02MAG2014
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Critica e militanti

RUBRICA | RADIO - 00:00. Durata: 6 min 12 sec

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"fuori per l'inverno" di Paolo Febbraro (nottetempo).

Puntata di "Critica e militanti" di venerdì 2 maggio 2014 che in questa puntata ha ospitato Matteo Marchesini (critico letterario e scrittore).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cultura, Febbraro, Letteratura, Libro, Poesia, Politica.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 6 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Buongiorno da Radio Radicale qui a Matteo Marchesini per la rubrica critica militanti
Spesso quando si parla di di politica contemporanea un genere letterario che ormai molti non considerano più utile per comprendere
La nostra cultura nel suo complesso non ci sente di solito in colpa per la mancata lettura dei correttivi dei poeti contemporanei
Ma dicevo spesso Kiki chi la legge invece tende a utilizzare uno schema per comprendere quello che è successo nel Novecento del nostro Novecento a dividere quel quel filone poetico che utilizza alle
Le strade più autorizzate della modernità la la diciamo l'autostrada simboli ai poli avanguardista
Che passa per l'ermetismo che passa appunto per per le esperienze che vanno anche dal Futurismo al Gruppo sessantatré cioè diciamo
La strada che tenta in qualche modo di
Metafisici l'area a assolutizzare
Il gergo della polizia
Dall'altra parte si parla di
Anche novecento ISMU
Cioè sostanzialmente appunto di una polizia che contro le poetiche autorizzate più autorizzata del Novecento del dove Centillo propone una poesia narrativa descrittiva anche ermetica anche simbolica
Una poi via che
L'ultimo Montale contraddicendo la sua storia precedente e Pasolini in particolare l'ultimo Pasolini hanno portato ai siti di grande prosaici
Oggi forse questo schema è un po'invecchiato perché la Puglia migliore che si fa in Italia non è tanta è una politica che non è né e rende del dei gerghi della modernità della della Puglia chi si oppone alla lingua della tribù che
Si vuole quinte essenziale o comunque in opposizione alla lingua comune
Ma non appartiene nemmeno a un una lirica che va pianamente verso la prosa e che è magari altrettanto arbitraria in forma e nei suoi movimenti
Mi poi interessanti invece propongono dei manufatti fortemente diremmo fin tattici limpidi architettonici
Molto strutturati quindi chiari non simboli in ma non prosaici
Dei manufatti logistici quadri teatrali a volte verrebbe da dire ne ho classici tra questi c'è
Paolo Febbraro uno dei poeti e in generale degli scrittori italiani che interessanti nato a Roma nel mille novecentosessantacinque che ha alle spalle un libro come il secondo fine del novantotto un altro
Pubblicato dieci anni dopo il bene materiale e che oggi con nottetempo pubblica forse il suo libro più bello fuori per l'inverno
Sembra rompere un poeta che fa parlare
Porta sulla scena IBA voce a dei personaggi di storia e mito Cassandra Filippo Giuda Cavalcanti nell'in un libro precedente anche Piero ieri perché ero Welby
E anche gli animali in questo libro c'è un poemetto straordinario intitolato un eretico che qui è impossibile riassumere
Ma che dà la misura della duttilità della leggo ritmo straordinario di questo poeta che guarda odierna interna perché l'arma cibo tocca
Ma che più densamente psichico di questi di questi poeti cabrare un poeta
Di pensiero che ha una grande potenza visiva che ha una visione del mondo anche antropocentrica antistorici Istica si direbbe e lasciano politica che lotta tra la razionalità e preme le pulsioni violente dell'inconscio
Tra l'umano raggio la ragionevolezza umana è un paio d'anni ciò che invece
Diciamo
In qualche modo accerchia accerchia l'uomo agli è totalmente estraneo
Vorrei citare qui per dare un'idea della della forza evocativa di Febbraro una politica in cui parlano i meli agli assedianti a pionieri
è un un episodio raccontato da Tucidide e gli abitanti dell'isola di meno agli atti agli spartani vengono assediati dagli ateniesi che propongono la sottomissione alla distruzione
E sostanzialmente fanno capire che la giustizia esiste solo tra pari è pari a dove ciascun libro di forza una legge arcana del Corno vuole che chi ha le idee che gli uomini usino questa porta attenta perciò violare nessun monito divino
Dicono i meli peri Remo nella battaglia il piglio fra di noi degli eroi e come sempre ci gradirà ormai altissimi per il sacrificio
Ma non temiamo i vostri o politico piuttosto le colonne che spingono in cielo l'Acropoli e la lingua dica che dalla storia e teatro i pentimenti per le vostre levigate vittoria
Di questo manca l'isola di meno dosso pungente spartito dal vento e ogni petto ateniese che il nostro dar do schianto era sulle ricca non mancherà di sangue ed è stato insipido dei templi la vostra incorruttibile doppiezza
Ma oltre alle poesie storiche mitiche teatrali
Ce ne sono alcune bellissime d'amore in cui quella che potremmo dire la vocazione identica di Febbraro la vocazione a sistemare subito
Ogni descrizione in una geometria potentemente visiva e idealistica nello stesso tempo
Incontra invece i corpi Febbraro forse proprio perché poi così pudico riesce a scrivere delle Puglie erotiche così belle come quella che leggo adesso per concludere
La trama dei miei è una costellazione il blando campo gravitazionale che mi concentra e che accanto alla mia bocca la pronuncia tutta parla con rispetto
Ed io non sono a lei che è un osso un monito e una provincia restano alterni corti spaventati a darsi il cambio calmi nella mischia
La il Consiglio di oggi quindi è Paolo Febbraro fuori per l'inverno editore nottetempo a risentirci venerdì prossimo