02MAG2014
manifestazioni

Inaugurazione del "Festival delle Religioni"

MANIFESTAZIONE | Firenze - 11:53. Durata: 54 min 43 sec

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Festival organizzato da "Luogo d'Incontro", un'associazione che nasce dal desiderio di essere un punto di riferimento per la città di Firenze (2 / 4 maggio).

Registrazione audio della manifestazione "Inaugurazione del "Festival delle Religioni"", registrato a Firenze venerdì 2 maggio 2014 alle ore 11:53.

L'evento è stato organizzato da Associazione Luogo d'Incontro.

Sono intervenuti: Franesca Campana Comparini (fondatrice dell'Associazione "Luogo d'Incontro"), Dario Nardella (vicesindaco di Firenze, Partito Democratico), Jean Louis Tauran (cardinale, presidente del Pontificio Consiglio per
il Dialogo Interreligioso), Paolo Mieli (giornalista e presidente della RCS Libri).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Armenia, Cattolicesimo, Chiesa, Costituzione, Democrazia, Ebraismo, Filosofia, Firenze, Islam, Italia, La Pira, Mieli, Pace, Politica, Religione, Storia.

La registrazione audio di questa manifestazione ha una durata di 54 minuti.

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11:53

Scheda a cura di

Valentina Pietrosanti
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Io vi ringrazio a tutti di essere qui oggi
E vorrei chiamare innanzitutto il vice Sindaco reggente Dario Nardella per i suoi saluti grazie Dario Bianchi
Gentili ospiti
Cari cittadini
Autorità buongiorno
Sono
Particolarmente onorato contento di portare il saluto
All'apertura
Di questa tre giorni dedicata alle religioni di questo Festival delle religioni
Che non a caso
Prende il la
In questo luogo
Nelle intenzioni degli organizzatori che saluto e ringrazio con i quali mi complimento per la felice intuizione l'Energia la passione con cui hanno voluto
Realizzare questo appuntamento
Più volte abbiamo sentito riecheggiare in riferimento al
Nostro grande Sindaco il Sindaco Santo Giorgio la Pira
Al quale tra l'altro il cardinale Piovanelli ha voluto dedicare una prolusione proprio in occasione del la
Udienza dei Sindaci delle grandi città d'Italia in Vaticano dal Papa al quale la quale io ho avuto l'onore di partecipare
Non più tardi di un mese fa
Il sindaco La Pira appunto l'uomo che
Più di tutti qui a Firenze a indistinto da una
Condizione istituzionale da una posizione civica di Sindaco dei fiorentini di Firenze
Sul dialogo sull'incontro sull'apertura su quella che lui amava definire la diplomazia delle città
Che riesce ad arrivare talvolta anche dove non giunge non arriva la diplomazia degli Stati
Negli intenti degli organizzatori di questo Festival dunque c'è il desiderio
L'ambizione l'aspirazione di riprendere quel cammino cammino che la Pira e Firenze aveva avviato nel contesto internazionale un contesto difficilissimo quello di allora se pensiamo
Alla guerra fredda e a cosa porta aveva portato quell'attenzione internazionale sui popoli di tutto il mondo
In un contesto in cui qui a Firenze fiorire una incontri convegni penso a quelli dedicati appunto alla pace può i colloqui mediterranei
E proprio a proposito dei colloqui mi di termini mediterranei
Giorgio la Pira
Parlo del miracolo della convergenza pensate arabi e israeliani popoli di tutti i Paesi del Mediterraneo dell'Africa dell'Europa del vicino Oriente ritrovarsi
Abbattendo i muri e costruendo punti
Abbattendo ostacoli e costruendo dialogo
Firenze oggi vuol tornare ad essere la seconda Gerusalemme come amava ricordare Savonarola
Capitale della pace del dialogo
Che possa dare forza slancio a quella teologia specifica della storia dei popoli dei popoli del Mediterraneo e non solo
E che guarda prima di tutto al dialogo all'incontro tra le religioni
Avrà mitiche
Per i giovani che hanno la comune radice e che anche oggi attraverso i loro massimi esponenti a cui rivolgo a nome dei fiorentini un sincero
Vero ringraziamento
Che anche oggi appunto
Riesce attraverso gesti concreti iniziative a proseguire e a sviluppare quella filo
E allora
Come
Ebbe a scrivere proprio la Pira nel mille novecentosettantatré e allora non c'è che da riprendere
La strada di Firenze
La strada cioè della convergenza dell'incontro che Isaia indicò con tanta protetti profetica precisione
In quel tempo scriveva i sei a vi sarà una strada dall'Egitto alla Siria
Ed il sì lo si recherà in Egitto l'egiziano andrà insidia ed Egitto e Siria serviranno il signore la strada che il Corano
Ricorda ancora la Pira indica dicendo o gente del libro
Venite ad un accordo equo fra noi e voi di non associare all'Hui cosa alcuna di non scegliere ci fra noi padrone che non sia Dio
Frasi
Incise nella storia dell'umanità a cui ancora oggi noi guardiamo con speranza con ispirazione con desiderio
Sì perché oggi
Care amiche cari amici noi riprendiamo a rischiare il rischio del dialogo perché il rischio comporta un costo una rinuncia
E non si tratta di rinunciare alle proprie convinzioni
Si tratta piuttosto di consentire
Di essere messi in discussione dalle convinzioni degli altri
è questo il dialogo
Come interpretare
Un accordo appunto come acquisire una comune interpretazione su ciò che ci unisce ma anche su ciò che si divide
Come riconoscere l'un l'altro la valenza alla legittimità delle cose che ci dividono così come di quelle che ci uniscono
Qui sta il rispetto riconoscimento dell'altro dunque il rischio del dialogo
Uscire da sé
Andare incontro all'altro perché il dialogo ci trasforma non è una semplice Presa d'atto di una condizione di differenza no è un arricchimento è un processo
Di crescita di divenire
Proprio come recitava una massima buddista precedente
Alle tre I tre monoteismo mi si dovrebbe sempre onorare la religione degli altri così facendo si aiuta la propria religione accrescere
E si rende un servizio a quella degli altri ricordava Enzo Bianchi a proposito di un bellissimo intervento sul dialogo che batte la violenza
Ma in questo festival non si parla solo e non si parlerà come giustamente hanno voluto gli organizzatori delle religioni avrà mitiche
Ma di un principio che va ancora oltre che alla base della dignità dell'uomo della spiegazione antropologica di ogni essere vivente la libertà di credere
La libertà di religione la libertà di esprimere se stesso anche attraverso una vocazione
Verso una fede il bisogno di trovare risposte oltre sì
E dunque non è soltanto un dialogo tra le religioni di Abramo ma tra tutte le religioni
Tra tutte le culture
Un dialogo contro il vuoto perché non si garantisce la libertà di credere
Affermando
E
Difendendo spazi del nulla
Spazi senza simboli
Una
Comunità come la nostra cosa sarebbe senza simboli sarebbe la comunità del nulla della paura
Del timore dei muri
Noi vogliamo una comunità ricca di simboli piena di simboli
Non dominata da un simbolo ma dominato dal bisogno dall'attenzione
Al dialogo all'incontro e al reciproco riconoscimento
Di diversi simboli a condizione che tutti questi pendano a migliorare riconoscere la dignità dell'uomo
Questa è la storia della nostra città che generazioni prima di noi hanno difeso
Perché Firenze non è nostra non è di chi la governa non è neanche
Dei cittadini elettori ma è semmai delle future generazioni e al loro che dobbiamo guardare consegnando la città che le precedenti generazioni hanno dato a noi la città del dialogo la città dell'apertura
La città della pace
Con questo spirito con tutto il cuore a tutti voi in particolare Paolo Mieli che comincerà questa lezione che darà il l'acquisto concerto
A Francesca Campana Comparini a tutti gli organizzatori faccio un grande sincero in bocca al lupo e soprattutto rivolgo un ringraziamento
Perché venendo qui date ancora hanno voi motivo di ispirazione di energia di fiducia per il futuro grazie
Grazie al alle parole del vicesindaco grazie
Grazie infinite
Come dire innanzitutto grazie alla presenza di Paolo Mieli nel
La a tutti voi qui vorrei dire veramente grazie a ciascuno soprattutto grazie anche agli sponsor che hanno reso possibile questa iniziativa
Vi racconto adesso come nasce questo festival
Vedete questo festival nasce proprio qui
Nasce qui in Santa Croce
E non è un caso che abbiamo scelto di inaugurarlo qui nel Cenacolo
E questo perché in non soltanto
Perché come ebbe a scrivere Foscolo nei Sepolcri Santacroce il tempio delle Italie gloria
Non soltanto per questo e non soltanto perché Santacroce il luogo della pluralità conoscitiva teologica culturale filosofica
Appena uscite di quali guardano a te la facciata della Basilica e vedrete che il simbolo più grande che c'è
La stella di Davide
Quindi dicevo non soltanto per questo
Una Santacroce che tra l'altro vive ancora oggi all'insegna di un San Francesco santo patrono d'Italia che ha avuto la comune
Di cogliere nel Convivio un diciamo così della creazione
La bellezza
E la pluralità
DS
Vedete non soltanto per questo ma in particolar modo e forse anche
Più semplicemente
Perché io qui mi sono formata
Da che ho ventidue anni quindi da quattro anni organizzo tutti gli anni insieme all'opera di Santa Croce insieme al padre Antonio Rettore della Basilica agli incontri qua un vero e proprio cenacolo un vero e proprio laboratorio di idee
Quindi
Abbiamo ritenuto opportuno che non ci fosse il luogo più significativo che partire da qui da Santacroce
Incontrandoci su ciò che ci divide la tematica di questi tre giorni il cuore di questo Festival
Quello che tenteremo di fare di andare a svelare le diversità
Le fonti di una conflittualità latente di ciò che è motivo di scontro di ciò di cui molto spesso non si parla o perché sono tabù o perché non conviene
Di tutti quei non detti oppure di tutti quei detti forse e molto spesso con troppa violenza
Poniamo davvero una lente di ingrandimento
Su ciò che ci di vite
Perché io sono certe forse i miei i miei maestri che stanno
In altra dimensione di vita San Francesco Sant'Agostino mi hanno insegnato che nella pluralità e nelle differenze che si coglie la meraviglia e la densità del reale
Da credente vi dico anche che forse è proprio nella
Nella pluralità e nelle differenze che
Si coglie il sorriso di Dio forse i pensieri più figli di Dio
Vedete due sono i nostri punti di riferimento come del resto ricordata il vice Sindaco Nardella
Il primo è
Papa Giovanni ventitreesimo finalmente il neo santo Papa Giovanni ventitreesimo non è quello che abbiamo e stiamo tentando di fare con molta umiltà e portare avanti
La missione iniziata con il Concilio Vaticano II che che poi è passato alla storia e tuttora
Rientra nella corrente dell'ecumenismo
Ma allora Papa Giovanni ventitreesimo andava a mettere al centro le comete appunto ciò che era motivo di incontro e non di scontro
E come mai questo perché l'incontro perché il Concilio Vaticano II il Papa Giovanni ventitreesimo s'sorgono e nascono in un contesto storico in cui il mondo è diviso in due
è bipolare diviso tra est e Ovest USA e URSS quindi ecco perché era fondamentale andare a cercare un momento un motivo di incontro
Noi oggi invece viviamo in un contesto totalmente diverso viviamo in un mondo che è globale che non è bipolare ma e molti polare multicentrico
E quindi
Ecco perché è fondamentale andare a svelare le differenze in un mondo che le audaci zattere che le ASL Pillitteri che le ha rese appunto
Indifferenti
Noi oggi viviamo in un mondo di indifferenza e soprattutto di indifferenza verso le differenze
Ecco perché è fondamentale
Ecco perché abbiamo ritenuto importante con c'
Entrare incentrare su questo Festival sulla diversità
E lo facciamo
Non soltanto insieme ai religiosi
Ma lo facciamo soprattutto con i laici cioè con tutti coloro che ognuno
Nel proprio settore dai geologi I filosofi giornalisti agli scrittori ai cantanti tutti coloro che nel
Come dire nella propria materia possono dare un loro contributo perché la religione investe tutti e non soltanto i religiosi
Allora mi chiedo quale città è migliore di Firenze
Ma è uno può dire sei fiorentina è ovvio che
La città migliore non potrebbe essere che Firenze
No non è solo per questo Firenze città del dialogo lo è sempre stata è città dell'incontro Firenze nella città di Giorgio la Pira
Io che non ho neanche conosciuto ma neanche alla lontana l'ho conosciuto
Uno dei degli insegnamenti a mio avviso più straordinari del di la Pira che sta scritto nelle città sono vive quando dice che una città evviva
Si ha un cuore economico politico ma soprattutto culturale ma soprattutto religioso che pulsa come se fosse un cuore
Ecco perché dobbiamo ripartire da qui ripartire da Firenze ripartire
Dal significato più proprio della parola città
E questo non è un modo di dire un dato di fatto la Paolis
La città alla polis costituita da poi il testo cittadini se fate caso all'asta allo stesso etimo
In
Polloni
Cioè in molti quindi laicità e fatta dai molti dalle moltitudini è fatta dalla diversità
Quindi io credo proprio che è importante imparare a pensare al plurale facciamo veramente di Firenze un nuovo luogo di incontro di culture di idee di mondi
Questo signori miei è il festival delle religioni grazie
Adesso
Adesso vedremo prima di chiamare
Il dottor Paolo Mieli vedremo un video il video del Cardinal Turano anche purtroppo non può essere qui con noi oggi perché è impegnato in
Adiposo una tra l'altro non a caso nella città di Sant'Agostino
E però voleva essere presente da molto per me emozionante di vedere farvi vedere questo video perché la testimonianza della benedizione della Santa Sede al Festival delle religioni quindi
è un momento importante di vi consiglio di ascoltarlo con attenzione prego
Sono felice di poter farmi presente al Festival dei livelli di giorni sul tema incontrandoci su quanto ci
Diritti
Vorrei pure congratularmi con Francesca Campana che ha avuto l'idea di promuovere
Tale iniziativa anche un saluto particolare al Cardinale arcivescovo di Firenze
Cari amici la gioia di condividerei tanti valori comuni che abbiamo con i seguaci di tali aziende gli atti delle Regioni va di pari con la necessità di superare i pregiudizi e di riconoscere ciò che ci separa
Superare il pregiudizio e condividere la gioia dell'altro e fondamentali per vivere il dialogo come testimonianza
Tale atteggiamento di rispetto ci permetterà pure di guardarci dentro
Per liberarci da ogni chiusura all'inno dalla novità e alla verità
Lei di metterci in discussione anche per quanto riguarda la nostra persona le adesioni alla Fedi ed essere più pronti a rendermi ragioni ma
Soprattutto farà scaturire rinnovi la disponibilità a collaborare con tutte le persone di buona volontà in vista dei beni comuni
Il dialogo
Ha un senso anche quando in prima battuta si scoprono solo differenze ettari religioni
La radicalità la radicali alterità del partner non deve sorprendere
Già sono presentando già solo presentando le proprie convinzioni si entra in uno scambio con ciascun partner presenti spesso i solo davanti all'altro emerge chiaro
A noi stessi ciò che ci è proprio
No nostra vera visioni delle cose
Mettersi in discussioni può portare alla luce qualcosa di nuovo
Ma questo non
Ma questo non gli impedisce di scoprire anche che nel dialogo interreligioso ci sono molti non detto non di civili
E allora la comunicazione diventa testimonia lancia
Scambi di conoscenza contatti visiti so piccolo quindi assumono un peso di maggior rilievo
Vi sono state
Visite di cristiani a moschee con l'invito ai musulmani a ricambiare la visita a una chiesa Cristiana forse il colloquio
Informe semplici queste in questi incontri familiari appaiono nel campo importante per l'incontro religioso
Ci si interessa di quelli degli altri non ci si evita trascurando sì con una scrollata di spalle questi elementi del dialogo interreligioso presenti negli spazi urbani di vissuto non devono essere disprezzati
Il Santo Padre APPA Francesco attinenti rivolgendo la parola alla la finalità del nostro dicastero il Pontificio Consiglio per le
Dialogo interreligioso
Diceva il dialogo costruttivo tra le persone di diverse tradizioni religiose serve anche a superare un'altra paura che riscontriamo purtroppo in aumento nelle società più fortemente secolarizzata i
Cioè la paura verso le diverse tradizioni e religiosi
E verso il la dimensioni e religiosa in quanto tali
La religione è vista come qualcosa di inutile o addirittura di pericoloso
La convivenza sarebbe possibile solo nascondendo la propria appartenenza religiosa incontrandoci in una sorta di spazio neutro privo di riferimenti alla trascendenza
Ma anche qui c'è il Papa come sarebbe possibile creare vere relazioni costruire una società che sia autentica casa comuni imponendo di mettere da parte ciò che ciascuno ritiene
Per essere parte intima del proprio essere
Non è possibile pensare a una fratellanza da laboratorio certo è necessario che tutto avvenga nel rispetto delle convinzioni altrui
Anche di chi non
Non crede ma dobbiamo avere il coraggio e la pazienza diversi incontro null'altro per quello che siamo il futuro
Sta nella convivenza rispettosa delle diversità non nello Mogol l'omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale
Abbiamo visto lungo la storia la tragedia di pensieri unici
Per
Per questa via passano edificazioni della pace nel mondo
E pertanto il nostro impegno scrive anche il pappa
Francesco nella sua esatta sui Vangeli gaudium
Ne indica il nostro impegno nel dialogo interreligioso e quanto mai necessario ed opportuno nel mondo di oggi
Condividendoli gioielli pene degli altri impariamo ad accettarli nelle loro differente il modo di essere di pensare di esprimersi con questo metodo potremmo assumere insieme il dovere di servire la giustizia e la pace
In conclusione
Io penso che
Conoscere l'altro aiuta a riconoscere in noi stessi in a riaffermare la nostra identità
Vedere che siamo differenti ci porta a riconoscere il diritto alla differenza
Ma ci ritroviamo insieme come facenti parte di una unica umanità per camminare insieme e costruire nel mondo milioni
Auguro quindi a tutti voi un secondo la Puglia grazie
Emozionante ascoltare le parole del cardinale adesso
Chiamo il dottor Paolo Mieli vorrei accoglierlo con un grande applauso per essere qui oggi all'inaugurazione
E il tema dell'incontro di questo incontro vista manine religioni al centro prego
Grazie voglio prima rivolgermi agli organizzatori del convegno lei vicesindaco tutte le autorità
Che sono qui presenti per dirvi una cosa a me che vengo da fuori e che
Un convegno di questo genere organizzato non all'interno di una comunità religiosa e quindi non da autorità religiose un convegno
Di
Laici e credenti delle diverse vedi non per quello che io ricordi precedenti o comunque non ha precedenti di questo livello
Varie volte ci siamo trovati insieme a discutere delle cose di cui discuteremo in questi tre giorni ma
C'è una compiutezza
Di intenzioni di attenzione e di
Vedrete che tutte le relazioni che ascolterete fin dal titolo sono studiato in modo mirato questo non è un convegno per dire
Ragazzi facciamo pace mettiamoci tutti d'accordo vogliamoci bene superiamo le divisioni pace pace pace poi andarcene a prendere un aperitivo
Questo è un convegno
Che proverò a dire perché segna un passo avanti
Dal
Dialogo interreligioso che è stato il più grande risultato
Del Novecento perché come vi dirò fra breve novecento signora Pertol con tutt'altre prospettive noi stiamo apprendo
Il nuovo secolo provando ad imparare che quello schema mentale con cui eravamo usciti dalla seconda guerra mondiale
Allentiamo le nostre identità di Luigi diamo alle formiamo un amalgama utile e unico in tour in cui possiamo vivere
Tenendoci segreto
Sì cattolici che si è protestanti che si
Ebrei che si è mussulmani quello teniamocelo le per l'intimità familiare mentre invece partecipiamo tutti insieme alla grande comunità umana
Dove
Esaltiamo il tratto comune che ci unisce e nascondiamo di simuliamo quello che ci fa differenti
Oggi
Abbiamo capito e da poco tempo che invece ne dobbiamo procedere in un altro modo dare questo per acquisito come un gradino fondamentale
Per essere usciti
Caro terribile novecento e
Il passo successivo deve essere quello di
Accoglierci e come diceva adesso il
Cambierà elettorali accoglierci per quello
Che in cui crediamo rispettando e facendo tesoro del fatto anche di essere diversi
E di credere profondamente
Credere profondamente
Ognuno nei propri valori nella fattispecie né valori religiosi
Quando
Parlo da intellettuale laico vediamo un cattolico che è intimamente cattolico
Un protestante che dico protestante per dirlo in senso lato che lo intimamente che crede nei propri valori che è disposto a battersi a morire per questi valori
Quando vediamo un ebreo
Che ebreo fino in fondo non non ebreo
Che tenta di farsi accettare e lo stesso discorso vale per un musulmano
E quello che dobbiamo far diventare valore è quello che dobbiamo
Capite bene che quindi stiamo passando da un estremo a un altro ed è un percorso molto complicato
E questo credo che sia il primo convegno pubblico in cui questo discorso viene
Esplicitato
Cioè si passa dal dire ma ne abbiamo le nostre identità a quello di dire esaltiamo le differenze fra le nostre dell'identità
Crediamo in cose diverse qualcuno punto non crede in niente o comunque non credere niente sotto il profilo religioso ma impariamo a fare tesoro
Del
Del tolleranza che va da sé ma del rispetto e anche dal nutrimento del confronto con qualcuno che crede profondamente
Dobbiamo valorizzare
Indolori la parte in cui noi crediamo profondamente quegli altri credono profondamente in cose
Diverse danno dalle nostre perché in quelle cose credute profondamente cioè un elemento di ricchezza per l'umanità
Noi
Siamo partiti
Nel Novecento
Non guardando non vedendo non riuscendo a intravedere che cosa il mondo della perché il mondo della possibile amalgama era un mondo già ipotizzato nell'Ottocento
Non solo in Italia ma nel mondo spesso l'idea che
Che bastasse la tolleranza
Non bastasse rispetto reciproche tutto sommato il resto ricredere era folclore erano cose residuali
Mentre invece la parte eletta sarebbe stata una parte
Non religioso sempre sempre più
Ma li Enna dalla professione fervida
Di una religione e
E poi poi è stato il Novecento è stato il Novecento con i suoi orrori e si è visto che
Che quell'ideale freddo quell'amalgama fredda funzionava era finta scopriva sotto
Copriva sotto una diffidenza per i valori altrui che si trasformava
In ostilità per i valori altrui adesso quest'anno il il due mila quattordici cadrà fra un po'sapete sommersi di celebrazioni
Per i cent'anni dell'inizio della prima guerra mondiale
Faremo parecchie dureranno cinque anni perché c'erano quattordici quindici sedici e via dicendo
A me
Ha sempre colpito una cosa quando crolla l'impero ottomano
L'Impero ottomano era una
Finché era musulmana rammento di quando finì in mano ai laici i laici i giovani turchi quelli che sarebbero state il battezzo Torre
Del
Ipotizzato della nuova stagione la Turchia si distinse Regione quindici con
Il massacro l'Olocausto chiamano così perché fu un vero e proprio causa per quello che riguarda degli armeni
E fu uno full archetipo degli olocausto sì quello del quindici da parte dei giovani turchi né che erano appena andati al potere che si è di estinzione
Perdevano la guerra principale dell'Impero ottomano scelte
Perdente sconvolto dalla Prima guerra mondiale ma intanto
Facevano un esercizio
Il termine del primo grande eserciti stranieri novecento a danno degli armeni ovviamente la Chiesa
Cattolica assistette
A questo sacro peraltro coperto non enfatizzato dai media
Dell'epoca e quando nel dicembre del diciassette cadde Gerusalemme che era un avamposto
Dell'intero ottomana sodo sorprendenti i toni che
Si possono riscontrare sui giornali cattolici l'avvenire Italia L'Osservatore Romano
Sono davvero
Parla di Gerusalemme liberata monumenti a Torquato Tasso come compimento della missione delle crociate
Vedrete che qualcuno tornerà quando cadrà anche questo centenario questi cent'anni da questo momento per mettere in luce che cosa fosse l'immagine che la Chiesa
Dell'epoca aveva del mondo musulmano e non è da meno l'immagine che la Chiesa stessa pochi anni prima
Aveva dato del mondo ebraico nel mille novecentoquattro nel gennaio mille novecentoquattro Papa Pio decimo incontrando il fondatore del sionismo Theodor Herzl
Gli fece dei discorsi che sono rimaste la storia per essere davvero sconfortanti gli disse a me ma voi non avete mai riconosciuto gli ebrei la nostra generale non avete mai conosciuto Cristo
Allora noi come facciamo a riconoscere gli ebrei per noi
No un un discorso che poi
Che fu reso pubblico sia da se stesso che poi dal
Dalle fonti vaticane e che fece da retroterra una diffidenza se non vogliamo dire ostilità nei confronti degli operai abbia parlato di
Un massacro di laici provenienti dal mondo musulmano nei confronti di cristiani gli armeni
Io ho parlato di un'ostilità
Dei
Cattolici nei confronti
Del nei confronti del mondo musulmano e nei confronti del mondo ebraico
Che io sappia perché credo che vanno dette le cose vere che io sappia non esistono storia di ebrei che massacrano cattolici o che massacrano musulmane questo per fare la storia
Giusto annotarlo che le provenienze notare alcune caratteristiche di provenienza
Che le caratteristiche di provenienza sono appunto
Queste
Che l'antisemitismo alligna atto sia nel mondo cristiano che nel mondo protestante
Che l'ostilità ricambiata
Con musulmani hanno allineato in tutti e due mondi e che l'ostilità musulmana
Nei confronti del mondo ebraico che nel solo nei confronti del mondo cristiano evviva ancora oggi la Chiesa cattolica per desiderio di pace per desiderio di dialogo
Non enfatizza quei massacri di preti che avvengono ma veramente a ogni piè sospinto c'è qualcosa di taciuto secondo me è un atto di grande
Saggezza da parte della Chiesa non buttare benzina sul fuoco ma
Io credo che le persone normali e non abbiano abbastanza l'idea di quanti cristiani paghino con la vita
Loro la loro militanza cristiane nei paesi musulmane o nei Paesi dove ci sono forti comunità musulmana
Questo per dire
Che il mondo da cui veniamo è un mondo di ostilità tale a tal punto pronunciata che
Che ci fa ancora riflettere e farsi che l'opzione
Di enfatizzare di guardare alle differenze per valorizzarle e non rassegnarsi all'amalgama non è una scelta obbligata perché qualcuno potrebbe dire guardate visto che ancora viene sparso del sangue
Visto che ancora alle ostilità sono così vive così forte accontentiamoci di una pace purché sia di un
Di un dialogo interreligioso di quelle parole di pace pace pace pace e non cerchiamo di andare oltre che troppo ambizioso
Ma io invece
Sono convinto se ho ben interpretato l'impianto di questo convegno che se noi non facciamo questo passo avanti cioè se noi non facciamo il passo avanti di educare l'uomo al
Non alla dissimulazione a nascondere la propria identità ma poterla dire apertamente proprio sarebbe altamente
Ed essere tollerato rispettato anzi trattato come un elemento di arricchimento della società noi
Potremmo tornare come siamo tornati alla fine tra la fine dell'Ottocento inizi del Novecento al momento in cui
Non abbiamo
Non abbiamo strutture non abbiamo strumenti per reagire a questo
Questo possibile a questo possibile incendio
Così come penso
Noi siamo abituati a enfatizzare il ruolo del Concilio
Vaticano secondo il ruolo di una professionalità importante di questa città come
Giorgio la Pira nel
Passaggio
Nel passaggio dal momento
Dell'ostilità della diffidenza quello del dialogo ed è verissimo il Concilio Vaticano II la dichiarazione Nostra aetate soprattutto per quello che quella dichiarazione del sessantacinque
Significava per il mondo musulmano sono state un passaggio fondamentale però guardate
Non tutto identico è solo un Papa Giovanni Paolo secondo ha fatto dei gesti decisivi per il passaggio da una stagione all'altra nella storia
Che qui stiamo affrontando solo quel papà cioè non non voglio togliere merito i suoi predecessori
Giovanni ventitreesimo impropria buonissimo meraviglioso giustamente fatto santo non spetta a me dirlo
Ma dal punto di vista storico
Quella di Giovanni Paolo secondo è stato una rivoluzione
Pensate per dirvi il gesto
Che
Rese celebri Giovanni ventitreesimo certo si trattava di Angelo silente né prima era che passo a un giorno Collauto davanti alla sinagoga
Fece un segno di benedizione questo fu preso come
Come svellimento ben Giovanni Paolo II andò sinagoga come voi sapete
Tese le braccia non la manda parla agli ebrei nostri fratelli maggiori
Questo è un gesto esplosivo questo è un gesto che ha reso da allora l'atteggiamento fra cattolici ebrei completamente rivoluzionato
Ed è stato che si è visto anche questo
Rivoluziona mento negli studi nell'approfondimento
Mi ha molto colpito
Che nel mondo ebraico
Si è
Ristudiare tra tutta la questione dell'antisemiti del mondo ebraico ovviamente
Con Mondo ustionato
Da la diciamo no una chiusura da occhio della Chiesa nei confronti per la persecuzione antiebraica enfatizzata le radici cattoliche dell'antisemitismo e tutti gli studi più recenti prodotti dal mondo ebraico sono
Per andare a guardare ciò che c'è il futuro che c'era stato di antisemitismo che del resto
Il
La distruzione settanta dopo questo tempio non avermi che ho fatto i cattolici allora Area ristudiare tutto quello che c'era fra il periodo fra il sessantotto il settanta e poi quello
Del centro trentacinque per cento trentotto dopo Cristo
Prima con la dinastia
Dei Flavio e poi con Adriano tutto ciò che c'era stato di produzione
Antisemita antiebraica nel mondo pagano e tutto ciò che da questo mondo pagano si era trasferito come era naturale che si trasferisse
Nella Chiesa cattolica che pure una lunga stagione era stato era stata perseguitata alla stregua degli ebrei anche qui Bilbao sembra una questione di lana caprina ma non è di lana caprina cioè
Infatti Zare il fatto de e chiedo mandarci perché perché tutto è una cosa Nerone fu ucciso da un Liberto nel sessantotto dopo Cristo dopo la morte di Nerone
Accade una cosa come
Accade spesso qui in Italia
Che la popolazione sbandava cercavo un nuovo capo
Sì successori arrivavano a ruota prima Gal Bampo il dottor Neri poi vitello tutti personaggi che erano come anche qui ogni tanto conosciamo fino alla fine di un regime l'inizio del regime successiva ci sono degli astri dei personaggi che ci sembrano
E quindi andiamo tutti che vanno da parte uno da parte di uno poi da parte dell'altra
A me mi ha detto che è capitato nella mia livello due o tre volte questo fenomeno tutti insomma facciamola prendiamo sul profana
Allora
Dopo questo periodo
Il proconsole
Vespasiano c'era in
In Palestina
Decise di sfruttare in funzione della con queste poteva Roma ci riuscì
Si decise di sfruttare l'ha il suo essere in Palestina e per conquistare il potere a Roma che fece delle cose pazzesche per fortuna un testimone
Giuseppe rimasto proprio Giuseppe rimasto per raccontarci quello che fece il suo erede Tito questo il loro regime del club dura quasi trent'anni e ventisette anni suo erede Tito
Fu quello poiché distrusse il tempio Domiziano ne fece ancora di peggio fughe la dinastia Flavia fu sotterrata ma venti trenta quaranta anni dopo si riproducessero in
Tensioni antigiudaica insomma allora si diceva e tutto questo patrimonio che è un patrimonio di letteratura di tradizione di simboli si trasferì per intero in una parte della tradizione cristiana
Capite cosa significa significa che
Non ciò che è avvenuto dopo ma ciò che è venuto prima e per motivi politici
Trasferiti questi contenuti in quel che è venuto dopo un altro studioso ebreo in questo il primo ad avere all'inglese e questo è un ebreo
Italiano a recentemente rivisto l'abolizione dei Papi sulla questione ebraica tutti i secoli
Fra il tredicesimo e quattordicesimo ed infine al diciassettesimo secolo è scoperto che
Ciò ha trovato ha messo in evidenza
Che gran parte di questi pontefici furono più favorevoli agli ebrei ma non tolleranti favorevoli gli aiutavano li mettevano se le prendevano a Consigliere
Fino alla metà del Cinquecento fu solo con Paolo terzo in piena crisi con leve sia protestante
Che per non trovarsi spiazzati prese ero degli stilemi fecero proprie senza nulla voler togliere
A senza nulla voler togliere a quello che fece dei successori ma c'è una lunga tradizione dal trecento alla metà del Cinquecento di pontefice con nomi cognomi inattivi gesti specifici mia persone portate da loro carico la stessa istituzione dei ghetti iniziata Venezia all'inizio del Cinquecento fu un'istituzione fatta protezione degli ebrei tant'è che li avrei venivano da tutta Europa per andare dove c'era il ghetto le cui le mura di cinta garantivano da possibili
Da possibili atti malevoli
Io ho citato queste due cose dello accettate solo sfiorano il per farvi vedere
O per cercare di rendere evidente quanto
Il rispetto non della
Ha dell'altro che si diluisce
Ma dell'altro per quello che può capovolgere nella storia della cultura nella storia delle concezioni queste cose che sono
A livello iniziale quando entreranno nel manuale di scuola quando entreranno nell'insegnamento universitario
Insegneranno a tutti a vedere se entreranno se
A iniziative come questa ne seguiranno altre insieme all'Anna tutti a vedere
La preziosità la ricchezza la originalità di un mondo di pensare
Che del tutto nuovo e del tutto inesplorato produrrà libri produrrà film duratura
Serie televisive produrrà una cultura della consapevolezza che ripeto si può essere
Si può essere appartenere ognuna di queste religioni crederci fermamente mostrarlo costante darlo questo è un valore non un impedimento a vivere in pace e meglio
Gli gli islamici
Sono un capitolo a sé perché anche qui sarebbe vi ho citato prima il fatto dei martiri perché tali sono
Cristiani e da ogni parte del mondo ci sono ovviamente anche martedì anche sulla parola nel quella
Ebbene che subiscono loro stessi soci loro stessi si sentono
Almeno per la parte politica pressati quella ancora una frontiera aperta
E delicata ma
Ma il ricordo di quella che fu la civiltà islamica Spagna fra VII il tredicesimo secolo
Circa dice che nulla segnato in partenza quel fu una delle civiltà più tolleranti di più comprensivi più esaltate Ricci della diversa identità che la storia ricordi
Ed è
Ed è interessante che fu un califfato
Il posto in cui in quello che noi chiamiamo Medioevo si rileva in un regime di arricchimento culturale e religioso
Di libertà che dura secoli
Vorrei se quelle di Averroè furono i secoli della traduzione di Aristotele tutto quello che noi siamo lo dobbiamo al passaggio prodotto in quella Spagna
In quella Spagna in cui la parte del leone la faceva agli islamici cosa che mi fa pensare
Che anche se
Adesso
Stiamo all'estremo opposto
Non dobbiamo nascondo ce l'ho mai quella che è la verità che la verità è che
Cattolici dei cristiani protestanti hanno prodotto delle democrazie gli ebrei hanno prodotto delle democrazie
Gli islamici no
Islamici argine adesso islamici hanno partecipato alla democrazia ma la Presa del potere di un esponente islamico questo dobbiamo dircelo perché partendo dagli elementi di verità
La presa del potere di ovviamente saluto significa niente libertà di stampa niente tolleranza religiosa spesso persecuzione religiosa persecuzione
Ma
Ripeto nella loro storia cioè un esempio potente di libertà tolleranza maggiore del di quello del
Maggiore di quella delle nazioni coeve
Il che significa che è possibile
è davvero possibile non è un semplice auspicio di buona volontà è davvero possibile
Riannodare infili come è stato possibile anche
Per la Chiesa cattolica di cui
Signor si può sorvolare su stagioni molto conflittuale carriere hanno andare i confini finché anche in quel mondo
Vengano fuori personalità come sono state
Per questo il nostro mondo Giovanni Paolo II a cui va per la seconda volta il mio omaggio per quello che ha rappresentato nella storia del mondo cattolico ma perché vengano fuori personalità come Giovanni Paolo secondo
Giovanni Paolo II non è venuto fuori
Da una realtà in cui si dissimulato malafede si faceva finta di non essere cristiani
Sì di Lou IVA diluiva la propria identità Giovanni Paolo secondo che è venuto fuori da una formazione da una radice anche da un'apertura culturale e mentale ma da una radice fortemente identitaria
Perché io sono convinto che questo discorso
Vale per i cristiani pare per gli ebrei ma vale anche per i musulmani che le sorprese vengono fuori e non
Da qualcuno che
Appunto mentre o annebbia la propria identità ma da qualcuno che è fermamente musulmana
Che ritrova il filo di quello che è stato per una lunga stagione mondo mussulmano
Che rimanendo tale senza essere convertito farsi come dirò promettere che si farà convertire
Ritroverà la propria parte dinamica per andare a comporre
Il mondo
Di pace che cercano il mondo di pace a cui aspiriamo che il mondo di pace che
Quando sarà realizzato quando avrà fatto un passo avanti dovere ringraziare anche questa giornata questo convegno chi la organizzato grazie
Che dire
Grazie grazie infinite grazie al dottor Mieli per le sue parole illuminanti per il suo percorso
Che ci ha fatto oggi poi grazie per le parole di affetto di stima monili ce la mettiamo tutta con queste tre giornate vogliamo proprio andare a
Accogliere quella pluralità che in maniera esemplare CIA trattato oggi quindi vi saluto di
Vi auguro un buon Festival grazie a tutti per essere qui io mi ricordo un secondo gli appuntamenti di oggi
Alle quattro alle sedici al Gabinetto Vieusseux monsignor Vincenzo Paglia e Aldo Cazzullo affronteranno il tema della famiglia quindi si parlerà anche di direi di copione sessuali della chiesa della famiglia nella chiesa disse di Francesco
Dopodiché Vannini e Mancuso alle sedici e trenta alle o blande
Avremo l'inaugurazione dei tre profeti di Donatello in Battistero alla presenza del
Del suo curatore Sergio Risaliti che ringrazio
E della soprintendente Accidini con la sua lex magistralis e dopo di che Fabrizio vallette Mauro Magatti al via se e infine la proiezione
Di del film Abramo alloggi
Grazie a tutti e buon festiva le grazie ancora per essere stati può