07MAG2014
dibattiti

Il cammino europeo: ad un anno dalla scomparsa di Giulio Andreotti. L'eredità dei protagonisti della stagione di Maastricht. La strada da percorrere

CONVEGNO | Roma - 17:43. Durata: 2 ore 14 sec

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Convegno "Il cammino europeo: ad un anno dalla scomparsa di Giulio Andreotti. L'eredità dei protagonisti della stagione di Maastricht. La strada da percorrere", registrato a Roma mercoledì 7 maggio 2014 alle 17:43.

L'evento è stato organizzato da Comitato Giulio Andreotti e Istituto Luigi Sturzo.

Sono intervenuti: Mirko Coratti (presidente consiglio comunale di Roma), Gianni Letta (presidente del Comitato Giulio Andreotti), Roberto Cicutto (amministratore delegato dell'Istituto Luce), Andrea De Sica (regista), Roberto Rotondo (giornalista), Patrizia Ghilelli, Giuseppe De Rita (presidente del
CENSIS), Pier Ferdinando Casini (presidente della commissione Esteri del Senato, Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro), Emma Bonino (già ministro degli Esteri, membro del Comitato Nazionale, Radicali Italiani).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Andreotti, Carcere, Cattolicesimo, Chiesa, Comuni, Dc, Diritti Civili, Diritti Umani, Esteri, Giustizia, Italia, Maastricht, Politica, Radicali Italiani, Roma, Storia, Ue.

La registrazione video di questo convegno ha una durata di 1 ora e 44 minuti.

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17:43

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Valentina Pietrosanti
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Buonasera a tutti al nome dell'amministrazione capitolina rivolgo a tutti i presenti un caloroso saluto di benvenuto
Parlare dell'Europa
Ad un anno dalla scomparsa di Giulio Andreotti
In un momento di grande difficoltà come quello attuale non ho certo impresa da poco
Di sicuro la partecipazione del nostro Paese all'Unione europea è una delle principali eredità che Giulio Andreotti ci ha consegnato
L'obiettivo dell'Europa unità fu infatti per il Presidente Andreotti progetto politico d'altissimo livello
Al punto da ritagliare per Roma capitale della civiltà occidentale un ruolo quasi naturale nella costruzione dell'Europa e per la pace del mondo
Non a caso
Nel discorso al Congresso eucaristico del mille novecentocinquantadue Spagna Andreotti riporta un brano di una lettera di Abramo Lincoln
Ad un quadro ad un patriota emiliano nel quale il politico statunitense sognava una Roma che fosse capitale di un'Europa unita
Quella dolorosissima Roma
Scriveva all'incontro che ha dato la civiltà tutto il globo terracqueo
Che ci ha perfino scoperti
Che c'ha creato credenti educati nutriti moralmente con le sue leggi indistruttibile
Qui la Roma che dovrà essere in un periodo di tempo più o meno prossimo la Capitale capitale luminosa degli Stati Uniti d'Europa in contrapposizione alle sistematica distruzione di ogni più fondamentale principio di libertà e indipendenza
A giudicare da quello attuale assetto dall'attuale assetto europeo il Presidente americano sembrerebbe essere stato non un buon profeta ma Andreotti avrebbe sicuramente obiettato qui non
Pure mai limiti alla provvidenza
Già allora si poteva cogliere il grande affetto che legava Giulio Andreotti alla sua grande città Roma le Olimpiadi di Roma del mille novecentosessanta durante le quali il Presidente del Comitato olimpico ne furono ulteriore prova
Qui l'Olimpiade venne definita l'ultima competizione dal volto umano prima che la guerra fredda da una parte il professionismo esasperato dall'altra cambiassero lo spirito dei giochi olimpici
Andreotti contribuiti in modo decisivo al successo di quell'edizione che cambia il volto di Roma dimostrando che l'Italia a quindici anni dalla fine della guerra era comunque un Paese efficiente e pieno di sviluppo
Con una punta di orgoglio il Presidente Potì affermare che nessuno in piede era costata meno di quella di Roma erano gli anni in cui la via olimpica prese la forma attuale il villaggio degli attrezzi
Una zona occupata dalle baracche di villa Glori venne trasformato in un quartiere dalle abitazioni regolari
Considerazioni che mi fanno ben sperare
Ad esempio per la prossima candidatura olimpica di Roma senza che i costi di realizzazioni gravino eccessivamente sulla collettività compiacere voglio anche ricordare
Il suo amore per lo sport si accendeva ancora quando di più giocava la sua Roma lui stesso affermò di essere romanista dall'età di otto anni perché prima la Roma non esisteva
Dopo Buonuomo religioso poi favori la realizzazione della musica di Roma e fa uno degli iniziatore del dialogo interreligioso tanto che l'inaugurazione ufficiale di questo importante spazio
Si concluse con la preghiera congiunta tra musulmani cattolici ed ebrei
E se Roma oggi può vantare le caratteristiche di città aperta e del dialogo fu grazie anche alle scelte qui Giulio Andreotti infine un ricordo legato a quest'Aula
So che il Presidente Andreotti
Ebbene modo di sapere su questi scranni
Rimase positivamente colpito nel vedere al di sopra della statua Giulio Cesare che oggi
Non c'è
L'affresco di una Madonna quattrocentesca con bambino
Della scuola che Antonazzo romano collocata in quest'Aula nel mille novecentoquarantaquattro e che
In fase di restaurazione e che a breve sarà esibita nei musei capitolini
E
Andreotti anche
Da questo punto di vista
Feci un'osservazione proprio sulla Madonna soprattutto il fatto che tutti i cittadini non solo romani la potranno vedere
All'interno dei musei
Per concludere
Mi auguro ancora che Roma come oggi e non solo come oggi possa sempre ricordare la memoria nel nostro illustre concittadino
Io
Voglio ringraziare
Tutti quanti voi non nascondo la forza e grande emozione che oggi a stare qui presente e passo la parola al dottor
Letta grazie
Ieri
Nel primo
Anniversario della scomparsa
Giulio Andreotti è stato ricordato come forse lui avrebbe voluto in maniera discreta
Dedotta a San Giovanni dei Fiorentini
La sua chiesa
Quella nella quale per tanti anni
Ha sempre immancabilmente iniziato la sua giornata romana tutte le volte che gli impegni di Governo non lo portavano lontano da Roma
E ancora una volta come già un anno fa don Luigi che lo conosceva bene
Lo ha ricordato con parole con mosse
Che hanno
Sinceramente emozionato tutti coloro
Che c'erano in chiesa
E c'erano
Tanti di quei
Popolani romani Andreotti amava definirsi popolano romano e ai suoi concittadini voleva bene
E mi ha confortato sapere vedere
Che la Chiesa fosse colma come già un anno fa prima
Nell'estremo commiato di quel tristissimo giorno
Però
Si voleva anche una testimonianza pubblica
Che ricordasse a tutti
Anche agli memori
Quello che è stato Giulio Andreotti
Il ruolo che ha ricoperto nella vita e nella storia d'Italia e allora si è pensato a questa questo incontro qui in Campidoglio
La prima iniziativa di quell'associazione Giulio Andreotti che è nata pochi giorni fa per iniziativa dei familiari di qualche amico e che intende proprio coltivare la memoria di questo personaggio
Per farla conoscere e i giovani che per valorizzarne nel corso degli anni
L'attività all'opera le iniziative sul piano
Culturale storico umano
Sociale
Prima ancora
Che politico
Saggiamente Marco Ravaioli che di questa fondazione è stato l'ideatore e ne sarà il motore
Ha voluto assegnare un titolo che circoscrive SI delimitasse l'orizzonte di questo incontro perché è impossibile parlare
Nello spazio di un dibattito necessariamente contenuto è breve di una personalità basta come quella di Giulio Andreotti e riassumerne in poche ore
Una vita così intensa così feconda così operosa così lunga
Così drammaticamente segnata
Pensate soltanto che
Ha fatto sessantotto anni di vita parlamentare
E stato ininterrottamente presente nelle assemblee legislative dal mille novecentoquarantacinque al due mila e tredici dalla Consulta l'Assemblea costituente dalla Camera dei deputati al Senato
è stato sette volte presidente del Consiglio otto volte Ministro della difesa cinque volte il Ministro degli esteri tre volte Ministro delle partecipazioni statali due volte Ministro dell'industria
Delle finanze
Una volta Ministro del Tesoro una volta Ministro dell'interno
A trentaquattro anni il più giovane Ministro dell'interno della Repubblica italiana
Una volta Ministro dei beni culturali ed è stato anche ha fatto bene il Presidente Coratti a ricordarlo
Consigliere comunale di Roma
Ma per una brevissima stagione era il mille novecentosettantasei
Corse per il Campidoglio assieme a Vittorio Bacelle su sollecitazione di monsignor Benelli
Che contestava i parlamentari della democrazia cristiana dell'epoca di dedicarsi troppo alla contesa per il Parlamento è poco alla città di Roma
E roba correva il rischio di finire in mano ai comunisti e spinse Andreotti a candidarsi fu eletto e come ha raccontato lui qualche anno dopo andò bene ma i comunisti hanno meglio
Anche se non riuscirono a prendere il primo cittadino perché Sindaco venne eletto Franco Carraro
Ma poche settimane dopo l'elezione si era appena sceso su questi scranni Presidente
Che Andreotti su sollecitazione di Aldo Moro fu chiamato alla Presidenza del Consiglio per quello che venne definito il governo della non sfiducia
Però anche quel passaggio
Al consiglio comunale della sua Roma
Fu contrassegnato da una testimonianza di amore alla sua città quella Roma che aveva nel cuore
E che tante volte ha descritto nei suoi discorsi nelle sue conversazioni nei suoi libri
La vecchia casa della zia dov'era nato Edouard istituti i primi anni
Le passeggiate pericoli di Roma
Davanti alla casa del Senatore Conti gli studi al Visconti al tasso la laurea alla Sapienza le prime esperienze di cronista romano lui amava sempre connotare con questo aggettivo
Popolano romano cronista romano la Biblioteca vaticana e la sua frequentazione con la Santa Sede e con i papi
Una
Testimonianza che fino all'ultimo lo ha legato a questa città
Ma all'inizio della sua carriera Giulio Andreotti fu in tutti i Governi De Gasperi dal cinquantasette dal quarantasette al cinquantaquattro Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e poi nel governo Pella
Fu l'inizio di quella folgorante carriera e
Come sempre
Quell'incarico e lo snodo dell'attività di governare
Abbiamo tirato svolte in maniera esemplare e straordinariamente efficace come sempre ha fatto voi nella vita però volle
Anche due deleghe in particolare quella dello spettacolo e quella dello sport
Stamattina
Al CONI
Presentandosi il nuovo logo del CONI a cento anni dalla sua istituzione per festeggiare nel punto il centenario
è stato ricordato che Andreotti è stato determinante nella ricostruzione dello sport italiano nella costituzione del CONI
E nell'affermazione di quel principio che fortunatamente ancora resiste
Sull'autonomia dello sport dalla politica
Ma altrettanto bene ha fatto ministro Franceschini nel campo
Dello spettacolo
Perché Luigi ha avviato la rinascita del cinema italiano
Lulli
A creato e rilanciato no creato no ha rilanciato sul piano mondiale
Cinecittà
Porta il nome di Andreotti la mitica legge novecentocinquantotto del ventinove dicembre mille novecentoquarantanove
Sulla quale lo spettacolo ancora vive
Sull'orma di quel Dipartimento dello Spettacolo di quella legge istituiva
Se non ci fosse stato Andreotti e quella legge non avremmo avuto
Questa esplosione che in quegli anni rappresento un grande successo mondiale per il cinema italiano e non avremmo avuto l'attuale assetto dello spettacolo non avremmo avuto il mitico Rocca e non avremmo forse Salvo Nastasi che oggi lo governa
Io le auguro al ministro Franceschini lei che ha fatto una scelta meritorie coraggiosa
E che l'ha sostenuta con una motivazione fortemente politica che abbiamo molto apprezzato quando ha scelto di andare al Ministero dei beni culturali
Lasciando la tradizionale convinzione della politica che gli interni fossero più importanti di beni culturali lei ha fatto questa scelta
Io le auguro che tra cinquant'anni
De Rita Bonino e Casini io non ci potrò essere le possano qui in questa sala dare atto
Che lei ha lasciato una traccia profonda nello spettacolo e nei beni culturali così come Andreotti la lasciata e oggi a sessant'anni di distanza noi lo ricordiamo per rendergli omaggio
E proprio per questo iniziamo questo ricordo prima ancora di parlar d'Europa che il tema della serata
Dal cinema vedremo adesso
Un piccolo filmato di dodici minuti o frammento prezioso
Che porta una firma illustre Andrea De Sica nipote del famosissimo Vittorio De Sica che quelli della mia generazione ma anche quelle successive hanno molto amato
Ed è un frammento dicevo prezioso in un mare
Di testimonianza filmata perché come DDA adesso Roberto Cicutto che e l'amministratore delegato di luce Cinecittà
L'Istituto Luce così come si chiamava una volta io lo chiamo ancora così a
Acquisito conservatori catalogato va meglio dire all'unità novanta ore
Girate da un regista Tatti Sanguineti sul racconto della vita e delle opere di Andreotti questo è
Un piccolo frammento che ci consentirà innanzitutto
Di risentire la voce di G
Andreotti e di capire quello che lui è stato per il cinema italiano così come è stato per tanti altri settori della vita pubblica italiana
Ma quello che è questo filmato e quello che luce Cinecittà farà del resto ce lo dirà adesso Roberto Cicutto grazie
Buona sera
Grazie
Corretta per questa presentazione
Ma quando il Comitato Giulio Andreotti ci ha chiesto di collaborare a questa iniziativa negli anni futuri ci auguriamo per fare delle cose molto importanti ci è parso non solo un grandissimo onore ma anche una straordinaria coincidenza perché quest'anno il CONI celebra Centanni mano i novanta l'Istituto Luce compie novant'anni che saranno celebrati fra poco più di un mese al vittoriano con una grande mostra
Però
Istituto Luce che viene normalmente considerato come l'archivio delle immagini fotografiche movimento dell'epoca del fascismo conoscendolo meglio e ci si rende conto quanto invece
E pieno di modernità di quella storia moderna di cui il Presidente Andreotti Incarnato tanta parte tanto importante
E per questo che continuiamo ad arricchirsi di materiali anche contemporanei e la grande operazione curata da Tatti Sanguineti che in sala del aver registrato dal vivo questa lunghissima intervista
Con il Sindaco nel presenta Andreotti si concretizzerà in tempi brevi in diciamo un assegno in cofanetto di tre dischi tre DVD di un'ora e mezza ciascuno
E di uno speciale the best of come diciamo le del cinema in un'ora e mezza
E quello che vedete questa sera un'elaborazione autonoma che utilizza
Un piccolo frammento di questo abolita disegnetti di Andrea De Sica che qui in sala che racconta quello che il dottor Letta ha già detto quanto sia stato importante e quanto oggi il cinema italiano non sarebbe nelle sue strutture portanti quello che se non ci fosse stata la sua attività
E anche un aspetto molto interessante che è quello del rapporto con la cultura cinematografica con un grande regista come Vittorio De Sica il neorealismo
Che è stato ammantato anche di polemica ma devo ognuno manteneva con forza e con grande ragione le proprie ragioni
Mi dispiace che la proiezione non è all'altezza di una proiezione
Di alta tecnologia ma le condizioni della sala non lo consentivano quindi vi auguro buona visione di questo frammento sui monitor grazie
Vorrei
A
Di
Di ed è incidentale procura va bene
Allora
Dolorosa
Euro che
A
Ritiene
Io
Di si
Sarà
Ieri allora
Ecco
Sostegno
Per di l'atto
Solo
Quindi
No
Rimini
Quindi
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Voglio
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Come dicevo il Governo
Delle il
Da
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Ogni
Ciò
Tutto
Sui ritenuti se
E
Che
Scusatemi ma non ero preparato a questo momento
Io voglio ringraziare intanto date Sanguinetti senza
La quale intervista non avrei potuto dare un come dire un
Contributo parlato di Andreotti che racconta se stesso e che mi sembra anche importante la cosa che mi piaceva soprattutto nel fare questo piccolo lavoro da una specie di prologo a un lavoro che vorrei sviluppare sullo spettacolo in Italia
Fino ad oggi fino tra cinema televisione
Raccontare tra Andreotti a vent'anni ha coloriture dando atto si conosce sempre dagli anni ottanta anni Settanta in poi
Invece il fatto di un politico alle prime armi che si trova a Cinecittà in mezzo agli sfollati a vent'anni mi sembrava soprattutto per me più o meno su un pochino più grande già però una cosa bella un o punto di vista insomma
Grazie
La sera
Allora prima di cominciare vorrei chiedere a Patrizia Di Lelli di leggere il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla famiglia per Andreotti per il convegno
Non essere a tutti nel sito
In occasione della cerimonia in Campidoglio nel primo anniversario della scomparsa del senatore Giulio Andreotti invio il più cordiale partecipe saluto a lei gentile dottoressa messaggio integra indirizzata la figlia dottoressa Serena Andreotti
E a quanti interverranno per illustrare con le loro testimonianze in molteplici profili del suo lungo impegno politico in particolare ma il suo contributo al processo di integrazione europea
Quale protagonista della vita pubblica italiana dal mille novecentoquarantacinque giorni nostri la situazione ha concorso a promuovere e consolidare il necessario inserimento dell'Italia nella dimensione europea
In tale quadro il presidente Andreotti ha gestito autorevolmente snodi fondamentali del processo di sviluppo dell'Europa unita
Sì quali ritengo essenziale favorire ogni riflessione e approfondimento
Con questo spirito nel ricordo dei nostri rapporti di confronto e di collaborazione in serie politico parlamentare
Rinnova lei gentile dottoressa al Presidente che Orazi so a tutti i familiari e a quanti con il loro personale ricordo hanno aderito all'odierna commemorazioni il mio più cordiale augurio di buon lavoro Giorgio Napolitano
Allora
Apriamo il convegno aperto e per prima cosa volevo ringraziare
L'onorevole Mirko Coratti Presidente dell'Assemblea capitolina anche a nome di tutti perché ha voluto e reso possibile che il nostro convegno si svolgesse in un luogo così significativo per Roma il nostro Paese ringrazio anche i relatori di questa sera
Giuseppe De Rita Pier Ferdinando Casini Emma Bonino e il dottor Gianni Letta
E do subito la parola al professor Giuseppe De Rita sociologo tra i più noti in Italia
Per il quale come affermato
Lui stesso recentemente un'intervista la realtà è sempre meglio delle opinioni riprendendo papà Francesco
Il professor De Rita
Che anche un profondo conoscitore della storia politica del nostro Paese si introdurrà al tema più generale del cammino europeo
Spiegando come un politico che ha avuto rugby radici profonde nella città eterna proprio per questo avuto come indirizzo naturale della sua politica la costruzione dell'Europa
E l'impegno nei processi di pace tra i popoli
Prego professor
Grazie
Ma riflessione su Andreotti
E l'Europa non può prescindere dalla cultura romana
Quasi romanesca di Andreotti
Perché nella cultura dello che ci sono due caratteristiche fondamentali e molto spesso cresciute
Il sospetto verso l'intenzionalità
E la fiducia nel tempo lungo
Questo era uno dei due cose fondamentali sono molto romana e se ci pensate bene
In primo luogo il la non intenzionalità
Noi romani
Non siamo intenzionati
Probabilmente perché non siamo stati per secoli perché siamo stati un intero perché abbiamo conquistato intere regioni d'Europa
E del Medio Oriente ma
Il Romano moderno romano nato Romano papalino proverete del popolo italiano romano che non ha il senso dell'intenzionalità non ha follia di imprimere la sua intenzione nella storia
Andreotti era uno di questi
Se uno va a vedere
La cultura di Andreotti sembra apparentemente una cultura della signora andare ma se l'affare quasi da
Liberale vecchio stampo non
Non incidere tentare non incide la storia va per proprio conto
L'intenzionalità nome con una cosa no
In un mondo invece che è pieno di intenzionalità
Che è pieno di togliervi intenzionalità perché chi fa politica a fine entità avere un po'l'intenzionalità se no si sente in qualche modo deprivato se non hai intenzionalità
Nella stessa cultura di governo di questi mesi c'è questa voglia di intenzionalità questa determinazione dell'intenzione
Anche altri non c'ero
Non ce l'aveva questo ha fatto sì che la sua dimensione fosse sostanzialmente di andare insieme all'ombra della storia non farlo
Pensate a come in qualche modo è stato dentro Londra America
Londra verrà del del degli aiuti americani ed io dell'concorra
Nel
Londra del Piano Marshall
è stato il più americano
Dei politici italiani molto pizzeria sterile inutile
Pensate come è stato sull'onda di De Gasperi è stato il più bel Gasperina dei cori di cittadinanza
Questo
Dare in qualche modo il tempo allora
Alte
Non
Non opprimere non comprimere non subordinare la realtà alla
Dimensione della propria intenzione
Mi ha citato prima questa frase molto bella vi i francesi di Papa Francesco che vincerà
Le intenzioni non radunano la realtà e
Il realismo è
Null'altro questa accettazione che l'intenzione sarà bene stasera forte tra quello che volete ma alla fine non provato una
Non produrrà nel senso non mobilità non porta avanti no
E molto spesso
Tutti i grandi intenzionati e ne abbiamo avuti tanti nella storia di questo Paese sono rimasto in minoranza
Rimasti minoranza proprio perché avevano questa rapporto con l'intenzione che era più forte nel rapporto con la realtà Andreotti questo non c'ero
Anzi
Gestito la dimensione della
Della realtà così come si è andata evolvendo arrivarono gli americani e lui stava stava dentro gestiva questa realtà degli americani arrivava
La dimensione di Perale della ricostruzione del di Cinecittà combatterle della rete delle cooperative o delle case popolari e lui accompagna
Intenzione da non era suo
E devo dire perché questa è l'argomento poi della nostra tavola rotonda che neppure l'Europa
L'Europa aveva la sua carica di soggetti intenzionali in altri
L'Europa ci piaceva perché era De Gasperi Anna perché era democristiana perché si ritrovava dentro un flusso della storia
Ma la voglia di stare nelle
Nel nella gestione dell'Europa
Non credo che la rissa
Non credo che l'avesse però che l'intenzionalità Lia reati altri
Era di quello che altre volte avremmo detto una politica azionista è una politica dei carri o politica dei la Malfa i quelli che volevano Robatto come meccanismo intenzionale come obiettivo intenzionale perché la storia del Paese aveva bisogno di quella
Di quel traguardo
Perché soltanto l'Europa ci avrebbe dato ordine soltanto l'Europa ci avrebbe dato regole solo perché nemmeno Ramon capaci
Di gestire la nostra storia dovevamo fare qualcosa di più
E quello che era un sogno
Coltivato sotto che coltivato quindi anche ad Andreotti ecco il sogno le mobili stiano degli Adenauer e di De Gasperi quando stava per diventare fatto tecnico-organizzativo di trattato
Lui l'ha gestita perché era proprio per Presidente del Consiglio Marra cultura intenzionale statiche
Per la testa
Vi chiedo cari restare dei TIR nella testa nei
Gianni De Michelis che erano i suoi Ministri dirlo Louis accompagna annonari astratti
E secondo me
Non perché fosse euroscettico perché poi
C'è un ci credeva perché faceva parte della sua storia personale della eredità che gli avevano dato i suoi isoliamo i suoi maggiori coloro che avevano avevano messo in politica
Però che in un certo scetticismo oggi una pretesa nei confronti di questa società europea che in fondo impone meccanismi di comportamento intenzionali a un popolo che in fondo non avveniva però umanamente nessuna voglia di intenzionalità
Perché questi
Perché in fondo lui aveva una cultura del tempo lungo
Ha vissuto a lungo ma perché lui arriva questa dimensione del tempo lungo gli appuntamenti storici in ogni
Non gli si confaceva no
Pensava forse dire a lungo soltanto negli ultimi tempi me
Nelle ultime lettere a un certo punto aveva visto una tomba al Gesù in cui uno s'era fatto seppellire discende morto ottantacinque anni sei mesi in quattro giorni e lui dice ma
Forse è un appuntamento farlo dice con una
Una specie di paura ma anche di non conta non convinzione che l'appuntamento ci fosse tanto è vero che dice subito dopo io potrei dire non ti metti
Però non è detto che poi
La morte risulti dovrà pur non dimettesse un'ora dopo cuori anche di simili messi al Lido
Ne aveva una dimensione del tempo molto romano molto cattolica
E molto popolare
La morte sta nascosto
Nel
Negli orologi sostanzialmente il tempo Campolo fatto tecnico ma dentro di noi
Il Belli quando esce nelle la morte San nascosta dentro all'orologio M lui diceva questa è una cosa fondamentale è una convenzione ma nella storia nell'evoluzione dell'uomo il tempo il gruppo
In questo era profondamente Roma
Profonda a mente avulso dall'idea che la storia si gioca domani dopodomani fra due giorni fra un'ora
Non aveva il senso della rapidità forse per questo durato accanto a Roma perché non aveva questa colazione alla rapidità e questo elemento
Con ogni probabilità lui avrebbe vissuto Salus fosse vissuto allungo più a lungo di quanto è vissuto avrebbe vissuto anche l'Europa ma in questa direzione giocare sui tempi lunghi
Invece l'Europa sembra costretta
A al giudizio semestrale o a giudizio bimestrale ad un alle trenta ore Marmo armi
E Licata fatti che non fanno respirare la società parlare in
La mettono dentro
Otto ottantacinque anni sei mesi in un giorno oppure il semestre
E in cui questo non ce lo dite perché in questo era
Profondamente partecipe del Popolo a Roma
Che in un Paese che è un popolo lo dico da da Monti cianotica noi almeno
Richiamato non era nato a Roma ma era molto più romano Venier-Romano Montesano mi ci sento molto anch'io
A Roma non ci siano di Corrado vasto che è fatta nei tempi dovuti
Ed è
Una dimensione che soltanto essa i tempi lunghi permette
Una presenza di popolo
Se la storia fatta di intenzioni di tempi brevi di approntamento di rapidità di velocità
Decisionale il popolo non c'è
Soltanto sei c'è la lunga deriva della storia il popolo entra
Soltanto se ci si dà spazio per continuare a camminare proponente
E vedrete che non è un caso che le due cose che lui ha fatto con maggiore intenzione siano stati due cose da poco il cinema
E lo sport
A dire ma perché era sottosegretario no perché noi a quello ci credete credeva al fatto che il popolo entrasse nella storia entrasse nella vita di una società entrasse nel dopoguerra italiano sostanzialmente attraverso
Meccanismi e settori popolare
In questo
Lo confesso ma posso sovrapporre
I miei sentimenti remi e concludo considerazioni alle sue in questo
Non mi sarebbe piaciuto l'Europa
Organizzata che stiamo vivendo
Perché ci sembra che sicuramente mi sarebbe sembrato no un qualcosa di
Diverso dal fatto che partecipazione popolare dalla dimensione forte nella motivazione al reale fiocchi alla determinazione e hanno intenzione di tradire il Comune
In questo sostanzialmente
Mi ricordo il profilo
E devo dire che per certi versi mi spiace avendo partecipato sempre in seconda fila anche alla preparazione di Maastricht che in fondo in fondo
Anche gli altri due fecero Maastricht
Carceri e
De Michelis avevano una dimensione certamente romana certamente legata ha una cultura
Vi padroneggia mentre della realtà bresciana occupati o no otto cale che fosse però io non ho dentro di sé anche una cultura diversa non posso dimenticare che il più sospettoso nei confronti
Del
Nella macchine europea era stato era stato BA
Per il governatore di derivazione di originalità più popolare che si possa immaginare
Ecco questo è il ricordo che oggi di quegli anni e i interpretando il perché lui abbia in qualche modo cavalcato portata avanti perché ci credeva ma non era sua intenzione
La sua
Volontà era quella che
Di rispettare una dimensione popolare dell'Europa che forse non c'è stata che forse
Allora avremmo voluto rimpiangere ma questa è un'altra dimensione e la sua grandezza ritrite ripeto come persone come politico anche se gli è stato attribuita accorpa era quella di non aver intenzionalità
Il senso del primato per tempo lungo grazie
Grazie professor De Rita
E do ora la parola all'onorevole Pier Ferdinando Casini
Presidente della Commissione esteri del Senato e e mi piace ricordarlo
Presidente onorario dell'Unione interparlamentare
Titolo che ha avuto per l'impegno profuso durante il suo mandato da presidente dell'Unione
Interparlamentare e che fu mandato che in seguito a quello
Della presidenza di Giulio Andreotti
Grazie
Grazie a tutti grazie dell'invito
Penso che in questa sala ci sono
Tantissime persone che possono
Parlare con maggior titolo e maggior cognizione di causa di Andreotti di quanto possa fare io ma esprimerò alcune opinioni
Sarà la storia
Come sempre capita a dare un giudizio compiuto su uno dei suoi protagonisti
Su quest'uomo che per oltre cinquant'anni ha rappresentato tutti gli effetti di Italia lo Stato le nostre istituzioni
Andreotti ha rappresentato e forse Incarnato
Il potere
Nel nostro Paese
Grande statista per alcuni
Sintesi dei vizi della peggiore politica per altri
Andreotti e però riconosciuto unanimemente comuni uomo di grandissima intelligenza eccezionale arguzia straordinaria auto ironia
Laura diabolica
Di cui Andreotti era circondato recentemente qualche minuto fa mia proprio
Chiesto di Belzebù una giornalista che era qui presente
è stata alimentata per anni
I detrattori ne hanno parlato come di un uomo cinico spregiudicato
Privo di scrupoli
Sono giudizi approssimativi
Che non rendono ha fatto onore alla storia italiana e alla complessa personalità di Andreotti
Andreotti fu altro
Un fervente cattolico il gestore instancabile essi
Di un consenso elettorale che l'ora di cava profondamente in Roma
L'uomo di capace di parlare
Anche con l'ultimo lettore
Romano come è stato ricordato e romanista convinto tanto da confessare io non so se è vero ma l'ho ritrovato il mio cruccio più grande resta quello di avere un figlio laziale
Una personalità versatile
Ed eclettica
Infatti ho chiesto
è vero insomma
Giornalista sagace appassionato latinista letterato insigne
Attore
Nel film il Tassinato di Alberto Sordi uomo instancabile nel tessere relazioni con mille personalità del pianeta
Fossero protagonisti della politica uomini della cultura grandi santi come Madre Teresa di Calcutta
Ma fu innanzitutto un uomo dall'animo straordinariamente nobile
E sul piano internazionale un diplomatico esperte un tessitore costante negoziatore di primo piano e convinto europeista
E sono questi i due aspetti che approfondirò rapidamente
Il lato umano di Andreotti
Dietro quell'aria imperturbabile quell'alone di persona distaccate fredda si celava un'indole sensibile e aperti
Popolare presso una vasta opinione pubblica
Fatta spesso di persone semplici Andreotti ha avuto per anni un grande potere ma si è sempre sentito uno come gli altri
Ed è sempre stato vicino alla gente non facendo mai mancare ad alcuno la propria amicizia e il proprio conforto
Rispondeva di pugno
A gran parte di quelli che gli scrivevano proprio perché credeva intimamente che la politica fosse soprattutto queste parlare con gli italiani
Dicono che ascoltasse tutti e a tutti cercasse di dare una mano prodigando sì per trovare soluzione i problemi della gente
Riservando a tutti la stessa disponibilità e generosità danni anche a coloro che lo aspettavano lo abbiamo sentito nell'omelia del parroco il giorno dei suoi funerali dopo la Messa quotidiani
Dalle lettere che scrisse a partire dal mille novecentosettantotto emerge un Andreotti quasi inedito solidale misericordioso
Colpiscono le parole con cui ricorda diventare il parroco di San Giovanni dei Fiorentini per la costruzione della Cappella dell'amore misericordioso
O quelle con cui raccomanda figli e nipoti di continuare ad aiutare i poveri nel post scriptum di una lettera del due mila e cinque scrive viene al portone spesso un poverino
Spesso ricoverato per cure
Con i miei lo chiamiamo il vecchietto aiutate
Nella memoria collettiva più di ogni altra cosa sono rimasti intatti i suoi straordinaria nei tutti con i quali esprimeva la sua personale concezione del potere
Perché Andreotti era sì un uomo potente ma mai smodato
Ma i pettegolezzi sulla sua vita privata mai eccessi nello sfarzo esibizionismo in fuori misura come pure la sua posizione gli avrebbe permesso
Andreotti viveva il suo dovere di statista con la dignità e il decoro di un uomo semplice
Se non fuma il segretario della DC
Probabilmente è perché predisse sempre l'esercizio del Governo piuttosto che l'impegno diretto nel partito necessario pregi stile gli equilibri interni guidare un partito complesso come fu allora la Democrazia Cristiana
Da un uomo della DC più conservatrice si trasforma col tempi nuovo del dialogo del confronto anche con gli antichi avversari col mondo comunista della sinistra
Per Andreotti la mediazione la trattativa erano sempre possibili erano parte integrante della politica
E proprio la sua straordinaria capacità dialogare con tutti gli hanno permesso negli anni di crearsi rete di rapporti politici e personali basati su stime e prestiti
E vorrei passare al secondo punto l'impegno sulla scena internazionale ed Andreotti costruttore dell'Europa
Ogni atto della politica internazionale di Giulio Andreotti ha avuto come punto di riferimento dialogo confronto mediazione distensione internazionale
Europeista e atlantista pragmatico e concreto era un uomo privo di recinti ideologici anche in politica estera
Non è un caso se proprio la politica estera di Andreotti e considerata unanimemente la pagina migliore della sua lunga attività politica
Negli anni della guerra fredda della proliferazione delle testate nucleari
Del terrorismo internazionale Andreotti non si è mai stancato di dialogare anche quando era quasi impossibile
All'epoca della cortina di ferro e forte il rischio che la dura contrapposizione tra i due blocchi precipitasse portasse alla terza guerra mondiale è stato sempre un solido riferimento
Utilizzando non solo gli strumenti del Governo ma anche a più riprese le sedi parlamentare
Come Presidente della Commissione affari esteri della Camera e come Presidente dell'Unione interparlamentare fu anticipatore coraggioso di scelte discusse e interprete dell'uso della diplomazia parlamentare come strumento efficace rinviarlo
Ricordo l'esordio nella diplomazia internazionale di Arafat che avvenne proprio alla Camera dei deputati su invito del deputato semplice in quel momento fuori dal Governo Giulio Andreotti allora presidente della sezione italiana dell'interparlamentare
Importante attore della costruzione europea giocò un ruolo determinante nel creare i presupposti che portarono al Trattato di Maastricht del novantadue e quindi all'Unione economica e monetaria
La sua linea fortemente europeista vinse su quella più scettica del Primo Ministro inglese Margaret Thatcher al vertice di Roma del novanta tanto che da lì
Indizio il declino della lady di ferro
Si disse che solo a sentire nominare Andreotti la Thatcher andasse su tutte le furie al punto di vedere con una certa soddisfazione le vicende giudiziarie che poi lo coinvolti
Come già altri padri fondatori dell'Unione europea
De Gasperi Adenauer Schuman ha sempre lavorato per il processo di integrazione continentale
E Unione forte e capace di far sentire la sua voce anche durante gli anni della guerra fredda
Andreotti è stato per lungo tempo un interlocutore stabile e affidabile rispettato dell'allora Comunità europea
Anche per questo è stato pianto
All'atto della sua scomparsa ricordo le parole dell'allora Presidente del PPE vil fra Martens
Amico collega
Grande europeista leader decisivo che ha lavorato per una delle pietre miliare dell'Unione il Trattato di Maastricht
Quando il nove novembre del mille novecentottantanove crolla il Muro di Berlino Andreotti e Presidente del Consiglio un evento che diede una forte accelerazione al processo di integrazione europea
Capace di vedere lontano Andreotti fece percepire comunque qualche riserva nella repentina riunificazione delle due Germanie
Dichiarando per questo subendone le critiche che era un passaggio cruciale su cui occorreva riflettere coglieva già allora
Il rischio di un'Europa attrazione tedesca come poi
Puntualmente si è verificato negli anni
Cambiamenti epocali che non tarderanno a manifestare i loro effetti anche all'interno del nostro Paese contribuendo a determinare nel giro di pochi mesi un radicale mutamento dell'intera sistema politico
E non mancò anche su questi temi la sua graffiante ironia diceva Andreotti gli italiani sono molto europeisti ma poco europei
Tuttavia
Il terremoto politico che coinvolse i Paesi dell'Est grazie alla prontezza e la lungimiranza dell'Italia e del Governo di Andreotti fu trasformato almeno in parte in un'occasione positiva
Anche in Europa Andreotti è stato tenuto sempre in grande considerazione come leader e come dei mediatori
Quanti hanno lavorato colui al Consiglio dell'Unione europea qui ci sono anche i diplomatici autorevolissimi che ne sono stati consiglieri e collaboratori quanti hanno lavorato con lui lo ricordano per il suo fermo pragmatismo
E per essere riuscito a influenzare positivamente una fase di passaggio come quella di
è il posto Unione Sovietica
L'acceso otto la presidenza italiana e riusciti infatti a stare al passo coi tempi integrando la Germania in pochi mesi
Il suo modo di fare politiche era Couto intelligente unico nel panorama politico alleato
Protagonista della politica estera feci in realtà dell'Italia un Paese protagonista un ponte tra i blocchi e tra le diverse aree di questa parte del pianeta
Credeva fortemente nell'Europa unite integrata Maffucci sempre un convinto atlantista consapevole che al di fuori del quadro comunitario e senza un solido ancoraggio all'America
L'Italia difficilmente si sarebbe potuta sviluppare economicamente tutelare in termini di sicurezza
La sintonia con gli americani inizia deteriorarsi alla vigilia della crisi di Cuba quando Andreotti non condivide alcune scelte statunitense
Da quel momento Andreotti inizio a programmare per l'Italia una nuova politica che guardava all'Unione europea al Mediterraneo e che lo spinse attenere buoni relazioni sia con Israele che con il mondo arabo
Pur senza sacrificare mai i legittimi diritti diritti Israele né tanto meno mettere in forse i vincoli la responsabilità di d'Italia in quanto Paese membro della NATO
Andreotti non smise mai di tessere una rete di relazioni importanti col mondo arabo
Non nascose infatti le sue simpatie per la causa palestinese tanto che nel due mila e cinque in occasione dell'uomo politica al Forum di Torino
Disse con la notte ironia che lo contraddistingueva se fossi nato in un campo profughi del Libano forse sarei diventato anche un terrorista
Capito prima degli altri che l'Italia ed Europa dovevano organizzarsi per conto proprio la loro difesa se volevano assicurarsi pace e prosperità negli anni a venire
Probabilmente nessun altro dopo di lui ha saputo dare all'Italia la stessa autorevolezza internazionale conquistate in quegli anni
Che generò
Importanti accordi eccetto le basi della partecipazione italiana all'Unione monetaria europea fino al Trattato di Roma
Del mille novecento novanta
Nelle cancellerie europee il suo prestigio fu grande e durevole
Ricordo che quando qualche anno fa
Mi accompagnò a Ginevra nel due mila e sei nel giorno della mia elezione a Presidente dell'Unione mondiale interparlamentare assistenti è una vera e propria concessioni di tutte le delegazioni
Tutti avevano individuato la presenza di Andreotti le banche italiane e tutti dai cubani venezuelani dagli iraniani agli israeliani dai palestinesi
Alle delegazioni europee venivano per rendere omaggio a un uomo straordinariamente considerato a livello
Planetario
Un eminente italiano agli occhi del mondo così lo ha definito mai Cal Gorbaciov in una lettera del mille novecentonovantuno scovata fra le carte del faldone sull'ex Unione Sovietica
Davvero Giulio Andreotti è stato il politico più rappresentativo
Di questa nostra Prima Repubblica e siamo in molti non solo in quest'Aula assentire ancora vivo il distacco e la mancanza di questa grande personalità dell'Italia repubblicana
Sulla sua eredità ci sarà da pensare e da riflettere ancora il professor De Rita prima di me
Ha parlato di Giulio come
Di un uomo dai tempi lunghi
Sono certo che i tempi lunghi faranno emergere sempre di più il debito di riconoscenza e di gratitudine che l'Italia e gli italiani hanno contratto verso Giulio Andreotti
Grazie onorevole Casini
Fitto
La fa la parola all'onorevole Emma Bonino a cui vorrei chiedere come ma gli altri quali fu per lei il ruolo di Andreotti nella costruzione europea ma anche
Se in fondo facendo un un confronto gli gli obiettivi che furono che
Di Maastricht che in fondo sono ormai terzi Sulla se
Della sua esperienza e che sa di Ministro degli esteri e prima ancora di Ministro per le politiche europee e prima ancora per la sua esperienza di commissario
Europeo
Se le aspirazioni degli uomini politici d'Europa di quella stagione culle metteranno Andreotti
Sono ormai è un miraggio e se
Le aspirazioni della generazione che
Ancor prima di De Gasperi Muniz spacca Spinelli
Possono essere considerate delle grandi utopie nato in un tempo dove tutto sembrava possibile ma
Che poco hanno a che fare con il mondo attuale prego
Grazie mille grazie davvero dell'invito e vi assicuro che quando mi è arrivata mi sono sorpresa
Per due ordini di motivi uno pensavo che se era una
Come dire una
Dibattito diciamo di riflessione più complessiva sull'lunghissima vita politica di Andreotti certo Marta o Marco Pannella sarebbe stato più adeguato
Per
Altrettanta lunghezza di attività politica evidentemente io appartengo un'altra generazione non so se si vede ma comunque ve lo dico
Nel senso che sono più giovani ecco questo volevo e impegni per perdurante e quindi anche per
Ed
Necessità dire rapporti o di scontri politici che traino dei radicali capitanati da Marco il Presidente Andreotti sono stati esempi
Certamente notevoli so che quando si parla in queste cose vidi qualcuno che è morto si intende come dire
Ad essere eccessivamente elogiativi io penso che il Presidente tutta Andreotti non l'avrebbe apprezzato
E avrebbe più apprezzato semmai
Come dire una riproposizione di quello che è stato davvero nel rispetto dei reciproca nella deve Assitalia le idee di che cosa il potere della gestione del potere della democrazia eccetera
Una contrapposizione che è stata sempre molto evidente
Quindi io
Giovane ragazza giovane parlamentare ad esempio ho vissuto con meno drammaticità meno consapevolezza non drammatici piano meno consapevolezza
Rispetto a Marco per esempio è certamente rispetto al presidente Andreotti il dramma Moro
Così come ho vissuto certamente con meno consapevolezza il dramma Durso per intenderci
In più poiché la
Come dire la la la vita politica mi ha portato ad essere più attenta e più presente in Europa da subito dal settantanove
E poi commissaria europea eccetera e quindi diciamo che ci siamo incrociati ma la frequentazione dello scontro politico o anche
Del di alcuni momenti su cui voglio tornare perché molto particolari
E molto interessante invece di vicinanza politica hanno attraversato questa storia
è certamente leggevo un altro libro recentemente uno dei privilegi di essere
In pensione o forzata diciamo forzosa
è quello di avere il tempo un po'di leggere di più
E leggevo recentemente un libro di di ricordi e di storia di un altro protagonista politico recente di Martelli che scrive alla fine del suo libro tutti sanno nessuno ricorda
Io so pochissime cose ma me le ricordo benissimo
E mi sono molte identificata intestato io so poche cose ma me le ricordo veramente molto bene
E quindi tanto per chiarire quale è stata per noi l'analisi della partitocrazia che certamente
Il presidente Andreotti non da solo ai nostri occhi impersonava
E quindi a
Appartengo ad una forza politica che non ha fatto sconti ad Andreotti come non li ha fatti ad altri protagonisti politici democristiani e non solo
Che abbiamo ritenuto responsabili della degenerazione partitocratica come la chiamavamo la chiamiamo della nostra democrazia
E tanto per non nascondere nulla perché poi le le storie non si nascondono abbiamo tentato a varie riprese e come abbiamo fatto per esempio per il Presidente Cossiga che peraltro senza riuscirci
Di portarlo davanti all'Alta Corte di giustizia
Prevista dalla costituzione del quarantotto abrogata nel novantadue proprio perché si potesse difendere da quelle che ci apparivano
Le responsabilità di uomo politico e di governanti
Ricordo questo non per a
Per dare un contesto di una storia in cui tutti sanno nessuno ricorda
Ma è bene invece a ricordarla la nostra storia previa Rory che ognuno ha compiuto e Porter meglio forse pensare al presente e al futuro
In questa diversità che è stata così forte
Un giorno Marco mi dissero molto ragazza all'epoca mi disse ma ricordati che c'è molto da imparare soprattutto dagli avversari
Nell'immediato non ho capito molto bene cosa
Volesse dire
Col tempo per esempio ho capito che io ho imparato molto
Dal presidente Andreotti alcune cose che sembrano formali
Ricorderò per esempio mille novecentosettantasei veniva ricordato
Però eletta per la prima volta eravamo quattro radicali facevo io la dichiarazione di voto di sfiducia dal periodo dell'anno sfiducia facce voi e ovviamente essendo il gruppo più piccolo parlavo per ultima
E poi le dichiarazione di voto per prima
Mi impressionò
Il fatto che il Presidente Andreotti ascoltava per tutti persino l'ultimo è il più
Colo gruppo e mi ha insegnato
Un dato di rispetto istituzionale mi si dirà è solo una formalità
Per favore ridateci almeno quella ridateci almeno la forma perché spesso la forma è sostanza
E fare un favore
Ridateci almeno la forma può darsi che se recuperiamo la Ford ma del decoro istituzionale ci venga anche forse dentro un po'di sostanza col passare del tempo
E questa cosa io non l'ho dimenticata perché poi erano dibattiti lunghissimi eravamo tantissimi Gruppi parlamentari era ancora all'epoca del proporzionale quindi non si fermino a mai
Non si è mai mosso da quel
Banco del Governo
Una lezione come dire che mai insegnato molte cose ma insegnato che quando è toccato a me
Difficilmente mi alzavo dal banco del Governo in un dibattito come dire a me a me Amerigo
Detto questo vi dicevo le grandi differenze
Però certamente io credo che ha solo un paese
Che si rassegna ad avere le proprie istituzioni ridotte ad un intreccio dei
Poteri corporativi non equilibrio difficile ed anche di riforma che non si è ancora conclusa ammesso che sia iniziata
In un equilibrio difficile tra la rissa da una parte un'opinione politica un po'divisa
Tra rassegnazione all'illegalità eccetera beh solo un paese di questo tipo può consentire
Che personaggi di questa
Portata
Devo dire e e così prevalgono visti dalla vita politica sia un po'in giudicato davanti ad un tribunale come dire come tutti sappiamo e che il Presidente ha affrontato con una
Determinazione devo dire una disciplina e anche lì un insegnamento che ci si difende da nei processi e non ci si sente dai processi spero che questa sia un'altra lezione che forse
Ricordiamo e che dovremmo tutti ricordare infine
Mi ricordo che in quel lungo sciopero della fame il primo di parlamentari
Settanta giorni io Spadaccia Adelaide Aglietta
Ed era già per le carceri e per la riforma degli agenti di custodia
A un certo punto non sapevo più cosa inventarmi ma è vero che non tenevamo più
E scrissi una lettera di dimissioni
Mi alza in Parlamento secondo il Regolamento a illustrare quella lettera di dimissioni dimissioni
Con la vero a quell'epoca
Tutto il gruppo comunista che
Sfotteva in qualche modo e ricorderò sempre
Quando si alza dal Presidente Andreotti e replicò a quella lettera promettendo impegnandosi ma non per ricatto di indegni ente ad una riforma
Degli agenti di custodia che poi
Ha segnato uno spartiacque diciamo per un certo periodo
Nella atteggiamento che abbiamo avuto rispetto alle carceri e mi fa impressione che oggi due mila e quattordici noi radicali siamo ancora sulle carceri sulla malagiustizia
Sulla giustizia negata nel nostro Paese a milioni di
A milioni di persone con sofferenze inenarrabili forse anche questo diciamo una circolo e in un contesto molto più degradato
In un contesto molto meno di a levante
Molto meno rispettoso tra le forze politiche in un contesto diciamo
Più
Degradato
Ma in fondo questo grande filone della giustizia del negata della illegalità o della legalità e culturalmente a mio avviso una delle debolezze più grandi del nostro
Paese
Infine
Europa anche lì
Ricordo bene Maastricht evidentemente e e certa ma
Che la figura la portanza di Andreotti a livello europeo si ricorda proprio lunedì sera partecipavo a Bruxelles a un dibattito con il Presidente Van Rompuy Solana e Marta dal proposito di un libro che Van Rompuy appena scritto
E che
Parla appunto della sua esperienza della crisi dell'euro andando come viene perché e certamente quel famoso trattato di Maastricht che poi ovviamente il Trattato di Roma si riconosce oggi
Che era monco
E io ricordo molto bene in quel periodo del del del Presidente appunto in cui Colle metterò
Con qualche resistenza diciamo vollero la moneta unica
E ad una contestazione nostra di federalisti a Maastricht facemmo una norma manifestazione di radicali federalisti eccetera contro
Il no contro ma insomma denunciando i limiti del Trattato di Maastricht
E ricordo che allora ci risposero colmi pare rispose
Voi avete ragione
Non è mai esistita una moneta unica senza una politica economica omogeneo
Senza un tesoro senza una banca di ultima istanza insomma senza una struttura federale buona ostile o di governo
Ma dice ancora
Intanto l'accordo certo la moneta unica la politica seguirà
E invece l'Euro piaccia o no per i primi dieci quindici anni è stato un tale enorme successo
Che si sia dimenticati
Di costruire la parte di governance politica
E quindi siamo rimasti con una governance diciamo del bel tempo
è appena arrivata la tempesta ci siamo resi conto che non avevamo neanche un ombrello
Non abbiamo una banca di ultima istanza non abbiamo il Tesoro non abbiamo un Bilancio europeo
E quindi ci si è trovati racconta il presidente Van Rompuy ricordando alcune frasi del Presidente Andreotti
A inventarsi degli strumenti per far
Fronte a una crisi durante la crisi stessa
Oggi a questo punto siamo all'Europa comunque la
La si pensi
E penso anche
Che se oggi ci fosse pur non avendo i tempi lunghi come il professor De Rita diceva
Credo che però sarebbe di quelli che non ci pensano nere non ci penserebbero proprio uscire dall'euro
Ma anzi forse sarebbe quello che oggi accelererebbe insieme ad altre per una
Costruzione diciamo più compiuta e più adeguata dell'Europa ad affrontare le sfide le sfide del mondo noi lo chiamiamo Stati uniti d'Europa il consenso dell'ottimo l'avrebbe chiamato così
Ma sicuramente sarebbe stata di quelli a dire che nella situazione in cui siamo questa cosa nonne Rizzi
Abbiamo avuto altri momenti
Di dialogo molto intenso per esempio sulla
Campagna contro lo sterminio per fame nel mondo che poi
Più risolta con un apporto del presidente Piccoli ma che ci portò in una situazione di dialogo molto diverso
Penso che
La parte ad esempio internazionale che il Presidente Casini ha descritto la sua attenzione al mondo arabo che non voleva affatto dire essere antisraeliano tanto
Perché questa fu una delle caricature per esempio riproposte a a piene mani di quel periodo
Di politica estera
Penso però che
Una coda presenta Andreotti molto romano romanista legato al suo popolo eccetera eccetera però aveva capito
Penso e lo ha praticato
E cioè che
Un Paese da solo non era più in grado a reggere le sfide non solo quelle della guerra eccetera ma anche
Le sfide economiche
Ci sarà tempo spero
E non l'oblio della memoria dirvi riflettere sulla figura del presidente Andreotti e dalla Democrazia Cristiana di quel periodo della gestione del potere
E sarebbe molto utile se non archivia avessimo tutto quanto nella fretta di
Inventare chissà quali formule salvifiche
Per per il Paese
Io spero che
Questa fondazione che che avete voluto fare aiuterà esattamente questo a rivivere la memoria per meno sbagliare nel presente e nel futuro e a voi
Che ho mai conosciuto voglio dire che
A voi figli io penso
Che essere stati figlie di Andreotti non deve essere stato facile
Penso però che debba essere stato un bellissimo e Cermelli furti
Grazie
Grazie davvero onorevole Bonino
Che ora do
La parola al dottor Gianni Letta
E per il suo intervento ma anche per cui per concludere questo nostro incontro
I per raccogliere i frutti di questo o di questa serata come sul cui sa fare deficit
Fare una conclusione
La prima osservazione che mi viene
E di dire quanto
Fosse vera
Quanto sia necessario per tutti meditare su quel monito che quell'amico quel personaggio fisse Emma Bonino all'inizio della sua brillante carriera parlamentare
Quando lei disse ricordati che bisogna imparare soprattutto degli avversari e l'applauso che voi avete tributato debba Bonino la scena Betta dimostra che questa è una profonda verità che lei ha
Illustrato indimostrato con il suo intervento dispiace che
Sia forzatamente momentaneamente pensionata ma
Dedicati alla lettura e
Tiene potrai giovare
Anche perché
Se volessi leggere e scoprire qualche cosa di nuovo
Anche
Su Andreotti e sulle tante vicende
Che
In Europa
In Italia ce l'hanno fatto incrociare
Basta che ti rechi da Flavia Piccoli Nardelli alla Fondazione Sturzo
Dove in buon ordine era accolto quel volume in tale il mitico archivio di Andreotti
Che hanno cominciato adesso
A catalogare e a studiare
Casini ha tirato fuori una lettera ricordare soffro nel suo intervento ma penso che
Di sorprese se ne possono
Trovare tante
Una conclusione di questa giornata
Abbiamo cominciato col dire che era giusto ricordare Andreotti e qui in Campidoglio perché lui Romano o popolano romano come amava definirsi era giusto che venisse ricordato nel cuore della sua Roma
Ma debbo dire che
Il ricordo di questo cammino europeo che era il tema assegnato alla serata dimostrato che i due motivi si fondono
E si sommano perché qui
In Campidoglio a Roma
Nel mille novecentocinquantasette furono firmati i trattati istitutivi della Comunità economica europea
E il Presidente Coratti aprendo la serata
Alletto un profetico discorso di Giulio Andreotti fatto a Barcellona nel mille novecentocinquantatré
Con il titolo il contributo dell'Italia all'armonia dei popoli quindi un discorso di apertura alla pace alla concordia
Si concludeva con la citazione di quella bellissima lettera di Lincoln
A un patriota emiliano che prefigurava Roma capitale degli Stati Uniti d'Europa che Andreotti concluse quel discorso dicendo
Il tempo dirà signori se Lincoln fu buon profeta era il cinquantatré
I Trattati di Roma era ancora lontani vennero soltanto quattro anni dopo e furono il capolavoro di quella costruzione europea che uno dei maestri il maestro di Andreotti De Gasperi assieme ad Adenauer e Schuman
Se però realizzare e imporre e qui in sala se la signora Maria Romana De Gasperi figlia di Alcide De Gasperi al quale credo che le ricordo che aveva
Dobbiamo
Applausi e
Ma in quel discorso di Barcellona Andreotti dava anche ragione del perché aderiva a quella visione profetica di Lincoln
Su Roma
Capitale degli Stati Uniti d'Europa dei futuri auspicati Stati uniti d'Europa
Ed è una spiegazione che si lega proprio a quei tempi lunghi legati alla storia all'eternità di Roma I quali ha fatto riferimento con la sua solita abilissima lettura dei fatti della storia il professor De Rita
Perché poco prima di quella citazione
Andreotti dice disse
La storia d'Italia si muove sull'eredità di Roma
E a me pare che si possa dire che la gloria di Roma mal si comprende se non riguardando la città di Roma come culla predestinata del cristianesimo
Roma prepara la fine di ore del verbo e questo spiega perché in Roma si sia avuto l'unico tentativo di unione di tutti i popoli conosciuti attraverso la potenza congiunta della giustizia e della convinzione
Forse per questo un giornalista che Giulio Andreotti stimava
E
Con il quale negli ultimi tempi ha condiviso una comune sofferenza di vicende giudiziarie
Annotato
Per lui per Andreotti essere popolano romano e dunque papalino è stato inteso come un connotato di universalità Renato Farina che scrive
Il cristianesimo per lui è romano e il suo essere un uomo di Stato lo ha sempre concepito in questo orizzonte
Per cui il particolare di questa sua appartenenza al popolo dell'Urbe lo proiettava sino agli estremi confini del mondo sentendosi sempre a casa sua né consentendo mai nessuno come nemico nessun Paese nessun popolo come nemico ecco perché poteva dialogare con i palestinesi senza essere antisraeliano
Come ha detto Emma Bonino così faceva il mediatore sul
L'orizzonte internazionale come con tanti esempi ha ricordato il Presidente Casini e Renato Farina conclude l'essere umano un popolo che ha creato la civiltà e ha sopportato il sacco dei barbari di ogni genere
Lo ha reso anche capace di considerare
Senza pompe lumbard la grandezza
E senza scandalo l'umano limite degli uomini anche dei potenti
Ecco quel modo semplice di esercitare il potere di cui parlava il presidente Casini in maniera così appropriata quando si è soffermato a illustrare
Il lato umano di Andreotti
Che troppo spesso era stato sopraffatto dalla visione politica
Ho diabolica
Del suo esercizio del potere
Ma il tema era l'Europa e giustamente
Molti si sono soffermati
Sul momento di Maastricht che è stato il momento più alto della costruzione europea
Del secondo tempo diciamo così
Quella che seguiva a quella dei padri fondatori che abbiamo ricordato De Gasperi Suma
E Adenauer
I costruttori di questa
Seconda Europa sono stati altrettanti tre sono stati corso sono stati Mitterrand e sono stati Andreotti soprattutto Andreotti
E Maastricht che oggi appare una parola d'annata per le ragioni che ricordava il professor De Rita che ricordava Emma Bonino fu allora invece una svolta e molto ci sarebbe del dire del perché
Poi le cose sono mancate io non so se la spiegazione che ha dato Emma Bonino sia la
Più giusta è la più completa lei ha detto quel trattato fu monco c'erano dei limiti
Sì dimenticare uno per i successi dei primi anni dell'euro della politica che doveva giustamente sottostare sostenere quella costruzione solo monetaria
E io non so seri limiti siano di Maastricht o non siano venuti dopo
E c'è un bellissimo libro uscito in questi giorni del professor Guarino che un giurista raffinato e sottile che spiega come
Si sia stato un autentico colpo di Stato quando Andreotti non c'era perché Andreotti e Carli e De Michelis Aglioti Carli soprattutto si erano preoccupati di fare una costruzione perfetta
E se leggete l'articolo uno del Trattato di Maastricht parla di sviluppo parlo di crescita parla di politiche economiche per sostenere lo sviluppo cioè tutto quello
Di cui oggi ci lamentiamo
Ma guarda caso nel mille novecentonovantasette
Otto anni dopo l'accordo rimasti che che è del dicembre del novantuno e sette anni dopo la firma del trattato che del novantadue
Curiosamente non c'è la firma di Andreotti perché dei Capi di Stato c'è solo la firma dimetterà dei Capi di Governo
Di Stato trasmetterà
E poi c'è il per l'Italia la firma di De Michelis e di Carli mano quella di Andreotti ma otto anni dopo l'accordo sette anni dopo il Trattato
Il Regolamento mille quattrocentosessantasei del novantasette ha ribaltato
Negando annullando cancellando quella che era stata la conquista dell'Italia voluta fortemente voluta da Carli
Quella cioè di non mettere nel trattato le soglie né del tre per cento degli ottanta per cento Badinter pre
Dare come una tendenza verso una storia
Che era
La interpretazione non l'interpretazione perché era la lettera del Trattato era il modo con cui l'Italia poteva presentarsi e pretendere di entrare nell'euro a testa alta
Il mille novecentosessantasette novantasette con un Regolamento che non ha la dignità del Trattato che non è stato ratificato dei Parlamenti nazionali ma che è prodotto dalla burocrazia questo sostiene
Guarino e perciò dice che è un colpo di Stato annullare
E riscrive quell'articolo uno non c'è più crescita non c'è più sviluppo non ci sono più le politiche economiche degli Stati ma c'è una rigida soglia
C'è la politica il patto di stabilità
Che impone
Il raggiungimento di quelle storie che a Maastricht furono soltanto indicate in appendice
E che invece lui
Assumono la rigidità di un obbligo e a questo obbligo fa corrispondenza
La spoliazione dei Governi nazionali della possibilità della facoltà della potestà di fare le politiche economiche e quindi ecco perché oggi siamo impiccati a dover rincorrere l'Europa che ci dice di fare questo e quest'altro perché sono divenuti cogenti quei vincoli
Che
Nel Trattato non erano scritti vedesi Guarino
E molto band argomentata da grande giurista e difficile forse trovare oggi un'istanza alla quale poter la prospettare
Ed è aver ragione forse la ragione è nelle cose mai difficile trovare qualcuno che te la possa dare
E tutto compreso in quei vincoli
La battaglia che fece soprattutto Carli che credevano i vincoli esterni perché
Era convinto che l'Italia da sola non ce la faceva
A cambiare
Certi vizi antichi e qui c'è Cirino Pomicino che con Carli ha collaborato per tanti anni e lo ha visto all'opera e quindi sa
Quanto Carli
Se fosse convinto che solo da un vincolo esterno soltanto dall'Europa potevano venire all'Italia
Quegli obblighi quindi a quei comportamenti che cancella sono quei vizi e consentissero
E dopo il vertice di Roma del mille novecentonovanta la
Il negoziato di Maastricht si è articolato su tre
Livelli Lori guardava sia De Rita che Bonino a livello di Capi di Stato e di Governo il Consiglio europeo e per l'Italia seria Andreotti e il Ministro degli esteri di Michelis
A livello di Ecofin i Ministri delle finanze e c'era Carli
E a livello
Più tecnico delle monete ricco mitiche per l'Italia si era Mario Draghi
Io sono andato a vedere quello che questi tre protagonisti che furono rinegoziato cori con Andreotti
Di quell'anno di trattativa Andreotti negoziatore Tessitore sottile come ha ricordato che asini e hanno vissuto e poi ricordato quell'episodio
Con anche qualche particolare
Che è divertente ma che dice quale fosse in Europa la statura di Andreotti quale il suo prestigio quale fosse la sua fede europeista e come avesse l'autorevolezza per imporre alcune scelte e alcune decisioni che erano fatte
Sì nella visione nell'interesse dell'Europa ma anche nell'interesse del Paese che rappresentava
Guardate che dice Guido Carli
Non si può non ricordare la verità storica
E la verità storica e che non si sarebbe mai giunti a Maastricht senza l'opportuno l'apporto determinante di Helmut Kohl di François Mitterrand e di Giulio Andreotti
Il semestre di presidenza italiana dell'Acea a questo riguardo fu decisivo
Tutto il periodo restante viene impiegato per resistere agli attacchi di chi voleva smontare pezzo per pezzo l'edificio delineato dei due Consigli europei di Roma e i Consigli Ecofin tenutisi in Italia a Roma e a Lesmo presso Milano
La sconfitta della signora Thatcher al Consiglio di Roma non si decise se non all'ultimo minuto
Casini ha ricordato che tra Andreotti la Thatcher non c'era un eccesso di simpatia ma lì ammassi
Lo scontro futuro
E Carli lo ricorda così ricordo che nel corso della seduta plenaria conclusiva Andreotti che presiedeva leggeva il testo definitivo del comunicato
Giunto alla frase che parlava della futura munita della sede il testo recitava una moneta comune le quote
Andreotti lesse una moneta unica lecco fu il Ministro degli esteri bellica strattonato dalla Thatcher ad alzare la mano
E a dire timidamente
Ma qui c'è scritto moneta comune Andreotti risposte ho detto moneta unica e moneta unica è e ti do avanti mentre il cancelliere Kohl annuiva soddisfatto
Questo è Carli il negoziatore
Artefice di quel miracolo di quel capolavoro che fu l'introduzione a Maastricht della tendenza e non della soglia
Mario Draghi
Che negozio come membro del monetari tu miti l'aspetti gli aspetti tecnici del Trattato di Maastricht
E qui si può pensare a quell'altra notazione del professor De Rita sulla intenzionalità che ha contrapposto lo scetticismo un po'romano in romanesco di Andreotti
E
In una intervista al Draghi gli ricorderò
Quale fu il contributo di Andreotti e di Carli e se fosse vero che
Carli
Del vincolo esterno ha parlato più dopo che prima di Maastricht e vi chiederò
Ma era già consapevole prima durante il negoziato
Come possiamo interpretare che solo dopo ha scritto tanto sul vincolo in
Esterno
E Draghi così risponde no non è un'interpretazione io ora non ricordo se lume l'abbia detto prima o dopo però mi ricordo molto bene un particolare importante quello che Carli mi diceva e faceva
Guardi
Mi disse
Lei ogni volta che torna da Bruxelles vado a trovare il Presidente del Consiglio Andreotti
Egli racconti fare filo e per segno il tipo delle cose che si sono dette che cosa sia il negoziato come ci si orienta rispetto ai limiti del debito e così via
Cosa dice Draghi che io feci puntualmente per un anno e forse più dal marzo aprile del novantuno fino
A quando il Governo di lotti e caduto
E domande l'intervistatore e Andreotti le concedeva volentieri Andreotti medico uccideva senza batter ciglio e sono il mazzo Daloui una o due ore ogni volta perché tutto voleva sapere e tutto annotava e memorizzava
E poi tanti altri racconti ma
Un'altra bella testimonianza e quella di Padoa Schioppa che allora era
Un funzionario del Tesoro
Che dal mille novecentosettantasei stava in Europa proprio per la preparazione degli accordi finanziari economici e in vista del
Del ad un accordo di massima della Bonita
Ed è stato a Palazzo Chigi il consigliere economico di Andreotti quando l'ambasciatore Vattani ed era il consigliere diplomatico qui vedo l'Ambasciatore Sessa non vedo l'ambasciatore Vattani ma
Probabilmente ricorderà Sessa
Che Vattani e Padoa Schioppa erano gli angeli custodi di Andreotti nella trattativa a Bruxelles e nelle riunioni romane con Carli e De Michelis per preparare le trasferte a Bruxelles
E Padoa Schioppa così scrive
Ho conosciuto Andreotti abbastanza bene la sua azione europea
L'ho trovato un grandissimo politico
Un convinto europeista una persona con una grande visione molto coraggio
Un politico che rendeva un servizio all'Italia migliore costruendo l'Europa e tenendoli ancorata all'Italia un uomo politico che per vari aspetti aveva un lupo Erice un europeismo forte
Ancora più convinto dello stesso Carli
E ricorda un episodio in cui c'è tutto e Andreotti assieme a quello ricordato poco fa da Carli sulla lettura del comunicato finale
Un momento chiave
A Maastricht dice Padoa Schioppa fu quando si inserì la famosa data il fatto nuovo che intervenne a Maastricht fu di mettere una data
Sull'aereo che ci portava massiccio io feci notare a Vattani che in assenza di una data
Non saremmo mai arrivati al traguardo gli manifestai che se non avessi avuto niente in contrario de avrei parlato con Andreotti e Luini rispose che potevo farlo
Mise detti vicino ad Andreotti
E gli spiegai che la storia dell'Unione europea era sempre avanzato in presenza di date fisse come per esempio nel caso dell'unione doganale per la quale era stato stabilito che si sarebbe realizzata in sei anni
Ah devoti mi chiese se secondo me
Fosse una cosa politicamente possibile da ottenere
Gli risposi che a mio avviso non esistevano i presupposti politici perché con le metterà
Avevano parlato proprio in quei giorni di innescare un processo irreversibile
Andreotti mi chiese di provare a scrivere un testo io lo scrissi glielo detti vedemmo la bozza insieme la corresse e la mise in tasca
Andreotti puoi vide accenna Mitterrand
Gli propose questa soluzione l'indomani mattina alle sette
Andreotti presiedeva la riunione di coordinamento della nostra delegazione
E furbo qual era disse
Mitterrand mi propone di mettere una data fissa in quanto non voleva confessare di essere lui l'artefice della proposta visto che Carli non ne sapeva nulla
Cosa ne pensate
Mi ricordo che Carlini guardo e io prima che lui parlasse dissi subito che secondo me si trattava di un'ottima idea che dovevamo senz'altro accogliere allora Andreotti
Disse
Che avrebbe dovuto scrivere un testo una formulazione precisa che libertà L'Unità aveva già in tasca
Carli allora
Chiese ad Andreotti si volto verso di me disse Padoa Schioppa propria scriverla lei io che avevo già scritto il testo la sera prima
Loris Chrissie e lo passai Andreotti andammo in riunione e fu accettata la tesi della data quindi
Questo dimostra quanto Andreotti tutti
Ricordiamo la sua precisione la sua puntualità l'abbiamo ricordato poco fa ma la sua attenzione ai dettagli come preparava
Quanta differenza con l'improvvisazione che vedo girare oggi
Qui si studiava si si riuniva artisti coordinava le sette riunioni preparatorie per andare e si facevano anche questi piccoli stratagemma per avere certezza del risultato
Certo molte cose sono passate a cominciare da quello Regolamento mille quattrocentosessantasei che ha finito per stravolgere maltese oggi
Dopo la crisi viviamo un'Europa
Che non è più nel cuore degli italiani così come di tanti altri europei come era un tempo
E c'è un altro libro domani mattina che il Corriere anticipato oggi e un dialogo a due voci tra Galli Della Loggia Giuliano Amato e un titolo disperato Europa perduta
E
Tutti e due però convergono alla fine partendo da
Presupposti le posizioni diametralmente opposte
Che manca alla politica
E manca la democrazia e che bisogna recuperare l'una e l'alta
Poi hanno due soluzioni diverse perché Amato dice di correggere il tiro cioè di intervenire sui trattati esistenti per aggiustare gli
E Galli Della Loggia indecisi di Ripa
Stile da zero e di fare un grande movimento popolare con le elezioni per
Però la conclusione e univoca ci vogliono
Una costruzione federale o confederale politica una struttura che sostenga la polenta altrimenti come diceva Emma Bonino non è possibile
Io non so se abbia ragione Guarino io non so se abbia ragione Galli Della Loggia io so che in un momento come questo
è la conclusione di
Pier Ferdinando Casini quando ha detto Andreotti ci manca ecco forse per uscire da una situazione così difficile
Per negoziare in Europa
Con l'autorevolezza la credibilità il prestigio con cui in anni passati l'Italia ha potuto negoziare si sarebbe voluto Giulio Andreotti purtroppo Giulio non c'è più
Grazie
Buonasera