08 LUG 2014
intervista

Gli effetti collaterali delle attività estrattive in Basilicata da "Policoro 001" a "Pozzo Morano"

SERVIZIO | di Maurizio Bolognetti - POLICORO - 00:00 Durata: 18 min 12 sec
Scheda a cura di Valentina Pietrosanti
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All'inizio degli anni '90, a Policoro si è verificata l'esplosione del pozzo "Policoro 001".

L'incidente, dopo oltre 20 anni, sembra essere coperto da una sorta di "segreto di Stato".

Sul sito dell'Unimg (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse) troviamo una sola laconica indicazione che parla di pozzo "incidentato".

Sempre nel materano, nell'ambito delle concessioni di coltivazione "Nova Siri" e "Policoro" troviamo tre pozzi, "Nova Siri 1", "Rivolta" e "Morano", ubicati a pochi metri in linea d'aria dall'Itrec di Rotondella, acronimo che sta per "Impianto di Trattamento
e Rifabbricazione Elementi di Combustibile".

L'Ispra, nella Guida Tecnica n.29, pubblicata nel 2014 e dedicata ai "Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi di bassa e media attività", tra i criteri di esclusione indica i luoghi in cui si procede allo sfruttamento di risorse quali gas e petrolio.

Eppure, in provincia di Matera è stata autorizzata l'estrazione di gas a ridosso di un impianto dove sono stoccate scorie nucleari di seconda e terza categoria, tra queste ultime le barre del reattore nucleare Usa di Elk River.

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