23APR2014
intervista

Intervista a Marco Di Lello sul Decreto lavoro

INTERVISTA | di Lanfranco Palazzolo ROMA - 00:00. Durata: 4 min 45 sec

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"Intervista a Marco Di Lello sul Decreto lavoro" realizzata da Lanfranco Palazzolo con Marco Di Lello (deputato, Partito Socialista Italiano).

L'intervista è stata registrata mercoledì 23 aprile 2014 alle 00:00.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Crisi, Decreti, Disoccupazione, Economia, Elezioni, Europee 2014, Fiducia, Governo, Lavoro, Mercato, Occupazione, Parlamento Europeo, Renzi.

La registrazione audio ha una durata di 4 minuti.
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Scheda a cura di

Valentina Pietrosanti Iva Radicev
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Radio radicale con l'onorevole Di Lello Presidente dei parlamentari socialisti per parlare del decreto lavoro oggi voi con quale spirito vi apprestate a dare la fiducia
A questo provvedimento che è stato diciamo sottoposto
Alla alle critiche del del del nuovo
Centrodestra ecco
La parte relativa ai rinnovi poteva essere oggetto di uno scontro di tipo elettorale alla vigilia delle europee
Francamente uno scontro ideologico in un momento drammatico per all'occupazione del nostro Paese non ha dal mio punto di vista nessun ragione di esistere
Abbiamo la disoccupazione che ha superato il tredici per cento è cresciuta di oltre un punto nell'ultimo anno abbiamo la disoccupazione giovanile oltre il quaranta abbiamo un milione di famiglie senza lavoro e possiamo metterci a discutere a litigare fra di noi se i rinnovi
In contratto a termine debbano essere cinque sei otto francamente mi sembra un dibattito surreale totalmente astratto da quelle che sono le vie le esigenze le necessità le aspettative del Paese il momento in cui la politica si assuma le proprie responsabilità noi voteremo a favore oggi
Della fiducia perché serve questo Governo
Al Paese per dare le risposte che servono e voteremo positivamente domani al voto finale sulla decreto pur saper noi che
Si può sempre fare meglio ma il meglio e l'ottimo è nemico della buono e dunque i nostri emendamenti che avevamo proposto
In materia di estensione delle tutele ai lavoratori precari e di semplificazione sul DURC li riporteremo al Senato ma senza fare battaglie ideologico con uno spirito costruttivo
Per dotare questo Paese di una normativa che ci consente di essere più competitive soprattutto alle imprese di assumere senza alibi
Voi ritenete che
Questo provvedimento serva in qualche modo a combattere la disoccupazione
Giovanile cioè l'allungamento dei tempi con dei contratti a tempo determinato da a dodici mesi a trentasei mesi
A questo obiettivo senza però cambiare strutturalmente le condizioni dell'occupazione in Italia
è evidente che solo un primo passo però dobbiamo anche tener conto se l'anno scorso il ricorso all'apprendistato è diminuito di quasi cinque punti percentuale è un problema ce lo dobbiamo porre evidente così come la normativa non funziona così come ingenerare i dati dal sud disoccupazione così drammatici
Civici dicono senza ombra di dubbio che il sistema così non c'è a non funziona al di là della crisi che ovviamente c'è e strutturale che va risolto ma non abbiamo il dovere di intervenire sul mercato del lavoro
Rispetto al passato c'è un elemento di novità estremamente positivo
Ho la fornire al Governo Monti pensavano di combattere la disoccupazione rendendo più facili i licenziamenti
In questo caso invece si prova a rendere più facile le assunzioni ecco mi pare che si vada nel verso giusto parafrasando una stabile di Renzi
Però in questo quadro ci sono tanti interrogativi oggi abbiamo visto arrivare dei tanti non proprio confortanti
Fino all'anno scorso si parlava di bilancio del di pareggio di bilancio oggi siamo al tre per cento del rapporto deficit PIL erano ha detto il di fronte a un nuovo incremento
Del debito pubblico nonostante il denominatore del te la percentuale del debito pubblico dia un segno positivo con la crescita del
Del di il PIL
Che questo bonus degli ottanta euro resta temporaneo volevo sapere lei teme che dopo dopo le europee si presentino ancora problemi più gravi rispetto a quelli che abbiamo
No io crede di no e credo che comunque con tutto il rispetto per i numeri né non possiamo continuare con le politiche da ostenta imposte dal numero Oprea in questi anni
Tant'è che le elezioni europee saranno per me un discrimine non solo da chi vuole più Europa o meno Europa
Ma anche su che tipo di Europa si vuole questi anni è stata l'Europa della Merkel di Sarkozy di Berlusconi del centrodestra in cui prevalevano i numeri
Noi dobbiamo anche qui cambiare verso all'Europa far prevalere un approccio l'idea di Europa che tenga conto delle esigenze delle ambizioni delle speranze delle paure delle preoccupazioni dei cittadini europei
E l'Europa di Schulz dei socialisti europei dei progressisti cui troveremo
Con il risultato del venticinque maggio a cambiare direzione
Lei vede un'ultima domanda lei vedete Renzi più vicina Blair o più vicino Andreotti per la politica economica e finanziaria
No a me piace il riferimento blairiano Depeche dalla scelta di Renzi del socialismo europeo e dunque ben venga in questa direzione noi gli daremo una mano diciamo per essere sempre più nel solco della grande tradizione riformista del socialismo europeo
E più lontana dal doroteismo andreottiano
Ringrazio l'onorevole Di Lello del Partito Socialista Italiano