12APR2014
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Cinema & cinema: "Nymphomaniac - Volume I" di Lars Von Trier

RUBRICA | di Gianfranco Cercone RADIO - 00:00. Durata: 5 min 2 sec

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Puntata di "Cinema & cinema: "Nymphomaniac - Volume I" di Lars Von Trier" di sabato 12 aprile 2014 condotta da Gianfranco Cercone .

Tra gli argomenti discussi: Censura, Cinema, Cultura, Donna, Film, Religione, Sessualita'.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale e quasi un luogo comune lo si è sentito ripetere spesso se un uomo a tante donne chiamato un Bongiovanni se una donna tanti uomini è chiamata unanimi formale
Potrà sembrare inadeguato riferire questa massima
Un po'risaputa a un film e certamente originale come Ninfo mani H di Lars von Trier di cui uscita sugli schermi italiani una versione in parte censurata della prima prima parte il film anzi come viene chiamata del primo volume
Però è una massima che ci ricorda che nel termine linfoma ANIA si insinua almeno una nota di misoginia cioè in particolare di condanna della libertà sessuale femminile
Ora intendiamoci quindi Ars compri era non ci racconta la vita di una donna semplicemente libera che prende il suo piacere con tanti uomini
Sì trattandosi di una donna in questa prima parte una ragazza che forse il piacere sessuale non lo prova mai e che magari proprio per questo lo ricerca affannosamente con tantissimi avanti
E qui sta una generica spiegazione psicologica ma attenzione si tratta di un personaggio
Che malgrado nel film
Sembri rivelare tutto di sì il racconto e come una lunghissima confessione intima
Ecco di lui non comprendiamo nulla o quasi nulla così come la ragazza non comprende nulla di sì
La sua cacciamo anziché un inedito la sua pesca degli uomini avviene come per il ceco istinto di un insetto viene paragonata alla l'alba di una mosca unanimi fra in latino
Il suo desiderio e la forza della natura come tale
Dovrebbe essere considerato almeno amorale
E invece giudicata immorale perché una forza distruttiva che trascina
Nella degradazione e nel ridicolo tutti gli uomini su cui si esercita induce all'infedeltà i padri di famiglia euro di costoro arriva ad abbandonare i mogli e figli
Convinto dell'amore che lei lei gli ha dichiarato
Ma che in effetti la ragazza che è una disinvolta seduttrice Manfreda come un serpente è incapace di provare
Ci sono due uomini a cui però sembra affezionarsi uno è il padre che lei compiangere sinceramente mentre lui e tormentato su un letto di ospedale per una grave malattia abbandonato da un'altra donna gelida sua moglie
La figlia e commossa ma ciò non le impedisce proprio durante l'agonia del padre di accoppiarsi con gli infermieri dell'ospedale
L'altro uomo che lei a suo modo ama ma forse l'amore in questo caso non è che un desiderio più intenso
è colui che la iniziata brutalmente al sesso da ragazzina e che lei più adulta esaspera con i suoi rifiuti e quando finalmente gli si concede
Gli orali prodiga le finezze di un amante esperto il premuroso lei sul più bello loro a Gela proclamando di non provare nessun piacere
E forse non per rivalsa o soltanto per sincerità ma per suscitare in lui quella reazione violenta
Che sarebbe la sola capace di sconvolgere i suoi sensi anestetizzati
A momenti più qui di un personaggio soltanto malato si ha l'impressione che si tratti di una specie di indemoniata infatti la vediamo celebrare i riti satanici con una sua amica in onore della dea vulva feriti con gli ATC naturalmente
Per il suo confidente un uomo maturo che la ritrova insanguinata sotto la neve al termine di chissà quali sentieri di depravazione
Anche se a parole è un libertario ma uno stolto libertario dal punto di vista del film a una figura e un atteggiamento che non sto né libero nel sacerdote dell'esorcista il classico film dell'orrore
A momenti sia si può pensare che von Trier stia scherzando e nel film ma c'è dell'umor nero mai a cui è sotteso un riso
Così a aspro stridente che non contava già cioè noi non ci induce arriverei a nostra volta Manzi inquieta un po'
Il punto è che la misoginia quasi delirante ritiene il fondo del film è un sentimento sincero e poi chi un sentimento per quanto deprecabile devo risibile patologico diciamo possa apparirci
è quanto è necessario per rendere vivo un film
Così Ninfo mania che malgrado le tante dissertazioni intellettuali visti Chievo i tanti Manieri Smith i giochi con la macchina da presa è un film quasi sempre avvincente
Si aggiunga che von Trier è un grande cineasta e diciamo ideologia parte riesce a dare un senso di verità a gran parte delle situazioni che racconta
Dunque Ninfa mania volume privo di Lars von Trier un saluto da Gianfranco Cercone