24MAG2014
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Cinema & cinema: "Maps to the stars" di David Cronenberg

RUBRICA | di Gianfranco Cercone RADIO - 00:00. Durata: 3 min 51 sec

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Puntata di "Cinema & cinema: "Maps to the stars" di David Cronenberg" di sabato 24 maggio 2014 condotta da Gianfranco Cercone .

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cinema, Cultura, Famiglia, Film, Giovani, Psicologia, Societa', Violenza.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 3 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale
è una delle idee di fondo
Settori che dei ritornelli di questa rubrica
Che si chiama cinema i cinema in omaggio al titolo di una politica di Majakovskij perché vuole contrapporre un cinema per così dire della verità
Di quelle verità piccole o grandi che possono ritrovarsi anche delle favole che non solo insomma esclusivamente appannaggio del racconto realistico
A un cinema di evasione immaginaria spettacolare quando lo spettacolo come il fatto che per meravigliare costoro dire oppure di convenzioni li definisce che in ogni caso non ci rivela nulla del mondo che
è fuori di noi ma anche dentro di noi
Ma s'to the Stars l'ultimo film di quell'illustre autori canadese che devi Cronenberg
è uno di quei film che parlano del cinema e dello spettacolo di chi lo spettacolo lo fa ma anche di chi lo vive
Ma tanto gli attori quanto gli spettatori di cui prima si occupa sembra l'avete perso il senso della missione del cinema e comunque ogni interesse per il suo valore artistico
E come capita quando si perde il senso il valore di ciò che si fa
Sì surroga quel valore con dei valori fittizi che non riescono però ma dare mai un senso vero di appagamento
E nel caso di nostri personaggi quel
Quel valore diciamo sostitutivo è apparire sulla scena di un sette di una serie televisiva
Che diventa per loro la scena del mondo perché sotto un riflettore si esalta chi resta nell'ombra nella penombra prova un senso penoso di insoddisfazione di sé
E chi approvato quell'esaltazione e rischia di essere ricacciato dell'oscurità prova l'ansia e l'angoscia di chi si vede strappato umbra nutrimento vitale
è una febbre che può contagiare film è una diva matura come un divo bambino
Quindi tutto un cinico amministratore della devozione dei suoi tanti fans perché negli spettatori quella febbre diventa idolatria
Invito l'Aprilia che alle forme più morbosi e che si riversa
Periti verso i divi più in vista
Ora finché il film di Cronenberg è uno studio
Su questa degenerazione psicologica sia pure considerata nelle sue conseguenze più estreme io credo che possa considerarsi riuscito i personaggi sono tutte maschere mostruose
Ma disegnate con incisività e precisione e pur nella fissità di la maschera suscettibile suscettibili di variazioni come capita quando una maschera sintetizza in sé un fatto reale un fenomeno psicologico diciamo autentico
Ma poi
Nella hall il futuro di crollo in verde prevalgono orrori di diversa specie in primo luogo sessuali i film e si riferisce ripetutamente all'incesto ma anche alla prostituzione nelle forme abiette
O all'orgia tanto che questa Holy Wood finisce per sembrare una strana specie di Sodoma e Gomorra destinata infatti a essere punita e purificata dal fuoco
Ora questo armamentario di orrori con il suo corredo di deliri di allucinazioni nessuno deliri Ruffini azioni finti diciamo fumettisti ICI
Forza uno studio psicologico nella sua sostanza veritiero nelle forme di un thriller spettacolare a tinte forti
Che però finisce io credo per suscitare l'OSCE ti cinismo e il disinteresse dello spettatore
Ma Sotudeh standards ditemi Cronenberg un saluto da Gianfranco seppure