18APR2014
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Critica e militanti

RUBRICA | RADIO - 00:00. Durata: 7 min 11 sec

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"La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.

Puntata di "Critica e militanti" di venerdì 18 aprile 2014 che in questa puntata ha ospitato Matteo Marchesini (critico letterario e scrittore).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cinema, Comunicazione, Cultura, Film, Letteratura, Libro.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 7 minuti.
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Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Buongiorno da Radio Radicale qui Amato Marchesini per la rubrica critica militanti
Nella puntata di oggi con me come facciamo a volte acritica militanti anziché proporre un sogno libro recente ori stampato da ristampare
Vorrei tentare di inquadrare un problema citando diversi autori diversi volumi
Un problema e me ne scuso in anticipo che possa invade la sfera di competenza di di Gianfranco Cercone
Leggendo le recensioni prima e dopo l'Oscar alla grande bellezza
Mi ha colpito l'accentuarsi di una abitudine che in realtà è un'abitudine vecchie quasi quanto la storia del cinema
La anche molto poco discussa invece meriterebbe un dibattito
In queste innumerevoli recensioni
Sì tende a rio raccontare
Il PIL ma come Ente Poste un un romanzo per esempio al caso della grande bellezza bastava tagliare una riga qua una riga lari questa eccezione a un lettore che fosse
Rimasto isolato dal mondo vengano per due anni
Sarei potuto sembrare che si trattasse per esempio di un romanzo di italiano Brancati io o di Flaiano
Ecco perché continuiamo a descrivere i film con me come se fossero libri perché fingiamo che il linguaggio diversissimo il piatto delle innanzi possa avere
La profondità la complessità delle parole
Perché tanto per per entrare per fare degli esempi per entrare nello specifico di alcuni
Degli episodi più equivoci ci ostiniamo a vedere oscuri sensi alcuni dei monotono i primi piani di Bergman ma quanto unioni aggiungendo tantissimo
Diciamo del del del DDT ciò che c'è nella nostra cultura e che perno quindi il ma
Alla a questi primi piani per sovra interpretarli insomma perché
Si potrebbe dire insistiamo a volere qua di nobilitare il linguaggio delle immagini non solo i film ma pensiamo al al fumetto considerandolo un po'pittura e un po'Novella
Ecco ci sono una serie di autori che di solito non vengono ricordati i daini
Tra i più agguerriti semiologici dagli studiosi delle della comunicazione della creatività novecentesca che hanno invece
Riflettuto su questo tema e vale la pena di citarli più spesso perché nel dilagare di quello che viene chiamato il Mick calze
Le domande radicali su queste forme di creatività tipicamente novecentesca dalla Settima Arte al fumetto
Sembrano troppo spesso un delitto di lesa maestà ai tanti
Specialistiche che le difendono con una
Un fervore corporativo che a volte davvero fa impallidire le
Le vestali professori decreti che si
Sono occupati tutta la vita di Dante o o di Manzoni tra questi autori ci sono in Italia ad esempio Cesare Garboli che ha sottolineato
Più volte ad esempio in un libro come un po'prima del piombo un libro sul teatro mettendo a confronto teatro cinema sottolineato più volte
Il fatto che il cinema chi redimere di nella propria in realtà la propria in qualche modo incapacità di dare la tridimensionalità la complessità della vita umana e dei
E e della e della e della comunicazione umana proprio quando in qualche modo mette in scena inscena qualche in qualche modo questa in realtà e non pretende di essere intellettuali Picco
Qualcosa di simile ha fatto anche Sergio Solmi della generazione precedente della generazione che è nata con il Novecento
Si può trovare qualche sua riflessione sul cinema nelle opere pubblicate da
Da dirci a cura di Giovanni pacchiano
E qualcosa ha fatto anche
Un autore come ad esempio Nicola Chiaromonte è uno dei dei suoi temi anzi quello della
Della distinzione tra la cultura dell'immagine e la cultura della parola in particolare in silenzio e parole un libro del mille novecento
Settantotto pubblicato quindi postumo da
Da Riccò lì c'è un saggio abbastanza lapidario sul tema un saggio che
Va assolutamente assolutamente riletto secondo me
Un saggio che si intitola immagine parola appunto ne leggo un brano la la la la parte finale in cui Chiaromonte riepiloga la sua argomentazione
L'immagine cinematica dice rimane per sempre apprensione del mondo dall'eterno incapace per suo proprio assunto di rendere l'esperienza soggettiva al mondo visto dall'interno di un'idea di una convinta
Convinzione di una regola di una passione
Che il mondo dell'arte quale finora l'abbiamo intesa la vita interiore il cinema può solo fare allusioni
Nella misura in cui i moti dell'animo corrispondono i moti del corpo ma evidentemente rispetto agli stati d'animo completi i moti del corpo sono dei segni molto ambigui si può fotografare un corpo immobile un volto con gli occhi fissi allo scopo di comunicare angoscio tristezza
Ma di quale angoscia di quale tristezza precisamente citati tratti l'immagine non lo dirà mai mentre naturalmente la sola cosa che importi
è l'immediatezza e certezza delle mozione che al prestigio del cinematografo ma la suggestione della poi io del romanzo non nasce senza la partecipazione attiva delle pittore una costruzione della sua mente della sua sensibilità
Nelle sue facoltà immagine attive e intellettive
E e dice che la brutalità proprio del suo incorona così espressione si vendica automaticamente della violenza che lì si potrebbe fare sovrapponendo le intenzioni letterarie in qualche modo
Con effetti di involontaria di involontaria comicità e la stessa ragione per cui Garboli preferivamo firma che non fa niente disse come diceva come far Balas a tanto cinema intellettuali chicco d'autore del secondo Novecento
Nel caso della grande delle tracce in più il fatto che questo film che avrebbe dovuto
Scandalizzare probabilmente non non scandalizza affatto nella descrizione dei mali sociali e di costume italiano proprio perché ormai questo tipo di fattiva culturale questo tipo di di di di di di di filone è diventato semplicemente una merce ed esportazione ma al di là del caso particolare credo appunto sia
Particolarmente interessante interrogarsi in maniera un po'più radicale e meno
Timorosa di offendere gli ambiti professionali
E meno timoroso anche di di di delle accuse di di aristocratici sono sulla
Differenza di potenziale tra parola e immagine rileggendo appunto Chiaromonte Garboli consoni a risentirci venerdì prossimo