10 AGO 2014
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:02 Durata: 2 ore 6 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 agosto 2014 , condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione
video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 6 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Pannella sulla scomparsa di Federico Orlando e poi sul proprio stato di salute: "Mi pare normale, nel senso che come ho fatto ed è stato notato, non ho fatto nemmeno di questa cosa qualcosa di 'privato', cioè di privato del dialogo e della conoscenza"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    La scomparsa di Federico Orlando, condirettore di Europa e in passato già condirettore del Giornale ai tempi di Indro Montanelli. Il suo penultimo articolo dedicato ai Radicali. Marco Pannella: "Io non ho avuto il tempo di ringraziarlo, perché dopo che lui aveva pubblicato l'articolo e ci eravamo sentiti, dovevamo solo stabilire a che ora - a via Tagliamento - con il mio medico Santini dovevamo visitarlo, o lui venire da noi in clinica. Quindi mi sono trovato mentre chiamavo per chiedere 'beh, a che ora arrivi?', invece non c'era già più". Sullo stato di salute di Pannella: "Mi pare normale - dice il leader radicale - nel senso che come ho fatto ed è stato notato, non ho fatto nemmeno di questa cosa qualcosa di 'privato', cioè di privato del dialogo e della conoscenza". "Non privare dalla conoscenza comune un evento quale che sia della nostra vita. Devo riconoscere che vi sono stati quattro o cinque articoli su questo mio comportamento, da quello dello stesso nostro Federico ma anche quello sul Giornale di Vittorio Feltri… All'improvviso in queste 48 ore, a semplici notizie cliniche che venivano date, si è anticipato quello che generalmente post mortem arriva e che arriva anche in un regime non democratico e che sarebbe arrivato anche col fascismo"
    17:02 Durata: 6 min 12 sec
  • Pannella sulla situazione mediorientale: "Il nostro, mio, Israele che sta combinando i naturali disastri dei ripiegamenti di tipo nazionalista. Un sionista come me sentiva già i segnali". "Il ceto dirigente ha sempre concepito invece la difesa dello Stato d'Israele in mezzo al Medioriente antisemita o cose del genere", mentre "i sondaggi ci dicevano che i due terzi del popolo israeliano erano per il 'no' a questa politica di destino nazionalista e per quella invece di frontiera dell'Europa. Anche se l'Europa continuava, nell'assieme, a fare un po' schifo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'intervista di Emma Bonino alla Stampa e la richiesta di un Commissario europeo per il Mediterraneo. "Visto che siamo alla vigilia dell'attribuzione dei posti alla Commissione europea, esplicitamente lei fa questa proposta". "Con il nostro, mio, Israele che sta combinando i naturali disastri dei ripiegamenti di tipo nazionalista. Un sionista come me sentiva già i segnali, grazie al popolo israeliano che - interpellato sulla mia proposta, non ce n'erano altre, quella della membership e non la partnership di Israele nell'Ue", si è detto a più riprese favorevole nei sondaggi. "Ho visto una onesta e feroce tesi nei confronti di Sharon. Sono sicuro: sei giorni o sette prima del colpo, aveva detto: 'Ma cosa vogliamo fare di questi qui? Condannarli a vivere come hanno fatto finora?'. Parlava dei palestinesi e urlava rivolto ai politici davvero di potere". A fronte di una opinione pubblica pro adesione all'Ue, "il ceto dirigente ha sempre concepito invece la difesa dello Stato d'Israele in mezzo al Medioriente antisemita o cose del genere. A questo punto invece la responsabilità tremenda della partitocrazia attuale israeliana è che, grazie alla nostra sollecitazione, la Fondazione Adenauer alla fine ha cercato di capire come la pensava il popolo israeliano e ha fatto tre sondaggi in tre anni". "Il meglio della partitocrazia israeliana aveva sempre detto a me l'opposto: ma guarda che il nostro popolo non l'accetterebbe mai questa tua posizione". Mentre "i sondaggi ci dicevano che i due terzi del popolo israeliano erano per il 'no' a questa politica di destino nazionalista e per quella invece di frontiera dell'Europa. Anche se l'Europa continuava, nell'assieme, a fare un po' schifo". Pannella rivendica il suo essere "sionista": "Il termine 'sionista' non lo si sente più dire da nessuno, nemmeno per sbaglio, neanche alla Knesset, da forse 20 anni"
    17:09 Durata: 11 min 21 sec
  • La critica di Pannella agli esperantisti italiani: "Dinnanzi alle idee dell'Era italiana, dico che in questo momento è poco esperantista. Ed è la critica che gli faccio. Perché è nazional-esperantista. Si preoccupa tanto di trovare testimonianze di quelli che dicono 'non dobbiamo essere insensibili all'attacco degli anglofoni che colpiscono gli italianofoni'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I sionisti e la nascita dell'Esperanto. La situazione degli esperantisti nella galassia radicale e il commento di Pannella sull'associazione Era di Giorgio Pagano: "Dinnanzi alle idee dell'Era italiana, dico che in questo momento è poco esperantista. Ed è la critica che gli faccio. Perché è nazional-esperantista. Si preoccupa tanto di trovare testimonianze di quelli che dicono 'non dobbiamo essere insensibili all'attacco degli anglofoni che colpiscono gli italianofoni'. In realtà dimenticano che alla base storica dell'esperantismo c'è il fatto che per esempio nel Terzo mondo elementi di Esperanto riescono a essere appresi in molto meno tempo che elementi di inglese o altre lingue di matrice coloniali"
    17:20 Durata: 5 min 11 sec
  • Sull'intervento pubblico della Bonino sulla Stampa: "Io sono molto pre-occupato, e cerco di occuparmi: io ho aperto una riunione importante e improvvisata con i compagni e dirigenti radicali, dicendo che 'il problema che io voglio porre è che non sappiamo come Emma ha reagito alla sua espulsione e ne abbiamo bisogno'. Perché il tentativo trentennale della partitocrazia di eliminarci rischia" di avere successo ora. "Non è consentito a fette di opinione pubblica italiana di conoscere per giudicarci". "Vorrei che lei avesse il conforto, e ce lo desse, in un momento drammatico della storia italiana, riflettesse e dialogasse con noi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla proposta della Bonino di un Commissario per il Mediterraneo. Pannella: "Io sono felicissimo. Siccome da un mese e mezzo chiedo ufficialmente, in riunioni registrate, ai compagni: non riesco a capire, dopo che io mi sono trovato solo a gridare contro il fatto che questo Renzi ha preteso - ricattandolo - dal Presidente della Repubblica: o facciamo fuori dal mio Governo la Bonino, o altrimenti io ti fotto e scoppia un momento di crisi con lo spread o altro. E Napolitano, coautore con Letta dell'invito a Emma come ministro degli Esteri, come era emerso anche ufficialmente… La prima cosa che questo bischerone ha fatto, ed è sintomatico del suo modo di muoversi, lo ritroviamo in tutte le sue scelte, senza eccezioni: lì Emma Bonino era sicuramente la personalità italiana che da 20 anni godeva di maggior stima, e quindi fiducia, da parte del popolo italiano". Renzi però ha voluto altrimenti: ora "parla dalla mattina alla sera, ci è imposto dalla mattina alla sera, e tutte le cose che dice sono - non voglio offendere un napoletano - Perché allora c'era l'Uomo Qualunque di Giannini e adesso invece c'è il periodo del 'Chiunquismo' di quest'altro". Di Renzi Pannella nota "le espressioni prive di passato, e di visione e di avvenire quindi, che dimostrano come lui reagisce sempre in base a elementi di opportunità congiunturale, ma 'congiunturale' del giorno e non dell'epoca". Sempre sull'intervento pubblico della Bonino: "Io sono molto pre-occupato, e cerco di occuparmi: io ho aperto una riunione importante e improvvisata con i compagni e i dirigenti radicali, dicendo che 'il problema che io voglio porre è che non sappiamo come Emma ha reagito alla sua espulsione e ne abbiamo bisogno'. Perché il tentativo trentennale della partitocrazia di eliminarci rischia" di avere successo ora. "Non è consentito a fette di opinione pubblica italiana di conoscere per giudicarci". "Vorrei che lei avesse il conforto, e ce lo desse, in un momento drammatico della storia italiana, riflettesse e dialogasse con noi. A questo punto è successo che La Stampa è andata di Torino è andata a intervistarla e lei ha ritenuto di potere utilmente investire l'opinione pubblica, attraverso la Stampa, direttamente senza pagare o riscuotere il vantaggio di dire queste cose partendo da dialoghi tra di noi". L'organizzazione, assieme a Francesco Di Leo e Matteo Angioli, di un "Bruxelles 2", dopo il primo convegno radicale organizzato qualche mese fa sul "diritto umano alla conoscenza". Le critiche all'ex premier inglese Tony Blair
    17:25 Durata: 20 min 5 sec
  • Il silenziamento mediatico dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il silenziamento mediatico dei Radicali, aggravata dallo strapotere di Renzi. "La classe politica è partitocratica. Renzi è il figlio naturale di quello che dicevamo della Prima e della Seconda Repubblica, lui ne è l'ultima incarnazione, lui è il prodotto, non la smentita". "Lui non è animato da nessuna grande visione, personale eccetera. Può andare dai boy-scout e avere un grande successo, e poi potrebbe andare anche in un congresso di mobilitazione fatta attraverso l'apparato del Pd. E' la stessa cosa, visto che non c'è stato un esponente del 'dissenso' del Pd che abbia posto il problema di perché Emma Bonino sia stata sostituita da un ministro degli Esteri con cui si fatica a non fare una figura da culo durante il semestre europeo". I Radicali fuori dalle istituzioni, "sempre per scelte deliberate dei cosiddetti 'democratici' che non hanno mai discusso queste cose". Un excursus sul Partito Fascista e sul "dittatore fatto fuori da un voto del suo Partito". "A questo punto ci escludono dappertutto. Abbiamo qualche consigliere comunale, ma i consiglieri comunali contano per quello che contano. Per il momento hanno proposto l'abolizione di una parte del Parlamento, cioè il Senato, poi delle Province anche se non lo hanno fatto completamente. Non mi risulta che abbiano proposto ancora, ma lo faranno, l'abolizione dei Comuni, perché lì qualche Radicale entra. Ma ti rispondo: non so bene come rispondevano quei due carcerati, Rossi e Spinelli, con le famiglie disperate, a quelli che gli dicevano 'scusate ma voi state a fare quello che poi passerà come Manifesto di Ventotene. Come pensate che con il nazismo trionfante in Europa…'. Rispondo come risposero loro: se noi stiamo lottando con quelle cose che hanno per me creato, nell'Oriente cinese, quel miracolo che è la posizione anti nazionalista e necessariamente federalista come risposta del Dalai Lama"
    17:45 Durata: 15 min 14 sec
  • Pannella su un articolo di Guido Vitiello sul Foglio: "In questa ricerca di vedere quali siano le vie possibili per disarmarsi rispetto ai necrofili, Guido, che ringrazio moltissimo, non ha valutato quanto io e noi si sia stati vigili per impedire la morte dell'avversario e di chiunque. Sempre io dico: bisogna salvare da Piazzale Loreto quelli lì. Do un giudizio sui Piazzale Loreto. Anche Norimberga era una giustizia dei vincitori contro i vinti, mentre oggi c'è il nuovo diritto della Corte penale internazionale"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla legalizzazione delle droghe leggere, ora sostenuta anche dal New York Times, e la battaglia storica dei Radicali (diversa da quella sulla liberalizzazione, come sembrerebbe accusare "quel bravo ragazzo di Nichi Vendola"). Su un articolo di Guido Vitiello sul Foglio: "Io all'opposto del necrofilo Grillo, non tollero la morte dell'avversario così come non tollero la mia. A proposito di un intervento, per cui lo ringrazio, fatto su di me sul Foglio al suo livello… Vorrei integrare il suo discorso sulla vita, la morte e altro, avendo lui ricordato che ne abbiamo discusso. In questa ricerca di vedere quali siano le vie possibili per disarmarsi rispetto ai necrofili, Guido, che ringrazio moltissimo, non ha valutato quanto io e noi si sia stati vigili per impedire la morte dell'avversario e di chiunque. Sempre io dico: bisogna salvare da Piazzale Loreto quelli lì. Do un giudizio sui Piazzale Loreto. Anche Norimberga era una giustizia dei vincitori contro i vinti, mentre oggi c'è il nuovo diritto della Corte penale internazionale". "Mi ha aiutato spesso il fatto che io ho vissuto e sto vivendo il nostro confronto di nonviolenti tenendo presenti proprio i comportamenti, le filosofie delle arti marziali. Nel senso che lì è in gioco la morte dell'uno o dell'altro. Mentre col potere e con gli altri metto in gioco la vita dell'uno o dell'altro, non la morte, consapevolmente e dicendolo". "Si può trovare nel nostro e mio comportamento, ogni anno, l'occasione… Sono intervenuto anche quando i giovani tibetani avevano deciso di convertire una marcia prevista in uno sciopero della sete. Ho subito scritto loro, dicendo che avremmo dovuto combattere per la nostra e l'altrui vita. Mentre sapevo, per esperienza, che dopo 4 o 5 giorni sarebbero schiattati. Gli ho scritto e loro hanno interrotto". E' come "allenarsi in un'arte marziale a ferire, senza ammazzare, l'avversario". "Una lotta sapiente perché si metta in gioco la vita e non la morte. Per scongiurare, ho usato spesso quest'espressione, la morte di popoli, a questo punto rischiare la vita - anche con lo sciopero della sete, ma nella condizione di privilegiato e seguito dai medici che ho io - è d'obbligo, e cercare nella nostra arte marziale che è fatta per disarmare e ferire il nostro nemico-amico, perché tra due dell'arte marziale c'è la condivisione delle stesse regole e della stessa cultura. Guido [Vitiello ndr], davvero, ti prego, perché hai una cultura d'attenzione nei nostri confronti, nel contesto contemporaneo, che forse non ho io"
    18:00 Durata: 24 min 35 sec
  • L'allarme degli scienziati, rilanciato anche dal Mattino, sul pericolo posto Campi Flegrei. Pannella: "Alleluja! Il Mattino se n'è accorto!". "Mi auguro anche che il Mattino si accorga pure di Aldo Loris Rossi, lo scienziato che ha previsto anche quanto di causa indigena c'è in questa realtà e nel pericolo che rappresenta"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'allarme degli scienziati, rilanciato anche dal Mattino, sul pericolo posto Campi Flegrei. Pannella: "Alleluja! Il Mattino se n'è accorto!". "Mi auguro anche che il Mattino si accorga pure di Aldo Loris Rossi, lo scienziato che ha previsto anche quanto di causa indigena c'è in questa realtà e nel pericolo che rappresenta". Il contatto auspicato da Pannella tra De Magistris e Aldo Loris Rossi, subito dopo l'elezione dell'ex magistrato a sindaco di Napoli e perché non c'è mai stato. I contatti presi da Radio Radicale con il direttore de Le Scienze. Al Festival di Locarno un film documentario del regista napoletano Pannone sull'allarme Vesuvio. "Evviva Pannone allora! Perché questa roba, malgrado tutto, il popolo napoletano… Io non parlavo nel vuoto! Tanto è vero che sono sicuro che quando ho cominciato a parlarne, e ne ho parlato per anni senza scoraggiarmi e in ogni occasioni, è successo che il corallo della zona a Torre Annunziata e via dicendo all'improvviso era scomparso. Poi uno mi ha dato la spiegazione: 'Guarda, per colpa tua sta scomparendo anche il corallo più chiaro, quello siciliano, perché a furia di fare le corna e di comprare le cose quando tu parli di tutto questo…. Per carità, con grande rispetto per te, ma non può far male fare le corna'"
    18:25 Durata: 7 min 13 sec
  • La questione giustizia, la battaglia per la legalizzazione e i rapporti tra Radicali e Eugenio Scalfari

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il problema, anche economico, posto dalla mancanza di giustizia in Italia. Gli interventi sul prossimo numero della newsletter del Partito radicale nonviolento da parte di Rita Bernardini e di Marcello Crivellini. Sulla battaglia per la legalizzazione delle droghe leggere, suggerita anche dal medico Umberto Veronesi e dal giurista Michele Ainis sull'Espresso. "A San Lorenzo c'è l'effetto della liberalizzazione di fatto, e di merda", per esempio, e non della legalizzazione, spiega Pannella facendo l'esempio del noto quartiere romano. La prima disobbedienza civile in materia di Pannella nella prima metà degli anni 70. "L'ultima volta abbiamo messo in Rete in tutti i modi mentre la presidente di Radicali Italiani Arconti, la segretaria Rita Bernardini e io piantiamo dei semi". L'Espresso però non cita i Radicali. I rapporti tra Eugenio Scalfari e i Radicali. "E' la posizione di Scalfari che, essendo stato radicale, a un certo punto, come tutti coloro che passano ad altro, divenne un anti radicale e un anti pannelliano praticante. Ricordo che una volta su Repubblica scrisse: la sintesi di Pannella è che vuole fare dei suoi privati vizi delle pubbliche virtù"
    18:32 Durata: 14 min 54 sec
  • Il ricordo di Domenico Modugno nel ventennale della scomparsa. Conclusioni e appello all'iscrizione al Partito radicale.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Il ventennale della scomparsa di Domenico Modugno (1928-1994, che fu anche Presidente del Partito radicale. Pannella lo aveva conosciuto anche prima che si avvicinasse ai Radicali: "Sì, l'avevo personalmente conosciuto perché abitava a 150 metri da Via della Panetteria, infatti i figlioli sono continuati a restare lì, e allora c'eravamo un po' incontrati e avevamo parlato un po' insieme. E parlato di Claudio Villa che aveva preso delle posizioni popolari ma non populiste che hanno guidato noi Radicali. Se ricordiamo Mimmo Modugno, dobbiamo ricordare anche Claudio Villa che è stato un serio cantante, ma anche un portatore di una scelta politica, la nostra. Non aveva imbarazzo che quelle sue posizioni anticlericali, ma non populiste, gli meritassero l'accusa di 'pannelliano'". La canzone "L'anniversario" di Modugno nel 1974, considerata canzone "divorzista". "C'è un'altra cosa, ed è questa. Io ero a Catania, e lui era catanese di fatto. Una sera ero a cena con dei nostri compagni radicali; il compagno radicale splendido era stato anche podestà in periodo fascista, ma nell'ambito della borghesia di lì, e parliamo di San Birillo, un quartiere dove la speculazione stava facendo porcate. Prima mia sorpresa: 'E' venuto a chiederci di poter salutarti una persona cui abbiamo promesso di non preannunciare che sarebbe venuto, se tu avessi tollerato la presenza. Siamo stati i primi sorpresi, dopodiché, conoscendoti, stiamo qui ad aspettarlo'. Era venuto a presentarsi Filippo Anfuso". "Io dissi: 'Guardi, sono commosso di vederla qui'. Perché era in pubblico, tutti lo conoscevano a Catania, e lui era venuto a stringermi la mano e a dirmi di andare avanti. Quella sera, finita quella cena, invece di andare nell'alberghetto dove stato, me ne vado a Via dei Crociferi per passeggiare un po', per metabolizzare quella serata importante. A un certo punto dalle cantine arrivava 'Volare' perché era la serata della premiazione del Festival in cui Mimmo aveva vinto. Avevo poi cercato Mimmo per dirgli: quella sera avevo visto Filippo Anfuso, poi vado a Via dei Crociferi e sento da tutti gli scantinati - dove c'era il popolo, al primo piano c'erano i nobilotti - la canzone 'Volare'. Mi affrettai di raccontarlo a Mimmo". Ancora sui rapporti con Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari. Pannella, in conclusione, fa un appello all'iscrizione al Partito radicale nonviolento
    18:47 Durata: 22 min 3 sec