gli interessi nazionali
Cioè
Nessuna definizione
Una
Obiettivo molto preciso
Di superare
Letti nazionalismi ostili e di arrivare a un concetto di cooperazione pragmatica
L'adesione
Dalla guerra è stata anche per il tramite importante perché la lezione del dover montane mondiale che Degasperi considerata insieme come una lunga guerra civile europea
E dei regimi totalitari chiaro proliferati sul Vecchio Continente tra gli anni venti e trenta lo convince della definitiva crisi del sistema europeo degli Stati
Non ho bisogno qui di ricordare a cent'anni dall'inizio delle tragedie europee
Quali siano state le conseguenze umane e materiali e morali delle due guerre mondiali e delle stesse di statura che hanno segnato il periodo fra le stesse due guerre
A questo poi
Aggiungere anche se De Gasperi si guardava bene da diversi a martire
Le violenze fisiche mortificazioni personalità luci subite nel corso del ventennio fascista
In particolare l'arresto del milioni centoventisette
La detenzione fino al luglio del ventotto ed esilio nella Biblioteca vaticana per il decennio successivo
All'interno dell'oste Mita nazionale Degasperi si rende quindi conto immediatamente dalla perizia di centralità economica politiche militari degli Stati
Per giocare ancora un ruolo di primo piano le nazioni europee
Dovevano perciò secondo me unirsi e comprendere come i singoli interessi nazionali dovessero ritrovare un comune progetto europeo e come ripeteva continuamente De Gasperi
Mai disgiunto darla cornice atlantica
Un progetto che anche le scene spetti militari dovesse interamente proiettato nell'evitare il ripetersi dei tragici conflitti sperimentati tassa
Ripeto il caso che nella produzione di Europa politica è più convinte coerente di quello dei
Grandi europei
Anche degli europei che ho citato prima
Perché
Su questo terreno infatti in certi momenti De Gasperi
Appare
Più isolato di quanto solitamente ci creda perché nel fondo per gli altri gli europei l'approdo verso l'Europa politica
Era più strumentale e comunque
Funzionale secondario rispetto ad altre esigenze
Per la faccia la priorità è evitare la riunificazione riarmo tedesco
Quanto tempo è passato per la Germania era invece la ricostruzione e recupero di una piena sovranità perduta
Da De Gasperi l'Europa era l'atto di orientamento assoluto essa ovviamente si sposava all'interesse nazionale
In quanto la sopra nazionalità dell'istituzione europea ed un freno allo strapotere politico potenziale delle altre potenze europee ma il suo obiettivo nella sua visione guardavano più allontano futuro che al presente
Come si legge nel modo diciamo né a proposito di De Gasperi che queste somme morì di grandissimo interesse
Virgolette egli aveva capito che l'Italia non avrebbe avuto in Europa un ruolo equivalente a quello degli altri Stati più industrializzati
Se non accelerando un processo politico che era rimasto in sospeso nei primi trattati europei quindi le carte le ha bisogno per il lungo periodo di affrettare questo processo
In poche parole buoni
Ci dice che Degasperi non difendeva interessi presenti dell'Italia ma riteneva che il processo di modernizzazione e di trasformazione del nostro Paese sarebbe stato possibile solo in un ambito europeo
Ed è singolare come già
Come ordita tante parti si tende a dimenticare tutto ciò
E si tende a dimenticare che questo obiettivo che era stato
Raggiunto senza il progetto europeo l'Italia non sarebbe il Paese moderno che oggi
Sostenitore della prima ora del Piano prego Progetto T sette europeo per venire incontro a esigenze del riarmo tedesco generate dalla guerra in Corea non dimentichiamo un momento storico
L'obiettivo di De Gasperi fu ben presto di quello di farne il nucleo di un più ampio
Gli approfondito Progetto di vita politica
In particolare egli pensava alla creazione
Di una Assemblea elettiva
Con poteri deliberativi dalla quale avrebbe dovuto dipendere un organismo esecutivo entrambi sorretti da un bilancio comune finanziato dai contributi degli Stati aderenti
Il prefetto De Gasperi hanno oltrepassa l'impostazione iniziale del Trattato semplicemente militare della CEI
Non si trattava più squisitamente di un progetto di integrazione militare su sollecitazione esterna americana ma di approfittare delle contingenze politiche internazionali
Di qui il suo richiamo continuo a fare presto per fare il motore di un progetto di integrazione politica sovranazionale spiega ancora diciamo ne
Questa la tesi di che De Gasperi sosteneva senza tregua l'esercito sono il fine a se stesso e lo strumento più idoneo di una politica estera
è al servizio di un patriottismo il patriottismo europeo che si sviluppa nell'anno euro
è questa la tenace lungimiranza che gli vale
L'attribuzione del premio Carlomagno
Questo riconoscimento ritenne assegnato paradossalmente in un contesto in cui le difficoltà che circonda il progetto europeo si vanno intensificando la volontà politica
Infatti
Come sappiamo e spesso determinata dalle strane contingenze
Dalle strane contingenza della storia
Da un lato infatti la fine della guerra
Incorre
E la contemporanea scomparsa di Stalin abbiano contribuito ad avviare una prima distinzione distensione
Distensione delle relazioni internazionali che ha reso meno urgente in quel momento il tema dell'integrazione militare dall'altro
Nel sul progetto della certe si sono coagulati opposti estremismi che l'hanno condannata al fallimento in Italia copre ricordiamo non si giunge nemmeno al voto
Perché il Parlamento francese boccerà il trattato attraverso una inedita convergenza
Che a volte nella storia si ripete di comuniste coloristiche si ritroveranno paradossalmente uniti a festeggiare la bocciatura del Trattato intonando la Marsigliese nel emiciclo parlamentare
La vita politica di De Gasperi
Si è quindi conclusa con una sconfitta sul terreno europeo sul
Sul quale aveva investito
Tutti i suoi sforzi il fallimento della CEI significò infatti l'abbandono almeno per lungo tempo del processo di unificazione
Politica europea
De Gasperi questo però fedele fino all'ultima quel progetto a cui aveva intimamente aderito
Schuman lotti Fini una posto lo dell'integrazione europea
Lo sottolineo anche Adenauer ricordando un incontro privato avvenuto nel marzo del mille novecentocinquantaquattro
A Castel Gandolfo Rete Gas dal momento del congedo l'uscita della sua villetta gli disse noi due dobbiamo vivere ancora due anni
Perché quando l'Europa sarà unita potrei mandare definitivamente a riposo purtroppo
Le cose come sappiamo andavano diversamente
Il tema d'Europa è utilizzata anche in termini di programma politico nazionale da De Gasperi in vista delle elezioni del giugno mille novecentocinquantatré leccando il destino dell'Italia a quello dell'Europa
Cito l'Europa unita non è una favola non è una fantasia e non è una teoria esse l'aspirazione di coloro che conoscono i rimedi necessari per risolvere l'attuale situazione economica
E nell'esprimere con la scheda il proprio atteggiamento politico occorre ricordarsi non soltanto della libertà e dell'indipendenza dell'Italia ma anche del nostro obiettivo che l'Europa unita
De Gasperi non nascondeva se stesse e i suoi compatrioti la grande difficoltà di costruire l'Europa
Paragonata gli ostacoli che si opponevano al cammino europeo a quelli
Che si erano per secoli opposti all'unificazione italiana
Per
Unire l'Europa e forse più necessario cito ancora dicasteri
Smobilitare che costruire disfare un mondo di pregiudizi diffusi lanni merita dialetti Adige e disfare anche un mondo di rancori
Che cosa ci vuole per fare un'Italia dove ogni città nei lunghi secco riservati aveva preso a detestare la città vicina
Altrettanto quindi bisognerà fare per l'Europa si parli si iscriva si insista non ci si dia tregua che l'Europa resta all'ordine del giorno ma soprattutto i Governi debbano dimostrarsi più risoluti
Quando si tratta di sporcare i loro Paesi
Il disegno ideale non poteva essere per De Gasperi distaccato dalla coscienza delle difficoltà
Che si
Fa frapponevano al disegno stesso
C'è la storia infatti scrive De Gasperi si procede secondo due canali una è quella della razionalità
Ovvero della rappresentanza di interessi l'altra e quella del richiedente
E tutte e due le forze debbono convergere fra di loro
De Castro e si era quindi progressivamente convinto
E
Come
Diceva
Euro acquisti non si nasce ma si diventa
Del regista di tenere insieme dimensione economica e politica d'Europa
La crisi della democrazia europea negli anni venti e trenta secondo lo statista trentino era nata tanto dalla debolezza politica resa visibile al proliferare dei nazionalismi quanto dal deteriorarsi del contesto economico
Analizzando le cause di una guerra civile europea osservava che non è vero che la democrazia dipende solo dalla situazione economica così come non è vero che il comunismo sia innanzitutto un sistema economico
E lì ripeteva continuamente che il processo di costruzione dell'Europa doveva essere insieme politico e insieme economico
Se l'unione doganale appariva il punto d'avvio illogiche pratico questo non era tuttavia sufficiente perché virgolette che il primo più importante problema è quello politico
Osservava infatti virgolette che se la realizzazione della solidarietà economica europea dovesse dipendere
Dalle forme di compromesso elaborate dalle diverse amministrazioni interessate questo ci condurrebbe molto probabilmente a debolezze e contraddizioni
La perché di legittimità che oggi sconto le istituzioni europee
Pare proprio il frutto del processo di questo lungo periodo iniziato con il progressivo e silenzioso prodursi di un divorzio tra le due dimensioni
Che hanno caratterizzato il progetto europeo
E lo nello spirito dei padri fondatori
La dimensione politica ideale e la dimensione Economic
Il progetto comunitario è in atto e si è storicamente affermata attraverso una forte di missioni morale
Presentandoci come lo strumento
Che assicurando fatti prosperità del torneo al riavvicinamento franco tedesco a Brescia avrebbe permesso il Furio di purificare il vecchio continente dai banchi della storia
Con la fine del comunismo sono stati gli stessi orizzonte la costruzione comunitaria messi in secondo piano dalla false illusioni che si potesse realizzare l'Europa senza
I pilastri fondamentali che mi stavano alla base quello politico e quello militare
Il progetto europea così perduto la sua opulenza storico-politica e si è trovata ancorato all'ultimo parametro ancora valido quell'economico
Fondato sull'obiettivo del raggiungimento di un benessere diffuso
L'aumento della competizione internazionale l'incertezza la disoccupazione crescente per le difficoltà di far quadrare i bilanci degli Stati hanno messo tuttavia induce
Che il semplice disegni economico non riesce a progredire senza una coesione politica
Che lo sostegni
All'interno di un quadro economico sempre più complessa e difficile di Unione europea non è quindi più considerata
La grande innovazione capace intendere lontane le preoccupazioni del mondo ma come una semplice componente di un ordine mondiale ormai inserite nel vorticoso cito della globalizzazione
Uno studente esplicativa odio personale quando speriamo queste cose questo in Ticinese
Anzi al solidissima professore lei ci ha parlato organizzazione d'Europa del suo futuro e ci ha parlato delle difficoltà attualmente presenti ma allora mi dica l'Europa è un laboratorio o è un museo
Novanta drammatiche che io sempre
Mi convinco
A tolgo a me stesso
Non recita
E
L'unicità e l'esemplarità del Progetto europeo non sono più percepiti come tali
Progressivamente cancellate dalla paura del nuovo fretta la debolezza della leadership delle stesse istituzioni europea
Tutto questo ha gettato un progressivo ripiegamento in chiave nazionale da parte dell'opinione pubblica europea preoccupata di vedere travolte le ultime vestigia di generosi sistemi sociali sotto all'assalto di idraulici polacchi
Degli impianti di rumeni o dei commercianti cinesi
Non era
Carissimi amici queste all'Europa di De Gasperi e non è questa l'Europa
Che noi dobbiamo costruire grazie
Grazie
Do ora la parola al Presidente della Fondazione Italianieuropei onorevole Massimo D'Alema
Signor Presidente della Repubblica
Gentile signora Maria Romana De Gasperi
L'autorità tutte
Carissimi
Amiche ed amici
Ho considerato un grande onore essere stato invitato a partecipare a questa cerimonia
E di ciò voglio esprimere la mia gratitudine alla fondazione Alcide De Gasperi dal suo Presidente l'amico Angelino Alfano
Noi ricordiamo qui
Alla vigilia del sessantesimo anniversario della sua scomparsa
L'uomo di Stato che ha lasciato nel periodo pur breve in cui ebbe
Le maggiori responsabilità Capo del Governo
L'iter della democrazia cristiana
L'impronta forse più profonda e duratura che un uomo politico abbia lasciato nella storia del dopoguerra italiano
Nella storia della rinascita democratica del nostro Paese
E ricordiamo scelte che egli compì
Scelte
Che erano destinate
Della vicenda italiana ce lo ha poi dimostrato
Assegnare profondamente la storia del nostro Paese nei decenni successivi sino
Ad oggi
De Gasperi contribuì
Più di ogni altro tra i grandi protagonisti del dopoguerra
A collocare il processo di ricostruzione democratica dell'Italia in una prospettiva europea
E in questo modo egli concorse in modo determinante a salvaguardare una democrazia gracile
E a gettare le basi di un di una crescita democratica
Malgrado l'asprezza dei conflitti sociali ideologici e delle contrapposizioni internazionali che pure
Segnarono profondamente la vicenda italiana del dopoguerra
La prospettiva europea cui Degasperi leggo il destino dell'Italia
Deve essere a mio giudizio inteso in un duplice senso
Certamente innanzitutto nel senso ricordato
In modo assai approfondito
Convincente da Romano Prodi
Di fare dell'Italia uno dei Paesi promotori fondatori dell'integrazione europea
Partecipe generosamente dei primi difficili tentativi che allora si produssero ottanta
Creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio alla tentativo poi arenato si
Di una comunità europea di difesa
Con una scelta chiedi maturo
Progressivamente che poi prese forza in particolare tra la fine del mille novecentocinquanta
E in mille novecentocinquantuno per poi caratterizzare
In modo crescente il suo impegno politico intellettuale sino alla sua precoce scomparsa
Ma la scelta europea di De Gasperi operò
In modo profondo
Anche come ispirazione della sua visione della democrazia italiana
Nel senso cioè di
Fare vivere
L'ispirazione ad un modello europeo
Ad una tradizione politica europea
Una tradizione costituita di democrazia parlamentare
Pluralismo sociale e politico
Il ruolo dei corpi intermedi
Nesso tra democrazia politica e giustizia sociale compromesso socia
Egli ispirò cioè la sua azione di statista italiano
E l'opera di ricostruzione democratica del Paese
A quel modello europeo di
Economia sociale di mercato
Che rappresentava il meglio della grande tradizione del cattolicesimo politico del cristianesimo sociale
Maturata
Nel cuore dell'Europa in modo particolare
Lontana da ogni tentazione cioè dico fascista
E
Tale da renderli possibile di resistere anche
A sollecitazioni
Di diverso segno che pure non mancarono da parte degli ambienti più reazionari del nostro Paese ivi compresi certi settori della Curia romana
Egli dunque fu
Nella vicenda italiana una grande personalità europea
Anche in ragione della sua formazione politica culturale
Della sua origine come Prodi ha ricordato
Due del suo essere al tempo stesso
Statista italiano e un uomo della Mitteleuropa
Della grande Europa
Sin dall'origine della sua formazione umana intellettuale
Espressione di quell'umanissimo europeo o di cui la tradizione cristiana è sicuramente una delle componenti essenziali
Di quell'umanesimo europeo a cui si riferiva Altiero Spinelli come
La molla segreta e potente di tutto il processo di integrazione
E questo lo portò
A sviluppare nella vicenda italiana la sfida al comunismo sul terreno democratico
E a imprimere alla politica della democrazia cristiana
L'indirizzo sono di quel centrismo riformatore di ispirazione europea
Che rese possibile
Pure in una fase così complessa come quella che l'Italia disse
All'indomani della rottura dell'unità antifascista
Che rese possibile
Il rafforzamento della democrazia che fece della DC la grande forza in grado di raccogliere il voto moderato anticomunista
Ma allo stesso tempo rimanendo ancorata ad una prospettiva democratica e antifascista
Appunto
Ad una ispirazione democratica ed europea
Io credo che questo
Europeismo interno di Togliatti di De Gasperi trovò in Palmiro Togliatti diciamo
Pongo
Una figura speculare
Certo tornerò su questo punto commentando uno dei testi più stimolanti che De Gasperi ci ha lasciato quella conferenza sul movimento operaio e l'Europa
Che egli tenne nel novembre del mille novecentocinque tre
Certo la
Mistral non fu europeista anche per il condizionamento esercitato dal legame con l'Unione Sovietica
Ma senza dubbio parallelamente
Togliatti operò per radicare le lotte del movimento operaio sul terreno democratico parlamentare contrastando ogni velleità rivoluzionaria
E quelle forme endemiche di ribellismo di anti statalismo che avevano per molti aspetti caratterizzato la storia della sinistra italiana
E in questo senso io credo
Da una parte
L'europeismo democratico di De Gasperi e dall'altra parte lo sforzo di radicare la sinistra sul terreno democratico e parlamentare
Abbiano concorso in modo
Determina
A creare le condizioni della crescita di una democrazia forte in un Paese come l'Italia
Che usciva dalla tragedia del fascismo della guerra vecchie non aveva nella sua storia
Una radicata tradizione democratica
La scelta propriamente europeista di De Gasperi nel senso di una partecipazione attiva
Da protagonista da apostolo
Al processo di integrazione sui primi tentativi
Matura
Non immediatamente
Che certamente secondo la valutazione di diversi storici
Questa determinazione crescenti nuovi anche in ragione della profonda amarezza con cui visse nel dopoguerra la fase dei trattati di pace di prezzi pagati dall'Italia alla sconfitta
Lui era stata condotta dall'avventura fascista
La percezione cioè di un rischio di marginalità del nostro Paese
Se l'Italia non avesse assunto con determinazione
L'integrazione europea come la dimensione in cui riaffermare anche il suo ruolo di grande nazione europea
E di uscire da un rischio di marginalità di minorità
Da una integrazione europea potrà derivare la soluzione di alcuni dei nostri principali problemi nazionali in Libia dire
In una visione estremamente lucida del nesso tra destino dell'Italia
E prospettiva dell'unità politica dell'Europa
Spesso è un dunque certamente una preoccupazione nazionale
Ed insieme
Uno scenario internazionale
Guerra di Corea inasprirsi della guerra fredda
Cui
Corrisponde
Una è cresciuto agire accresciuta aggressività anticomunista degli Stati Uniti d'America
Una pressione anche americana verso gli alleati non solo a dotarsi di strumenti militari adeguati alla difesa contro la minaccia sovietica
Ma anche a portare la sfida al comunismo all'interno dei singoli Paesi sul terreno di un contenimento
E non soltanto
Di una
Sfida politica sociale e culturale
Io credo che
In Degasperi fosse invece molto forte
La volontà pure certamente nella saldezza del rapporto Atlantico
Di mantenere la sfida sul terreno politico sociale si direbbe piccole espressione gramsciana sul terreno di una battaglia per l'egemonia
Capace cioè di assumere
Gli elementi vitali
Del moto di emancipazione del mondo del lavoro
E di collocarli in un contesto democratico ed europee
E l'idea di un'Europa
Certamente non separata contrapposta della
Modo velleitario agli Stati Uniti d'America ma in grado tuttavia di esercitare un proprio ruolo
Anche nel rapporto con il blocco sovietico
Di smussare cioè i rischi
Estremi di una contrapposizione che poteva portare
A nuovi conflitti ad una ripresa nella forma di uno scontro fra occidente il comunismo
Di quella
Tragica guerra civile europea
Chi aveva segnato
La storia del nostro continente in modo così sanguinoso
E drammatico
Dunque
L'integrazione politica dell'Europa
L'associazione di sovranità nazionali
Certamente come condizione per rafforzare
Un bastione occidentale di fronte al comunismo
Ma anche come condizione per superare le ferite che nel corpo dell'Europa erano rimaste
Attraverso si erano determinate attraverso sanguinosi conflitti
Necessità di sviluppare nuove forme di vita comune
Il spirati ad una più grande libertà di ad una più giusta fitta sociale
L'europeismo
Di De Gasperi
è vero come è stato ricordato
è fortissima la dimensione politica
L'idea di un primato della politica
L'idea che non c'è integrazione europea soltanto sul piano della cooperazione militare o dall'apertura dei mercati o della rimozione degli ostacoli doganali e la libera circolazione delle merci
Tutte cose giuste importanti
Ma che debbono legarsi
Alla nascita di istituzioni politiche
L'altro aspetto
è accanto voglio dire all'ispirazione liberale dell'integrazione apertura dei mercati libera circolazione
L'altro aspetto che non manca mai nella sua impostazione è il tema della giustizia sociale
E questo tema è particolarmente sviluppato appunto di questo testo il movimento operaio e l'Europa
Che
Conferenza che egli tenne e
Alla scuola di perfezionamento dell'Istituto di studi europei
Chi ha insieme il carattere della sfida culturale
Quindi parte da un interrogativo di grandissimo interesse si domanda come mai il movimento operaio
Che pure nasce da un'ispirazione internazionalista
Manca oggi questo appuntamento con la storia
Cioè quello dell'integrazione sovranazionale dell'Europa
Egli rivendica
Il primato delle forze politiche di ispirazione cristiana
E non c'è dubbio
E lo nega direi al fondamento personalistico all'il centro della costruzione europea c'è la persona non la collettività
Tuttavia
Di questo
Certamente vero
Salvo che per gli stretti nominate minoranze presso da Altiero Spinelli
Gli autori del manifesto di Ventotene
Ed è gli da una parte
Vede
Nel condizionamento rappresentato dal legame con l'Unione Sovietica
Una
Delle ragioni
Di questa difficoltà
Ma dall'altra parte in modo a mio giudizio assai acuto
Colleghi e anche
Le diffidenze del movimento socialista europeo verso il processo di integrazione
In quanto il movimento socialista europeo è fortemente legato all'esperienza dello Stato nazionale come garante di quel compromesso sociale vuol far States
Che ha rappresentato il punto più alto dell'esperienza socialdemocratica e teme che l'integrazione sovranazionale possa mettere in discussione la saldezza il fondamento di quelle conquiste sociali
Ma nello stesso tempo lo stesso De Gasperi
Guarda
Alla necessità di un contributo delle classi lavoratrici e del movimento operaio al processo di integrazione
Come
Pull essenziale slancio vitale che può essere portato al processo di integrazione europea
Ed insiste sul fatto che questo processo di integrazione non può avere soltanto finalità politiche
Economiche nel senso dell'apertura e l'idea di scambi ma deve tenere ferma una finalità di maggiore giustizia sociale
Come condizione
Di un pieno coinvolgimento delle classi lavoratrici del processo europeo
Poi noi sappiamo come
Nel corso degli anni
Questo coinvolgimento si sia determinato
Siccome via via la scelta europea sia divenuta
Una scelta sostenuta dalle grandi famiglie politiche europee innanzitutto
I due pilastri
Speriamo non escano troppo indeboliti diciamo
Dai
Dalle spinte
Populiste Russia possono rappresentate dalla famiglia socialista socialdemocratica dalla famiglia popolare
Ed anche nel nostro Paese poi grazie all'opera di tante personalità della sinistra Spinelli in primo luogo l'ho ricordato Giorgio Amendola
è inevitabile ricordare
L'opera dell'impegno di Giorgio Napolitano che qui di fronte a me
L'ideale europeista è diventato
Un elemento di unità
Delle grandi forze democratiche del Paese
Un grande successo postumo
Dell'ispirazione De Gasperi via
è lì che si era battuto
Insomma molto belli i resoconti delle battaglie parlamentari diciamo
Controlli obiezioni che venivano dalla sinistra estrema rumeni
Poi approvato successivamente diciamo in questa convergenza europeista come dire il riconoscimento postumo del valore della sua opera
Il valore della determinazione con cui
Fin dai primi passi incerti e contraddittori egli si può o se
Alla testa del processo
Dell'integrazione politica
Con una visione di lungo periodo graduale ma determinata capace sicuramente
Diciamo ispirata realismo politico ma anche capace di immaginare
Istituzioni comuni
Non solo a mercati aperti
Banche centrali europee nuovamente europea
Di immaginare con la lungimiranza che è propria delle grandi personalità
I possibili sviluppi del processo di integrazione
E
E io direi che proprio in questo slancio ideale saldezza di principi forza d'animo
Realismo politico per l'inevitabile gradualismo del processo europeo
Ma determinazione verso gli obiettivi di fondo credo il messaggio più forte che ci giunge nella crisi di oggi
è vero
Ha ragione però
Una delle ragioni fondamentali nella crisi europea
Lo stesso Alfano vi accennava è
Il ripiegamento economicistico dell'Europa
Do atto una per l'età non l'ho detto con molta forza che di fronte al Parlamento europeo
Certamente la perdita di slancio politico ma io aggiungerei anche
Stremo indebolimento di quell'attenzione verso la giustizia sociale
Che ha rappresentato un altro fattore essenziale del processo di integrazione
Se noi pensiamo a come
Grandemente sono cresciute
In questo ventennio dominato
Da un neo liberismo selvaggio che nulla a che fare con il grande pensiero liberale e democratico come sono cresciute le diseguaglianze sociali nel cuore dell'Europa
Quando uno dei grandi successi dell'Europa unita è stata la riduzione delle diseguaglianze sociali l'allargamento della cittadinanza sociale al mondo del lavoro
Qui si sono nella mancanza di coraggio politico e nell'attenuarsi e delle ragioni sociali
I motivi di una crisi e di un distacco a volte così drammatico
Dalla
Opinione pubblica
E il timore
Che
Appunto l'Europa venga vista non come una soluzione con una parte della crisi
E che dunque prevalga un sentimento di rigetto
Che riporterebbe indietro il nostro continente
E che non contiene in sé nessuna risposta positiva
Neppure alle ragioni pure fondate della protesta
Il CIPE tempo e tempo dunque
Di rilanciare con coraggio un Progetto euro prevista
E vedete
L'Europa che
Fu
Mossa innanzitutto
Dalla necessità di superare gli egoismi nazionalistici e le conseguenze tragiche che essi avevano avuto
Oggi
Dovrebbe essere sospinta più Uttar le grandi sfide esterne
Che ci vengono
Da un mondo in rapida trasformazione
Se
Allora negli all'inizio degli anni Cinquanta Degasperi poteva essere preoccupato che unitaria non protagonista del processo di integrazione europea potesse finiremo arginata
Oggi io credo che di fronte al cambiamento accelerato e sconvolgente dell'assetto del mondo e l'Europa stessa
Che
Rischia progressivamente
Di vedere ridotto il suo ruolo o se non vi sarà la forza di un salto di qualità sul terreno dell'integrazione e dell'Unità politica
E vedete
Un'Europa debole
Nel mondo di oggi non sarebbe soltanto un'umiliazione per gli europei
Sarebbe voglio dirlo concludendo un danno per il mondo
Perché conterebbe di meno
Quell'insieme di libertà diritti umani democrazia giustizia sociale che costituiscono il nerbo della civiltà europea
E di cui noi dovremmo sentirci orgogliosi
Perché è un patrimonio non soltanto per noi ma è un patrimonio che l'Europa può mettere al servizio dell'umanità
Grazie
Per l'ultima
Devo ringraziare in modo particolare il Presidente
Della Repubblica
Che è sempre presente quando si parla
Di mio padre
Devo ringraziarlo anche a nome credo di tutti gli italiani per la sua capacità di equilibrio di coraggio e di difensore
Ringrazio per la loro presenza
Presidente
Il la signora Serenella la gente alla Camera se serene vicepresidente del Senato se non
Senatore del
In modo particolare vorrei lasciatemelo nel ringraziare anche l'amico Mario all'IVA
Direttore generale per l'innovazione della Ricerca del Ministero degli interni
Senza il suo sostegno
E contributo non sarebbe stato possibile la Fondazione lega per ridare vita a questo convegno
Ricordato molto bene nel suo aspetto politico e umano
E mi pare i tempi della sua vita
Io mi permetto di aggiungere che
Si vuole fare politica da cristiano
Deve seguire ancora la sua strada
E gli passo nella mensa dell'imperatore
Di Austria e Ungheria sui piatti d'Oro
Voi difese il suo piccolo popolo trentino povero e senza aiuti
Poiché prese la ebbe la prigione infine fu allontanato da ogni contratto sociale e il silenzio
Della nella
Nella Biblioteca vaticana fu molto lungo per l'unità sopportare
Infine
Uscì
Come garante
Di un popolo vinto e fondatore di una possibile unità di popoli europei
Finché alla fine messo da parte delle ultime elezioni perduto e il Governo egli sette accettare la sua fine con la stessa serenità con la quale aveva vissuto
E queste furono le sue ultime parole che io ascoltai mentre ero vicino a lui
Vedi
Il signore di far lavorare
Ti permette
Di fare progetti
CIDA Energia epica poi quando credi di essere necessario e indispensabile al tuo lavoro titoli e tutto improvvisamente
Ci fa capire che sei soltanto utile
Ci dice basta ora puoi andare
E tu non vuoi
Vorresti presentati al di là
Con il tuo piccoli ritocchi compito bensì mito e preciso
La nostra piccola mente umana ha bisogno delle cose finite e non si rassegna lasciare ad altri l'oggetto della propria passione incompiuto
Ma adesso ho fatto tutto ciò
Che ho potuto la mia coscienza e in carcere
Questo ricordo vorrei che restasse nella vostra mente e se è possibile nel vostro cuore
Anzitutto il Presidente della Repubblica e magari lo accompagni giù visto che nessuno gli animali
Grazie