10APR2014

XXVI Congresso Nazionale della Fiom - Cgil: Intervento del Segretario Fiom, Maurizio Landini

CONGRESSO | RIMINI - 11:30. Durata: 2 ore 14 min

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Intervento del Segretario Fiom, Maurizio Landini al XXVI Congresso Nazionale della Fiom - Cgil (10/12 aprile).

Registrazione audio di "XXVI Congresso Nazionale della Fiom - Cgil: Intervento del Segretario Fiom, Maurizio Landini", registrato a Rimini giovedì 10 aprile 2014 alle ore 11:30.

L'evento è stato organizzato da Confederazione Generale Italiana del Lavoro e Federazione Impiegati Operai Metallurgici.

Sono intervenuti: Maurizio Landini (segretario generale della Fiom, Confederazione Generale Italiana del Lavoro).

Tra gli argomenti discussi: Ansaldo, Austerita', Auto, Banca Centrale
Europea, Cgil, Cisl, Crisi, Destra, Disoccupazione, Economia, Elezioni, Europee 2014, Fiat, Fiom, Fisco, Fondi Pensione, Giovani, Governo, Impresa, Industria, Lavoro, Occupazione, Pensioni, Politica, Precari, Previdenza, Privatizzazioni, Renzi, Riforme, Salario, Sindacato, Tasse, Ue, Uil, Welfare, Xxvi.

La registrazione audio del congresso ha una durata di 2 ore e 14 minuti.

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11:30

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Valentina Pietrosanti
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La mia prima relazione al Congresso
Debbo seguire anche uno schema meno a braccio del solito
E quindi leggerò anche dei pezzi perché così mi si dice che bisogna fare con precisione
Care delegate e cari delegati
In questi tre giorni noi dobbiamo fare una discussione importante prendere delle decisioni importanti
Questo perché
Il futuro nostro e quello del sindacato come soggetto contrattuale
E messo in discussione
In Italia ma questo problema c'è anche in Europa e nel mondo
Voglio innanzitutto ringraziare
Per aver accettato il nostro invito a partecipare e a discutere
Perché nel tardo pomeriggio avremo una sessione dedicata specificatamente a questo le delegazioni dei sindacati metalmeccanici dei vari Stati europei
I sindacati italiani che hanno accettato il nostro invito i rappresentanti del sindacato americano dell'Autodesk sindacato brasiliano
Una rappresentanza del popolo palestinese e anche i segretari
Della federazione dei sindacati del settore industriale Europa Industrial e
Del sindacato mondiale Industrial Global di unione
Ringrazio anche tutti i rappresentanti del mondo politico dell'associazionismo dell'informazione
E anche tutte quelle persone che in questi anni hanno sostenuto le lotte della FIOM per l'attenzione che ci hanno sempre voluto dare e anche questa volta accettando l'invito ad essere qui al nostro congresso
Voglio proprio partire dai dati del Congresso perché noi
Questa Assemblea è l'Assemblea che al compito di concludere il congresso della FIOM all'interno del percorso del Congresso confederale che ha avuto uno svolgimento inedito
Si è cercato all'inizio di questo congresso di costruire un terreno di discussione unitario in cui potesse prevalere il confronto le posizioni di merito e non lo schieramento precostituito
Noi abbiamo lealmente contribuito in questa direzione senza nascondersi
Le opinioni i giudizi diversi presenti nella CGIL per le scelte che in questi anni sono state compiute
Davano corpo a questa volontà la premessa politica che era stata concordata nel primo documento erano due i documenti oggetto di discussione al Congresso
Davano corpo a questa possibilità la volontà
E la decisione di presentare emendamenti su singoli temi
E su sette congressuali dove c'erano idee anche diverse
E l'obiettivo era quello di assicurare poi
Un equilibrato rapporto tra la composizione dei delegati delle platee dei gruppi dirigenti e l'esito del voto sugli emendamenti così come era importante
Il fatto che ogni categoria e noi l'abbiamo fatto potesse
Presentare un proprio contributo programmatico per la sua esperienza ma come contributo al congresso della CGIL
Ebbene debbo dire con sincerità e senza ipocrisia che questa volontà nel corso del Congresso è svanita
Ed è stata sostituita da comportamenti ed assente inequivocabili della maggioranza della segreteria della CGIL che oggi si offrono un quadro diverso
Da una parte
La CELTA di fare l'accordo sul testo unico
Dove sono dentro a questo accordo e sono stati accettati vincoli e logiche contrattuali che avevano sempre incontrato l'opposizione della CGIL fino al punto di proclamare anche iniziative di si opere di mobilitazione in difesa di questi principi
E si è arrivati a firmare questo accordo tra l'altro senza mettere nella condizione tutto il gruppo dirigente della CGIL di poter conoscere prima quel testo di poter discutere e di poter decidere
Dall'altra parte
è maturata dopo la firma di questo accordo la seta di non dare una piena applicazione al Regolamento congressuale
Laddove si diceva appunto che la platea congressuali
E i gruppi dirigenti conseguenti dovevano tenere conto e corrispondere al voto espresso dagli iscritti sugli emendamenti cui firmatari non sono solo dirigenti della FIOM ma sono vari dirigenti di varie categorie e dell'insieme della Confederazione
Mi permetto di dire che questi due elementi stanno cambiando la natura del Congresso
E il rischio
Che io vedo di far prevalere una logica autoritaria nella nostra organizzazione c'è
No esigenza di cui non abbiamo bisogno
E mi permetto anche di dire che emergono i limiti strategici e contemporaneamente la necessità di una profonda e vera riforma democratica della nostra organizzazione
Questo giudizio
Che può apparire se è vero
Vorrei proporre una riflessione sui numeri del Congresso
Partiamo dalla nostra categoria
Abbiamo svolto sei mila cinquecentottantadue assemblee i nostri iscritti alla fine del due mila dodici perché il Congresso si fa con quei dati erano trecentocinquantasei mila novecentosettantasei hanno votato
Cento novantatré mila e quattrocentododici iscritti vuol dire che il cinquantaquattro per cento degli iscritti ha votato
E questi scritti si sono
Articolati il novantadue per cento ha scelto il primo documento il sette virgola due per cento asserito il secondo documento che c'era al Congresso
Nel primo documento erano contenuti come ho detto prima anche degli emendamenti sottoscritti da tanti dirigenti della FIOM
Su questo hanno votato cento quasi cento sessantasette mila iscritti che se uno guarda rappresentano il quarantasette per cento del totale degli iscritti con voto palese come Regolamento prevedeva
E
Questi emendamenti che affrontavano temi importanti hanno avuto dei risultati
Si chiedeva il ripristino delle pensioni d'anzianità si chiedeva l'introduzione di un reddito minimo si votava sulla privatizzazione dell'acqua
C'era un emendamento che proponeva il sindacato dell'industria contratto dell'industria la sesta della riduzione d'orario una riforma democratica della CGIL
Mediamente e poi troverete nella relazione i dati per comodità di ragionamento lo sviluppo questi emendamenti sono stati approvati a voto palese con numeri che ho detto prima
Attorno al novanta per cento il novantadue il novantuno chi lotta anta nove ma di fatto questo un dato emerso e in diverse Assemblee
è stato presentato dai delegati dai lavoratori dagli iscritti anche un emendamento approvato che chiedeva il ritiro della firma della CGIL dal testo unico è una vera consultazione democratica
Che poi questo documento questo emendamento è stato votato e approvato nella stragrande maggioranza dei congressi nostri a livello territoriale e regionali
Penso che si possa dire senza forzatura che tra i metalmeccanici iscritti alla CGIL anche con il voto sugli emendamenti si è chiesto un cambiamento delle politiche contrattuali e sociali della Confederazione è una sua riforma democratica
Nell'insieme delle categorie che compongono la CGIL
Il primo documento ha preso il novantasette per cento dei voti
E gli emendamenti
Che hanno avuto un consenso maggioritario in alcune categorie non solo nella FIOM e anche in alcune strutture territoriali e regionali ma che complessivamente a livello nazionale
Sono risultate minoritaria hanno però avuto dei dati significativi
Si vada un trentadue per cento sulla democrazia fino al quarantasei per cento sulle pensioni di voti che se tu confronti che ha votato sì e che ha votato no nelle assemblee danno sostanzialmente questo risultato
Non tenere conto di questa articolazione di giudizio
Vuol dire assumersi una grave responsabilità
E vuol dire secondo noi alterare il pronunciamento degli iscritti della nostra organizzazione e quindi di alterare il Congresso in questo senso
La comunicazione della segreteria nazionale a firma del suo responsabile organizzativo che è stata inviata a tutte le categorie le strutture della Confederazione nei giorni scorsi in cui
Non so come ma si riduce e si dice che gli emendamenti non hanno preso i voti che ho detto prima ma vanno da un minimo del sette per cento massimo del ventitré per cento perché hanno fatto un calcolo strana
Di solito in Italia quando voti tu calcoli quanti si quanti no è la percentuale si fa tra chi ha votato sì e che ha votato no no qui il calcolo hanno l'hanno fatto
Mettendo assieme a quelli che han votato in Assemblea e quelli che dopo hanno votato a voto segreto senza neanche partecipare alle assemblee
E c'è una chiara violazione di quello che è previsto dal Regolamento che abbiamo votato all'unanimità
Nel comitato direttivo della crisi
E lo dico assumendomi la responsabilità quel comunicato se non viene cambiato e se non viene tolto è un'operazione truffaldina nei confronti degli iscritti
Alla CGIL
Che hanno partecipato al voto che hanno partecipato alle assemblee così si cancella
Il loro reale pronunciamento si mortifica il pluralismo dalla nostra organizzazione
L'articolazione delle posizioni che da che mondo è mondo da quando c'è la CGIL sono gli ingredienti per fare democratica la nostra organizzazione per fare democratico un'organizzazione
Però se vogliamo essere sinceri e dirci le cose come stanno quindi numeri ci dicono anche dell'altro
Su cinque milioni e settecento è qualcosa di iscritti
Alla CGIL i documenti sono stati votati da un milione seicento novantacinque mila iscritti cioè meno del trenta per cento
Alle assemblee
Hanno partecipato sono i dati della Commissione un milione cento mila centottantasette mila che sono il venti per cento
Quelli che hanno votato sugli emendamenti si dice sono novecentotrentotto mila che è il sedici virgola cinque per cento degli iscritti allora il problema che noi dovremmo discutere oltre a come hanno votato è un altro
E cioè che l'ottanta per cento degli iscritti alla CGIL non siamo nemmeno riusciti a parlargli e nemmeno farli partecipare alle assemblee tra l'altro Assemblea che durano un'ora
Noi potremmo cavarcela no potremmo dire a metalmeccanici cinquantaquattro per cento ha votato dei metalmeccanici sarebbe un errore è una sciocchezza se facessimo un ragionamento di questo genere
Perché questo problema che riguarda tutti
E io dico con precisione che noi siamo di fronte ad un problema
E cioè che la forma congresso così come l'abbiamo strutturata è superata e non serve più a nessuno non serve a mettere gli scritti nella condizione
Di conoscere di partecipare
Quando devi decidere quando devi eleggere i gruppi dirigenti ne serve a parlare con quelli che non sono iscritti né con i giovani né con il vasto mondo del lavoro precario che guardano sempre meno al sindacato come un soggetto che li possa rappresentare
In questo modo noi rischiamo di fare una discussione autoreferenziale
Può servire alle nostre pulsioni burocratiche
Ma noi della CGIL tutti non abbiamo bisogno di questo
Noi abbiamo bisogno di aprirsi abbiamo bisogno di fare entrare le nuove generazioni nel sindacato abbiamo bisogno di allargare la no
Rappresentanza di innovare le nostre pratiche organizzative di funzionamento di cambiare le nostre pratiche contrattuali
La CGIL
Il sindacato confederali sono chiamati a una sfida decisiva per il suo destino
Non si può ignorare la situazione pensando che mantenere le posizioni i problemi si risolvono
Ne con una resistenza dati da trincea né mutando la nostra natura per adeguarsi ai cambiamenti in corso la sfida va affrontata apertamente
Dobbiamo misurarci con le trasformazioni con le conseguenze della globalizzazione liberista
Delle sue crisi economiche e dobbiamo essere in grado di proporre delle soluzioni alternative a quello che ci viene sempre presentato come immutabile e immodificabile se rimaniamo fermi
Per conservare solo noi stessi impauriti da quello che sta succedendo
Questo secondo me
Si porta verso una lenta agonia e rischia di essere un suicidio bisogna che superiamo
La logica della riduzione del danno aspettando tempi migliori che quella che abbiamo praticato in questi ultimi dieci anni che e ha messo in una logica puramente difensiva spezza subalterna e ha reso esplicita la crisi di rappresentanza che stiamo vivendo
In questi trent'anni il lavoro quelli che noi vorremmo rappresentare è stato ridotto a me sì oggi si è povere lavorando il lavoro è frammentato e diviso e precari e tutto questo indebolirsi del potere contrattuale
Parti della ricchezza sempre più consistenti vengono trasferite alla rendita e alla finanza lo stato sociale viene privatizzato nel triplicando i servizi sociali
La democrazia e la rappresentanza politica molto spesso vengono subordinata all'economia
Che ormai
Considera la politica incompatibili con le leggi del mercato molti segnali ci indicano l'urgenza di raccogliere questa sfida
Basta riflettersi quelli con cui noi trattiamo le impresa
Si muovono su scala mondiale senza alcun vincolo sociale
E questo in molti casi innesco una concorrenza al ribasso tra i lavoratori
E siamo di fronte in molti casi a proprio per questo ad una richiesta di piena disponibilità della prestazione lavorativa
All'esigenza del mercato
Per questo si stanno sgretolando i diritti le garanzie costruite su base nazionale e non siamo di fronte anche a un processo di aziendalizzazione dei rami
Ora qui di lavoro il welfare e l'assistenza hanno sempre meno un carattere pubblico spesso sono direttamente gestite dall'impresa la la previdenza in molti casi trasformato in un meccanismo finanziario
Ne scaturisce è uno stato di insicurezza complessive in cui le persone si sentono semplici pedine in alcuni casi in guerra tra di loro con le conseguenze che sono ben visibili mi permetto di dire
Nel voto che c'è stato sia in Francia che in Ungheria e purtroppo e spero di sbagliarmi può essere prevedibile nel prossimo voto europeo tra astensionismo sentenze in ottobre e populiste
In questo quadro la CGIL il sindacato generale
A cui noi vogliamo tendere se vuole mantenere il suo ruolo generale se vuole valorizzare la sua natura confederale e non ridursi ad un'istituzione prenda lontana dalle persone
Deve cambiare se stesso per cambiare il mondo che è cambiato attorno a noi non c'è più niente da conservare
Se non la natura confederale per riunificare i diritti nel lavoro e ripartire da lì
Con il significato originario della nostra esistenza insieme con giustizia attraverso un processo democratico vero e diffuso
Le lavoratrici e lavoratori da tempo
Non hanno più niente da scambiare tra la propria condizione e la garanzia di un'occupazione di un reddito che con la globalizzazione ormai non sono più garantiti per nessuno questa storia dei posti fissi e dei posti garantiti
Ormai una favola a cui credo facciamo bene a non credere più
E la grande sfida finanziaria economica che è partita dagli Stati Uniti alcuni anni fa
E che si è
Radicalizza acta pone il problema oggi anche in Europa e soprattutto al nostro Paese
Dove il carattere della crisi selettiva si è fatto sentire più che altrove
E non siamo in presenza di una grande massa monetaria prodotto dalla finanziarizzazione emersa a disposizione della speculazione nascono da lì le diseguaglianze
Siamo di fronte a una concentrazione del potere in mano a pochi sempre più grande
Si sta allargando la forbice tra una minoranza sempre più ricca e una maggioranza sempre più povere
La selezione tra individui impresa e la disoccupazione i fallimenti le chiusure che ogni giorno siamo chiamati
A discutere sono la caratteristica più evidente di questa legge si uno di questi anni che ha cambiato il volto dell'Italia dell'Europa soprattutto quella mediterranea a ridefiniti i poteri rapporti tra gli Stati tra le comunità tra gli individui
Siamo davvero ad una rivoluzione dall'alto che in Europa ha provocato ventisei milioni di disoccupati
E quarantatré milioni di persone sono considerate in povertà dentro all'aria della UE in Italia e la crisi ha colpito è selezionato anch'
Tanto
E l'asse portante dell'economia il settore manifatturiero
Che già era regolata era logorato prima
Della logica finanziaria
Ha sentito una competizione povera
Fatta sul costo del lavoro sulla precarietà sull'intensificazione delle prestazioni sulla pressione complessiva delle condizioni di lavoro
Siamo al tredici per cento di disoccupazione in Italia siamo di fronte a cinque milioni di poveri
Siamo di fronte ha più di mezzo milione di lavoratrici e lavoratori che nel due mila tredici hanno sopravvissuto grazie alla cassa integrazione
Ci sono centinaia di migliaia di giovani oltre il quaranta per cento più di uno su due nelle regioni meridionali che non hanno un'occupazione
La maggior parte di loro non ha mai avuto un impiego e sono costretti a prestazioni saltuarie precarie senza alcuna certezza e senza alcun futuro e i salari
Che sono calati in questi anni in modo pesante anche nel due mila tredici dicono degli studi precisi siamo di fronte a un calo medio di cinquecento euro
Hanno
Una disoccupazione un impoverimento una precarietà che stanno loro determinando una società più giusta
Ed è per questo che è necessario oggi rilanciare il valore della giustizia sociale
Le lavoratrici e lavoratori occupati disoccupati precari sono sempre più sottoposti a questa pressione dei mercati spesso sono proprio privati della possibilità di decidere sul loro futuro sono cioè più poveri
E meno liberi
Per questo per riprendere il controllo della propria condizione
C'è bisogno di poter affermare due antichi valori che troppo spesso sono disgiunti ma che debbono essere invece messi uno accanto all'altro il valore dell'euro dell'uguaglianza e il valore della libertà e di farlo insieme collettivamente cioè
Con la solidarietà e come dovremmo dire noi sindacalmente questo significa ricostruire e difendere i
Il diritto di poter collettivamente contrattare il contenuto e le condizioni del proprio lavoro il sindacato non l'ha ordinato il medico esistesse
Se le persone che lavorano scelgono insieme di organizzarsi per contrattare la loro condizione
Il cambiamento economica e sociale
In questi anni ha cambiato tutto nella realtà nella percezione che anche le persone hanno
E
è impensabile sperare che
Una volta passata la bufera tutto possa tornare lentamente come prima no non ne siamo convinti niente
Sarà più come prima e non lo dico non è scritto per portare sfida
Lo dico perché questo è un punto importante da cui noi dobbiamo partire anche sul piano culturale e dell'analisi
E dobbiamo per questo allargare il nostro orizzonte porge nuovi obiettivi contrattuali industriali sociali all'altezza della sfida
E dobbiamo aggiornare la nostra prospettiva il nostro metodo di lavoro rimettere al centro il lavoro e il suo significato significa rimettere al centro l'intelligenza la libertà la dignità delle persone che per vivere debbono lavorare
Ma che vogliono ambire a cambiare il mondo a cambiare il modello sociale di produzione di cui non siamo parte
Per queste ragioni in questo congresso in questi tre giorni noi dobbiamo avanzare delle proposte delle richieste precise e dobbiamo definire assieme le forme le mobile e le modalità di immobili
L'azione necessaria anche inventandoci forme nuove di mobilitazione per sostenerle e per discutere con i soggetti che assieme a noi possono costruire percorsi per un cambiamento
Permettetemi di dire che nel momento in cui il coraggio
Con cui non ci siamo piegati arrecato della FIAT
Quando anche da soli abbiamo detto di no ora deve essere usato con l'autorevolezza che abbiamo conquistato sul
In questi anni per sfidare sui contenuti come e cosa si cambia nel nostro Paese in tanti vogliono cambiare
Noi più di tutti vogliamo cambiare il problema è cambiare per chi perché forza
E se è finalizzato a migliorare le condizioni di chi lavora oppure no
Questa crisi divide
Le persone i lavoratori le aziende le comunità gli Stati non spinge alla solidarietà
E questa frammenta
Più di altri
E non è un caso
Che molte imprese parlano di
Competizione di mercato usando il termine guerra tra imprese
E al tempo stesso chi detiene il potere finanziario e industriale oggi a condizioni molto favorevoli sia sul piano normativo sia sul piano salariale sia sul piano fiscale sia sul piano legislativo
E l'Europa e campione di queste diversità
è una situazione che ha destabilizzato le rappresentanze le istituzioni democratiche
E soprattutto in un posto come l'Europa a fronte di un mercato libero
Sono stati imposti al gli Stati
Membri dei vincoli di Bilancio rigidissimi per sorreggere le manovre della finanza mentre le legislazioni del lavoro e sistemi fiscali rimanevano divisi diversi è in concorrenza tra di loro non abbiamo un problema e ce lo dobbiamo dire
L'Europa è percepita da milioni di persone soprattutto nei Paesi mediterranei come un vincolo non come una risorsa generando risposte politiche di destra xenofobe populista e nazionalista
Sono logiche contro cui noi dobbiamo batterci perché per noi l'Europa deve essere ed è il terreno d'azione di un cambiamento però è urgente e indispensabile rendere democratica un'unione un Parlamento
Che oggi non ha alcun potere decisionale tutto a vantaggio delle istituzioni monetarie di Commissioni non elettive che decidono senza alcun vincolo e senza alcuna trasparenza anche qui è urgente
Una trasformazione radicale a partire da rinegoziare quei vincoli economici che strozzano le economie più deboli
Come è stato fatto inserendo il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione perché le misure previste dal fiscal compatta non sono sopportabili per tutta l'Europa del sud e preparano un futuro in cui il contenimento della spesa
Rappresenta l'unico vero in diritto di politica economica
Che consuma tutte le risorse non lascia spazio nessun investimento impedendo in realtà ogni possibilità di trasformazione
Noi dobbiamo lavorare per un'Europa solidale de qua basata su una cittadinanza comune in cui i cittadini siano trattati allo stesso modo con gli stessi diritti dal fisco allo stato sociale
La vera battaglia da lanciare fare assumere la piena occupazione quale obiettivo della politica dell'Unione
E che sia riconosciuto il principio che non può venire perseguita efficacemente se non anche attraverso nuove politiche pubbliche bisogna agire su più piani
Ed avanziamo alcune
Proposte visto che siamo in una fase in cui si parlerà di Europa e si apra una campagna elettorale in cui saremo chiamati a votare anche su questo punto
Il primo luogo è urgente la riforma della Banca centrale europea
Che ha sostenuto le banche che però fa da sentinella la stabilità monetaria senza porsi il problema dell'occupazione della crescita e della coesione sociale
Nel corso dell'ultima crisi la Banca centrale intervenuta più volte salvando con i suoi prestiti molte banche
Che avevano fatto debiti con operazioni finanziarie di tipo speculativo mentre non ha fatto nulla
Per soccorrere i Paesi che pagavano i costi sociali delle speculazioni di quelle stesse banche
Si è limitata la Banca centrale a immettere sul mercato milioni di euro per tamponare le falle e tenere i tassi di interesse bassissimo più attenta al controllo dell'inflazione chi a favorire le politiche di sviluppo di crescita economica
Dei Paesi in difficoltà una banca centrale di un'Unione dovrebbe invece rapportarsi direttamente agli Stati membri con prestiti che ne favoriscono lo sviluppo e per non ci sono almeno tre azioni che dovrebbero essere messe in campo
Che
Tra gli obiettivi
Della Banca centrale vengono inclusi non solo la
Il controllo dell'inflazione ma diventino un obiettivo la crescita e la difesa e la crescita dell'occupazione
Dovrebbe diventare presta attrice gli ultimi stanza anche del debito degli Stati con l'emissione di eurobond e bisogna riformarla in senso democratico
Farla rientrare tra le istituzioni europee con responsabilità politiche quindi non più solo espressione del mondo della finanza
In modo che il suo operato sia anche sottoposto al contrario del Parlamento europeo
Una seconda urgente riforma è quella
In Europa fiscale oggi esistono regimi fiscali diverso
Che in realtà anziché contenere la competizione la concorrenza stanno favorendo la concorrenza tra gli Stati ed i tempi economico e sociale e questo
Aumento dei conflitti sociali
Le imprese che sono in grado di farlo delocalizzano anche perché per loro sufficiente sporcarsi di qualche centinaio di chilometri per poter dimezzare il proprio carico fiscale
Altra impresa che non hanno i mezzi per traslocare chiudono invece perché non sono in grado di reggere la concorrenza
E i lavoratori perdono il posto o per mantenerlo sono costretti a subire i ricatti dell'abbassamento dei salari e dei loro diritti
Abbassare la pressione fiscale sul lavoro è un problema non solo italiano ma va ridefinito inserito dentro a un quadro complessivo di riforma fiscale europea perché
A moneta unica deve corrispondere il fisco unico non solo per le quantità ma anche per le modalità a partire dalla tassazione dei patrimoni e non solo il reddito con i livelli di evasione che in Italia sono evidenti
Ma come avviene già in altri Paesi e la tassazione dei patrimoni rappresenta una misura di equità
è una risorsa per risanare anche i bilanci degli Stati membri e per andare a prendere le risorse dove sono per sostenere interventi pubblici in economia che vanno sostanzialmente affrontati
Obiettare nell'era dell'informatica come spesso viene fatto in Italia che è una tassazione dei patrimoni è impossibile
Per la difficoltà registrarle la vera consistenza rappresenta una scusa che fa il paio con un'evasione fiscale che da decenni e assestata livelli record viaggiando tra il venti e il venticinque per cento del prodotto interno
Ordo nazionale ed è legato a un'economia in legale ha un lavoro nero è una violazione di tutte le norme minime di sicurezza che invece dovrebbero caratterizzare un Paese civile
Il terzo tema
Su cui bisogna intervenire
E quello della riforma del sistema finanziario
Bisogna introdurre forme di controllo dei capitali in entrata in uscita l'Europa già dal novanta
E all'avanguardia
In realtà per aver liberalizzato il movimento dei capitali
I soldi si possono muovere dove vogliono quando vogliono
Nessuno in realtà in grado di controllare il circolo dove possono guadagnare di più e pagare meno tasse invece siamo all'assurdo che in questo mondo ci sono le persone che se si muovono possono essere clandestini gli si può sparare o li si può
è un mondo fatto alla rovescia
Di conseguenza
Uno sviluppo delle attività finanziarie senza limiti e senza controlli è il punto che ha determinato una sballo Rizza azione del lavoro
Che ha determinato una concentrazione della ricchezza in mano pochi e ha prodotto una riduzione dell'occupazione ed anche una perdita della sovranità politica e degli Stati
Fino anche ad alimentare sono gli stessi quelli che ci guadagnano che alimentano anche che il problema sarebbe
La spesa sociale anche questo è un punto culturale e di merito che va messo in discussione
C'è un quarto tema che sono le politiche industriali e qui io credo si pone un problema di fondo in Italia in Europa
Abbiamo cioè
Bisogno di dirci con chiarezza che va cambiato anche il modello di produzione
Quello che produciamo come lo produciamo e il fatto di come quello che facciamo sia ambientalmente sostenibile rispettoso delle persone e rispettoso dell'ambiente
Abbiamo bisogno di una nuova idea della mobilità di come si spostano le merci e le persone di un nuovo rapporto con il territorio di un'idea diversa delle città
Dell'efficienza energetica delle energie rinnovabili di un sistema di infrastrutture digitali
Di rilanciare la formazione per le persone di sviluppare i servizi alla persona e alla salute
E il modello produttivo ha trasformato proprio perché la crisi che stiamo attraversando
E allo stesso tempo finanziaria produttiva politiche sociale
Ma anche ambientale
E questa è la strada per combattere la disoccupazione la precarietà è un sindacato industriale come il nostro
E i sindacati industriali in quanto tali oggi hanno la necessità di un cambio anche di cultura occorre discutere
E usare tutte le intelligenze delle persone che noi rappresentiamo
Proprio
Per affrontare questo tipo di questione e questo tipo di problema
Queste questioni quindi il superamento delle misure dell'austerità la riforma dalla Banca centrale una nuova politica fiscale l'obiettivo della piena occupazione la riforma del sistema finanziario
E bancario una nuova politica industriale
Sono gli elementi su cui come sindacato dobbiamo dire ma su cui dobbiamo chiedere anche alle forze politiche di battersi per recuperare le risorse
Con cui finanziare piani straordinari di investimento per superare le differenze e dualismo e che ci sono tra nord e sud Europa e per riassegnare un ruolo alle politiche pubbliche degli Stati
Del resto è nostra convinzione che la costruzione di una vera Europa sociale del lavoro significa distribuire ricchezza verso i redditi da lavoro far ripartire i consumi ma si riduca pare anche un'azione contrattuale legislativa che impedisca la competizione tra i lavoratori l'Europa è la prospettiva d'azione anche per il sindacato interno in particolare
E noi non siamo estrarre a questi processi e con onestà
Dobbiamo riconoscere
Le difficoltà
E le tensioni che tocchiamo con mano quando le multinazionali o le singole imprese delocalizzano nei Paesi europei o investono in altri Paesi del mondo
Facciamo fatica anche tra di noi ad affrontare questi tempi e la novità di questi anni e la nascita a livello europeo globale della Federazione dei sindacati dell'industria
è una CELTA importante e giusta a cui abbiamo dato e stiamo dando il nostro contributo ma dobbiamo dirci che molto resta da fare
E in questa prima fase forse prevalgono di più gli aspetti organizzativi e l'integrazione che non le questioni di natura contrattuale
Noi
Nel dibattito europeo da tempo
Abbiamo sostenuto la necessità di costruire il sindacato europeo dell'industria
La FIOM anche con i segretari e prima di me hanno svolto questo ruolo da tempo pongono nella discussione europea questo tema questa idea
Perché si pensa che il sindacato o è europeo o è di mercato cioè campionature di ventuno sindacato aziendale
E allora noi abbiamo bisogno di costruire in Europa un quadro e degli standards comuni sul piano contrattuali comuni leggi per la rappresentanza sindacale comuni diritti sociali di cittadinanza certo
Pesano le diversità le storie dei sindacati le legislazioni che sono diverse da Paese a Paese ma dobbiamo avere consapevolezza che queste diversità oggi
Vengono usate per determinare una concorrenza al ribasso tra i lavoratori e non c'è niente da fare
La concorrenza tra i lavoratori e cioè
L'eliminazione della concorrenza tra i lavoratori e il problema la ragione per cui sono nati i sindacati alla fine dell'Ottocento ed è questo il punto da cui noi dobbiamo riparti
Dobbiamo evitare
La logica della concorrenza perché questo permette alle imprese di scegliere dove andare
è arrivato il momento di non ragionare più semplicemente in termini nazionali e so cosa vuol dire strada difficoltà che questo determina ma di ragionare in senso generali se voi ci pensate
Le imprese ormai hanno accentrato i loro potere le loro decisioni
E ragionano e decidono di quello che succede in questo in quel Paese in un luogo centrale noi ci siamo divisi e frantumati la contrattazione l'ha fatta apro non dove vengono prese le decisioni ma dove c'è da gestire le conseguenze di decisioni che sono già state prese se non cambiamo questo quadro se non cambiamo
Questo sistema
Noi rischiamo semplicemente di subire progressivamente un peggioramento della nostra condizione e se c'è un futuro per un'Europa dei popoli con uguali diritti e con possibilità
E non in competizione del CIPE che con questo passa anche per una svolta a livello contrattuale e sindacale praticando davvero la costruzione della contrattazione e del sindacato europee la tendenza delle imprese è quella di superare i contratti nazionali di lavoro
E di far diventare l'azienda il soggetto che stabilisce le norme sul lavoro
E questo io penso rischi di far prevalere una logica corporativo puramente aziendale con una differenziazione dei trattamenti economici normativi anche a parità di mansione
Pur facendo lo stesso lavoro allora avere come obiettivo strategico il contratto europeo per i settori industriali significa aprire una vera discussione
Su temi quali il salario minimo
Su temi come la riduzione degli orari di lavoro e la sua distribuzione su cosa vuol dire la lotta alla precarietà cosa vuol dire
Abolire forme di lavoro che favoriscono la contro la concorrenza tra i lavoratori come ad esempio i contratti di dislocamento
Una legislazione che regoli la rappresentanza il voto dei lavoratori sugli accordi ma anche la partecipazione dei lavoratori dei sindacati
Alle scelte industriali organizzative di investimento dell'impresa e questo è un punto nuovo con cui dobbiamo fare i conti e su cui dobbiamo sperimentare e aprire altre strade
Come si vede la costruzione di un'Europa dei popoli contro quella dei mercati
Concentramento di battaglie politiche sindacali sociali
Ha bisogno di trasformare la prassi delle nostre organizzazioni anche di un cambiamento del quadro legislativo che solo un processo di democratizzazione delle istituzioni lo può permettere
Ed è in questo quadro
Che risulta palese la contraddizione per cui nelle sedi europee internazionali di questi temi si sta discutendo in Italia per responsabilità di tutti non
Non ho l'atteggiamento di chi dice colpa di qualcun altro anche per colpa nostra
In Italia ognuno dei sindacati confederali quando va bene discute in casa propria e comunque con il prevalere molte volte di una logica organizzativa
Che guarda più al gli equilibri interni che non alla trasformazione dei processi produttivi e all'esigenza non più rinviabile di riunificare il lavoro i diritti
Certo
Pesano le divisioni in Italia di questi anni
Pesa la pratica degli accordi separati che purtroppo
Ha caratterizzato le relazioni sindacali e industriali in Italia in questi ultimi dieci anni
Ma per quanto ci riguarda noi confermiamo e proponiamo a tutte le organizzazioni sindacali di discutere perché per noi l'obiettivo strategico di arrivare a partire dall'Italia
Ad un contratto nazionale dell'industria è un sindacato dell'industria rimane l'obiettivo strategico per rispondere ai problemi che abbiamo e lo dico
Perché le differenze dei cicli produttivi delle modalità di lavoro che hanno portato alla nascita nella storia del nostro Paese di diverse categorie ed oggi abbiamo più di trecento contratti nazionali io credo siano venute meno
E oggi questo affollamento di contratti favorisse solo il dumping contrattuale e in ogni caso impedisce il confronto con l'impresa madre di interi settori di lavoratori di lavoratrici basta pensare ai settori
Dell'informatica fine petrolchimici solo per fare degli esempi o pensare semplicemente al fatto che oggi
Sotto lo stesso tetto convivono persone
Che pur facendo lo stesso lavoro e contribuendo quindi a creare lo stesso prodotto finale
E i servizi che sono connessi a questo prodotto hanno però condizioni contratti tra loro diverse
Le imprese hanno centrato il comando il controllo di tutta la filiera del prodotto e di tutta la filiera del valore noi invece siamo divisi e frantumati
E spesso
Quando agiamo la contrattazione non è quello il posto in cui agiamo la contrattazione dove vengono prese le decisioni
Per questo io penso
Che la proposta che rilanciamo è questo che solo un contratto nazionale dell'industria
Inclusivo e non derogabile
Può porsi l'obiettivo di riunificare i diritti e la rappresentanza del lavoro e di riaffermare quel diritto sindacale e costituzionale
Che impedisse la concorrenza tra chi lavoro oggi quel principio ha messo in discussione ma è un principio da cui noi dobbiamo ripartire dovrebbe essere la nostra stella polare dell'azione sindacale cioè
Che a parità di mansione di lavoro deve corrispondere parità di diritti e di retribuzione
Potrebbe sembrare
Un obiettivo utopico
Qualcuno potrebbe dire non è realista ma in che mondo vive
Ma io penso che la storia della nostra organizzazione che a giugno vorrei ricordare
Compiamo centotredici anni di vita e riportiamo abbastanza bene diciamo così
Ma questa storia
Si insegna
Che gli uomini e le donne della FIOM
Hanno sempre avuto il coraggio di osare
E la forza di cambiare insieme alle lavoratrici e lavoratori
E non hanno mai smesso né di sognare né di difendere le proprie idee e di provare a cambiare la situazione
Il dodici dicembre del due mila undici
Ci ha lasciato un grande compagno della FIOM
Partigiano Segretario generale della fionda al mille novecentosettantasette al mille novecentottantacinque
Un metalmeccanico già all'età di undici anni quando inizia a fare l'apprendista parlo di Pio Carli
E non è
E non è un ricordo di maniera
La sua esperienza
Si parla
Pio è stato l'organizzatore della FIOM dal mille novecentosessantaquattro al mille novecentosettantasette quando trentini Bruno era Segretario generale
Tutti
Quelli che hanno vissuto quell'esperienza che langue conosciuto cambi su tutto riconoscono che il ruolo di Pio fu fondamentale per avviare un rinnovamento generazionale
Dei sindacalisti
Per sostenere in prima persona il passaggio dalle commissioni interne ai consigli di fabbrica
Con le discussioni che ci sono state con le allora forze politiche con la CGIL con le contrarietà che c'erano questa sera
è stato un protagonista delle lotte del contratto del sessantanove quello che ha determinato le condizioni dello Statuto dei lavoratori
Ha avuto un ruolo decisivo per la nascita dell'SLM che rimane l'esperienza più avanzata di unità sindacale che sia mai stata sperimentata
Nel nostro Paese l'Italia è stato anche il Segretario generale dal settantasette
All'ottantacinque elusi insieme alle stelle n che organizza la storica manifestazione del due dicembre manifestazione allora che fu contestata dal pizzini come sapete in quegli anni era una cosa seria
Ed è grazie a luglio
Che letta L.N
Negli anni ottanta
Decide
Di aderire alla Federazione al fisco anche questo con un atto di autonomia e divisioni internazionale nuova racconta nel libro Pio Galli che quando rientrò dal Congresso fatto
Negli Stati Uniti dovette andare una riunione
Nella dal pc
Perché allora c'erano dirigenti di cui non faccio il nome ma che oggi hanno autorevoli incarichi istituzionali che non erano d'accordo per quella CELTA e
Che è l'unico di quella riunione che li diede ragione era un compagno abbastanza fa muro che conoscete ce li dava ragione lui funzionava che era Enrico Berlinguer
Lo dico questo
Perché
Esperienze di questa natura
Si dicono cosa vuol dire avere il coraggio di fare
E anche di difendere sempre le proprie idee
E
Credo che sarebbe importante
Se insieme alla Fondazione Pio Cagli che è nata a lecco
La FIOM nazionale organizzasse un'iniziativa di studio e di discussione proprio sull'esperienza dei consigli di fabbrica
Che furono il vero strumento di cambiamento e di protagonismo per aprire la strada alla nascita del sindacato unitario dell'SLM
E cioè lo dico perché penso che qualsiasi processo unitario di cui incerto abbiamo visiono perché quando siamo divisi siamo più deboli non può essere costruito a tavolino ma può vivere ed esistere solo se costruito attraverso la
Partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori
In ogni
Tra i tanti guai
Che sono stati prodotti diciamo così dalla rappresentanza politica del lavoro
Dalla presenza di un punto di vista del lavoro autonomo dal mercato dei poteri
Economici cioè il fatto che chi ha conquistato la serena oggi
è un'altra logica e la grave crisi che noi viviamo la riduzione della politica economica e industriale ad assistenza al mercato all'impresa alla finanza dimostra questo
Noi siamo in presenza questo il problema che questo Paese ha della scomparsa di una politica economica pubblica
E questo ha determinato non solo il declino industriale occupazionale che stiamo vivendo ma anche un degrado sociale ed ambientale particolarmente accentuato per i Paesi più deboli dell'Europa
Le relazioni economiche industriali gli investimenti le destinazioni delle risorse non possono
Essere affidato in modo esclusive lobbistico al mercato alla finanza ai manager I proprietario
Così si altera il significato profondo della nostra Carta costituzionale il patrimonio di un Paese o di una comunità sono il prodotto di un lavoro comune che deve essere trattato come un bene comune
E sul modo di usarlo
Tutti i cittadini debbano essere coinvolti e mi permetto di dire
L'impresa deve tornare ad assumere una responsabilità sociale così come la nostra Costituzione dice e proprio perché
Cosa come si produce con quale sostenibilità con quale rapporto con il territorio con quale rispetto degli elementi vitali
Fondamentali la terra l'aria l'acqua
Tutto ciò deve diventare il nuovo oggetto della nostra discussione
La base vera di una valorizzazione del lavoro e dell'intelligenza delle persone vale per tutti ma in particolar modo per un sindacato che non voglia ridursi a diventare un ramo d'impresa o di mercato
La costruzione di un proprio progetto il rilancio di un'autonomia dei contenuti
E obiettivi affinché il lavoro possa tornare ad essere un terreno di libertà di gratificazione di conoscenza di realizzazione personale
Il nostro sistema manifatturiero industriale oggi riscontro serio ridimensionamento
Una vera e propria marginalizzazione sia nel mercato globale e del resto nel Mezzogiorno del nostro Paese già in atto un vero e proprio processo di deindustrializzazione
Reso ancora più drammatico dal fatto che ormai di la disoccupazione giovanile ha superato il quaranta per cento
Per questo servono iniziative forti per imporre una svolta
Soprattutto a fronte di una crisi che a cambiamenti epocali come quelle in corso per conquistare interventi urgenti radicali che camper combattere la disoccupazione la precarietà e affermare la piena occupazione
Vogliamo comporta denunciare che una parte del sistema produttivo ed economico opera ormai fuori dalla legalità per effetto della sempre più pervasiva azione condotta dalle organizzazioni criminali
Consentitemi la battuta ma si potrebbe dire che tra tante divisioni c'è un unico elemento oggi che unifica il Paese
Nel male perché ormai ciò che è unito è la criminalità organizzate presente al sud e al nord ed è parte integrante ormai dell'attività economica
E
Tuttavia
Nel mentre comincia ad affermarsi una consapevolezza di come questo sia un problema nazionale e dobbiamo ringraziare
Il lavoro della magistratura la mobilitazione civile che da anni ambita da
Anima l'azione di diversi soggetti sociali e realtà associative di cui Libera di don Ciotti che avremo il piacere oggi di avere qui con noi
è senza dubbio un riferimento
è un
Ma dobbiamo dire lo vogliamo denunciare l'assunzione politica della centralità di questa questione e ancora inadeguata rispetto alla portate la complessità del fenomeno occorre rafforzare un complesso di norme
Sotto l'aspetto del sequestro e del riutilizzo dei beni in mano le organizzazioni criminali così come per parlare di noi del sindacato abbiamo bisogno con più forza di rilanciare un'azione per il rafforzamento dei contratti nazionali
Della questione del campo dell'appalti contro il lavoro nero e irregolare per affermare davvero una cultura dei diritti
Voglio in questo senso usare questa sede del Congresso per segnalare un caso che emblematico dei problemi che a volte si possono trovare e quello del gruppo De Masi
Azienda di trecento dipendenti di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria
L'imprenditore sotto scorta
Per diversi attentati e minacce da parte della 'ndrangheta che di fatto vuole farli cedere le attività
Ma nonostante una sentenza della Cassazione riconosca che alla sua aziende erano stati applicati dei tassi da usura il sistema bancario non gli ha concesso più credito
Si è aperto
Un tavolo al Ministero dello sviluppo economico perché unitariamente i tre segretari di FIM FIOM UILM insieme alle strutture hanno chiesto al Governo di intervenire allora non ha aperto questo tavolo
E l'obiettivo è quello di definire un accordo con le banche per evitare che venga messa in liquidazione la società ma al momento siamo ancora nulla di fatto uno la manda all'altro il Governo dovrebbe parlare con le banche le banche dovrebbero parlare col Governo
Che nel frattempo si corre il rischio che quell'impresa salti
Si rende conto il governo del significato di questa vicenda glielo chiediamo usiamo questa sede per dirlo perché per battere la criminalità organizzata
Lo Stato deve sapere differente
E sostenere
Le persone oneste che si battono per la legalità c'è bisogno che ognuno faccia la sua parte a partire dal ministro a cui chiediamo un intervento diretto
Perché l'affermazione di una imprenditorialità e di un lavoro onesto sono la condizione per battere la criminalità organizzata e affermare la democrazia
Noi
Le nostre proposte per cambiare il Paese
E per uscire da questa situazione le abbiamo fatte ne abbiamo rese note
Sono contenute negli atti della Conferenza del Mezzogiorno e sono parte del documento programmatico della FIOM che i congressi territoriali regionali hanno discorso han fatto propri e che noi porteremo anche come contributo al congresso della CGIL
Sono proposte che nascono dalla nostra esperienza difficile e che vogliono mettere al centro della discussione politica e sociale dei problemi precisi le riassumo brevemente
Noi abbiamo lanciato
L'idea che la proposta di un piano per la mobilità sostenibile questo vuol dire costruire un polo nazionale dei trasporti strade ferrovie mare
Coordinare le imprese del settore indirizzarle le strategie in particolare perché incrementare il trasporto pubblico e collettivo di persone e di merci
Per affermare e realizzare un nuovo concetto di mobilità in cui affrontare anche la crisi del settore automobilistico su questo lo diciamo al Governo
E lo diciamo al Presidente del Consiglio che parli anche col suo Ministro dello sviluppo economico
Che non è vero che un ministro di questo Paese possa dire che un'impresa perché è un'impresa privata può fare quello che gli fa
Lei ha giurato sulla cultura
E non semplicemente perché se la FIAT è stata quello che è stata in questo Paese lo deve anche
Al contributo di chi ci ha lavorato e anche al contributo politico ma perché è interesse
Di un Governo e di un Paese
Fare in modo
Che le produzioni industriali rimangano io non ho mai sentito affermazioni di questo genere né dai ministri francesi né dai ministri tedeschi né tanto meno
Da Obama
Diciamolo in italiano il salvataggio dell'impresa americane se non c'era l'intervento pubblico con i soldi pubblici del Governo americano e del Governo canadese non si salva
Poi c'è il
Hanno chiesto di averne indietro questo
Hanno chiesto alla FIAT di portare negli Stati Uniti le tecnologie migliori che aveva loro sono un po'più intelligenti di noi su questo punto ho capito
E hanno chiesto che le produzioni che non si facevano negli Stati Uniti venissero riportate negli Stati Uniti per dare lavoro ai lavoratori americani
Allora noi diciamo una cosa molto precisa la questione FIAT il suo ruolo è un tema che deve tornare centrale che credo dovremmo unitariamente assumere
Per impedire che si vada alla chiusura di Termini Imerese o che si vada alla non soluzione di Valle Ufita e per non trovarci nel prossimo periodo di fronte a dei problemi allora io dico una cosa molto semplice
Il dottor Marchionne
Ha detto in una conferenza stampa che all'inizio di maggio da Detroit perché adesso funziona così da Detroit dirà cosa può fare anche nel nostro Paese io mi limito a dire una cosa se è vero
Come i giornali dicono
Che questo programma dovrebbe dare l'obiettivo al nuovo gruppo che non ha più sede nel nostro Paese
Di produrre sei milioni di auto io credo che la discussione che noi dovremmo fare che il Governo dovrebbe fare
Che le forze sindacali dovrebbero fare e quanti di quei milioni di auto si fanno in Italia oggi
Su quattro milioni e mezzo di auto che il gruppo dice di vendere in Italia se ne sono fatte nel due mila tredici meno di quattrocento mila questo è il punto allora vogliamo lanciare un obiettivo bene vuol dire che se file sei milioni di auto più di un milione di autonomia e mi pare nel nostro Paese è questa
Le rette nella discussione che dobbiamo
E allo stesso tempo il Governo
Dica e favorisca la possibilità che esiste anche in altri Paesi non c'è Paese al mondo che non abbia due tre e quattro produttori di auto
Noi siamo l'unico Paese che ne ha uno solo bene apriamo anche questa discussione favoriamo la possibilità di una crescita
C'è poi il problema di elaborare un piano per il risparmio per l'efficienza energetica investendo sull'industria energie alternative puntando un nuovo modello energetico
Basato sulla generazione distribuita che tende a risparmi all'efficienza all'uso appropriato di tutte le fonti rinnovabili in alternativa a quelle forse
C'è bisogno di investire sulla banda larga sull'informatizzazione della pubblica amministrazione dei servizi sviluppando una rete di telecomunicazioni perché bisogna recuperare il ritardo del nostro Paese
E c'è bisogno anche di riconvertire i settori manifatturieri dall'elettrodomestico alla siderurgia alla microelettronica
E in alcuni casi
Se ci pensiamo c'è bisogno di un intervento pubbliche c'è un caso
Che noi pensiamo
Che vada messo non per sottacere altre vertenze che sono aperte altre vertenze che in queste ore hanno trovato anche una possibile composizione se penso alla micro
Che lunedì o martedì chi sarà al voto se penso alla vicenda dell'eletto look importante che vorrei
Che riconoscessimo un punto
Se
L'altra sera al Ministero dello sviluppo economico
L'elettro uso annunciato
Che dopo aver chiesto che per rimanere in Italia sera ad abbassare i salari di centotrenta euro al mese
Il taglio dei salari è ritirato dall'azienda e poi si deve discutere degli investimenti ma altri il taglio
Dei salari e tolto e si può aprire una discussione diversa questo non c'era regalato nessuno questo è avvenuto grazie Allotta di mesi che quei lavoratori e che quelle lavoratrici ancora
Ed è un insegnamento importante perché è una lotta unitaria quella che abbiamo fatto e perché tutti assieme abbiamo detto di no barricate
In questa fase
Non è fattibile
Per un lavoratore dire di no
Non è facile
Quando uno per vivere deve lavorare trovarsi di fronte al fatto che ti tolgono il lavoro e al limite qualcuno ti dice solo se Tabacci salario lavori se no non sai neanche quello e complicata difficile
E io credo che il messaggio che ci arriva da quella vertenza è un messaggio importante
Perché appunto di cioè non solo che non è accettabile la riduzione del salario ma che lavoro ha una dignità e soprattutto che è un lavoro senza diritti non è un lavoro e che quindi non può essere accettato a qualsiasi condizione un posto di lavoro questo è un modo sbagliato per i lavoratori
Va anche per questo Paese
Ma
Il punto che volevo toccare riguarda il settore siderurgico
E qui so di toccare un punto delicato
Perché da un lato
Senza
L'industria siderurgica un sistema industriale rischia di non regge
Ma allo stesso tempo con onestà noi siamo di fronte a casi
Come ad esempio quello dell'IVA
In cui produrre l'acciaio ha determinato la morte per tante persone che la vivono lavorano dentro quell'azienda che hanno lavorato dentro quell'azienda ma anche per quelli che vivono fuori da quell'azienda
E allora io credo che quando si dice che c'è bisogno di una nuova cultura di un nuovo modello di sviluppo c'è uno fa tante parole
A volte le parole non valgono più nulla contano i fatti conta la coerenza conta quello che fai e allora lì io penso che ci sia un tema che oggi va affrontato io continuo a pensare
Che noi per rimanere un Paese industriale abbiamo bisogno di un'industria anche siderurgica
Ma oggi il patto che produrre acciaio
Senza ammazzare nessuno né dentro né fuori dalle fabbriche debba diventare il vincolo sindacale politico di questo Paese e lì c'è un punto che va affrontato
Non cerchiamo certo da tempo hanno indicato la necessità di fare Investimenti ma c'è un vuoto c'è una difficoltà
E io penso che bisogna tirare anche delle conclusioni
Perché non tutti gli imprenditori sono uguali e se li è successo quel che è successo c'è una responsabilità che ha un nome un cognome che si chiama famiglia Riva che erano
I padroni di quell'azienda
E per dare credibilità
Per dare credibilità alle cose che si dicono io continuo a pensare
Che quel decreto che è stato fatto non può semplicemente aver messo dei commissari per tentare di visionare l'azienda e secondo quella legge tre anni se viene risanata ritarda la famiglia arrivano quella cosa lì non sta in piedi
Se si vuole fare una cosa seria allora si applichi quello che prevede anche la nostra Costituzione e se necessario ci sia anche un sequestro di quell'azienda lo Stato enti anche transitoriamente
Nella proprietà dell'azienda
Per determinare le condizioni di una nuova proprietà ma soprattutto per garantire la certezza che vengano fatti
Gli investimenti che vengono messe a norma quelle aziende potrebbe essere un'opportunità perché come è noto Taranto ad esempio come tante altre città non all'inquinamento solo dovuto allibito
L'inquinamento di Taranto e chi lo vive e chi vive lì lo conosce meglio di me io non voglio fare quello che conosce tutto so quello che a volte mi raccontano ma è evidente che quello
Taranto come altre città sono
Esperienze di che cosa vuol dire in cattivo modello industriale che per anni non si è posto il problema dei danni che quello che tu facevi produceva e quando dico che c'è un cambiamento anche culturale da fare
Che riguarda come progetti le cose che riguarda come funziona l'Università come riguarda le politiche industriali questo il tema nuovo che abbiamo di fronte se vogliamo affrontare un modello diverso ma soprattutto anche una prospettiva
E
Dico anche un provvedimento che il Governo ha proposto
Su cui noi non siamo d'accordo
Quello delle privatizzazioni
C'è il rischio molto concreto che l'unica logica che viene usata dietro questa parola privatizzazione e quella di far tornare la case di far tornare i conti per ridurre il debito pubblico
Noi diciamo che invece non può essere così perché quando parliamo di aziende come Finmeccanica quando parliamo di aziende come Fincantieri quando parliamo di aziende come l'STP
Se al Governo non l'hanno ancora capito glielo diciamo noi noi stiamo parlando di settori strategici
Che possono essere il volano per lo sviluppo di questo Paese stiamo parlando cioè di impresa e che sono capaci di produrre
Nati che son capace di produrre aerei che siamo capaci di produrre trendy che sono capaci di produrre sistemi informatici di
Produrre memorie che possono trovare esseri settori che danno uno sviluppo diverso a questo Paese
E allora diciamo in modo molto chiaro che l'orizzonte il ragionamento deve essere quello
Di rilanciare questi gruppi dentro un'idea di politica industriale e siccome in queste ore c'è una discussione che riguarda anche
Le nomine dei dirigenti a noi non ci interessa non è il nostro mestiere non è questo di cui vogliamo discutere il elemento di cui noi vogliamo discutere
Ecco quali scelte di politica industriale vengono Pato non può al Governo anche se si chiama Matteo Renzi dire
Che la centralità e l'occupazione e dall'altra parte pare le privatizzazioni vendere l'Ansaldo pensare di fare cassa
Così
Tosi
Si fa una porta e si dice il fuoco
Perché
Siamo diventati degli imbecilli perché non è possibile costruire in Italia un polo dei trasporti pubblico che metta assieme queste competenze io non escludo nulla non escludo accordi con altri produttori con altre imprese il punto però e se quelle produzioni quegli elementi strategici
Sono il cuore di un rilancio
In questa direzione non lo diciamo in modo molto chiaro non siamo d'accordo con questa logica con l'idea di voler rendere l'Ansaldo di voler vendere l'SP e rilanciamo con forza su questo terreno e penso
Che proprio perché su questi argomenti c'è una posizione unitaria di tutti i sindacati
Sarebbe anche molto importante che queste nostre rivendicazioni non le dicessimo solo a voce nei congressi o sui giornali ma che mettessimo in campo le azioni la mobilitazione lo sciopero di quei lavoratori insieme unitariamente
Per difendere il lavoro l'occupazione e per chiedere al Governo in cambiamento delle politiche
Industriali
Così come
C'è bisogno di un piano straordinario
Di investimenti per la manutenzione del territorio delle scuole degli ospedali se si vuole creare lavoro e se si vuole affrontare questo tema queste un punto noi queste proposte le abbiamo avanzato le abbiamo dette le abbiamo scritte
Ci siamo permessi e l'accordo ha suscitato qualche discussione anche di fare una cosa semplice abbiamo deciso di scriverle anche con una lettera aperta al Presidente del Consiglio
Visto che
Dice che vuole cambiare il Paese non siamo d'accordo perché se la guarda il mio punto di vista perché dovrei lasciare un Paese dove le pensioni non ci son più dove i salari son parsi dove c'è una precarietà che non ha fine dove c'è l'evasione fiscale corro avremmo paura di perdere non se cambia questo Paese no più di così cosa possiamo fare
Quindi noi siamo proprio per cambiarlo per tutti
Ed è evidente
Che abbiamo avanzato queste proposte ma abbiamo anche indicato quelle che sono secondo noi è necessaria anche
Cambiare degli indirizzi di politica sociale economica
Quindi ricordo velocemente alcuni a titoli
C'è il problema di ridurre gli orari di lavoro di redistribuire gli orari di lavoro di incentivare i contratti di solidarietà
C'è bisogno di ridurre l'età pensionabile non bisogna essere un professore universitario
Per capire che se porti la pensione a settant'anni gli aumenti alla disoccupazione giovanile per poi continuare ad avere le impresa che ti dicono che ha una certa età bisogna mandare via le persone
Così come
Bisogna ripristinare le pensioni d'anzianità perché non è
Un privilegio
Poi si può discutere
In quale forma in quale modo ma continuare a pensare che
I lavori sono tutti uguali e la più grossa ingiustizia che si può fare e dall'altra parte
Vorrei ricordare che abbiamo anche un altro problemino
Non ne ha parlato nessuno io lo pongo
Quante sono le persone
Già in pensione che lavorano
Se badate badate no no
Facciamo un ragionamento con attenzione
Badate che c'è gente
Che se non lavorasse con la pensione che ha non manca quindi distinguiamo
Ma noi troviamo anche quelli che pur avendo una pensione di due tre mila euro hanno anche un altro lavoro e cosa è avvenuto che hanno tolto il cumulo per tutti
E quindi tu puoi cumulare tranquillamente non succede nulla
Non è una follia
Non è necessario ripristinare un cumulo non è necessario fare un ragionamento che a fronte anche il problema di questa natura come vedete i cambiamenti da fare in questo Paese sono tanti il problema è a chi li vuoi far pagare i cambiamenti
Queste ciò che fa la differenza
Così anche
Il problema della riforma degli ammortizzatori sociali noi siamo per estendere
La cassa integrazione a tutti
Attraverso un contributo che siamo per introdurre un reddito minimo garantito in modo che questo combatta la povertà la precarietà e garantisca anche il diritto allo studio
Noi poi loro lo chiamano in inglese zoppa
Noi in italiano
Siamo per ridurre le tipologie contrattuali
Perché credo non so se ci batte la Spagna su questo punto ma non
Ci diranno
Gli amici e compagni spagnoli qual è la situazione
Ma noi
Quarantasei diverse tipologie di lavoro credo che sia uno dei record che possiamo non valutare ma che abbiamo no non l'ha chiesto nessuno come si direbbe però ce lo abbiamo e questo tema oggi è un tema di fondo e allora da questo punto di vista
Dire che c'è una centralità del contratto a tempo indeterminato significa combattere davvero la precarietà e il famoso contratto unico che era stato proposto e su cui noi nel nostro documento diciamo di essere d'accordo però non prendiamoci in giro
Se il contratto unico diventa al quarantasettesimo non è che siamo nati ieri che c'abbiamo scritto Giocondo
Diciamo che così non funziona
è un contratto unico
Allora se il contratto unico e quello a tempo indeterminato per favorire allora in italiano vuol dire che altri rapporti di lavoro vanno cancellati che non sono più possibili
Le false partite IVA i co.co.co. o alla trattazione il lavoro a chiamata e via di questo passo se non si fa questa cosa si sta facendo dell'altro
Si dice una cosa ma se ne sta facendo un'altra
Così come noi pensiamo che ci sia da cancellare l'articolo otto ci sia da fare una legge sulla rappresentanza si una legge semplice
Non vogliamo cose complicate una cosa semplice
Così come ha detto la Corte costituzionale
Così come addirittura adesso ha detto anche l'Organizzazione internazionale del lavoro
Una
Legge semplice che garantisca le libertà sindacali e cioè il lavoratore si può scegliere il sindacato che vuole e iscriversi al sindacato che vuole
Che permetta ai lavoratori di votare perché le organizzazioni sindacali siano certificate quanti voti prendere quanti iscritti hanno e soprattutto che gli accordi e le piattaforme per essere validi
Aziendali nazionali interconfederali siano sempre
Votati in modo trasparente siano validi quando la maggioranza dei lavoratori
Di altro
E dentro a questo schermo
Noi pensiamo
Che è così si potrebbe arrivare anche alla validità erga omnes dei contratti
Con una legge di questo genere potremmo anche arrivare a dire che è un contratto firmato da sindacati che rappresenta la maggioranza e approvato dalla maggioranza
Dei lavoratori interessati può avere anche una validità di legge non più essere un contratto tra privati ma avere una validità erga omnes e a quel punto lì
Siccome ho sentito discussioni fogli la dico così di un sottosegretario che credo si chiami Morando
Sul salario minimo allora non
Capovolgiamo la cosa che oggi ci sia il problema
Che ci sono salari diverso e che i contratti nazionali non vengono applicati da tutti e non garantiscono tutti è un tema con cui dobbiamo fare i conti
Ma pensare
Che tu puoi per legge introdurre un salario minimo e che queste alternativa i contratti nazionali di lavoro e che addirittura può in ogni azienda puoi fare quello che ti pare
Perché c'è anche l'articolo otto una roba così non ci interessa proprio e non serve ai lavoratori vogliamo fare il salario minimo in modo che a parità di lavoro ci sia parità di salario apriamo questa discussione in Germania lo hanno fatto per legge
Lo stanno annunciando lo stanno facendo dentro programma di governo io penso che occorra molto preciso
Che se facciamo la legge sulla rappresentanza cancelliamo l'articolo otto diamo validità erga omnes dei contratti potremmo arrivare al fatto che il salario dei minimi del contratto nazionale diventa il minimo orario sotto al quale nessuno può andare
E a quel punto lì non è il Governo
E aumento ogni anno il salario ma nella contrattazione collettiva dei sindacati che aumentando i minimi salariali determina anche un elemento certuni può dire Jason trecento contratti
Son d'accordo ma noi stiamo proponendo di andare a contratto dell'industria di andare una semplificazione insisto e il momento di cambiare non è cambiando a difendere delle cose che non funzionano più e il momento di osare e di avere un cambiamento
Così come
è importante in una società fatta di tante presenze est
E di tante nazionalità
Assumere delle cose precise
E in questo senso sono importanti
Alcuni primi provvedimenti che sono stati fatti dal Governo quando fa le cose giuste non gliele riconosciamo non abbiamo nessuna pregiudiziale
Però mi permetto di dire che su questo versante noi rilanciamo anche da qui
Nel nome del rispetto dei principi dei valori della nostra Carta costituzionale la necessità di cancellarla la legge Bossi-Fini di affermare il diritto alla
Alla cittadinanza
Attraverso l'ufficio
E
Di garantire il diritto al voto nelle elezioni amministrative così come
A proposito di cambio appalti
Problemino che stiamo vivendo c'è bisogno di una mera clausola anche in Italia come avviene in Europa che quando c'è il cambio d'appalto i diritti e l'applicazione dei contratti nazionali vengono garantiti e diciamo anche
Che
Basta finanziamenti a pioggia
Noi siamo perché ci sia una politica industriale ci siano finanziamenti anche con le imprese
Ma allora diciamo che per ogni euro
Che viene dato ci deve essere un vincolo a quanti posti di lavoro si difendono e quanti posti di lavoro si creano
C'è un problema
Per le piccole e medie imprese
Di credito rifinanziamento e quindi occorre affrontarlo favorendo anche la costituzione di imprese Rete così come non siamo per la riduzione dell'IRPEF per i redditi da lavoro le pensioni più basse
Ma anche per introdurre una tassazione progressiva e colgo questo congresso per me
Era la discussione un tema
Che è quello di trovare anche altre forme per aumentare i salari io penso ad esempio
Che inserire il trattamento di fine rapporto in busta paga lasciando al lavoratore
Di decidere l'utilizzo che ne ritiene più opportuno se vuole destinandolo al risparmio anche previdenziale come facce vuole lasciarlo in ampi ogni impresa ma se vuole anche poter comprendere di utilizzarlo
Io penso che questa disponibilità affinché
Questo diventi un assente un'opportunità di ogni
Lavoratore di ogni lavoratrice un altro tema su cui noi dobbiamo discutere poi certo se uno dice dove si vanno a prendere i soldi per fare tutte queste operazioni c'è bisogno di intervenire
Io quindi permetto di dire vedo un vuoto dell'azione
Del Governo ad oggi perché i soldi come si dice bisogna prenderli dove sono che allora c'è il problema di far rientrare i capitali dall'estero di combattere l'evasione fiscale
Di approntare anche norme di antiriciclaggio importante la tassazione della rendita finanziaria avanzata però se non introduttivo una forma anche di patrimoniale nel nostro Paese
In realtà pur non affronta
Fino in fondo questo problema
Così come devi privilegiare
Sul piano fiscale quelle in prese che investono qui il che anziché distribuire gli utili dire investano io credo che questo
Sia una logica forte
E come quando tutti i rapporti al fisco lo Stato dovrebbe cambiare
Chi paga le tasse dovrebbe essere portato in mano cioè mi dovrebbero dare da bere offrire da bere quando mi presento non che sono il problema
E dall'altra parte bisogna che chi è disonesto e non paghi sia invece colpito pesantemente
Quelli lì non ti non applica quel salario minimo lì che qualora si inventa metti in galera quelli che evadono il fisco metti dentro quelli
E dai idea
Che quella non è solo un fatto culturale ma un fatto anche concreto di azione così come
Ed è un tema
Che abbiamo aperto e che credo vada affrontato riguarda anche il possibile uso dei fondi pensione
C'è una discussione importante che unitariamente abbiamo aperto che dentro al fondo commenta si sta facendo tra l'altro nei prossimi mesi si andrà rinnovo
E alla rielezione degli organismi proprio anche del Fondo Cometa commetta è uno credo il più grande fondo europeo non vorrei dire una cavolata non mi risulta così
Fatto tra lavoratori dipendenti e impresa ed è
Va riconosciuto un fondo che funziona bene
E vale data la possibilità di continuare quell'uso con quelle caratteristiche la discussione che noi rilanciamo e che proponiamo e precise
Oggi
Tanta parte di quei soldi che sono soldi dei lavoratori delle imprese
Vengono investiti per garantire il rendimento della pensione integrativa in titoli di Stato esteri o in fondi azionari esteri la discussione che si è aperta io credo corre andarci in fondo è perché
Non è possibile discutendo col Governo
Trovare la forma il modo che mentre il Governo garantisse il rendimento affinché la pensione integrativa dica quello che deve dare al lavoratore non si trovi la forma il modo che è una parte di quegli investimenti abbia la possibilità di essere fa ma nel nostro Paese a vantaggio delle imprese del nostro Paese per politiche infrastrutturali per rilanciare l'investimento queste il modo per difendere l'occupazione questo assai ebbe un modo intelligente anche di usare il fondo pensionistico e la logica sostanzialmente che abbiamo utilizzata così come
Se uno dice
Dove si vanno a prendere i soldi consentitemelo ma
Questo va detto e non solo diciamo così per rispetto di avere qui con noi Gino Strada che
Un nome diciamo così che da solo può dire tante cose ma noi siamo in un Paese dove ridurre gli armamenti non comprare questi è trentacinque che non servono neanche quelli che li fanno
Continua ad essere un problema
E io sinceramente non capisco
Come da una parte tute Nuti che abbiamo una disoccupazione al tredici per cento che ci sono milioni di persone che sono poveri che non arrivano alla fine del mese ma tu continui
Con una politica cacciare via dei soldi che non servono dagli atti e trentacinque a voler continuare a fare opere inutili che oggi non servono a niente come la TAV in Val di Susa come lo stretto sul ponte di Messina
Come altre situazioni ci sono delle priorità
E se la priorità è un'altra occorre andare in una certa direzioni
Queste insieme di proposte
Noi abbiamo un tema
Non è sufficiente farle il problema è come portiamo a casa questi cambiamenti
Allora noi pensiamo che sia necessario decidere come sostenere queste proposte e discutere
Un percorso di mobilitazione e di lotta che abbia questi obiettivi
Perché le chiacchiere sono importanti però c'è un punto che riguarda come si incide per il cambiamento e proprio perché bisogna intervenire
Sulle ragioni che hanno prodotto questa crisi queste proposte che abbiamo fatto sono frutto anche di un'analisi
Si dice
Le diseguaglianze bene
Le diseguaglianze la lotta alle diseguaglianze sociali sono in realtà la condizione per fare ripartire l'economia c'è uno studio fatto in Europa
In diversi Paesi che dimostra che tra il due mila cinque il due mila dodici
Si chiama Indice di Gini che misura quante diseguaglianze ci sono bene si scopre
Che il PIL la crescita
In Europa è stata più alta nei Paesi dove i tassi di diseguaglianza sono più bassi
Più alta la diseguaglianza peggio e la crescita e lavoro quindi intervenire in questa direzione non è
Fare una cosa caritatevole per qualcuno me cambiare il processo così come
C'è sempre un altro studio io non so se rileggiamo solo noiose sono studi che non funzionano
Fatto tra il mille novecentonovantacinque il due mila sette su quattordici paesi europei che alla fine arriva ad una conclusione che la precarietà riduce la produttività e quindi l'occupazione
E cioè viene dimostrato non dalla FIOM
Ma da uno studio
Che le politiche di deregolamentazione del mercato del lavoro ed in particolare la liberalizzazione dei contratti a termine hanno generato un declino della produttività
Ed in particolare questo studio dimostra come in Italia
L'instabilità dell'occupazione abbia ridotto le competenze professionali e gli investimenti in nuove tecnologie e faccia prevalere tra gli imprenditori una logica a breve che non guarda sulle cose generali
Dico sommessamente
Che è una tesi di questa natura è stata sostenuta e dichiarata nei giorni scorsi dal direttore della Banca d'Italia quindi non è una cosa estremistica che improvvisamente dice la FIOM è un dato evidente
Che indica la necessità anche in questo senso di un cambiamento così come
Rilanciare gli investimenti vuol dire riconoscere che il nostro il Paese
Che ai tassi di ricerca e sviluppo tra i più bassi d'Europa e c'è un altro dato che mi ha colpito sempre da uno studio che ho visto a proposito del ruolo degli imprenditori delle imprese che dice
Che il patrimonio personale
Degli imprenditori cui fanno le medie c'è chi ne avrà tanto già che ne avrà poco ma viene fuori una media non siamo in presenza del patto che il patrimonio
Degli imprenditori è mediamente quattro volte più alto del capitale che loro investono dentro le loro imprese
E siccome molto probabilmente una parte di quel patrimonio deriva anche dall'attività loro impresa poi adesso c'è anche la finanza ma questo dimostra fatemela dire così
Che quando si dice tutti dobbiamo essere responsabili e dobbiamo farci carico della crisi ma allora bisogna cominciare a dire che se tutti si debbono fare carico della crisi allora anche gli imprenditori devono cominciare a fare gli imprenditori debbono cominciare a fare gli investimenti a rischiare ad avere
Di nuovo un ruolo non ad essere quelli che spiegano agli altri e cosa si dovrebbe semplicemente fare
E in più l'ho già detto ma va ribadito bisogna ridurre gli orari di lavoro e qui vorrei farvi questo esempio l'orario medio di lavoro in Italia mille ottocento ore hanno
In Europa l'orario medio mille cinquecento- mille seicento ore si potrebbe dire in gergo finanziario che c'è uno spread di trecento ore di lavoro in più che si fa in Italia rispetto a quello che viene
Ma noi che siamo dei fenomeni non solo abbiamo l'orario più alto noi abbiamo anche l'età pensionabile più alte d'Europa
E
Proprio perché siamo dei fenomeni assoluti che cosa abbiamo fatto abbiamo fatto una legge che dettasse il lavoro straordinario un capolavoro
Siamo ad un capolavoro l'età pensionabile più alta
I singoli lavorano di più e addirittura c'è una legge che tassa il lavoro straordinario poi dicono ama i giovani non trovano lavoro e c'è un aumento della disoccupazione
Io mi chiedo non è arrivato il momento di una svolta e da questo punto di vista non il sindacato
Perché qui va bene anche gli altri nove quando ricominciamo
A far diventare la strategia della riduzione degli orari di lavoro del controllo degli orari di lavoro degli interventi dell'orario di lavoro il centro della nostra azione contrattuale per difendere il lavoro e confutazioni
Non c'è un'unica strada
Ci sono i contratti di solidarietà
C'è l'articolazione degli orari io non sto pensando a una riduzione generalizzato uguale per tutti penso che dobbiamo pensare a un arrivo io ne che può essere anche diverso a seconda dei lavori che paghi se lavora di notte se l'ha portato tutte patti turni ma questa discussione va aperta
E contrattualmente noi dobbiamo rimettere al centro questo punto in termini
è evidente
Di fronte a queste
Proposte mi permetto di dire non abbiamo avuto proprio tutte quelle risposte adeguate
E altrettanto chiare che ci aspettavamo
Allora qui voglio passare ad un passaggio che il rapporto con il Governo
E
Con il premier
Del nuovo Governo
Ora io dico
Con molta sincerità
Che ci sono alcune delle cose
Che sono state annunciate che in sé sono positivi
Ci sono alcuni provvedimenti che non sono proprio accettabili
Ma complessivamente se guardo la questione economica della politica industriale
Mi permetto di dire che io tutti quei cambiamenti annunciati non li vedo
E vedo il rischio che si Contin sulle stesse sale che sbagliate fatte in questi anni non c'è niente di nuovo e in questo senso io credo ci sia bisogno di produrre un cambiamento lo dico
Per distribuire ottanta euro nelle buste paga chi guadagna meno di venticinque mila euro all'anno aumentare la tassazione delle rendite finanziarie
Reintrodurre la decontribuzione dei contratti di solidarietà saldare il debito verso le imprese pubbliche certo che vanno verso una direzione giusta e sono punti precisi però dobbiamo dircele tutte
Sotto i venticinque mila euro ci sono anche i pensionati
Sotto i venticinque mila euro ci sono anche tanti giovani precari e in più
Non è che uno perché ne prende venticinque mila cinquecento o ventisei mila euro possa dire che a lei Louilt problema non c'è la perché non siamo il Paese che ha i salari più bassi d'Europa diciamoci anche questo se vogliamo affrontare un problema generale
E
Settori accanto a cose che danno l'idea io non voglio banalizzare che danno l'idea di cose importanti e nuove
Se però contemporaneamente
Tu Governo decreti un'ulteriore precarizzazione del lavoro liberalizzando i contratti a termine l'apprendistato
Ve lo dice uno che ha cominciato a fare l'apprendista
E non girarci attorno l'apprendistato o serve per imparare un mestiere acquisire una professionalità
O altrimenti mi stai prendendo in giro perché quando uno fa l'apprendista l'impresa paga meno perché vede atte insegnargli a fare un lavoro
Se questo elemento l'ho tanti hai solo lo stadio ma la formazione diventa un'opzione e non hai neanche l'obbligo di cosa stiamo parlando del fatto che sto qualificando qualcuno
O del fatto che in realtà rendo semplicemente
Più facile la dequalificazione badate
Che questa cosa se parli con tanti imprenditori perché completo non sono tra virgolette tutti cattivi non è mica così
Ti rendi conto che gli stessi imprenditori hanno il problema io capisco che se il problema della legge forme era che era che sul contratto a termine
Il patto di interromperla di aspettare venti giorni determinata problema perché lo stesso lavoratore doveva stare venti giorni senza riprenderlo Santa Madonna cambia quella regola lì
Cioè se quello è il problema e cambia quella regola lì
Se tu adesso mettiti da Four meno non andava bene poi adesso son di fronte al patto che il contratto a termine non ha più la causale può durare trentasei mesi nonché di altro ma per trentasei mesi ma che uno può essere assunto quattro mesi cinque mesi sette volte otto volte e che quando arrivi vicino e trentasette la cena a casa ne prendono un altro perché non c'è nessun accordo non siamo di fronte ad una liberalizzazione della precarietà non è di quello di cui abbiamo bisogno
E da questo punto di vista queste sono misure controproducenti
E agendo in questo modo il Governo in realtà
Dice delle cose ho annunciato in generale delle cose e sta andando verso un'altra direzione
E anche sulle questioni europee io penso che ci sia bisogno di una battaglia più forte
Perché
Li
E
I vincoli vanno cambiati
Le regole dell'Unione così come sono non funzionano
E in questo senso credo che bisogna muoversi in modo molto nuovo
E poi siamo di fronte al patto che le scelte di politica industriale che possono rilanciare il settore riqualificare le produzioni
Come abbiamo detto prima siamo alla
Privatizzazione per fare cassa lì a poche idee sostanzialmente in questa direzione
E allora
Credo che vada fatta un cambiamento e bisogna battersi io credo per un cambiamento ma vorrei dire
Con onestà e qui c'è un passaggio che vi chiedo un attimo di attenzione so che un po'che parlo ma vi chiedo un attimo di attenzione
Sta già dicendo ma alcune spie uno tra un pochino finisco ma
Ciò
Una cosina due da dirvi che considero importante
Con la novità Renzi
E con il suo Governo
Che avremmo preferito credo di poter parlare a nome di tanti che forse è stato legittimato elettoralmente
Però
Però
è necessario misurarsi fino in fondo
Io lo dico anche per esperienze personali perché mi ha affermato tante persone diverse
Ma io penso che non si dice nulla di non vero
Se uno dice che in questo momento nel Paese
C'è un consenso e c'è una tesa verso la sua persone verso la sua azione di governo
E se uno riflette perché
Non è solo perché la gente non ce la fa più
Secondo me anche perché la gente non ne può più di una vecchia classe dirigente politica e vuole vedere dei cambiamenti e l'
A richiesta di cambiamenti è talmente forte che come direbbe Totò a volte potrebbero andare bene anche a prescindere capite purché campi
Allora
Se uno ti ragione la sua forza
E proprio data dal disastro sociale e istituzionale che in questi vent'anni si è determinato dalla crisi della rappresentanza
Ed è la credibilità che stanno vivendo sia le forze politiche se siamo onesti anche le organizzazioni sindacali
E di fatto la Costituzione materiale nel Paese cambiata
Con contraddizioni esplosive e se uno ci riflette il Presidente Matteo Renzi e contemporaneamente il Presidente del Consiglio e segretario del PD del più grande partito che c'è in Italia e non a caso in questo ruolo
Riassume le pulsioni del paese il suo sentire popolare tagli alla politica la riduzione dei mentre tutte cose giuste ma che rispondono anche un'esigenza
E da un certo punto di vista utilizza questo doppio ruolo per riformare il sistema dall'altro da un ruolo di governo saltando in questo modo tutte le rappresentanze intermedie non solo il sindacato ma in alcuni casi anche lo stesso Parlamento
Allora se queste cose fossero vero condivise consentitemelo
Discutere se Renzi e di destra o di centro o di sinistra e se c'è qualcuno che sta conventio questa contro Renzi a me pare come direbbe Fantozzi una stronzata pazzesca
Perché
Perché il problema vero da capire
Secondo me
è che
Il Governo Renzi in realtà è lo specchio delle nostre difficoltà
E adesso tenta anche di dirvi perché
Ma io lo dico da sindacalista
Io non ci sono mai riuscito
Nei rinnovi dei contratti nazionali a portare a casa ottanta euro netti al mese in una sola volta capite
Quindi io non banalizziamo questo aspetto può io non mi può dire la prendono non in tanti ma in pochi
Ma quei pochi che era prendono non gliela abbiamo data noi gliela date il Governo vi è chiaro il passaggio e noi dobbiamo aspettare venti per capire che c'è un problema di riduzione fiscale di salario da affrontare in questa direzione
E poi
E poi
A cosa è servita la concertazione in questi
La parola concertazione a cosa è servita le pensioni
Non ce l'abbiamo già
L'articolo diciotto è andato l'articolo otto ce lo siamo dovuti la pressione fiscale sui pensionati i lavoratori dipendenti è aumentata cosa abbiamo concertato se così è uno dice ferma la fonte fossile
Termale
Poi un altro ragionamento
Fai un altro ragionamento
Quanti sono
Quanti soldi
I precari i giovani i disoccupati
Che non sanno me anche se esiste un contratto a termine
Quanti sono
Aggiungo cosa vuol dire la parola confederali da cosa vuol dire se ci sono pagine a tre o quattro ore tra tre o quattro euro l'ora a me è capitato su un treno
Di incontrare un ragazzo giovane
Straniero
Di benzina
Che era stato lavorare ad Ancona che stava andando
In tornava in treno non sapeva che ora poteva arrivare perché non sapeva cosa spendere che lavorava da tempo in un'azienda e che discutendo assieme a me ha spiegato che ogni volta lo minaccia me stava lavorando in nero e lo pagano tre o quattro euro all'ora
Quando ho parlato con quella
Gli ho detto ma se io questo le dico che son contro i contratti a tempo a lui non sa neanche se esistono i contratti a termine e nella sua testa non esiste neanche il sindacato capite perché il sindacato quel tema lì non lo sta affrontando non te
E allora noi parliamo di con penalità cosa vuol dire cosa significa
Così come
Cos'è la democrazia per un lavoratore
Sono anni
Che vengono prese decisioni di ogni genere è in realtà dai contratti alle pensioni ai modelli contrattuali
Quando mai le persone che lavorano hanno avuto la possibilità democraticamente davvero in modo trasparente senza trucchi di poter votare di poter decidere
E poi e lo dico con la polemica necessaria
Ci siamo già dimenticati in CGIL del quattro agosto del due mila undici o di rancore successe eravamo isteria purtroppo al vaglio anche quando eravamo in ferie no
Vorrei ricordarvi una cosa
Vorrei ricordarvi una cosa quel quattro di agosto e quando Emma Marcegaglia attendendo una conferenza stampa a nome di tutti
Di tutte le parti sociali per sostenere che dopo Berlusconi ci voleva un altro Governo e non bisognava andare a votare che ci siamo beccati Governo Monti sulla base di un documento firmato anche dalla CGIL
Sul primo punto di quel documento presentato dalla Marcegaglia firmato da tutti poi ci sia un peccato Monti si chiedeva tutti quindi anche la CGIL l'introduzione del pareggio di bilancio come vincolo per qualsiasi sede
Ce lo siamo scordati
Ma tant'quinta che queste cose non ci sono state che non ci sono del problema di qualcun altro
E allora
Se questo è il contesto dentro al quale siamo consentito indi il problema è
Chista occhi nota con Renzi o il problema è cosa parla CGIL che politiche Pantano che proposte con la pagina
Non è questo il
E
Ve lo dico
E lo dico
Perché per le cose
Per le cose che abbiamo detto fino ad ora
Perfetta il tema delle altre aperta
E metta fine interventi
Ce ne avrei ancora un
Qualcuna non tantissime ma
C'è ne avrei qualcuna ecco io mi sento
Per le cose che abbiamo detto fino ad ora per le proposte che abbiamo fatto
Alcuni di voi ne conosce Wanda perché dentro al documento nostro programmatico
Ecco io da questo congresso mi sentirei
Anche di mandare un messaggio al Presidente del Consiglio
Io non sono un grande informatico ma userei basta che la sua vanno con Twitter quelle Corradi veloce ecco se dovessimo mandare un messaggio io sarei per dirgli ecco scusate la pronuncia astante
Asta così Matteo non stare sereno perché noi
Alle nostre richieste non ci rinunciamo e non ce ne facciamo una ragione
Perché noi in questo Paese la voglia di cambiare
E il messaggio che permetto di dirmi se davvero
Quel Paese qui nostri vuol cambiare non lo si può cambiare senza le persone che lavorano e se sa mettere al centro gli interessi delle persone che lavorano perché l'unico vero motore di cambiamento e presto sempre che si voglia cambiare
Per affermare la giustizia la giustizia sociale la democrazia
Questo è un punto credo particolarmente importante
Quando Gianni Rinaldini che è stato Segretario generale come tutti sapete primarie
Quando lui mi propose
Ma il comitato centrale quando lui proporre come tra la mia elezione a segretario generale
La può essere sincero
Forse non lo immaginavo anche lui anche se
Affettuosamente mi disse adesso sono cazzi tuoi ricordo questo
Questo questo messaggio
Ma sinceramente io non potevo immaginare
Come nel giro di poco tempo tutti noi tutta la FIOM si sarebbe dovuta scontrare con il tentativo di cancellare la Costituzione a partire dagli stipiti menti della figlia
Oggi credo possiamo dirlo
Delegati iscritti lavoratori della FIAT
Non si sono mai battuti per difendere solo se stessi
Anche se stessi e la propria dignità certo ma insieme a tutta la FIOM hanno affermato che la democrazia non si ferma i cancelli di una fabbrica
Indicati
Dell'azienda non può trasformare
Diritti in concessione in favore perché così si demolisce la costituzione del nostro Paese e lo chiedo ai politici di destra di centro di sinistra alle donne agli uomini che Giuliano
Sulla Costituzione
Io che con coraggio molte volte si schierano sempre con il più forte
Vi chiedo
è un caso
Che la Corte costituzionale abbia ritenuto illegittima la cancellazione dello Statuto dei lavoratori in FIAT e la stessa Corte abbia ritenuto illegittima la legge elettorale con cui è stato eletto questo Parlamento la risposta sarebbe nella Costituzione ed in particolare
Nel primo articolo della nostra Carta là dove si dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro ma quando abbiamo cominciato questa battaglia
Noi non sapevamo come sarebbe andata a finire
Ma sapevamo
Che se non l'avessimo combattuta non saremmo non solo
Ormai saremmo un'altra cosa da quella che siamo ma avremmo avuto ancora più grande la responsabilità di essere il primo argine travolto dall'ondata che vede nella Costituzione un ostacolo per la libertà di mercato dell'impresa
Quindi noi ci siamo battuti non per difendere una corporazione ma per difendere il diritto a contrattare negoziare essere uomini liberi
La lotta inviata coinvolte è stata partecipata vissuto da giovani intellettuali costituzionalisti movimenti associazioni contante grandi manifestazioni fino arrivare alla grande manifestazione della Costituzione via maestra
Io lo dico noi su quella via maestra continueremo il nostro cammino anche nei prossimi giorni perché non possiamo assistere inermi a quello che sta succedendo
Siamo per discutere con tutti i soggetti che saranno interessati ma riteniamo che sia utile definire iniziative che cancellino il vincolo del pareggio di Bilancio introdotto all'articolo ottantuno della
Dalla firma dalla raccolta di firme per un referendum abrogativo alla definizione di una legge popolare per completare la modifica di quell'articolo
Le nostre istituzioni democratiche sono state costruite da donne e uomini che hanno visto in faccia al fascismo
L'autoritarismo
Che avevano alle spalle un consenso popolare e loro per poter scrivere la nostra Costituzione hanno sentito il bisogno di farsi eleggere in un'Assemblea costituente
Chiedo modestamente se questo Parlamento eletto con una legge elettorale giudicata illegittima dalla Corte possa cambiare la nostra Carta costituzionale
Glielo dico
Da sindacalista
Quale mandato avete chiesto
Su quale piattaforma avete chiesto il voto dei cittadini per cambiare la Costituzione
Io continuo a pensare
Che la cosa da fare e applicarla quella Costituzione
Per produrre davvero il cambiamento del nostro Paese e penso addirittura che quella Costituzione dovrebbe essere quella che noi poi stiamo in Europa attinte il continente europeo sia fondato sul lavoro e non sull'austerità dettata
Dal potere finanziario
Ma
Se davvero qualcuno la vuole cambiare
Ma allora
Perché non si elegge un'Assemblea costituente e si mettono i cittadini del nostro Paese nella condizione di conoscerlo di discutere di decidere il senso il significato del cambiamento la democrazia del resto è fatica
Nella discussione e conflitto quando ci sono
I tenta resi diverso è
Fatica per il convincimento per la partecipazione e alla fine a volte anche felicità perché è raggiunto un'intesa perché hai fatto una cosa buona parte e per gli altri
E del resto
Questo è un concetto
Che ci è stato insegnato da un nostro grande compagno di viaggio
Da un anno
Che penso
Sarebbe tranquillamente oggi qui con
Come è stato con noi
Tante altre volte e vorrei ricordare solo due cose che mi colpiscono lo diceva sempre
Che nella sua vita aveva due bussole
Una come partigiano
Il come essere dotato di coscienza civile come diceva lui ed era la sua prima bussola la Costituzione poi come costo come cristiano
La sua bussola era il Vangelo ed amava ricordare un episodio
Avvenuto durante un incontro con il cardinale
Che gli chiese un certo punto ma Tubaldo preti e Lugli rispose sì ma una preghiera che per divulgarla ci vuole il suo nulla osta me lo dà e il cardinale vi disse scusa Gallo ma qual è questa preghiera e da allora
Rispose i primi dodici articoli della Costituzione
Credo che
Questo indizi
Cosa vuol
E tutto questo
Tutto questo credo che non sia possibile senza un sindacato che faccia della democrazia
Al suo interno nel rapporto con i lavoratori il proprio rigoroso metodo d'azione solo da qui può essere ricostruita anche
Una rappresentanza del lavoro anche in politica che non è il mestiere del sindacato il sindacato deve fare la sua parte ma è indubbio
Che in questi anni la valorizzazione del lavoro anche significato il fatto che in quel Parlamento in questo Paese gli in
Del resto si delle persone che lavorano insisto che continua ad essere la maggioranza di questi Paesi non sono stati adeguatamente rappresentati e proprio perché
I principi i valori della Costituzione fondata sul lavoro e non sull'impresa
Reclamano anche questa necessità e la pratica democratica di un sindacato diventa decisiva per riconquistare anche una capacità contrattuale che in questi anni è stata messa in discussione
Dagli accordi separati dalla derogabilità dall'articolo otto
E che dobbiamo dare rappresentanza a tutto il mondo del lavoro noi dobbiamo unire il lavoro subordinato in un'azione comune e la natura il fine di un sindacato confederale
A partire dalle condizioni di lavoro e di vita che si vorrà presentare l'indipendenza delle controparti come dalla politica ne sono le condizioni
E la democrazia e la pratica per dar voce a questi interessi e come ci ha insegnato Claudio Sabattini
Quando parliamo
Di sindacato indipendente
Quando parliamo di sindacato indipendente diceva Claudio
Non l'abbiamo mai fatto
Pensando che la sia un debba essere indipendente da qualcun altro
Abbiamo sempre avuto l'ambizione che per noi il sindacato indipendente deve essere la CGIL deve essere tutto il sindacato confederale
Perché se un sindacato non è indipendente e non è democratico non è un sindacato degno di questo
Che la democrazia
Va praticata
Con e tra i lavoratori
Per questo serve la legge sulla rappresentanza ma per questo serve anche
Una pratica democratica all'interno della nostra organizzazione
Qui
è in gioco l'idea stessa di sindacato confederale che messa in discussione da tutto quello
Che sta avvenendo e noi ci siamo misurati con tutto questo durante il lungo cammino della vicenda
Della figlia dai regolamenti alle dismissioni agli accordi a Termini Imerese all'inglese
FIAT che è arrivata ad escludere la FIOM come nemmeno vallette era arrivato a fare
Ma
Su cui
Si è riusciti fino arrivare alla Corte costituzionale a sconfiggere questo disegno e proprio in questi giorni è arrivato anche il pronunciamento del Lido l'Organizzazione internazionale del lavoro
Che nel prendere atto della sentenza della Corte costituzionale dichiara che tale sentenza promuove il rispetto delle convenzioni dei principi alla libertà di associazione
E di negoziazione collettiva che Lillo a nei suoi criteri e su tale basi Lillo
Chiede al Governo italiano di agire legislativamente per affermare tali principi e di intervenire nei confronti della FIAT per impedire che si ripetano altre violazioni delle libertà sindacale
Dopo la Corte costituzionale anche il figlio
Oggi sinceramente non capisco o meglio capisco se continuano a non farlo
Il Governo non ha più validi
Ed è necessario se si vuole affrontare questo tema intervenire fare una legge sulla rappresentanza insisto non è una legge per fare piacere a questo o quel sindacato
è una legge per garantire le libertà costituzionali sancite dalla Costituzione e per garantire
Che siano sempre i lavoratori a decidere a sedersi il Sindaco
E colgo questa occasione e vi ringrazio per la loro presenza e per
L'intervento che faranno nella giornata di oggi mi rivolgo
Anche agli altri sindacati
Dopo questa vicenda del Rillo siamo alla conferma che in FIAT si è consumato una rottura dell'idea di conferire a di confederali tra e di libertà sindacale
Si volti pagina definitivamente tutti assieme e si vada
Ha una rielezione generale delle delegate e dei delegati con pari dignità i fari agibilità sindacale
Superando ogni discriminazione anche Lillo notizie
Che subordinare la possibilità di avere una rappresentanza sindacale alla firma di un accordo restringere libertà sindacali e via dalle convenzioni le convenzioni internazionali in materia questo lo dico non perché
Le idee tra di noi si possono riunificare quando sono state così divise
Ma facciamo tutti assieme un atto rispettosi delle idee di ognuno e rispettosi delle scelte che ognuno può aver fatto convinto ad aver fatto quella giusta siamo però di fronte a un punto su cui dovremmo fare un bilancio
Una divisione di questa natura sta aiutando semplicemente la FIAT sta aiutando semplicemente un progetto di attacco ai diritti nel nostro Paese
E allora a partire da quel punto potrebbe esserci la possibilità di un cambiamento
E
Penso
Che
Chi a suo tempo ha detto che a Pomigliano eravamo di fronte a un'eccezione
E chi ha allora pensato addirittura ce l'aveva suggerito che la firma tecnica era la soluzione dei problemi
Beh forse oggi con un po'di onestà
Dovrebbe aver capito che ciò che era in discussione e l'esistenza stessa della contrattazione intesa come mediazione tra diversi interessi la FIAT lo ha detto chiaro e lo ha praticato
Ciò che ha affermato e la volontà di dire che l'interesse
Uno quello dell'impresa e che l'organizzazione della produzione la prestazione lavorativa non possono avere vincoli sociali e contrattuali
In questo c'è il rischio dell'esistenza sesto del sindacato confederale del resto
Dallo scorso congresso ad oggi noi abbiamo dovuto fare i conti non solo con la politica degli accordi separati ma anche con la derogabilità con gli interventi legislativi come l'articolo otto per cui oggi le imprese
Volendo potrebbero con accordo derogare anche alle leggi
Fino alla modifica dell'articolo diciotto con la tristezza degli accordi aziendali tutto ciò in un contesto di crisi occupazionale e produttiva senza precedenti
In questo quadro io credo
Sia doveroso valorizzare
Alcuni risultati importanti che sono stati ottenuti a partire dai rinnovi dei contratti nazionali mi riferisco a quello delle cooperative unitariamente e sottoscritto e anche quello di un meccanica compatti che alla fine è stato
Approvato dai lavoratori ma firmato solo dalla FIOM
E in entrambi i casi mi permetto di dire senza bisogno né di cedere a forme sanzionatorie
Né a fare scambi impropri né a derogare né a non pagare i primi tre giorni di malattia né tanto meno rinunciare la contrattazione degli orari di lavoro
In particolare mi permetto di dire con un mio meccanica
Accordo a cui prima quindi hanno deciso alla fine di sottrarsi
Per poi legittimare un'organizzazione di impresa e fare un accordo mi permetto di dire
Senza alcuna verifica democratica è importante io vorrei farlo rizzare la cordino meccanica
L'esperienza contrattuale che è stata fatta anche attraverso
Una forma di sostegno ai lavoratori istinto riducendo un sistema bilaterale
Non sarebbe una novità anche uno potrebbe dire ma cosa avete fatto ecco io vorrei dire invece
Proprio che cosa abbiamo fatto
Perché quel sistema di bilateralità fatta con la pizza due caratteristiche preciso primo e sfido qualunque altro ente bilaterale a dirlo la FIOM il sindacato che ha firmato quell'accordo dall'Ente bilaterale non prende un euro
Di nessun genere
E tutti i soldi che sono dentro all'ente bilaterale servono a dare
Delle risposte a problemi che possono avere i lavoratori durante il periodo di malattia per sostenere il diritto allo studio è figlio per trovare sostanzialmente altre situazioni quindi
Una cosa positiva credo e utile e che dimostra in un sistema anche di piccole e medie imprese come si possono fare delle cose
Così come sarebbe sbagliato non valorizzare i tanti accordi aziendali quasi tutti imitati
Che sono stati realizzati anche grazie alla nostra organizzazione grazie ai nostri delegati alle delegate che hanno saputo difendere l'occupazione estendere i contratti di solidarietà contrattare aumenti salariali di professionalità
Di intervento e che in molti casi mi permetto di dirlo facendo anche accordi che hanno dimostrato anche con grandi gruppi che è possibile
Seguire strade diverse da quelle della FIAT mi riferisco ne faccio due ne potrei fare altri ma perché sono significativi all'accordo sul sistema di relazioni sindacali fatto con Finmeccanica e all'accordo fatto con un altro grande gruppo importante
Che il Nuovo Pignone così come
Tanti accordi fatti in media e grande impresa in cui sia dimostrato possibile affrontare i problemi fare degli accordi senza dover inventarsi nulla che assomigliasse alle cose fatte dalla fine
E io debbo dire e non lo dico solo perché sono il Segretario perché sono al Congresso ma
Tutto questo la forza vera della FIOM sono proprio i sedici mila delegati e delegate che elette ogni giorno ci mettono la faccia
Nel rapporto con i lavoratori con le lavoratrici e con le
Senza di questo noi non esistere queste la nostra forza
Questo è lo strumento su cui dobbiamo anche investire
E
Voi avevate fatto caso ma
Son due pagine poi ho finito
Non ho ancora parlato del testo unico venerate accorti
Accorti
E adesso qualcosa devo dire
Ecco proprio perché c'è questo anche il quadro contrattuale
Io credo che
Tutto ciò
Rende ancora più sbagliata la scelta della CGIL di firmare il testo unico sulla rappresentanza
In quell'accordo
Diciamolo come va detto si limitano libertà sindacali
Si prevede derogabilità del contratto nazionale addirittura senza nemmeno il coinvolgimento della categoria o delle categorie che hanno stipulato quei contratti
Si producono sanzioni verso i delegati che io penso sia la follia più assoluto che un sindacato porta a fare però questo può essere un mio pensiero
Non si prevede il voto sugli accordi aziendali e addirittura
Si introducono forme di arbitrato interconfederale
Io non lo so perché sento che c'è gente che anche contenta ma io vorrei far notare che anche nel nostro Statuto
L'autonomia negoziale ruolo negoziale ce l'hanno le categorie se una terna categoria non prova a negoziare e a contrattare che cosa fa allora
Non fa la categoria non fa il mestiere che deve fare
E quando tu introduttivo come in quell'accordo il patto che può essere la confederazione che non ha la titolarità negoziale delle singole categorie che testo Pete Ulisse non siamo di fronte a un cambiamento del sindacato a un indebolimento e non sta parlando perché ho paura del commissariamento come qualcuno dice ci siamo
Non è questo il tema
Il punto contro decisivo è sono le categorie e cioè le lavoratrici e lavoratori che debbono svolgere il ruolo per cui sono nate ed esistono
Se tu queste locandine attenta di tutto vuol dire che tu non stai allargando la contrattazione stai riducendo gli spazi della contrada la Porta nella contrattazione collettiva e proprio la capacità nei luoghi di lavoro nella categoria di inventarsi di trovare le soluzioni
E questo non è una cosa oggi di cui noi abbiamo bisogno
E
Su tutte queste materie
Noi abbiamo
Come CGIL addirittura
Chiamato i lavoratori a superare
Ricordo a tutti che nel due mila e nove la CGIL non firmò l'accordo interconfederale sul modello contrattuale
Proprio perché allora quell'accordo conteneva le deroghe la CGIL non era d'accordo conteneva l'arbitrato la CGIL non era d'accordo
Conteneva ditta e la CGIL non era d'accordo non era previsto il voto dei lavoratori e la CGIL non era d'accordo ora io mi chiedo
Cos'è cambiato dal due mila e oggi a venire e in più non solo non abbiamo fatto
Si operi
Ma vorrei ricordare che all'ora a proposito di voto referendario ci fu un referendum organizzata dalla solo CGIL
Chiedendo il voto a milioni di persone lavoratori dipendenti e non è neanche pensionati per cancellare e per dire che non c'era l'accordo con quell'intesa
Oggi
Siamo ad un passaggio
Che quell'accordo prefigura un cambio di modello sindacale
E
C'è stata anche una discussione un po'particolare perché prima la CGIL ha detto che non c'era niente da votare
Perché eravamo in presenza di un semplice regolamento attuativo
Poi invece ha cambiato idea ha detto che si dovevano far votare gli iscritti anche quelli che non erano interessati all'accordo che è una sua stranezza diciamo così però non si è sottoposto al voto il testo dell'intesa
Ma la CGIL ha deciso che ai lavoratori doveva essere chiesto iscritti se condividevano no il giudizio espresso dal Comitato direttivo
Che non è esattamente la stessa cosa anche sul piano della forma perché quando tu fai votare un accordo c'è una regola
Se l'accordo passa e l'accordo di tutti se l'accordo di abbozzato devi riaprire una trattativa per fare un nuovo accordo
Se tu fai votare un giudizio sul gruppo dirigente cosa succede che se passa c'è e che se non passa cade il gruppo dirigente non mi sembra una cosa intelligente
Neanche
Dal punto di vista della forma enti hutu alle persone di devi dire la verità se quel voto serve o no per decidere
Come appronti quella situazione e per quella ragione
Che noi abbiamo deciso come metalmeccanici di far votare tutti gli iscritti e tutti i non iscritti che volevano farlo e dove eravamo nella condizione di potervi euro fare fare
Per rispondere ad un dato
Che noi facciamo accordi quando li facciamo che anche se non c'è la legge Argonne sul generalmente valgono per tutti i lavoratori
Allora se noi facciamo accordi che valgono per tutti io penso che noi dobbiamo sempre
Mettere nelle condizioni tutte le persone iscritte non iscritte a cui li applichiamo gli accordi che noi facciamo di dirti se appunto sono d'accordo oppure no debbono essere loro che decidono e noi
Dobbiamo sempre avere questo rapporto
Tra l'altro la consultazione non è avvenuto in una situazione normale
Dopo le assemblee congressuali in diversi casi non c'erano più le ore retribuite
Abbiamo proposto
A fine quindi fare assemblea unitaria credo che se non se ne siano fatte tante e in molti casi anche
In un quadro con molta cassa integrazione che con crisi
Tutto ciò in realtà ha caricato di responsabilità alle nostre delegate i nostri delegati
E però il risultato ottenuto e adesso lo dirò rende ancora più significativo questo risultato e l'impegno che le delegate i delegati ci hanno messo
Per questo esito perché ad oggi
E questi sono dati precisi
Azienda per azienda siamo pronti a dimostrarlo azienda per azienda divisi e quindi con un dato
Affronteremo circa il novanta per cento dei territori coinvolti che ci ha mandato i dati mancano ancora alcune
Territori stiam parlando di quattro mila e ottocentocinquanta aziende che siamo riusciti a coinvolgere
Parliamo di oltre trecentotrenta mila lavoratori che erano presenti
Parliamo di duecentotrentacinque mila lavoratori che hanno votato il settanta per cento di quelli che si è riusciti a coinvolgere e di questi più di duecento mila hanno detto no a quell'accordo pari all'ottantasei ancora
Questo e le
E questo esito
Si vincola
E costituisce per la FIOM un mandato preciso
E come abbiamo scritto nel volantino che abbiamo distribuito
Il mandato e per cambiare e migliorare il testo unico sulla rappresentanza
E per farlo farlo attraverso i nostri comportamenti sindacali negoziali sia nella contrattazione aziendale che nella contrattazione che si dovrà aprire per riconquistare il contratto nazionale
E quando mi riferisco a migliorare parlo di cinque punti molto preciso
Garantire il diritto di voto alle lavoratrici e lavoratori per validare sempre le piattaforme di accordi sia a livello aziendale di gruppo
Ripristinare la titolarità congiunta tra RSU e sindacati di categoria anche per non derogare in peggio le norme dei contratti nazionali
Garantire anche nel rispetto della sentenza della Corte le libertà e di agibilità sindacali a tutte le organizzazioni sindacali che a livello aziendale a livello nazionale
Siano presenti che accettino di certificare il loro voto i ma che abbiano il diritto di poter agire in nome della libertà sindacale
E garantire che questi diritti e questi agibilità spettino a tutte le organizzazioni anche quelle che lo sottoscrivono accordi così come il diritto alla partecipazione tavoli negoziali
Così come pensiamo che vada superato il sistema sanzionatorio
Previsto nei confronti dei delegati delle delegate e non ci convince accerto il sistema arbitrale perché noi vogliamo mantenere e difendere la nostra autonomia contratto
Anche quando facciamo delle cavolate nell'autonomia uno può prenderci a non prendersi mari deve rispondere di quello che fa e deve essere libero di poterlo fare per questo
Proponiamo a FIM e UILM e a tutte le organizzazioni sindacali metalmeccaniche
Una campagna generalizzata di rinnovo delle RSU a maggio e a giugno per procedere a una verifica certificata della rappresentanza e la nostra categoria
E questo
Processo democratico di elezione delle rappresentanze è secondo noi la condizione
Asquini che è la difesa del lavoro dell'occupazione si fondi su una nuova fase di azione rivendicativa
E contrattuali capace di intervenire sull'orario sul salario sulle politiche industriali
Sulla sicurezza sui sistemi produttivi per migliorare la qualità del lavoro per il diritto alla formazione per i confronti preventivi sugli investimenti proponiamo
Che il congresso discutere anche alla luce delle esperienze vissute in questi anni anche di un altro tema
E cioè di come rafforzare nel nostro Statuto
Nello statuto della FIOM gli elementi di collegamento con la Costituzione
Di salvaguardia dell'autonomia e della titolarità negoziale
Della nostra categoria e di confermare e rafforzare il vincolo che abbiamo di ASPI Bottardi firmare dopo che i lavoratori hanno votato e accettato gli accordi
Che debbono essere reale
Il rilancio
Di questa nuova fase di contrattazione la riconquista di un vero contratto nazionale
Richiede una riforma radicale della nostra organizzazione del nostro modo di funzionare
E per questo confermiamo l'impegno a realizzare quanto definito nel documento programmatico con un piano straordinario di formazione che deve riguardare le delegati delegati
I lavoratori delegati migranti dirigenti della FIOM di rappresentanze sindacali
Ho davvero chiuso
Dicendo una cosa
Che è questa
Nella storia
Dell'azione della CGIL
Ho imparato letto
C'è sempre stata
Una grande dialettica
Io prima ho fatto dei nomi importanti
Che quasi mi imbarazzano quando li facciamo
Da più Galli a Trentino Sabattini
Ma
C'è sempre stata
Una dialettica molto vivace
Dentro la CGIL e tra la CGIL la FIOM
Sempre
Se uno lo nega
Basta negando non la verità sta negando un pezzo di come è fatta la CGIL di come fa traffico
E
Qual è
Il punto vero
Il punto vero è che questa dialettica questa discussione queste idee diverse
Questa capacità di trovare poi anche
Le sintesi o anche di non trovarle
è sempre stato vissuto da tutti come un punto di forza
Allora lo voglio dire
Perché come sempre avviene
Al congresso uno si presenta dimissionario eventualmente torna essere rieletto segretario se sarà proposto se il comitato centrale che voi leggete lo deciderà e voterà
Io c'è una cosa però che non accetto e lo dico con molta forza e con molta chiarezza
Ridurre oggi la discussione che c'è sul testo unico
Al fatto che sarebbe un problema
Di rapporto personali o di rapporto personale
Tra il segretario della FIOM e il segretario della CGIL
Lo dico per come la penso non vorrei offendere nessuno ma sono abituato a dire quello che penso
Penso che sia un modo si Occo di evitare di fare una discussione e di affrontare i problemi veri che abbiamo di fronte e lo dico
Perché io non ho proprio nulla da rivendicare
Nulla
L'ho detto al direttivo della CGIL quando abbiamo discusso l'ho detto le assemblee lo ribadisco qui
Per me non c'è mai stato un problema che riguarda chi è il segretario della CGIL
Io ho sempre discusso è pensato di quello che fa la CGIL e di cosa firmo di cosa non firma e il mio problema il nostro problema oggi alla luce del voto che hanno espresso anche i lavoratori e proprio quello
Di un cambiamento di quel punto e di quell'accordo e siccome
Il sindacato penso alla FIOM CGIL non è proprietà di nessuno
Noi dobbiamo avere anche l'umiltà
Come si vede che si passa
Nessuno è indispensabile e il problema vero non è mi permetto di dire
Quello che fai quando ci sei e nel momento che è la responsabilità me assolutamente importante anche quello che lasci dopo che tu hai concluso la tua esperienza
Perché quello che io vedo
Se noi oggi abbiamo dei diritti
Se noi oggi possiamo dire che la FIOM attento tredici anni ed è ancora abbastanza in forma
E perché quelli che ci sono stati prima di noi non hanno pensato a quello che succedeva a loro ma hanno pensato a quello che la stiamo una quelli che venivano dopo dico
Allora io penso che questo sia l'insegnamento che noi abbiamo è che queste siano a disposizione e proprio perché è oggi siamo di fronte ad una crisi
In cui il futuro del sindacato della FIOM della CGIL del sindacato confederale in questo Paese è in discussione non prendiamoci in giro andiamo alla sostanza dei problemi
Assumiamoci la responsabilità di fare una discussione ed era ma di non pagare le caricature tranne per le posizioni e di accettare in confronto democratico vero che metta nelle condizioni le persone che rappresentiamo di fare prima impongono a capo quella sua parte
Queste quello che io ho imparato stantio da sempre ed è quello
Che ho intenzione di continuare a fare sempre che il Congresso sia d'accordo e sembra che il Comitato centrale alla fine decida di di rileggermi grazie
Allora compagni nel ringraziare
Tutti quelli che sono presenti io
Saluto anche don Ciotti che è arrivato al nostro congresso
E gli chiedo di risalire anche lui sul palco
I lavori riprendono alle
Tre e mezza a questo punto precise