27 APR 2014
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 32 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 27 aprile 2014 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Amnistia, Carcere, Diritti Umani, Giustizia, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 32 minuti.

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  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella in collegamento da Villa Mercede, clinica nella quale è ricoverato dopo l’intervento d’urgenza al Gemelli. La telefonata di Papa Francesco
    17:00 Durata: 1 min 7 sec
  • Pannella: “La comunicazione politica italiana, attraverso l’audiovisivo, la rete, ha una caratteristica: è una mobilitazione – in termini tecnici, quantitativi, sul popolo e sull’opinione pubblica – impareggiabile con quelle passate alla storia come quelle delle dittature naziste, fasciste, comuniste”. I dati del Centro d’Ascolto che dimostrano la censura mediatica sui Radicali e sul tema della giustizia al collasso che essi portano avanti. “Primo assoluto per ascolti consentiti in Italia, non solo adesso, è il Renzi, presidente del Consiglio. Ma già quando era semplicemente uno dei candidati alle primarie – roba da ridere – fra altri quattro o cinque, di già era – in termini di ascolti, non di ascoltatori perché uno può ascoltare anche 10 volte in una giornata – primo o secondo in assoluto”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Ieri c’è stato un momento di baillamme quando Rai1 aveva sparato una balla, cioè che io avevo smesso (lo sciopero, ndr) e non so cosa d’altro… E soprattutto c’era la notizia che avevamo smesso il Satyagraha. A questo punto ho dovuto ritelefonare per ingiungere loro di smentire immediatamente quello che avevano detto. Lo hanno fatto ma in termini impropri al punto da aggravare la situazione. Nel frattempo c’è stata la fortuna del Tg2 che nelle sue trasmissioni ha messo in sovrimpressione la fascia continua con la verità: io mi trovavo in una situazione nella quale il Satyagraha è totalmente in corso, non solo per me ma direi per tutto il Partito, tutti i militanti e i sofferenti di questa Italia. La comunicazione politica italiana, attraverso l’audiovisivo, la rete, ha una caratteristica: è una mobilitazione – in termini tecnici, quantitativi, sul popolo e sull’opinione pubblica – impareggiabile con quelle passate alla storia come quelle delle dittature naziste, fasciste, comuniste”. I dati del Centro d’Ascolto che dimostrano la censura mediatica sui Radicali e sul tema della giustizia al collasso che essi portano avanti. “L’ottimo Presidente del Consiglio queste cose non le ha mai sentite, non le vuole sentire e non ci crede. L’essere noi come Italia – tecnicamente -, con il Presidente della Repubblica che è il massimo garante del diritto e dei diritti secondo la Costituzione che ha dovuto, nella condizione partitocratica attuale, affidare la presidenza del Consiglio a uno che è scatenato contro tutto questo: diritti umani, carceri, la giustizia che io sempre detto essere il problema vero…”. “Adesso finalmente sulle cause civili anche altri indicano nella loro lentezza una delle cause prioritarie della crisi economico-finanziaria italiana perché allontana qualsiasi imprenditore con un minimo di serietà dalla intenzione di investire, magari per guadagnare come è lecito, anche in Italia”. Il leader radicale critica Milena Gabanelli e la sua trasmissione Report che si è schierata contro quanto sostenuto dal diritto internazionale e dal Presidente della Repubblica, contro “il tentativo di interrompere la flagranza criminale che in Italia dura da 30 anni”. “Non c’è nessun confronto tra le possibilità che ha avuto la buonanima di Mussolini di essere ascoltato dal popolo italiano e quelle che ha Renzi e il regime di oggi. Perché con le nuove tecnologie, se anche stai a fare pipì sei raggiunto e molto spesso captato, controllato e altro”. “Primo assoluto per ascolti consentiti in Italia, non solo adesso, è il Renzi, presidente del Consiglio. Ma già quando era semplicemente uno dei candidati alle primarie – roba da ridere – fra altri quattro o cinque, di già era – in termini di ascolti, non di ascoltatori perché uno può ascoltare anche 10 volte in una giornata – primo o secondo in assoluto”. La similitudine con la presenza mediatica di Beppe Grillo. “Ma chi conosce questi dati? Chi si serve dei dati del Centro d’Ascolto di Gianni Betto?”. “Non so se il presidente della Commissione sulla Rai, il grillino Fico, usa abbastanza il materiale che noi forniamo e che documenta come l’audio-visivo costantemente emette informazioni e propaganda contro quello che il Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle sue funzioni, ha definito ‘obbligo per l’Italia’ e non più ‘dovere’, in un messaggio scritto alle Camere”. La figura di Annamaria Cancellieri, ex ministro della Giustizia, su posizioni simili: “Gliel’hanno fatta pagare”, dice Pannella riferendosi alle intercettazioni del ministro con esponenti della famiglia Ligresti. L’esclusione di Emma Bonino dal Governo come condizione posta da Renzi per diventare presidente del Consiglio. “Lui, il ragazzino, il furbetto, abituato a fare delle splendide partite di calcio-Balilla nella sua storia cultura e politica. A un certo punto viene fuori: ‘No, fuori la Bonino’. C’è stato solo un sondaggio degli istituti demoscopici e delle testate giornalistiche che abbia chiesto: ‘Voi sapete che la Bonino, la vostra Bonino che da ministro degli Esteri era più popolare del presidente, è stata eliminata da Renzi?’”. “No, non c’è stato un cacchio di giornale”. “Eliminata perché troppo popolare e conosciuta, da due generazioni”. “Noi siamo sotto ultimatum, scade il 28 maggio, per fare delle cose che il presidente della Repubblica formalmente ha indicato al Parlamento, con motivazioni perfette. Sono tutte le nostre tesi e i nostri obiettivi, ma non avrei saputo trovare la capacità di scriverlo in maniera così completa come ha fatto Napolitano. Risultato? Pesci in faccia! L’altra sera la Gabanelli, molto brava, ha detto che lei è contraria all’amnistia e ha tutto quanto, ma l’altra sera non ha spiegato le motivazioni dell’altro punto di vista. Questa è la sintesi della situazione di oggi”
    17:01 Durata: 19 min 32 sec
  • Pannella riprende lo sciopero della fame e della sete dopo una breve interruzione “perché tutti i medici parlavano di pericolo di vita”: “L’obiettivo essendo che il Governo italiano, ufficialmente” la smetta con “il totale rifiuto di quello che il Presidente della Repubblica e la giustizia internazionale proclamano essere ‘obbligo’ per lo Stato”. “Da nonviolenti diamo corpo perché al potere si trasmetta, col magrore, l’evidenza nostra, la speranza di trasmettere nel Governo l’energia alla quale rinunciamo perché il Governo realizzi la sua propria legalità, anche se non la condividiamo. E’ questo il senso della nostra battaglia”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla celebrazione e la santificazione dei due Papi: “La storia italiana di questi ultimi 50 anni, la massima parte di coloro che l’hanno vissuta non si sono mai accorti di averla vissuta. Ancora adesso, in questi due giorni di celebrazioni dei due pontefici (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, ndr), con i quali è noto che il rapporto – per quel che mi e ci riguarda – è stato umanamente e politicamente ottimo, a questo punto li si celebra riuscendo a non far recuperare agli italiani la conoscenza. Per esempio del fatto che il Papa polacco a un certo punto aveva detto: ci vuole l’amnistia, è urgente. E lui diceva: adesso lo andrò a chiedere ufficialmente al Parlamento, perché o adesso o mai”. Pannella: “Non sono in convalescenza, il Satyagraha continua. Stanotte ho bevuto perché tutti i medici parlavano di pericolo di vita”. “La notte scorsa ho accettato, dinnanzi al fatto che c’era l’unanimità degli scienziati che dicevano: se dopo quella operazione miracolosa non beve, noi dovremo dimetterci altrimenti saremo responsabili per il fatto di avere tollerato ciò. Allora ho deciso, sapendo di oggi e di questo appuntamento, anche per un segnale nonviolento di riconoscenza, in primissimo luogo per l’opera del Presidente della Repubblica e la qualità della sua opera, e per il fatto che il regime ha fatto straccio della sua opera”. “Però vi comunico che il Satyagraha è in corso. Io, come tutti auspicavano ma non con lo stesso spirito, ho ascoltato i medici e non solo i medici”. “Ora riprendo totalmente, d’ora in poi, lo sciopero della fame e della sete. E sono già in attesa dei risultati delle analisi del quarto giorno di sciopero ininterrotto della sete”. Sul Papa che oggi ha definito i suoi due colleghi da beatificare come “due persone coraggiose”. “Voi sapete forse che il Papa due giorni fa mi ha detto: Pannella, mi raccomando, sia coraggioso. Mentre tutti gli altri mi dicono: non morire”. Riprende lo sciopero della fame e della sete: “L’obiettivo essendo che il Governo italiano, ufficialmente” la smetta con “il totale rifiuto di quello che il Presidente della Repubblica e la giustizia internazionale proclamano essere ‘obbligo’ per lo Stato”. “Da nonviolenti diamo corpo perché al potere si trasmetta, col magrore, l’evidenza nostra, la speranza di trasmettere nel Governo l’energia alla quale rinunciamo perché il Governo realizzi la sua propria legalità, anche se non la condividiamo. E’ questo il senso della nostra battaglia”. Pannella segnala agli ascoltatori “Digiuno, autofagia e longevità” di Ulisse Franciosa: “Ci sono cose che andrebbero insegnate nelle scuole elementari. Così come, come dice un documento del Partito radicale di Aldo Loris Rossi, il fatto che ci abbiamo messo un milione e mezzo di anni per raggiungere il primo miliardo di membri della specie umana; nel penultimo decennio l’umanità è cresciuta in 10 anni di un altro miliardo, e questa nozione, data nelle scuole elementari di tutto il mondo…”. “Quanti ascoltatori italiani hanno potuto conoscere questa realtà per la quale scompare la campagna, scompaiono – se non protette da multinazionali e via dicendo – le produzioni alimentari, e soprattutto scompare la notizia dei nostri decenni di azione contro lo sterminio per fame nel mondo che ieri il Papa ha richiamato”. Il legame tra battaglia radicale contro lo sterminio per fame e le politiche dell’immigrazione. Quali gli obiettivi del Satyagraha? “Il rispetto degli obblighi proclamati come tali in un messaggio costituzionale dalla massima magistratura del nostro Stato”, precisa Pannella. “Se a un certo punto Papa Bergoglio decide di intervenire in Italia sull’amnistia, come faceva in America Latina…”. Le critiche di Pannella ad Amnesty International: “Non mi risultano grandi lotte da parte loro per quello che indicano come obiettivo costitutivo” della loro stessa organizzazione
    17:20 Durata: 24 min 18 sec
  • Sulla duplice canonizzazione dei Papi. Pannella: “Io ho constatato che c’era questa mobilitazione del popolo nell’occasione della celebrazione dell’opera di due Pontefici con i quali posso rivendicare che ci sono stati ufficialmente, malgrado i ruoli del ‘radicale’ e di altro, dei rapporti di stretta e attualissima collaborazione precisa, proprio sui temi del diritto, della giustizia, del veni creator spiritus e di queste cose che dimostrano, nella nostra storia, un’attenzione e una costante fiducia verso forme di religiosità che non diventino poi forme di poteri contrapposti”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Se a un certo punto Papa Bergoglio decide di intervenire in Italia sull’amnistia, come faceva in America Latina…”. Le critiche di Pannella ad Amnesty International: “Non mi risultano grandi lotte da parte loro per quello che indicano come obiettivo costitutivo” della loro stessa organizzazione. La duplice canonizzazione dei Papi. Pannella: “Io ho constatato che c’era questa mobilitazione del popolo nell’occasione della celebrazione dell’opera di due Pontefici con i quali posso rivendicare che ci sono stati ufficialmente, malgrado i ruoli del ‘radicale’ e di altro, dei rapporti di stretta e attualissima collaborazione precisa, proprio sui temi del diritto, della giustizia, del veni creator spiritus e di queste cose che dimostrano, nella nostra storia, un’attenzione e una costante fiducia verso forme di religiosità che non diventino poi forme di poteri contrapposti”. “Oggi ci sono delle preoccupazioni patenti su dove va a parare questo Papa. Abbiamo Giuliano Ferrara che è tutto contento di dimostrarci che c’è quell’altro… Molti anni fa aveva scoperto Socci, con le sue… oggi confermate”. “Socci agli esordi è stato valorizzato in particolare da Giuliano”
    17:44 Durata: 8 min 12 sec
  • Pannella sulla presenza mediatica di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva. “Questo è il dibattito!? Questo è il dibattito di regime! Se Berlusconi avesse oggi prevalso in una scelta fatta convergente con la nostra, in Italia invece di aspettare dei bidoni elettorali, saremmo adesso in una splendida campagna referendaria su 12 referendum radicali che lui con una splendida motivazione sottoscrisse”. “Ho l’impressione che a Berlusconi non sarà permesso di fare una campagna per dire: nel mondo democratico sono sicuro che possiamo trovare in tutti i consigli regionali italiani una parte di eletti, del 20 per cento mettiamo, che siano d’accordo nel decidere che cinque consigli regionali propongano e dispongano che i referendum fottuti vengano invece tenuti esattamente tra un anno”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La presenza mediatica di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva. “Questo è il dibattito!? Questo è il dibattito di regime! Se Berlusconi avesse oggi prevalso in una scelta fatta convergente con la nostra, in Italia invece di aspettare dei bidoni elettorali, saremmo adesso in una splendida campagna referendaria su 12 referendum radicali che lui con una splendida motivazione sottoscrisse”. La firma di Berlusconi, la scorsa estate, anche in calce a dei quesiti referendari su cui non era d’accordo. “Ho l’impressione che a Berlusconi non sarà permesso di fare una campagna per dire: nel mondo democratico sono sicuro che possiamo trovare in tutti i consigli regionali italiani una parte di eletti, del 20 per cento mettiamo, che siano d’accordo nel decidere che cinque consigli regionali propongano e dispongano che i referendum fottuti vengano invece tenuti esattamente tra un anno. E’ possibile che a questo punto il Berlusca si esporrebbe infatti al linciaggio di Alfano, verrebbe accusato delle peggio cose. Nel senso che quei 12 referendum costituirebbero una rivoluzione nonviolenta e liberale in Italia. Io ritengo che Silvio Berlusconi, dopo le scelte convergenti con le nostre, è stato sconfessato dalla sua stessa organizzazione”. “Adesso abbiamo un Presidente del Consiglio che in modo cafone e naturale sputtana le proposte ufficiali, fatte proprie da Forza Italia e Berlusconi, mentre lui è il paladino della posizione anti-Bonino”. Sul carattere “anti democratico” delle elezioni europee. Sul “possibile contro l’immensamente probabile” giocato dai Radicali e sul riferimento di Papa Francesco che a Pannella ha detto “farò tutto il possibile”: “Gli ho risposto: ‘Mi permetta, Sua Santità. Tutto il possibile lo possono fare tutti, il problema è che da lei ci si attende un nuovo possibile contro l’immensamente probabile che sta accadendo qui in Italia e nel mondo’”. Pannella sulle riunioni di questi giorni in collegamento con il Partito radicale. I rapporti con il Partito democratico e la mancanza di dibattito sulle battaglie sulla giustizia
    17:53 Durata: 20 min 45 sec
  • L'appello all'iscrizione al Partito radicale: “Forse però in questo caso qualcosa può svegliarsi, e io spero che accada, perché abbiamo bisogno di nuovo di 50mila operatori, intellettuali, come accadde in un momento, che mandino via Internet o altro le quote associative al Partito, e questo sarebbe un segnale straordinario di forza. Anche immediatamente. La lotta in queste cose è la lotta per la sopravvivenza ma, attraverso la sopravvivenza fisica di questa storia radicale, riuscire ad avere pronto il nuovo possibile – come dicevo al Papa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La battaglia per l’amnistia è bloccata dall’assenza di una maggioranza parlamentare adatta? “No – secondo Pannella – E’ bloccata dall’anti democrazia di stampo fascista, nazista e comunista del regime partitocratico italiano. Tanto è vero che di questo abbiamo pochissimi articoli come quelli che venivano fuori un tempo con Pier Paolo Pasolini, per registrare – se non altro per le biblioteche – la lotta che facciamo”. Ancora sui dati del Centro d’Ascolto sugli “ascolti consentiti” dalla televisione italiana. “Forse però in questo caso qualcosa può svegliarsi, e io spero che accada, perché abbiamo bisogno di nuovo di 50mila operatori, intellettuali, come accadde in un momento, che mandino via Internet o altro le quote associative al Partito, e questo sarebbe un segnale straordinario di forza. Anche immediatamente. La lotta in queste cose è la lotta per la sopravvivenza ma, attraverso la sopravvivenza fisica di questa storia radicale, riuscire ad avere pronto il nuovo possibile – come dicevo al Papa”
    18:13 Durata: 3 min 57 sec
  • La dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di “fare il punto sulle misure adottate e da adottare, anche in ossequio della nota sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo” sulle carceri italiane. Pannella: “Questo messaggio del Quirinale non godrà di grandi interpretazioni; qualche titolo sì, ma così… Qualcosa eppur si muove, e la rivoluzione nonviolenta contemporanea contro la ragion di Stato è possibile che scoppi a un certo punto in Italia”. La necessità di convocare “nelle prossimissime settimane” il fronte italiano del Congresso del Partito radicale transnazionale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di “fare il punto sulle misure adottate e da adottare, anche in ossequio della nota sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo” sulle carceri italiane. Il ringraziamento di Napolitano “per il generoso gesto della sua telefonata a Marco Pannella”. Il leader radicale ricorda ancora il colloquio col Papa. “Questo messaggio del Quirinale non godrà di grandi interpretazioni; qualche titolo sì, ma così… Qualcosa eppur si muove, e la rivoluzione nonviolenta contemporanea contro la ragion di Stato è possibile che scoppi a un certo punto in Italia”. I precedenti esempi referendari. Pannella sullo sciopero della sete e il ruolo del sigaro come antidoto per evitare l’essiccamento eccessivo delle labbra. “Il satyagraha continua, per il nuovo possibile, noi siamo l’alternativa alle elezioni-non elezioni, l’alternativa storica ai grillini e al vecchio possibile che conduce l’Italia alla putrefazione”. Pannella conclude auspicando che “nelle prossimissime settimane, per trattare assieme tutte le urgenze che noi indichiamo, si tenga il congresso italiano del Partito radicale transnazionale. Un impegno che significa anche poi un’occasione di lotta a partire da quella che abbiamo avuto a Bruxelles sullo Stato di diritto e la ragion di Stato e dalle iniziative splendide che l’Associazione Luca Coscioni è riuscita a portare avanti”
    18:17 Durata: 14 min 14 sec