30LUG2014
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Rassegna di Geopolitica - Quali priorità per la politica estera italiana

RUBRICA | di Lorenzo Rendi Radio - 18:41. Durata: 18 min 54 sec

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"Scegliere per contare.

Rapporto sulla politica estera italiana 2014" a cura dello IAI, luglio 2014.

Puntata di "Rassegna di Geopolitica - Quali priorità per la politica estera italiana" di mercoledì 30 luglio 2014 condotta da Lorenzo Rendi .

Tra gli argomenti discussi: Commercio, Democrazia, Difesa, Economia, Energia, Esteri, Euro, Geopolitica, Globalizzazione, Iai, Immigrazione, Integrazione, Istituzioni, Italia, Politica, Rassegna Stampa, Sicurezza, Stato, Sud, Ue.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 18 minuti.
18:41

Scheda a cura di

Delfina Steri
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Radio Radicale buongiorno ai nostri ascoltatori giovedì trentuno luglio due mila quattordici oggi nell'ambito della rassegna di geopolitica vi presentiamo l'ultimo rapporto sulla politica estera dell'Italia accorato dello IAI Istituto Affari internazionali
Di a Roma il titolo è scegliere per contare rapporto sulla politica estera italiana edizione due mila quattordici il curatore il direttore
Dell'Istituto Affari internazionali elettore greco vediamo allora quanto scrivono nella tracciare il bilancio e le priorità per quanto riguarda
La politica estera del nostro Paese il Governo Monti nel successivo governo letta hanno condotto una complessa opera di rafforzamento della credibilità dell'Italia
In particolare all'interno dell'Unione europea così da riguadagnare quel credito sia politico che economico che i essenziale per l'uscita dalla crisi
In questi ultimi anni la politica estera italiana dovuto dare assoluta priorità questo recupero di prestigio che ruolo a livello internazionale
Molte altre questioni problematiche sono state affrontate comprese alcune crisi che hanno coinvolto direttamente gli interessi nazionali
Ma la concentrazione dei Governi nel loro insieme e non solo del Ministero degli esteri della Presidenza del Consiglio
Su quell'obiettivo primario ha messo in luce una sorta di scala delle priorità della politica italiana un fatto questo che avviene solo in situazioni eccezionali quando se di fronte a scelte dirimenti
Da cui dipende il futuro del Paese l'Italia affronta una sfida Naro che nel dopoguerra quando con impegnative oneroso scelta di campo si trattò di reinserire pienamente il Paese nel sistema politico ed economico occidentale
Il Governo Renzi e i successivi quale che sia il loro profilo politico dovranno misurarsi con la stessa sfida almeno fino a quando il periodo di grave crisi ed emergenza non sarà stato pienamente superato
E dunque in ragione di ciò secondo Lo Iacono la scala delle priorità internazionali dell'Italia può essere così sinteticamente descritta prima l'Europa
Secondo sicurezza europea sia Alleanza atlantica terzo interessi commerciali e sicurezza energetica quarto il vicinato quinto il quadro globale
Va da sé si fa notare che alcune di queste priorità sono in buona parte strettamente intrecciate tra loro e l'elenco inoltre soggetto fluttuazioni congiunturali in alcuni momenti l'ordine poi infatti cambia
Incidenti o eventi straordinari in cui siano in gioco preminenti interessi nazionali come l'affare Scialabba IVA
La vicenda dei due fucile di Marina sotto processo in India con le tragico ondata di sbarchi degli immigrati sulle nostre coste possono assumere un'importanza particolare obbligando la concentrazione degli sforzi diplomatici
Ma si tratta di eventi puntuali che a meno di sviluppo e più lungo termine non votano stabilmente il quadro delle priorità politiche del Paese
La stessa crisi Ucraina conferma e anzi e sottolinea vi è più l'importanza preminente del quadro europeo dell'Italia
Per nuove preoccupazioni sulla sicurezza europea hanno riportato in primo piano anche la NATO ma il ruolo dell'Italia nell'azione diplomatica per ridare stabilità rapporti tra Mosca e Kiev tenere aperta al contempo la prospettiva di un'integrazione europea dell'Ucraina
Dovrà necessariamente esplicarsi all'interno dell'Unione europea e tramite gli strumenti della politica estera comune la priorità numero uno come detto anche nel prossimo futuro scrivono IAI l'Unione europea rimarrà quindi la principale priorità italiana anche in campo internazionale
E in larga misura anche in quello che la politica interna i temi economici e finanziari resteranno centrali nell'agenda europea
Nei prossimi mesi in un quadro di grande incertezza sulle prospettive dell'economia europea e di timori crescente per i rischi di deflazione e crescita modesta
Si dovranno affrontare alcuni passaggi decisivi si dovrà completare il dispositivo regolamentare dell'onere bancarie e abbia nell'operatività con la revisione degli attivi delle banche Illy stress-test
Si dovrà proseguire la riforma della governance economica europea migliorando meccanismi di coordinamento delle politiche nazionali di riforma con i contratti per la crescita
E si dovrà soprattutto rilanciare un'agenda europea per la crescita l'occupazione che
Fermi restando gli impegni in materia di controllo di deficit debiti pubblici consenta di correggere gli effetti di politiche di bilancio rivelatesi eccessivamente Paolucci richiesti recessiva in questa situazione sarebbe pericoloso immaginare di poter rimettere in discussione al quadro complessivo delle politiche di risanamento e stabilizzazione sin qui concordate in ambito comunitario
Tanto più se come altamente probabile altre crisi politiche dovessero richiedere l'attenzione del Consiglio europeo quali la questione britannica
L'eventuale delinearsi dei processi di frammentazione devoluzione in Gran Bretagna in Spagna
La difficoltà di ricompattare il tradizionale motore franco-tedesco e la crescita elettorale del partito euroscettici ulteriori resistenze ritardi italiani nella realizzazione delle riforme o peggio il mancato rispetto degli impegni presi
Per ebbero visti solo come un ulteriore contributo al processo di avvitamento politico dell'Unione con il rischio di spingere i parte al per reazione a nuove chiusure o irrigidimenti
E di provocare tensioni istituzionali che potrebbero mettere a repentaglio la moneta comune e l'Unione stessa Aspesi in primo luogo dei Paesi più esposti tra cui l'Italia
Ciò non significa che non vi siano spazi per nove iniziativa negoziale o propositive ma per avere successo tali iniziative devono morde la piena accettazione del quadro di rendimento politico economico sin qui concordato
Per integrarlo rendono più compatibile con le necessarie politiche a favore della ripresa economica
Senza le quali peraltro riesce anche difficile immaginare come si possa soddisfare l'obiettivo strategico dell'abbattimento del debito sovrano quanto detto fin qui mostra già a sufficienza la centralità dell'Europa per la politica estera italiana
Ma in più si assiste all'emergere di nuove sfide che delineano un cambiamento del quadro complessivo della sicurezza internazionale
Che chiama direttamente in causa l'Unione il documento sulla strategia di sicurezza europea del due mila tre iniziava infatti con la frase l'Europa non è mai stata tanto prospera sicura e libera
Ma da allora le percezioni sono notevolmente cambiate la crisi Ucraina in particolare potrebbe rivelarsi uno spartiacque storico nell'evoluzione del quadro strategico in Europa
In ogni caso abbia un ampio spettro di politiche che l'Unione europea d'ora arrivederci alla luce dei cambiamenti che la crisi ha prodotto sul terreno
Elezioni che se ne possono trarre la strategia verso la Russia innanzitutto che è un'esigenza imperativa di tentare un accordo sui rispettivi ruoli nelle aree limitrofe e quindi di ripensare il partenariato orientale
E i progetti di cooperazione con i Paesi dell'est Europa e del Caucaso
Torna inoltre in primo piano la questione della divisione di oneri e responsabilità a livello transatlantico i a un livello più strategico quello di mettere in sintonia il ruolo della NATO e quello dell'Unione europea nella Regione evitando pericolosi corti circuiti
Per preservare un credibile funzionante contesto paneuropeo basato sui principi della sicurezza cooperativa occorra verificare le condizioni per un rilancio o aggiornamento dei vari meccanismi dell'OSCE se possibile
Anche di quelle attualmente congelati in seno alla NATO
Passiamo al al secondo punto della scala del priorità elaborata dallo IAI su quello che viene definita la sicurezza europea sia Alleanza atlantica
Mentre il quadro di sicurezza si va deteriorando diminuiscono le capacità militari europee e la propensione degli Stati membri dell'Unione ad assumere sul serio l'impegno internazionale
L'incerto risultato dalla lunga e costosa missione in Afghanistan di intervento in Libia che ha lasciato le cose a metà accelerando la disgregazione del male
E obbligando un altro intervento militare strutturalmente riuscito il mancato intervento in Siria e l'assenza di reali prospettive di pacificazione in quel Paese malgrado il coinvolgimento delle Nazioni Unite
Ivi densa rossa e scarse capacità europea e alleata di gestire le crisi anche quelle chiaro un impatto diretto sugli interessi centrali
Sono aperti importanti tavoli negoziali interni e internazionali dalla sede allinearsi nello Yemen al suo danno la Somalia
Passando per il conflitto israelo palestinese molte altre ancora ma manca una strategia complessiva di riduzione controllo delle crisi
Mentre in una serie di Paesi aumenta nonostante la parete crisi politica di Al Qaeda la minaccia terroristica in questo contesto risulta sempre più superata la già citata Strategia di sicurezza adottate dall'Unione europea nel due mila tre
Il Governo italiano assieme a quelli Polonia Spagna Svezia aveva avviato un'iniziativa per promuovere l'aggiornamento la revisione che però non ha avuto sbocco
Due mila tredici due mila quattordici sono attese alcuni rapporti dell'Alto rappresentante per la politica essere della Commissione al Consiglio europeo su temi di rilevanza strategica
Come la sicurezza marittima incluse le questioni relative all'immigrazione illegale gli strumenti collettivi di gestione delle crisi relativi meccanismi di finanziamento
I mutamenti in corso nel quadro internazionale e le loro conseguenze per l'Europa ma a tal fine occorrerebbe intensificare l'azione preparatoria di riflessione dibattito e quella politica di coagulo del consenso dei Paesi membri
Spesso le rilevano che va attribuito l'aspetto operativo se mai dare che civile delle missioni per la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi
In questo processo e l'Italia potrebbe svolgere un ruolo propulsivo anche sulla base delle iniziative intraprese in passato in vista dell'adozione di un nuovo documento strategico dell'unione europea
Il quadro nato infine perché consigliato parole essenziale da tutti i Paesi membri che non ha mai principalmente grazie al contributo degli Stati Uniti
In percentuali che si girano attorno al settantacinque per cento del bilancio ben superiore al cinquanta per cento per quel che riguarda le capacità
Sarebbe opportuno accrescere il contributo europeo in modo organizzato e collettivo e non solo occasionale in ordine sparso
Essenziale e affrontare su base quanto meno europea ma in prospettiva anche atlantica gli aspetti politici e di sicurezza inerente al nuove tecnologie e in particolare lo spazio cibernetico e a quello extra atmosferico
Proprio in questi settori nei quali interessi americani europei potrebbero convergere vengo invece perseguire strategie divergenti e si delinea una nuova corsa alla superiorità tecnologica tra i principali attori
Il ritiro di Mosca da negoziato sui sistemi di difesa antimissile della NATO e le stesse tensioni generate dal conflitto ucraino
Hanno riproposto il problema del controllo degli armamenti nucleari in Europa anche l'evoluzione degli equilibri militari in Medio Oriente in Asia orientale sta mettendo sotto pressione al regime di non proliferazione nucleare
Che rischia quindi una progressiva erosione
L'Unione Europea impegnata sul dossier nucleare anni hanno ma non ha un'organica politica regionale di sicurezza nei confronti del Medioriente né tantomeno del Golfo
Due aree in cui l'Italia potrebbe esercitare un'importante azione di stimolo e sollecitazione
In vista della messa a punto di una strategia europea in prima linea e con un ruolo guida la missione in Libano l'iter e poi di talmente interessati ad avere voce in capitolo nelle politiche europee transatlantiche sulla questione palestinese e verso la Siria Elena
Non meno grave e l'assenza di un intenso dialogo strategico tra Unione europea e Paesi come Cina Giappone India Corea del Sud in Australia
Per dare sostanza alla missione dell'OIM europea di affermarsi come attori internazionale di primo piano e poi fondamentale il rafforzamento della cooperazione di sicurezza con organizzazioni regionali come l'ARSIAL
I l'Unione africana in particolare gli impegni dell'Italia nell'area subsahariana segnatamente del Corno d'Africa hanno visti come parte integrante dello sforzo collettivo europeo per creare una cooperazione organica con l'Unione africana
Per la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi nell'aria
L'Italia un problema specifico con l'India legata all'incriminazione dei due Fantini Marina che pone questioni di carattere più generale di legge del mare di lotta alla pirateria al terrorismo e di giurisdizione penale
Che richiederebbero una internazionalizzazione della disputa bilaterale un obiettivo che il Governo italiano sembra peraltro intenda perseguire con più determinazione che in passato proseguendo con la lettura del rapporto alla terzo posto nella scala delle priorità secondo lo IAI cioè quella relativa agli interessi commerciali e la sicurezza energetica
Si tratta scrive lo Iaia di dossier di grande importanza la proiezione economica internazionale rientra solo in parte nella politica estera ma investe comunque interessi vitali del Paese
Il dinamismo mostrato in questi anni malgrado la crisi degli imprenditori italiani è incoraggiante anche se alcuni settori ne hanno Fo tenente risentito serve più stretto coordinamento delle attività di sostegno alla internazionalizzazione
In particolare di quelle a favore delle piccole e medie imprese lo si può realizzare attraverso una sinergia tra esteri commercio estero associazione di categoria distretti industriali e regioni
Altrettanto importante per l'Italia anche se rientra tra le competenze comunitarie e la promozione di accordi di libero scambio globale o quanto meno regionali tra cui spicca il Trattato transatlantico in corso di negoziazione
Sicurezza energetica richiedono crescente diversificazione sia delle fonti di energia che tenga conto anche dell'impatto ambientale del loro costo complessivo sia dei rapporti con il Paese esportatore del loro sistema di trasporto sia tubo per nave o via cavo
In questo quadro l'Italia è relativamente ben situata malgrado il suo altissimo tasso di dipendenza dalle importazioni
Ma esposta difetti di crisi politico-militare quali progressi dall'anarchia in Libia la forte dipendenza dalla Russia e da altre regioni politicamente delicate come il Golfo con l'Africa occidentale
La creazione di collegamenti via tubo attraverso l'Adriatico potrebbe accrescere sia la capacità di importazione che quella di via esportazione
Assicurando una maggiore flessibilità del sistema
Al punto quattro dell'agenda delle priorità italiane secondo noi ai c'è quella relativa al vicinato
Quanto detto sopra è strettamente connesso con le questioni relative al vicinato sesso già integrato cogliere integrazione nell'Unione europea con i Balcani
Se il senso più largo inteso come vicinato strategico il paesi cioè più rilevanti per la nostra politica estera
In realtà la crisi politica di vicinato non europea se quella verso sud che è quella verso est evidenziata dalla crisi Ucraina lascia aperti forti margini di incertezza
Che richiedono iniziative politiche e diplomatiche di rilievo la predisposizione di misure per la gestione delle crisi o per lo meno del loro contenimento
Del vicinato come in altri ambiti di azione dell'Unione europea si sconta l'assenza di una visione strategica unitarie tre Paesi membri
Il prevalere di rapporti bilaterali a scapito di quelli multilaterali sia con il satellite Senato segue maggiori parte europea tra anticipo
Interpol lisce da voi sia italiane rende il paese più vulnerabile
Si avverte dunque l'esigenza di una cabina di regia delle iniziative italiane a livello di Governo che l'elaborazione di una strategia italiana ad hoc per il vicinato che di approfondita e coerenza all'azione diplomatica del Paese
Benché l'Africa subsahariana meridionale e l'America latina non rientrano in una concezione meramente geografica del vicinato
Allora importanza rapporti economici e politici italiani e di tutto rilievo in Africa ci sono collegamenti crescenti con le varie crisi locali il che ne aumenta la pericolosità al contempo di attori regionali mostrano alcune non trascurabili potenzialità
In particolare un ruolo centrale può giocare anche con l'assistenza dell'Unione europea l'Unione africana le interconnessioni tale crisi è un'Africa sahariana e subsahariana e gli sviluppi del quadro politico di sicurezza in Medioriente
Suggeriscono l'opportunità di un maggiore impegno nel Corno d'Africa un'aria cui l'Italia pur tra altri passi ha rivolto sempre particolare attenzione
In America latina la compresenza di vari raggruppamenti organizzazioni regionali i complessi rapporti dei singoli Paesi con gli Stati Uniti
Costituiscono un fattore limitativo che però non dovrebbe impedire un'azione di più lungo periodo se non altro in campo economico anche approfittando la presenza dei Paesi con il Brasile e in Messico in consessi multilaterale
Quel partecipa anche in Italia come il Girgenti infine il quinto punto quello che nella scala decrescente delle priorità della politica e se il nostro Paese Floriani indica come quadro globale
L'Italia ha sempre coerentemente cercato di essere inclusa nel gruppo di testa del sistema di governance internazionale
Con un buon successo almeno sul piano formale sia in sede ONU che le grandi riunioni al vertice l'evoluzione del sistema internazionale rende questo obiettivo sempre più difficile sia perché motore rapporti di forza economici e militari a svantaggio dei Paesi europei
Sia perché l'attenzione del nostro maggiore alleato gli Stati Uniti e sollecitata sempre più spesso a volgersi verso ovest a sia pacifico anziché verso est euroatlantico
Una maggiore presenza il ruolo dell'Unione europea in quanto tale se siamo internazionale compenserebbe largamente queste debolezze e sarebbe in linea con gli interessi italiani ma un tale sviluppo è improbabile in tempi brevi
Nel frattempo l'Italia dovrà essere assicurata una presenza di intensità e qualità sufficiente a garantire la sua presenza nel gruppo di testa sia pure allargato come avvenuto con il passaggio al G otto G venti
A questo scopo però sarà necessario investire maggiormente sulla capacità di proposta e di iniziativa del Paese sulle questioni globali
Nonché su una calibrata politica di alleanze di collegamenti anche con le potenze emergenti e in genere con i Paesi extra-europei
Fondamentale sono poi la coerenza di comportamenti che rispetta gli impegni assunti nei molteplici fori internazionali di cui l'Italia e membro con l ambito d'iniziative globali a cui parti
Questo il quinto e ultimo punto della scala delle priorità internazionali della Italia della politica estera italiana che può essere così sinteticamente descritta secondo Loya
Al primo punto l'Europa al secondo punto la sicurezza europea l'Alleanza atlantica al terzo punto all'interesse commerciale e la sicurezza energetica al quarto punto del vicinato e al quinto come poc'anzi abbiamo visto il quadro
Globale