11 MAG 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:01 Durata: 1 ora 52 min
A cura di Bretema e Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 11 maggio 2014 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Pannella sui nuovi eclatanti arresti per corruzione: "Qui a tutti i livelli si arrestano. Per la prima volta pare che non sono solo quelli di centro o di centrodestra che rischiano la galera, ma anche quelli di centrosinistra. Ma quello che mi sembra essere chiaro, a fronte di chi si chiede cosa stia succedendo", è "che siamo in una condizione nella quale c'è questo regime putrefatto, in putrefazione, che sta reagendo con una unica convergente reazione sovversiva". Una "reazione sovversiva contro gli obblighi di legge proclamati e fatti propri addirittura dal diritto comunitario. Occorrerà forse tenerne subito conto"

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale (Radio Radicale)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulle iniziative radicali e sullo stato di avanzamento dell'organizzazione del Congresso italiano del Partito radicale transnazionale. Marco Pannella: "Noi abbiamo convocato (il Congresso italiano del Partito radicale transazionale, ndr) ma nulla ci risulta possibile seriamente per organizzarne la tenuta. Per qualcosa che viene dato per scontato in Italia. Quei dati che il Centro d'Ascolto di Gianni Betto dovrebbero sempre di più vedere istituti universitari, vedere fondazioni para-scientifiche, non solo italiani ma europei e internazionali, approfondirli, utilizzarli. Sono dati che in modo abbastanza clamoroso - mi pare - mostrano una situazione imprevedibile, nuova. Siccome noi Radicali ci troviamo adesso manifestamente, da decenni direbbero alcuni, ma io dico ufficialmente da semestri, a incalzare la realtà statuale, la politica, la cultura e via dicendo, esattamente su posizioni che da estrema minoranza radicale, fantasiosa e via dicendo, oggi in Italia e non solo sono diventate tesi e delibere formali dei massimi livelli dello Stato italiano e della giurisdizione internazionale. Sicché dare un'oncia di spazio a quello che i Radicali fanno è manifestamente impossibile in questo regime. Perché si tratterebbe di constatare che Presidente della Repubblica, Cedu, insomma le massime autorità giuridiche, si esprimono a livello politico con le lotte sempre più chiare del Partito radicale. La reazione? Che del Partito radicale non c'è un povero cittadino italiano cui sia consentito di saperne qualcosa". "Qui a tutti i livelli si arrestano. Per la prima volta pare che non sono solo quelli di centro o di centrodestra che rischiano la galera, ma anche quelli di centrosinistra. Ma quello che mi sembra essere chiaro, a fronte di chi si chiede cosa stia succedendo", è "che siamo in una condizione nella quale c'è questo regime putrefatto, in putrefazione, che sta reagendo con una unica convergente reazione sovversiva". Una "reazione sovversiva contro gli obblighi di legge proclamati e fatti propri addirittura dal diritto comunitario. Occorrerà forse tenerne subito conto". "Si sono impazziti, si stanno arrestando l'uno dopo l'altro". Sul ruolo del presidente della Cassazione Santacroce. "Abbiamo bisogno entro 48 ore di sapere se per caso sono consentite qualsiasi tipo di informazioni su di noi, sulle nostre lotte, sulle nostre condizioni o se non siano vietate di fatto". L'"ascolto coraggioso e serio del Presidente della Repubblica" sulla questione dei problemi di diritto sollevati fino a quel momento dai soli Radicali. "Il Parlamento sa solo esprimere una reazione sovversiva nei confronti dell'affacciarsi di ogni legalità". "C'è una situazione totale di illegalità. La reazione sovversiva contro il Presidente della Repubblica da parte della partitocrazia connota la situazione". La lotta radicale per rispondere a questo stato di cose: "Stiamo allargando alle giurisdizioni internazionali" il fronte, "ma a questo fatto che in patente crisi dei poteri parlamentari legislatori in quasi tutto il mondo bisognava pensarci. Visto che tra le fonti del diritto ci sono le leggi dei Parlamenti ma anche le creazioni attraverso le giurisdizioni. Su questo stiamo andando avanti, anche se è lotta un po' complessa". Le "reticenze" dal mondo universitario e scientifico. Ancora sui recenti arresti di politici e sullo "sfascio" che segnalano
    17:01 Durata: 20 min 29 sec
  • In attesa delle elezioni europee, prosegue il Satyagraha radicale, "con un solo obiettivo che trova in ogni momento conferma di attualità: che occorre che lo Stato italiano esca fuori da quella condizione - da decenni - di delinquenza professionale contro la legalità del proprio Stato e la legalità contemporanea, contro il Presidente della Repubblica e tutto quanto"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    A due settimane dalle elezioni europee, Pannella rivendica la scelta dei Radicali: "Noi rispetto a queste elezioni abbiamo assunto una decisione che non è stata capita. La decisione era: nelle condizioni in cui in Italia si andrà a votare, non è altro che un crimine contro ogni forma di diritto italiano e di altrove, di conseguenza la nostra posizione non è quella di non sedersi al tavolo con i bari ma di mobilitarsi per tentare di far saltare questa caratteristica di sfascismo esasperato agli occhi del diritto e della cultura internazionali". Elezioni come "manifestazione impotente e gravissima di continuità con l'anti democrazia degli anni 30 e 40". Sulla difficoltà per i Radicali di organizzare oggi un Congresso. "Tutto è vietato al popolo italiano". Prosegue il Satyagraha radicale, "con un solo obiettivo che trova in ogni momento conferma di attualità: che occorre che lo Stato italiano esca fuori da quella condizione - da decenni - di delinquenza professionale contro la legalità del proprio Stato e la legalità contemporanea, contro il Presidente della Repubblica e tutto quanto". La proposta di un coinvolgimento dell'Onu in Italia. Sulla questione giustizia, il ricorso in preparazione da parte di Niccolò Figà-Talamanca per la Corte internazionale di Giustizia dell'Aja
    17:22 Durata: 22 min 10 sec
  • Il ruolo censorio dei media rispetto ai Radicali e in generale al diritto degli italiani di informarsi: "Nel senso che quello che noi stiamo sottolineando, con i dati del Centro d'Ascolto, è che ormai da anni è facilissimo misurare l'intensità dell'investimento propagandistico radio-televisivo, guardandolo, ascoltandolo, studiandolo, per capire a quanto si arriverà in termini di risultati elettorali". "E' chiaro che adesso il regime punta soprattutto sulla vittoria di Renzi, presidente del Consiglio, mattina, pomeriggio e sera. Ma poi contemporaneamente bisogna aiutare Alfano e poi anche Grillo che notoriamente non va in televisione"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Cosa succederebbe se Grillo si avvicinasse molto al Pd in termini di consensi elettorali? "Succede che il cesso presenta quell'aspetto lì invece che un altro", replica Pannella. "Nel senso che quello che noi stiamo sottolineando, con i dati del Centro d'Ascolto, è che ormai da anni è facilissimo misurare l'intensità dell'investimento propagandistico radio-televisivo, guardandolo, ascoltandolo, studiandolo, per capire a quanto si arriverà in termini di risultati elettorali". "E' chiaro che adesso il regime punta soprattutto sulla vittoria di Renzi, presidente del Consiglio, mattina, pomeriggio e sera. Ma poi contemporaneamente bisogna aiutare Alfano e poi anche Grillo che notoriamente non va in televisione". Il trattamento censorio rispetto ai Radicali, "esorcizzati". "Noi siamo una forza partigiana come lo erano quei due o tre carcerati del 1941, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Colorni". Sul Manifesto di Ventotene e le diverse posizioni di Rossi, Spinelli e Colorni
    17:44 Durata: 7 min 2 sec
  • Pannella sulla politica estera del governo italiano: "Siccome eravamo alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell'Ue, siccome indubbiamente la ministra degli Esteri italiana era - questo dispiaceva al sindaco di Firenze - di immensa popolarità in Italia, più di lui, ma anche in Europa, nessuno poteva mettere in dubbio che il semestre italiano andasse giocato con la guida di Emma Bonino. No, lui, il rottamatore, è riuscito in questo. E' politicamente un coglione, temo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella fa un excursus: "Vorrei ricordare ai greci che oggi fanno 'storia greca' o tentano di farla. (Gregor) Lambrakis fu il grande leader pacifista e non solo per anni. A un certo punto lo incontrammo a Londra come Radicali, lui mutò di molto la sua strategia, ritornò in Grecia avendo una posizione anti-militarista nonviolenta, la nostra, e guardacaso dopo 4 mesi fu assassinato". Ancora sull'interlocuzione tra Radicali ed esponenti politici greci: il caso di Papandreaou schieratosi a favore di Iraq Libero nel 2003. Sulla situazione ucraina e sulla debolezza del governo italiano, dopo "l'espulsione" di Emma Bonino dal ministero degli Esteri da parte di Matteo Renzi, "in un momento in cui solo un imbecille poteva pensare di fare un'operazione provocatoria. Siccome eravamo alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell'Ue, siccome indubbiamente la ministra degli Esteri italiana era - questo dispiaceva al sindaco di Firenze - di immensa popolarità in Italia, più di lui, ma anche in Europa, nessuno poteva mettere in dubbio che il semestre italiano andasse giocato con la guida di Emma Bonino. No, lui, il rottamatore, è riuscito in questo. E' politicamente un coglione, temo"
    17:51 Durata: 12 min 26 sec
  • Sui sommovimenti nella magistratura milanese

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Noi siamo qui a fare la guerra nonviolenta, nella speranza che ogni giorno porti un contributo di ragionevolezza come pare succedere per esempio nella magistratura milanese. Come a me pare succedere nella magistratura milanese, nella quale abbiamo perso il più prestigioso dei magistrati democratici, dei democratici giusti ed altro, mentre si era comportato in modo patente dal primo giorno, rifiutando le prove che i Radicali adducevano della realtà lombarda, nella quale lui invece scelse semplicemente di investire il massimo di energie della Polizia e degli altri per andare ad accertare quanto costavano le puttane a Berlusconi. Mentre sulla realtà quale adesso viene fuori, purtroppo un po' tardi, sull'Expo…". Ancora sui dissidi nella magistratura milanese: "Ho detto 'Viva Robledo!' per prendere un punto di contraddizione. In confronto a quello dignitosissimo, da sempre uno dei migliori democratici… Viva Robledo!"
    18:03 Durata: 5 min 39 sec
  • Appello all'iscrizione al Partito radicale. Il caso Grillo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Nuovo appello all'iscrizione al Partito radicale. "Se oggi fosse consentito in Italia un minimo di riflessione, io sono convinto che saremmo salvati tutti, come realtà, dalla iscrizione al Partito radicale delle suore di Noi siamo Chiesa, quelle americane e spero anche in Italia. Ritengo sia assolutamente possibile - ho provato di già con Fausto Bertinotti l'altro giorno: c'è un problema forse da recuperare, gli ho detto, quello di 'classe' e di 'politica di classe', e rivederne possibili affinità non con i populismi ma con le realtà popolari quali ci vengono trasmesse quasi antropologicamente. Noi credo che potremmo agevolmente avere un grande numero di Radicali e un grande Partito radicale con immediate funzioni anche europee se fosse consentito a questo che c'è nella realtà profonda del Paese di esprimersi in qualche modo". Sulla riesumazione del concetto di "classe": "Per potersi esprimere, bisognerebbe sentire cinque persone che dicono: 'Io sono d'accordo con questo e lo faccio', e non parlo di cinque 'rifondaroli'". Le iscrizioni di alcuni parlamentari del Pd e di altre personalità della sinistra come Marco Boato. Sui rapporti passati tra Radicali e Beppe Grillo che "non riesce a proporre con calore una sola cosa, tranne che - devo dire lo capisco - l'euforia del suo stato fisico, della sua capacità di dialogare e coinvolgere. Devo dire, purtroppo, che non mi pare ci sia da parte sua qualcosa di positivo da costruire. Io lo spero". Il caso del sindaco di Parma, Pizzarotti, a favore del quale Pannella aveva chiesto di votare nel 2012. "Rispetto al fatto 'Grillo' sono amareggiato, ma devo dire che non riesco a parlarci"
    18:09 Durata: 15 min 8 sec
  • Giuliano Ferrara, i Radicali e il loro rapporto con il Vaticano

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella fa un riferimento a Giuliano Ferrara e al suo ricordo del padre Maurizio Ferrara (1921-2000) che "si incazzò come un bufalo" per la scelta radicale del 1945 di appoggiare De Gasperi al posto di Parri. "La scelta del mondo dei credenti, cristiani o meno, da parte nostra, contro quella del mondo dei marxisti, marxologi e marxiani che sembrava essere predominante: scegliemmo da tutte le parti Schumann, Adenauer, addirittura alcune componenti della Chiesa anglicana… E quindi oggi quando vedo quello che sta accadendo, mi ci ritrovo, erano le cose per le quali ho lottato all'università, io l'anticlericale. Quelle per le quali certo bisogna pure rendergli giustizia, e certo c'è questo Papa, ma anche Papa Wojtyla (m. 2005, ndr) mi cercava, gli importava, e quando fece la sua dichiarazione sulla clemenza, una dimestichezza quasi quotidiana e profonda"
    18:24 Durata: 7 min 3 sec
  • Sul ruolo dell'informazione e sulle presenze radicali alle elezioni locali (soprattutto in Abruzzo)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul dibattito istituzionale che esclude il sistema istituzionale uninominale: "Io sono in sciopero della fame e della sete anche per questo, non per ricattarli ma perché spero di trasfondere in loro più energia per rispettare le loro legalità e i loro impegni. La tragedia è non comprendere che probabilmente siamo dei cretini che crediamo davvero esistano le cose spirituali, e puntiamo a produrre forza spirituale con lo sciopero della fame o della sete. A partire dalla Cei", dice il leader radicale facendo riferimento alla Conferenza episcopale italiana. Pannella: "Rivolgo un invito personale a tutti quelli che ci possono ascoltare, visto che non è consentito all'elettorato e al popolo italiano di ascoltarci dove ci sono 4-7 milioni di ascoltatori". Il leader radicale parla di "esorcisma" applicato al popolo, come dimostrano le prove referendarie. Sulle elezioni locali in Abruzzo e le presenze radicali: "Lì abbiamo una posizione molto bella ed efficace di una componente dei Radicali abruzzesi. In particolare vorrei ricordare Vincenzo Di Nanna, proprio per le sue attività professionali e politiche sui problemi sociali di lì. Attorno a loro abbiamo altre cose, tutti che si candidano, uno col Grande Pescara, un altro con mi' nonna, ma non c'è scritto che sono 'radicali' nelle liste, e sono anti pannelliani". "C'è da risicare e da rosicare". Pannella accenna a una "campagna di piazzamenti" all'interno della partitocrazia facendo riferimento ad altri Radicali candidati in giro per l'Italia in liste altruiregio
    18:31 Durata: 12 min 40 sec
  • Conclusioni. Sul Congresso del fronte italiano del Partito radicale convocato ma non ancora organizzato: "La questione Congresso è legata a un salto di qualità anche presso le giurisdizioni europee che mettano sotto accusa lo Stato italiano come tale. Allora potremmo dire che noi forniamo una alternativa storica sul suolo italiano ma non solo. Per questo credo che avremo bisogno di slancio e generosità: iscrizioni, iscrizioni, iscrizioni…"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul Congresso convocato ma non ancora organizzato: "La questione Congresso è legata a un salto di qualità anche presso le giurisdizioni europee che mettano sotto accusa lo Stato italiano come tale. Allora potremmo dire che noi forniamo una alternativa storica sul suolo italiano ma non solo. Per questo credo che avremo bisogno di slancio e generosità: iscrizioni, iscrizioni, iscrizioni…". Sul possibile contributo delle comunità religiose. Pannella sulla gestione dello Ior e delle finanze vaticane. "Qualcosa che non funziona? Ma certo! Prima tutto era l'opposto! Il problema è che oggi la direzione che è stata assunta è l'altra! Adesso dello Ior, per esempio, non c'è nessuno che dice 'io sono Ior'. L'evoluzione c'è stata e non è un'involuzione". In conclusione, il leader radicale torna sui referendum radicali del 2013, e sulla'"evento storico" costituito dalla decisione di Silvio Berlusconi di firmare tutti e i 12 quesiti, pur non seguito dal suo stesso partito. La necessaria riflessione che da ciò dovrebbe discendere per il Pd. L'impegno di Matteo Angioli e Francesco Di Donato per concepire una seconda "puntata" del convegno sulla ragion di Stato di Bruxelles
    18:44 Durata: 9 min 59 sec