26LUG2014
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Cinema & cinema: "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini

RUBRICA | di Gianfranco Cercone RADIO - 00:00. Durata: 4 min 49 sec

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Puntata di "Cinema & cinema: "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini" di sabato 26 luglio 2014 , condotta da Gianfranco Cercone .

Tra gli argomenti discussi: Cattolicesimo, Cinema, Cultura, Film, Osservatore Romano, Pasolini, Religione, Vaticano.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
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Scheda a cura di

Guido Mesiti
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale il vangelo secondo Matteo il film di Pier Paolo Pasolini è ritornato in questi giorni agli onori della cronaca per due ragioni
Pugilato cinquant'anni fa e a Matera dove Pasolini ambientò Gerusalemme c'è una curata una mostra importante sul film
E l'Osservatore romano lo ha definito in questi giorni probabilmente il miglior film su Gesù mai girato
Il pronunciamento del quotidiano vaticano suona oggi come un ripensamento infatti all'epoca dell'uscita del film
Malgrado l'entusiasmo di alcune frange cattoliche come approcci vitate cristiana di Assisi o in Francia office cattoliche internazionali del cinema che addirittura gli assegna un premio
Ecco però la stampa cattolica più ufficiale trovo che il film mancasse di senso religioso il Cristo di Pasolini sembrava in sostanza marxista e non cattolico
Ma attenzione anche la critica comunista salvo eccezioni accolse il film freddamente
Il fatto stesso di aver fatto un film dal Vangelo sembrò una riprova dell'ambiguità dell'inaffidabilità o o come si diceva allora dell'il razionalismo di Pasolini
Variazione questa dei suoi compagni che deluse e Filippa soliti al punto che per qualche tempo penso di abbandonare il cinema
Pasolini affetti avevo osservato con rigore il dovere di un artista non aveva realizzato il film né in obbedienza alla Chiesa cattolica né a quella comunista aveva obbedito alla propria sensibilità da quel che si dice l'ispirazione
O con le sue parole a quell'accensione di vitalità e di creatività che li di arrivo da una rilettura casuale del Vangelo
Così fin da prima che o piuttosto che cattolico o marxista è un film senz'altro pasoliniano lo si rileva con un piccolo esempio
Giovanni Battista profetizza la Tenuta dei Massimi sia mentre battezza gli israeliti sul fiume Giordano
Ed ecco che nel bel mezzo della sua predicazione furente ma anche piena di speranza
Tra la piccola folla che lo circonda si staglia il volto di un giovane che avanza con calma verso di lui e Giovanni ammutolisce interdetto perché in quel volto riconosce il Messia che le sue parole prefiguravano
è un episodio del Vangelo trasposto in immagini
Ecco lamenta avanzata di quel voto che si rivela in quel momento per la prima volta anche noi spettatori era sua evidente bellezza
Nel breve spasimo della tesa dell'incontro e poi nello scioglimento dell'angoscia in un incontro che anche comunque un incontro da Moore c'è una tensione
Che è tutta pasoliniana e che si ritroverà in un altro suo firma teorema dove un altro giovane quasi di soprannaturale bellezza ospite della famiglia di un industriale lombardo
Colmerà per qualche giorno quel desiderio di amore di luce di pienezza esistenziale
Che ognuno dei componenti di quella famiglia covava in segreto senza forse saperlo amando anche fisicamente ognuno di loro
L'incontro tra Cristo il Battista che avviene in un primo tempo in silenzio è un incontro di volti prima ancora di sguardi
Ora il film di Pasolini è stato notato spesso attinge nella composizione degli immagini ha riferimenti pittorici presentai varie scene di gruppo
L'ambientazione disadorna quasi documentari Istica è di grande suggestione e la parola di Cristo ricavata testualmente le Vangeli e a volte fluviale come nella scena del discorso della Montagna
Ma forse la pietra angolare il film NI volti e negli sguardi
Se il Cristo di Pasolini ci persuade
è in primo luogo per il suo viso e per i suoi occhi dove sembra brillare il mite ma
Inestinguibile implacabile direi la luce di un ideale che lo sostiene anche nelle prove più dure
Un ideale certamente di giustizia e di amore che gli era viva in coloro che lo accompagnano e lo ascoltano quelli almeno che hanno orecchie per ascoltarlo e che lo guardano a volte incerti e atterriti
Perché quell'ideale già il loro mai oscurato dai pregiudizi dal conformismo ed alla vita
Ma quella luce suggeriscono le ultime parole del film è un'esigenza irrinunciabile e durerà finché durerà l'uomo
Un capolavoro da questa riscoprire in occasione del suo cinquantenario il vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini un saluto da Gianfranco Cercone