09MAG2014
rubriche

Critica e militanti

RUBRICA | RADIO - 07:30. Durata: 5 min 46 sec

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"Le cose come sono.

Etica, politica, religione" di Giancarlo Gaeta (Libri Scheiwiller).

Puntata di "Critica e militanti" di venerdì 9 maggio 2014 che in questa puntata ha ospitato Matteo Marchesini (critico letterario e scrittore).

Tra gli argomenti discussi: Bergoglio, Cattolicesimo, Chiesa, Cultura, Giovanni Paolo Ii, Libro, Religione, Veil.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
07:30

Scheda a cura di

Guido Mesiti Iva Radicev
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Buongiorno da Radio Radicale qui e Matteo Marchesini per la rubrica critica tanti
Continuare sembra intensificarsi a tutti i livelli il dibattito su papà Bergoglio specie
In chi interezza di solito del dell'intreccio tra questioni culturali e politiche
Così il foglio così soprattutto che i radicali per ragioni peraltro molto note probabilmente nella in questo dibattito si intrecciano davvero molte
Molte questioni ad esempio la questione
Del carisma e del rapporto con i media carisma su cui forse bisognerebbe riflettere meglio perché forse non è una qualità armati definisce solo in base
Terminate situazioni e relazioni
Viene fuori da alcuni dubbiosi il disagio per un personaggio
Che tenta di nuovo di far recitare alla Chiesa sembra un po'sembra un po'tutte le parti in commedia come la Chiesa cattolica ha saputo fare
Adattandosi magistralmente alle situazioni storiche da una parte c'è un
Catechismo cattolico che rimane quello cavilloso di cui dissi non venga diceva che
Non aveva niente di un anno e niente a che vedere con la vera qualità del credere
E dall'altra ci sono delle dichiarazioni diciamo da leader politico mediatico però l'impressione che questo Papa dà un certo punto di vista questo Papa gesuita voglia
Coprire tutte le costituzioni perfino quelle
Diciamo così del mondo protestante o quali protestante non a caso
Uno dei delle per tra le persone che conosco una
Delle più avvisati Alzetta arrabbiate con con questo Papa è un amico valdese
Insomma la volontà diciamo di essere di essere tutto no di di di di
Infatti che la Chiesa copra tutti i fronti dai più conservatore più progressisti dai più tra virgolette ascetici hai più mediatici
A questo proposito mi sembra non inutile riproporre
Qui una riflessione che un grande studioso di storia del cristianesimo antico e massimo esperto italiano di si Mombello Giancarlo Gaeta
Ha svolto in un bellissime purtroppo semisconosciuto libro uscito da Scheiwiller nel due mila otto intitolato le cose come sono etica politica religione
Il succo dei faggi contenute in questo libro Stein un'affermazione iniziale
In un'epoca in cui si è perduto tutto ciò che potevamo tempo garantire rifugio di un'appartenenza scrive l'autore la fede non può più essere ed è questo un inestimabile vantaggio una questione relativa alla salvezza della propria o altrui anima
è invece una questione che riguarda la verità sulla condizione umana non possono più esserci risposte legate a una determinata dottrina ciò che è stato vissuto e pensato all'interno dei sistemi religiosi
Oramai avere solamente valore strumentale è patrimonio di un passato a cui si può spesso si deve attingere
Per trovare ispirazione ma la risposta autentica può nascere solo dall'accettazione della perdita a partire da questo punto di vista in un saggio intitolato chiede spettacolo
Gaeta fa una riflessione sulla spettacolarizzazione del cristianesimo
Di Papa Wojtyla che mantiene un profilo profondamente conservatore ma nello stesso tempo sfrutta l'industria culturale moderna
Una riflessione che forse in maniera diversa si può adattare anche quello che sta accadendo oggi la leggo
Che ha giustamente osservato l'impressionante ritardo con cui il cattolicesimo giunge a prendere atto di espressioni della modernità inquinate o più spesso combattute
In realtà neppure di ritardo si tratta dal momento che il moderno inteso come tentativo di pervenire a una destra una visione altra dell'uomo attraverso la realizzazione di forme sociali economiche artistiche del tutto nuove ha fallito
E chi presenta ora come un nodo complessissimo di problemi che urgono sull'esistenza dell'umanità intera condizionandone in modo sempre più grave drammatico ogni aspetto
Ora di tale situazione critica al cattolicesimo sembra voler approfittare attraverso un'operazione mistificatoria consistente nell'agganciare dei residui del moderno per meglio proporsi come risposta salvifica lo stato di crisi
E tenta così di fornire ha una quantità di smarriti un qualche surrogato di certezza che da altre parti non viene più
Di fatto succede che essere assunte strumentalmente sono le forme ma criticate dei tentativi falliti del moderno portando acqua al mulino proprio di quell'industria culturale che si vorrebbe contrattare
Insomma chi dimostra una ignoranza profonda di quanto accaduto dal Rinascimento ai giorni nostri al punto da assumere del moderno gli esiti devastanti ovvero le tecniche finalizzate alla dissociazione dei corpi dallo spirito
è peraltro grave che in una siffatta congiuntura la Chiesa non tenga minimamente conto della riflessione di quei cristiani che da Kierkegaard massimo un bene il hanno indicato i passaggi indispensabili per dare nuova reale espressione alla fede
Nella situazione moderno e che sono forse i soli che oramai potrebbero fare argine a questa sorta di perversione delle forme della propria missione in cui la Chiesa sta in corso incoscientemente cadendo
Ecco il Consiglio di oggi è di riflettere su questo saggio chiedo e spettacolo contenuto in un bellissimo il semisconosciuto libri e conosce i mille nel due mila otto di Giancarlo Gaeta le cose o no etica politica religione
A risentirci venerdì prossimo