12APR2014
dibattiti

L'Europa tra nazionalismi e populismi

DIBATTITO | La Spezia - 15:06. Durata: 49 min 45 sec

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Promosso nell'ambito di Parole di Giustizia 2014 sul tema "L'Europa che vogliamo" in programma l'11 e 12 aprile 2014.

Registrazione audio del dibattito dal titolo "L'Europa tra nazionalismi e populismi", registrato a La Spezia sabato 12 aprile 2014 alle 15:06.

Dibattito organizzato da Associazione Studi Giuridici Giuseppe Borrè e Comune della Spezia e Istituzione per i Servizi Culturali.

Sono intervenuti: Giuseppe Bosco (dirigente del Liceo Scientifico Statale Antonio Pacinotti della Spezia), Marcello Flores (professore).

Tra gli argomenti discussi: Austerita', Burocrazia, Crisi, Democrazia,
Diritti Umani, Economia, Elezioni, Euro, Europa, Europee 2014, Federalismo, Giustizia, Globalizzazione, Guerra, Immigrazione, Italia, Lega Nord, Mercato, Minoranze, Movimenti, Nazionalismo, Partiti, Politica, Razzismo, Societa', Storia, Totalitarismo, Ue, Ungheria, Violenza, Voto.

La registrazione audio di questo dibatto ha una durata di 49 minuti.

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15:06

Scheda a cura di

Alessio Grazioli
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Allora
Possiamo dare inizio
Al nostro incontro di oggi con
Marcello Flores perché come sapete ci parlerà appunto delle dette dei rapporti dell'Europa tra populismi nazionalismi
Il professore per motivi logistici dovrà lasciarci imperativa mente alle quindici e cinquantacinque
Quindi ci sarà una mia breve presentazione diciamo così
Del nostro ospite con alcune osservazioni
Facciamo abbastanza generali sul tema poi
Passeremo la parola al punto
Al nostro
Relatore di oggi
Dunque professor Flores e docente di storia comparata est di storia dei diritti umani Università di Siena e a Siena dirige anche un master
Che si occupa di diritti umani e di genocidio quindi il tema dei diritti civili dei diritti umani
Ha una lunga serie di pubblicazioni ve ne ricordo solo qualcuna essa quello mondo
Per per i tipi del Mulino sono due volumi storia del Novecento un libro con un approccio molto originale che è tutta la violenza di un secolo per Feltrinelli
E poi si occupato appunto di stare dei diritti umani
Di comunismo del genocidio degli armeni della Commissione sudafricana per la verità e la riconciliazione quindi come vedete un ampio spettro diciamo così di tematiche novecentesca
Ha svolto il con il ruolo di assessore alla cultura del Comune di Siena
Si è occupato naturalmente di organizzare tanti convegni internazionali ed è stato anche direttore di viaggi di Erodoto cosa della quale noi diciamo della scuola siamo molto grati perché viaggi dirò dottor è stata l'attualmente la la migliore rivista di didattica della storia
Che è uscita in Italia
Dunque
Il professore ha affrontato realtà niente nei suoi studi due versanti del Novecento che sembrano essere opposti quasi Ossimo Arici
Ma che convivono paradossalmente da un lato quello dei diritti l'atto
I diritti il Novecento è stato veramente secolo con il più grande allargamento dei diritti nello spazio delle classi detta nei generi nelle classi sociali e quel temperamento è stato Isacco della violenza
E la violenza
Senza precedenti nella storia
Se ricordo bene professore calcolava che
Novantacinque per cento dei morti nelle guerre
Ci sono stati solo nel Novecento del quale totali diciamo fatte dall'umanità
Io questi temi hanno a che fare con l'Unione europea perché l'unione europea diciamo la grande costruzione europea non si chiamava ancora Unione all'epoca nasce proprio all'indomani di una guerra
In assessorato per garantire la pace
E i diritti
E il benessere economico
Altro tema importante quello dei valori occidentali a cui si lega l'idea di diritti
O che in un mondo globalizzato appaiono meno universali può apparire un po'paradossale ma in realtà proprio perché il mondo diventa più un'Italia più globale
Questi diritti diventano più occidentali forse devono essere difesi di più
Di fronte all'idea di diritti che altre popolazioni altre civiltà
Oggi parliamo di Europa purtroppo parlare di un lo appoggi significa parlare della crisi dell'Europa
Questa crisi deriva da un lato dagli dei successi della costruzione europea e dall'altro lato dagli insuccessi di questa costruzione
I successi sono abbastanza evidenti in questi anni l'Europa garantito abbiamo detto la patchanka garantito un grande
Allargamento dei diritti ha garantito lo sviluppo economico il benessere
è un'Europa che è diventata a ventotto paesi
Di recente entrata appunto l'anno scorso la Croazia che si è allargata a destra che ha affermato il mercato unico la moneta unica in diciotto Paesi ha garantito la mobilità delle persone delle merci dei capitali
L'Erasmus uno dei grandi non successi dell'Europa recentemente rifinanziato con quattordici miliardi di euro
Quindi
Certamente non possiamo dimenticare tutto quello che l'Europa ha fatto in questi decenni anche se
Come dire noi vediamo soprattutto ciò che
Manca ciò che deve essere ancora fatto
E certamente un'Europa afferma un po'in mezzo al guado tra federalismo sistema confederale funziona lirismo modelli diversi d'Europa una costruzione che non è
Ancora completamente compiuta che sempre in progress
Le istituzioni europea
Sembrano
Abbastanza debole in certe parti di Stati nazionali continuano a mantenere
Fortemente
I loro interessi a farli valere non c'è una Costituzione perché come sapete non è stata poi approvata
Il Parlamento fino adesso avuto poteri abbastanza limitati
Ci sono delle fratture evidenti fra nord e sud ma anche fra est e ovest tra l'altro all'intersezione di queste diagonali sta proprio la Germania
Che non è solo il Paese che ha redatto vista economico qualora oggettivamente come Paese di mezza punto di vista geopolitico manca
La mancanza di una politica estera comune è il caso della Crimea è proprio di queste di queste settimane benché ci sia come sapete un alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune
Questo ruolo delitti con prezzi Habboub molto discusso come sapete la debolezza di una classe politica che
In questi anni
Non fa veramente rimpiangere non solo i padri fondatori ma anche semplicemente i grandi politici di venti o trent'anni fa non vediamo dei conti non vediamo dei Mitterrand
Per
Tutto questo ha fatto entrare in crisi il sogno dell'Europa
Nel due mila cinque la Costituzione è stata bocciata
Come sapete nel referendum francese nel due mila otto è iniziata la crisi finanziaria che poi diventata crisi economica nel due mila nove con la Grecia iniziata la crisi dei debiti sovrani
Quindi Europa in crisi per lo meno ormai da quasi una decina d'anni in realtà
E quindi permette il milione di euro pari quello che era il sogno querela la prospettiva di un futuro migliore
E tutti sappiamo che in politica la prospettiva fondamentale pochi ma in Borsa cioè ciò che ci aspetta che che spesso determina le nostre scelte
Questo sogno si è trasformato per alcuni in incubo
Il mito della coesione sociale della questione economica principi che sono fondanti per l'Europa non si è realizzato poi per decine di milioni di persone i casi la Grecia il Tecla tante ma
Non è l'unico
Secondo gli analisti alle prossime elezioni europee le
Le formazioni antieuropeiste di tanti tipi diversi intanto i tanti Paesi potrebbero raggiungere tra un quarto e un terzo dei frutti
è un dato molto significativo evidentemente questi populismi di cui professore ci parlerà si diffondono da nord a sud
Dai veri finlandesi diciamo così fino
Alle informazioni che possono essere greche o francesi ungheresi o altro
E hanno gioco facile perché puntano su temi di forte impatto la xenofobia la paura degli immigrati
Il ruolo delle burocrazie tecnocratica che viene visto come un classico del popolo
La difesa del dei Paesi nei confronti del della politica rigida di Bilancio che l'Unione europea sta seguendo in questi anni
Abbiamo imparato a conoscere questa parola che la troika
O in questi anni spesso l'Europa è stata legata a questo termine che da altre Russo una delle poche lingue che non non utilizzate in Europa cioè sono ventiquattro Russo non c'è
è un termine
Che che ha un suo valore simbolico peraltro perché viene dal
Dal posto stalinismo
Quando appunto tre
Grandi dirigenti diciamo adesso didattica si divisero poi un altro tipo di il potere Capo dello Stato Capo del Governo capo del partito e a
Come dire un
Un
Un alone di di di di di
Dirigismo politico
A cui poi si associa il fatto che come sapete la troika composta da un rappresentante la Commissione europea rappresentanza Banca centrale europea è un rappresentante del Fondo monetario internazionale quindi un po'dirigisti
è un po'anche revisori dei conti insomma
Ecco ci si chiede come siamo arrivati dal sogno di trentottenne alla troika
Che cosa successe nel mezzo all'Europa
Da far sì che oggi invece di
Mostrare le enormi cose positive che che che l'Europa ha fatto cioè successo i nostri media arrivi questo termine e questa immagine diciamo così dell'Europa
A
Naturalmente va chiarito che il populismi il populismo non è la risposta i problemi
Ma è una domanda
è una domanda che
I molti cittadini europei pongono alla politica europea
Tratto sei populisti dovessero vincere sarebbe molto difficile metterli d'accordo perché poiché ognuno pensa in modo esclusivo alla propria identità sarebbe impossibile trovare un punto d'accordo che non sia
Diciamo così nella negazione dell'Europa
Dall'altra parte ci sono i nazionalismi alle volte sono intrecciate populismi altre volte sono diventati
Una barriera che come dire ideologica degli interessi degli Stati che non vogliono cedere la loro sovranità verso verso il centro
Bene
I tempi che abbiamo sono tempi difficili naturalmente sono tempi nuovi se le cose fossero semplici e normali e non ci fosse la storia basterebbe una buona amministrazione invece
Probabilmente adesso serve una buona classe politica adesso servono delle risposte politiche è una nuova visione dell'Europa un nuovo passo in qualche direzione
Non sappiamo se se questo
Avverrà naturalmente lo speriamo e lasciamo aperta la domanda vi ringrazio
Grazie
Grazie di questa
Presentazione grazie delle dell'invito e già la seconda volta che io vengo a parole di giustizia
Quindi ringrazio gli organizzatori in particolar modo Livio Pepino che questa volta ma costretto a riflettere su
Un tema che noi storici ci troviamo continuamente di fronte ma che spesso diciamo accantoniamo un po'nel
Approfondire proprio perché è qualcosa che un elemento costitutivo della storia
Del Novecento ma
Essendo spesso uno di quegli elementi negativi forieri soprattutto
Di
Tragedie poi ci concentriamo su le tragedie l'uscita delle tragedie più che spesso
Sulle origini nazionalismi populismi si
Si intrecciano anche se non sempre e emergono con forza in genere in due momenti della storia che in qualche modo oggi sono entrambi presenti cioè momenti di grande e profonda trasformazione
Sociale culturale e politica tecnologica
E in momenti di crisi economica
Altrettanto acuta
Quando emergono spesso questi elementi sono sono sottovalutati non vengono colti immediatamente
Nella loro pienezza se pensiamo a noi credo che il modo in cui si è sottovalutato o l'importanza soprattutto a livello culturale e politico della lega i guasti che ha fatto in un nel far crescere
Un senso comune contro cui non si è combattuto
Abbastanza in tempo e con un'attenzione anche se adesso la lega non è più un soggetto politico importante costituisce però un retaggio che ci portiamo
Che ci portiamo dietro
Bisogna però o pensare che alla base dei nazionalismi dei populismi c'è sempre anche se non soltanto un problema di identità e il problema dell'identità non possiamo accantonarlo perché è un problema
Di tutti è un problema di tutti i popoli è un problema
Delle democrazie delle non democrazia è un problema
Del mondo moderno che ha bisogno di trovare una identità di rafforzarla quando si
Indebolisce di difenderla quando viene attaccata e attorno a queste identità si giocano delle partite che spesso
Per facilita o semplificazione trovano delle risposte come quelle che i nazionalismi e i populismi
Portano avanti
Quest'anno il centenario dell'inizio della prima Guerra mondiale anche se da noi
Sarà spostata questa celebrazione il prossimo anno è una guerra che nasce dai nazionalismi nasce da nazionalismi che non sono tutti uguali perché certamente nazionalismo serbo che con latte
ATO di Sarajevo un po'la miccia è ben diverso dal nazionalismo dell'impero austro-ungarico che essendo
Tra l'altro l'impero multinazionale aveva
Ben altri problemi è diverso dai nazionalismi che Germania e Russia mettono contemporaneamente in atto
Portando avanti quella mobilitazione generale che insieme a quella della
Gran Bretagna porterà poi quasi inevitabilmente alla guerra
Ma e
Forte il nazionalismo anche dove sembra esserlo meno l'Italia nel non ne entra subito in guerra perché
Allarga maggioranza neutraliste ha i suoi due grandi partiti socialista e cattolico solo neutra listi eppure basterà una minoranza
Attiva abile fantasiosa per far emerge il nazionalismo e portare anche
L'Italia a nel nel conflitto così come
Il movimento socialista internazionale che sembrava la rigida della guerra
A o presumeva di avere la forza di spezzare la spirale bellica anche per l'assassinio di uno delle figure maggiori saggio less
Del
Internazionalismo
Socialista si sbriciola era e tutti i partiti socialisti diventeranno votando i crediti di guerra nazionalisti di fatto in quel momento quindi la forza del nazionalismo e una forza che
Anche quando sembra non esistere sempre pronta a covare sotto la cenere
Vent'anni fa c'è stato uno delle fasi cruciali
Della guerra nell'ex Jugoslavia altro luogo dove il nazionalismo ha avuto un un ruolo fondamentale
Non dimentichiamo che è stata la ricostruzione di un nazionalismo da parte della Serbia a partire dal mille novecentottantanove quando Milosevic
Fece andando in Kosovo il richiamo alla battaglia di Campo dei nervi di seicento anni prima
Quando i serbi furono sconfitti dall'impero turco è uno dei pochi Paesi che celebra una sconfitta e che su
La celebrazione della sconfitta ha creato la propria
Identità
E che richiamando proprio la paura di venire di nuovo sconfitti addirittura dal povero Kosovo che
Aveva ben poca autonomia all'epoca all'interno
Della Jugoslavia lancerà l'idea della grande Serbia che sarà a anche se non unica alla base poi
Dei nazionalismi
Che
Conducono alla guerra così come saranno i nazionalismi anche se in qualche modo di risposta sloveni croati e l'appoggio che a questi nazionalismi venne dato dall'Europa purtroppo divisa al suo interno pensiamo alla Germania che immediatamente riconobbe
Quei nuovi Stati indipendenti a facilitare il conflitto e quindi un'Europa che purtroppo
Un quell'Europa che proprio su come è stato ricordato sulla base
Della volontà di pace unico comune denominatore alla fine
Della seconda guerra mondiale aveva costruito l'Europa puntando a costruirlo attorno a delle solide basi economiche materiali la Comunità del carbone e dell'acciaio le istituzioni
Economiche e poi nel tempo
Quelle monetarie ha fatto sì che nazionalismi fossero per lungo tempo in Europa
Disarmati disarmati tra di noi ma purtroppo lasciando spesso a ogni nazione europea la possibilità di dialogare o addirittura di favorire nazionalismi che avvenivano al di fuori
Dell'Europa e questo è un altro Rock problema abbastanza
Importante perché
Il nazionalismo e come elemento o che porta al conflitto
Non può essere visto forma in un recinto che è quello dell'Europa anche se credo che
Soprattutto chi ha una certa età i grandi passi che sono stati fatti della riconciliazione franco tedesca
I momenti simbolici che ci sono stato di Schmitt di col eccetera eccetera credo che abbiamo rappresentato davvero
Un sospiro di sollievo della convinzione che ormai la pace in Europa era arrivata in in profondità
In questo periodo però
L'Europa era ugualmente divisa tra
Le democrazie e i totalitarismi
E con me il crollo del comunismo e la fine della
Guerra fredda i nazionalismi trovano un loro o forte
Rilancio
Due forme di nazionalismo possiamo dire che da una parte c'erano dei nazionalismi che per semplificazione potrei dire positivi i nazionalismi o polacco
O dei Paesi baltici contro l'Unione Sovietica e che è stata alla base della volontà di accelerare
La transizione alla democrazia che è avvenuta al generalmente anzi in questi Paesi totalmente in modo pacifico in modo
Fruttuoso
Meglio sicuramente di quello che avveniva in altre parti e invece però quella nuovi nazionalismi che né il crollo dell'Unione Sovietica sono stati un momento determinante nel suo esito particolare cioè proprio la disintegrazione dell'URSS
E la necessità
Nello spingere Gorbaciov a dichiarare conclusa quella esperienza storica e nella Jugoslavia perché le nuove guerre come sono state chiamate dei primi anni novanta sono il frutto di queste
Due esperienze in cui nazionalismo a ritrovato una forza dove sembrava essere stata sopita perché di fatto lo era perché nella Jugoslavia di Tito
Sembrava che ormai
La identità jugoslava veste prego il sopravvento sulle singole
L'identità nazionali perché l'identità socialista dell'URSS sembrava aver preso il sopravvento su quella armena azzera kazaka georgiana né e così via
Naturalmente a livello mondiale è sempre stato presente il
Nazionalismo e ci sono stati momenti in cui
A portato delle guerre che
Noi abbiamo sempre visto da lontano come quasi non ci interessassero io penso alla guerra tra Iran e Iraq che negli anni ottanta che è stata una delle guerre più terribili sia come durata sia come numero di morti eccome
Violenza attuata attraverso armi proibite
Che si è svolta nel disinteresse quasi totale della
Comunità internazionale ma certamente era più forte nazionalismo fuori d'Europa e quindi l'Europa riteneva
Che questo non fosse più un proprio problema
Mentre
Nasceva proprio
Anni ottanta e soprattutto poi novanta ma con una forte base già negli anni Sessanta quel populismo che inizialmente era stato estraneo
Alla propria tradizione populismo che ha sempre visto dei
Capitalism ATC
Che in modo o strumentale hanno il desiderio la volontà e la possibilità di richiamarsi direttamente alle masse per trovare consenso legittimazione direttamente da essa e non dalle istituzioni rappresentative
Due brevi annotazioni su come era nato invece il populismo
Questo termine precedentemente che diverso un po'nella storia da quello che conosciamo attualmente il populismo nasce in Russia nasce a metà Ottocento nasce
Nella mente nelle parole nell'azione di uno dei più grandi intellettuali dell'Ottocento che era Aleksandar Ferzan che proprio dopo la sconfitta delle rivoluzioni europee del mille ottocentoquarantotto dopo
La prima vera dei popoli che fallisce in qualche modo ritiene l'Occidente incapace di realizzare i suoi progetti i suoi sogni e i suoi valori
Come pensava che avrebbe potuto e dovuto fare insegnando quindi anche la Russia il cammino e si rivolge quindi invece alla tradizione russa alla eredità
Dei
Della vita di villaggio della vita contadina eccetera ma come ha spiegato molto bene più grande storico del populismo l'italiano Franco o Venturi non lo ha fatto e Zeni in un modo
Reazionario in un modo di guardare all'indietro
Ma con l'idea di indietreggiare per meglio saltare in avanti e quindi dando quei fondamenti di quella lunga tradizione rivoluzionaria
Che poi porterà fino alla rivoluzione d'ottobre certo il populismo poi stime scorrerà col
Comunismo con il marxismo ma certamente i vieni vieni bolscevichi cioè una forte compartecipazione sia del marxismo di tipo europeo ossia del populismo Russo eccetera
Un altro e e e sarà proprio questo modello che sarà per esempio fortissimo in tante delle battaglie del terzo mondo degli anni Sessanta e Settanta
Che possono essere caratterizzate spesso come movimenti populisti
E che hanno questa caratteristica potremmo dire rivoluzionaria in qualche modo diversa dalla tradizione
Se europea
Negli anni Ottanta dell'ottocento il populismo è negli Stati Uniti un movimento di tipo agrario antistatalista contro le élite
Finanziarie industriali che viene e che ritrova un nuovo una nuova spinta negli anni Trenta del Novecento durante il new deal durante la Grande
Crisi e la depressione
Perché ostile al new deal e all'intervento dello Stato perché e contro i banchieri qui sì intreccia con
Le posizioni di quel ridotto per fortuna fascismo americano per cui banchieri ebrei sono
La stessa cosa che è una polemica contro lo Stato federale per la valorizzazione invece dei singoli Stati
Del dell'Unione e dopo la guerra anche prima realtà ma soprattutto dopo la guerra sarà il mondo latino americano che vedrà emergere nel modo più limpido il populismo pensiamo
Soprattutto a però in Argentina e prima Vargas in in Brasile in questo caso
I movimenti populisti solo fondati sulla classe operaia non sono fondati sul movimento agrario e hanno come profonda caratteristica
Anche qui semplifico molto ma una specie di contratto inclusione sociale per gli strati più popolari e meno abbienti in cambio di limitazione dei diritti politici vi faccio vivere meglio lasciati a me
Il destino del comando e di decidere come si deve
Governare
Nella nell'America latina il populismo risorge con forza
Negli anni Ottanta del secolo scorso quando dopo la sconfitta delle dittature militari che avevano reso negli anni settanta quel continente una intera
Dittatura militare ci sono soprattutto
In per una trentina e poi da ultimo nella Venezuela di Chavez
Questi movimenti populisti che
Non sono
Omogenei fra loro perché populismo ormai diventa tante cose diverse per arrivare a come
Si ricordava prima una costellazione in cui
Spesso le proposte sono contraddittorie fra loro
Una parte di questo populismo eh neoliberista e quindi appoggio alle misure economiche del neoliberismo una parte invece
Contro le élite
Politiche per una visione potremmo dire antimperialista autoritaria che faccia Presa sulle masse in una visione anche in qualche modo autarchica quasi
Populismo
E sostanzialmente ogni movimento
Che si fonda sulla premessa
Che la virtù di fondo risiede
Nella gente semplice nel popolo ordinario nella gente normale che costituisce la maggioranza e nelle tradizioni collettive della gente questo è quello che noi troviamo dappertutto
Nei movimenti populisti anche se poi hanno obiettivi strategie le punti di vista
Diverso io credo che però sbaglia demmo a vedere il populismo di adesso
Come una riedizione di quelli del passato anche se ovviamente molti di quegli elementi continuano a essere
Presenti perché il populismo Dio G è
Il segno della fine di un'epoca
Nel segno di una grande
Trasformazione
Di un'epoca che iniziata con la prima guerra mondiale e finita con una la guerra fredda con la fine della guerra fredda a dato in questi ultimi vent'anni
Una serie di turbolenti anni di transizione a qualcosa che ancora nome chiaro cosa possa essere
Una riforma sia nuova una democrazia nuove riformata o forme più leggeri e magari di autoritarismo ma non per questo
Meno pericoloso e in questa a nuova visione l'aspetto centrale del populismo e certamente la la demagogia e
L'identificazione dei bisogni della maggioranza o almeno di alcuni bisogni parziali che emergono istintivamente spesso
Un riflesso emotivo dalla maggioranza a cui dare delle risposte semplificatrice delle risposte semplici il discorso che mi il richiamo che veniva fatto all'emigrazione è ovviamente
Uno di questi
Perché da qualsiasi punto di vista non diciamo da un punto di vista ovviamente morale ma anche da un punto di vista strettamente economico le risposte che danno i populisti sono risposte fallimentari ma sono delle risposte semplificate rici
Che siano via gli emigrati oppure accettiamoli ma teniamoli come cittadini di seconda categoria o qualsiasi altra
Ipotesi venga fatta a una reazione immediata a quello che
L'effetto naturale e irreversibile della globalizzazione certo di una globalizzazione che purtroppo non è gestita e controllata come si dovrebbe come forse
L'Europa dovrebbe meglio contribuire a fare anche su questo settore dell'emigrazione e che quindi permette queste risposte emotive a cui i partiti populisti sì legano per poter più facilmente ottenere
Ottenere consenso e solo movimenti in cui si confondono continuamente i piani diversi si esprime
La necessità dell'attenzione dell'interesse dell'amore per
La propria famiglia il proprio
Il gruppo il proprio con Anna e così via
E si fa intendere che questo è l'equivalente di un discorso di giustizia per esempio che invece e su un piano ovviamente del tutti di verde tutto diverso perché riguarda
Tutti quanti e quindi questa proposta di
Una sorta di egoismo istituzionalizzato che si camuffa attorno a questi sentimenti perché
E su sentimenti ed emozioni che gioca prevalentemente
Il populismo che poi diventano anche in un modo che non è logico ma che lo sembra come degli elementi invece di programma politico di verità universali da poter
Proporre nella loro
Semplificazione perché la complessità e il nemico del populismo la complessità di un mondo che più si globalizzato più diventa complicato l'abbiamo sentito anche stamattina
Più volte richiamato nei suoi aspetti anche istituzionali e
E giuridici e giuridici il populismo e contro ogni forma di astrazione contro
Ogni forma di generalizzazione e questo
Comporta dei problemi perché
è anche vero che non si può combattere il populismo solo dicendo
Sta attento perché le astrazioni servono e le generalizzazioni sono necessarie perché quando queste non riescono a penetrare e anche trarre
Come era stato nei lunghi decenni del dopoguerra di una democrazia che cresceva come democrazia ma anche come società come ricchezza questo
Può creare un un problema e in cui poi il richiamo all'ordine come fondamentale rispetto alla libertà questa mattina si parlava di questi possibili conflitti
Tra diritti tra libertà e sicurezza beh l'ordine e quindi la sicurezza soprattutto per sé
è considerato
Un diritto che deve prevalere su qualsiasi altro anche su quello
Della libertà
Uno degli aspetti nuovi credo che sia il fatto che
Questo neo populismo a un suo
Preciso bersaglio nelle istituzioni rappresentative quindi nella democrazia così come noi la concepiamo nell'idea stessa della politica come mediazione come compromesso come
Possibilità di tenere insieme interessi diverso questa che è stata la la grandezza anche della costruzione europea
Viene immediatamente svilita nell'idea che il compromesso e comunque qualcosa di negativo perché ci distrugge ci toglie non ci permette di valorizzare la nostra identità e quindi facilmente andiamo alla costruzione anche di uno ottantina amici a seconda di quanto la nostra identità può essere
Forte certamente
Come a ricordato in un articolo qualche anno fa foto rosso in grande
Filosofo e storico francese
Una colpa lui parlava gli degli inizi della fronte nationale in Francia
Ricordava come una buona colpa di questo
Sia dovuta anche a un certo atteggiamento
Della democrazia e qui lo ricordo perché oggi forse questo
E meno presente ma è comunque qualcosa che ci accompagna
Mi diceva una delle dei momenti su cui il Fronte nazionale in Francia costruito di più la propria
Alla forza è stata la battaglia contro il politicamente corretto contro questo politica li corrette e che soprattutto la sinistra portava avanti e che significava appoggiare
In qualsiasi modo in qualsiasi forma coloro che erano le vittime e quindi dividere il mondo in questa visione di chi erano le vittime e chi non lo erano
Tralasciando una serie di problemi che invece la vita quotidiana
Ovviamente riportava ogni volta alla luce e in cui l'appartenenza di gruppo l'identità di gruppo costituiva un elemento importante troppo spesso l'accettazione ovvia del fatto che l'identità moderna l'identità contemporanea è una identità plurima noi abbiamo tante identità che si sommano e che si intrecciano fra loro
Ci fa dimenticare che però a volte c'è bisogno di una
Identità che prenda il sopravvento e questa spesso e quella più facilmente riconducibile a quelle forme di nazionalismo anche che abbiamo
Che abbiamo visto prima
Un altro elemento della forza di questi movimenti populisti o ne ho populisti l'indebolimento dell'Autorità indebolimento di quelle autorità rappresentative che attraverso le forme che conosciamo fin troppo bene
Di corruzione euro o di
Diciamo occupazione delle istituzioni stesse e dello Stato trovano poi un corrispettivo anche nella la società civile
Nelle forme del dell'evasione fiscale del mancanza e perdita progressiva di
Senso civico
E così via un altro elemento
Che è stato anche ricordato più volte questa mattina e quello della
Perdita della memoria pubblica perché nel momento in cui
La memoria pubblica è indebolita e rinascono e prevalgono
Le memorie di valori privati o di valori comunque
Di gruppo
Certamente questo contribuisce ad accrescere quella divisione quella segmentazione della società che altrimenti
Riuscirebbe a costituire come ha costituito nel passato un punto di riferimento
Che oggi noi non abbiamo nemmeno attorno a delle grandi date dei simboli comuni fatto che l'Europa non sia riuscita a costruire per esempio questo
Che l'identità europea
Non abbia mai marciato
Inevitabilmente fino a questo momento sulle gambe anche di un progetto che andasse oltre
Le strutture economiche e finanziarie e anche politiche costruite dando questo sogno e visione rispetto rispetto al futuro costituisce ovviamente un l'handicap rispetto a coloro che pensano attorno alla propria identità anche dove le cose vanno meglio pensiamo agli scozzesi o i catalani che certamente sono una cosa diversa dei nazionalismi
Abbiam visto finora ma costituiscono un po'uno indebolimento
Anche quando si presentano come momento invece di identità locale che non rifiuta l'Europa ma che è pronta a a legarsi a coniugarsi proprio con quella
Europea
Un'altra cosa
è
La confusione credo che è stata fatta tra
L'idea di competizione l'idea di conflitto ogni competizione vista come un possibile conflitto e quindi
All'interno
Di un annacquamento dei conflitti positivi
In realtà soprattutto da un punto di vista non tanto reale
Perché poi le disuguaglianze nell'epoca di crisi aumentarle quindi da questo punto di vista
I conflitti veri anche crescono va da un punto di vista ideologico della percezione c'è stata questa idea di ammorbidire e non mettere in evidenza quelli che potevano essere invece
Dei conflitti tra i diversi
Tre punti di vista e quindi
Il populismo come
Una risposta alle trasformazioni sia economiche sociali ma anche e soprattutto culturali
Di un'epoca che dal capitalismo industriale dal capitalismo del welfare è arrivato a quello che molti ormai definiscono il capitalismo post-industriale
Individualistico in cui questi partiti nazional populisti sono molto diversi fra loro anche come composizioni
Sociali intanto bisogna avere il coraggio di riconoscere come in Europa almeno
La gran parte di loro hanno una fortissima alla consistenza operaia nelle loro
E nelle loro file e questo accompagnato alla xenofobia e ha i tratti
Autoritari
Altri sono più improntati invece a posizioni direttamente neo stataliste o di tipo libertarie ma certamente l'insoddisfazione nei confronti dello Stato
E in questo caso dell'Europa intera che costituisce un importante
Il punto di riferimento i partiti tradizionali non non sono riusciti non sono stati capaci
Di rispondere
A questa sfida perché vivono loro stessi la crisi di un modello che necessariamente li dovrebbe spingere a di pensarsi e a a cambiare
Così come e le dinamiche anche oggi si parlava del lavoro le dinamiche di una spinta tra una domanda di lavoro specializzata e
Una domanda di lavoro invece sotto specializzata a quella che viene chiamata di junk Jobs cioè proprio di
Lavorarci da fare tra e e quindi non solo tra chi ha un lavoro a tempo pieno a tempo determinato e chi è precario ma anche tra chi può o in qualche modo sviluppare le proprie ambizioni e chi invece né totalmente al di fuori
Costituisce
Un idea che questa globalizzazione ci minaccia complessivamente e quindi tutti insieme l'Europa la tecnocrazia europea di centri finanziari le banche i Governi i Parlamenti fanno tutti parte di questa a
Grande galassia che opprime il cittadino semplice il cittadino ordinario il cittadino normale
Ecco io credo che quello su cui
Dovremmo soprattutto soffermarsi e
Le forme le modalità dell'attacco alla democrazia che fanno i popoli
Perché non lo fanno ormai apertamente perché anzi
Utilizzano
Le elezioni le strutture rappresentative come elemento di forza come strumenti per poter propagandare inserirsi
Costituire delle
Elementi che
Mettono in discussione o di rottura bloccano la funzionalità del dei sistemi
Tradizionali ma nello stesso tempo anche qui nelle forme più diverse c'è questa idea di un appello diretto al popolo che possa venire o con il referendum per
Se cedere una regione o o una parte di una Regione dalla nazione o per richiamarsi nell'UE ebbe a una specie di
Nuovo plebiscitaria ISMU che in realtà poi
Riguarda poche migliaia di persone rispetto a quello che il
Grande numero dell'utilizzo del del web perché poi questo è la cosa
Se se vediamo quanti usano il web per la politica per le scelte la discussione politica e quanti lo uso normalmente de dovremo proprio parlare di una
Minoranza inconsistente
è vero che si riprende anche in questa nuova forma di populismo quelli che sono i miti antichi del
De de della campagna della realtà agraria e della terra come particolarmente forti autentica popolare essenziale
E qui ci sono dei degli elementi e di di confine
Tra populismi più pericolosi che sono quelli xenofobi e antidemocratici
Qui invece movimenti
Come alcuni dei movimenti ecologisti o di altra natura che a hanno spesso anche degli delle modalità di tipo populista nel cercare di costruire il proprio
Il il il consenso alle proprie alle proprie posizioni e questo è l'eredità di una storia che ormai alle spalle che
Da un punto di vista
Diciamo
Della sinistra è il fatto che
Negli anni Sessanta e Settanta
Il mondo contadino è stato ritenuto rivoluzionario e non più controrivoluzionario come invece era sempre stato fatto soprattutto
In Unione Sovietica e dei partiti che seguiamo l'Unione Sovietica nella prima metà del del secolo e quindi anche le reazioni a le forme di industrializzazione di globalizzazione pensiamo ai movimenti anche dei contadini francesi e c'era che spesso
Poco o italiani stessi che hanno
Un fondamento in questo ma che poi sono fra loro contraddittori perché e anche la
Richiesta continua di recuperare in qualche modo un privilegio per
Per se stessi
Ora certamente questa reazione più ampia trasversale a diversi ceti sociali e questo è quello che rende particolarmente difficile pensare
Seriamente a un Progetto di contrasto a queste forme di populismo anche perché e su questo termino
Mentre in passato la società civile ma mano che si era costruite che si andava rafforzando aveva trovato né i partiti dei sindacati delle associazioni
La forza capace di far muovere il proprio punto di vista e di collegarsi quindi alla democrazia alla battaglia per la libertà e alle istituzioni democratiche adesso
La società civile e in quella
Condizione liquida come Baumann ha c'ha ormai perché insegnato dei suoi tanti e libri e che noi vediamo certamente meno
Come evidenza da noi ma molto dove ci sono le nuove società civili che si affacciano a la ribalta pensiamo alle primavere arabe dove
Vi è ancora presente una gran quantità di persone che davvero Stura Ottone continua a lottare per la democrazia per la libertà per l'uguaglianza per forme associative che possono
Creare delle basi anche di una costituzionalizzazione
Delle nuove conquiste ma nello stesso tempo e anche una società civile che facilmente è pronta a inserirsi invece nelle dinamiche populiste e demagogiche dei alcune formazioni islamiche o così via
E lo stesso
Lo vediamo non solo ovviamente nelle primavere arabe ma anche in alcuni Paesi dell'Europa dell'est e pensiamo all'Ungheria ovviamente dove lì però c'è anche una forte ripresa di nazionalismo legata anche a una lotta contro le le minoranze locali che si riallaccia più alla tradizione del
Del secolo precedente se prima
La società civile creava soprattutto partiti e organizzazioni adesso crea movimenti e individui e nella
Nella gestione del collegamento di questi movimenti e individui così frammentati e che
Sono estremamente fluidi nel tempo che il problema di come collegarvi all'Europa di come farli diventare
La possibilità di una forza per l'Europa e credo la sfida che abbiamo di fronte grazie
Allora ringraziamo moltissimo il professor Flores per questa illuminante anche stimolante relazione che
Ci ha chiarito tanti punti e ci ha lasciato tante domande ovviamente ringraziamo molto per aver partecipato anche quest'anno a parole di giustizia
Vi invitiamo ad assistere adesso alle sedici e quindici al villaggio del porto alla relazione di Maurizio Fioravanti su Stato costituzionale trasformazioni
Della cittadinanza in Europa appresta a tutti quanti arrivederci