31 AGO 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 31 agosto 2014 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Pannella sulla nomina di Mogherini a capo della diplomazia europea: "Finalmente a Renzi una cosa è riuscita: è riuscito a far fuori colei che non voleva, perché non voleva evidentemente ministro degli Esteri del suo Governo una persona infinitamente più popolare di lui", Emma Bonino. "Il fatto che questa Europa, di questa Bruxelles, abbia a un certo punto assolutamente accolto volentieri e silenziosamente - anche per imbarazzo - la liquidazione di Emma Bonino a favore di una persona che dimostrerà sicuramente di essere straordinaria ma che per il momento non ha avuto modo di dimostrare nulla... Non a caso l'Europa di oggi ha accettato volentieri la cultura, i riflessi, le ispirazioni tardo-picciste di Renzi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella sulla nomina di Federica Mogherini, ministro degli Esteri, a capo della diplomazia europea: "Credo che questa cosa della conclusione 'vincente' finalmente per Renzi e il suo Governo, quella per cui è riuscito a compiere l'operazione che lui ha iniziato quando ha - a mio avviso - ricattato il Presidente della Repubblica. E ho anche sempre detto che forse per saggezza avrei anche io accettato il ricatto. Dicendo al Presidente della Repubblica: 'Va bene, mi stai dando l'incarico (di presidente del Consiglio, ndr), perché c'è il problema di non correre ancora il rischio di avere una posizione istituzionale aperta', dopo che lui aveva concorso a fare fuori colui che aveva giurato non avrebbe fatto fuori, il suo predecessore, 'però io accetto se fai fuori e facciamo fuori la Bonino da ministro degli Esteri'. Torno a dire, io che non sono molto incline a subire - e nemmeno a farli - i ricatti: è possibile che anche io al posto del Presidente lo avrei subìto". "Il Presidente della Repubblica, pur potendo rivendicare il fatto che nel rispetto delle sue spettanze istituzionali, aveva aiutato il Governo e la maggioranza anche di confortarli di accettare che era nelle cose la candidatura di Emma Bonino agli Esteri". "E' finita bene nel senso che noi abbiamo avuto una candidatura che alla fine è stata accettata da tutti. Nel senso che probabilmente dall'Italia non ci si aspettava molto. Ma per comprendere fino in fondo cosa hanno provocato in Italia 60 anni di anti democrazia partitocratica, va detto che non c'è stato un solo giornale che abbia fatto una notizia di questa cosa: cioè l'esclusione della Bonino". La differenza con la quindicina di professori che nel 1931 non accettarono di compiere il giuramento di fedeltà al fascismo. La posizione di Giuliano Ferrara e del Foglio rispetto ai Radicali, nello specifico a Emma Bonino e Marco Pannella. "Emma Bonino, il personaggio più popolare, nel senso di popolarità, e nessuno può accusarla di aver fatto demagogia. Ho fatto l'esempio: quando in Basilicata abbiamo fatto le liste, e noi abbiamo presentato questa lista, e Emma è venuta due volte nonostante i suoi incarichi istituzionali, su circa 50mila elettori qualificati, sono state date 40 preferenziali a Emma. Ecco quale è in anti democrazia la sorte di chi non è padrone o servitore di regime. Nella stessa Basilicata in cui Emma Bonino concorreva sempre vincendo in maniera plebiscitaria i sondaggi di popolarità, anzi con uno o due punti percentuali in più che nelle altre Regioni. Una spiegazione ci dovrà pure essere! E la spiegazione è che dopo 60 anni di regime, con i meccanismi di corruzione della vita civile potenziati dalla rivoluzione tecnologica che ci ha separato dai tempi mussoliniani, staliniani o hitleriani, la forza di impedimento al diritto popolare di conoscere per giudicare è massima". "Finalmente a Renzi una cosa è riuscita: è riuscito a far fuori colei che non voleva, perché non voleva evidentemente ministro degli Esteri del suo Governo una persona infinitamente più popolare di lui. Questo calcoletto gli è riuscito, bisogna eliminarla perché popolare in Italia e anche a livello internazionale. E' riuscito in queste due cose. Poi comunque è riuscito lo stesso ad avere questa nomina nell'Unione europea, che è la realtà che è. Ma mi pare che ciò chiarisca ulteriormente i connotati del politico Renzi: essendo quello che è formalmente, mi devo adeguare che non sia necessario a un certo punto intervenire per evitare un Piazzale Loreto contro di lui". Un altro aspetto è fondamentale per capire Renzi, secondo Pannella: "Lui corrisponde all'identikit - e lo dimostra - dell'Italia condannata dalla giurisdizione europea, mondiale e addirittura interna" per la condizione della giustizia. "Infatti lui, come dicevano gli epigoni di Botteghe Oscure prima del referendum sul divorzio: no, no, noi non vogliamo il referendum sul divorzio; noi vogliamo che ci sia un emendamento della Legge Fortuna e così la Corte che io chiamavo allora la Suprema cupola della mafiosità partitocratica avrebbe potuto annullare il referendum. Io lui l'avevo visto quasi incidentalmente alla stazione di Firenze e gli dissi: ma tu di referendum non ne firmi nessuno? Berlusconi li firmò con questa motivazione. Lui disse: quale? Glielo spiegai. E lui disse: no, no, per me dev'essere il Parlamento che decide, non il referendum". Il parallelo con il comportamento di Longo e Berlinguer rispetto ai referendum radicali negli anni 70. Lui prende e dice: "Io sono per il Parlamento, non per questi 12 referendum. Posizione identica a quella di Botteghe Oscure che fortunatamente allora riuscimmo a vincere, tanto che il referendum si tenne nella data prevista". Esempi di "proposte, non proteste" dei Radicali. Dalla lotta contro lo sterminio per fame nel mondo alle proposte degli anni Novanta per il Terzo Stato formato dalle Partite Iva. "Il fatto che questa Europa, di questa Bruxelles, abbia a un certo punto assolutamente accolto volentieri e silenziosamente - anche per imbarazzo - la liquidazione di Emma Bonino a favore di una persona che dimostrerà sicuramente di essere straordinaria ma che per il momento non ha avuto modo di dimostrare nulla... Non a caso l'Europa di oggi ha accettato volentieri la cultura, i riflessi, le ispirazioni tardo-picciste di Renzi"
    17:00 Durata: 21 min 30 sec
  • Pannella: "Oggi l'attualità non solo italiana e non solo europea è l'attualità della ragion di Stato che prevale negli Stati nazionali. E non è un caso che le realtà transnazionali non stanno conoscendo una fase di grande fortuna e robustezza. La ragion di Stato e di partito prevale contro lo Stato di diritto e dei diritti umani ad esso connessa". Il caso della degenerazione in corso pure nei Paesi anglosassoni. L'esempio della Commissione Chilcot

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul convegno radicale, tenutosi a febbraio a Bruxelles, sul diritto alla conoscenza da stabilire come nuovo diritto umano: "Oggi l'attualità non solo italiana e non solo europea è l'attualità della ragion di Stato che prevale negli Stati nazionali. E non è un caso che le realtà transnazionali non stanno conoscendo una fase di grande fortuna e robustezza. La ragion di Stato e di partito prevale contro lo Stato di diritto e dei diritti umani ad esso connessa". L'articolo del Monde sulla prevalenza dello Stato nazionale rispetto al federalismo dimostrata anche dal processo di nomina della Mogherini. Se esistesse una ragion di Stato federalista andrebbe bene? "Può anche esistere la ragion di Stato di un personaggio democraticissimo. Vorrebbe solo dire che è uno che ha un passato democratico e non il presente". La degenerazione in corso, secondo Pannella, anche nei Paesi anglosassoni di antica democrazia liberale. Il caso dell'esclusione di Blair e Brown, da parte della Regina, dall'Ordine della Giarrettiera. "Siccome questi regimi sono tali, nemmeno nei Paesi interessati sta venendo fuori la nostra posizione, se non incidentalmente". "Anche sulla questione Bonino e attuale ministra, ci sono stati accenni di corrispondenti, dicendo che questa non ha troppa esperienza e queste cose qua. Ma il problema era clamoroso. La notizia c'era: la Bonino fatta fuori, senza che in Italia si sia aperto un minimo di dibattito su questo. Ciò dimostra che nel regime italiano, e non più solo italiano, la convinzione che occorre impedire, non consentire a noi, e soprattutto al popolo italiano di venire a conoscenza delle iniziative e delle posizioni del Partito radicale, di Emma Bonino, mie, eccetera". Il ruolo del Centro d'Ascolto nel documentare tutto ciò. Riflessioni e precisazioni sui lavori della Commissione Chilcot
    17:21 Durata: 19 min 41 sec
  • Sulla lettera aperta di Laura Arconti a Emma Bonino. Pannella: "Emma Bonino su questa vicenda (della sua esclusione del governo Renzi, ndr), che l'ha manifestamente riguardata, non ha fatto alcuna dichiarazione. Nessuna. Era chiamata in causa, no? Nessuna! E' anche questo quello che viene fuori dall'intervento della Presidente di Radicali Italiani. Nemmeno all'interno del partito dove era importante per noi avere le informazioni e le valutazioni che Emma evidentemente possiede e non sono note ad altri. C'era l'auspicio di difendere i diritti di noi tutti e quelli di Emma Bonino. Si sottolinea che a questo punto, le è già successo due volte: il senso di lealtà di classe dirigente quando uno ha un incarico governativo, è da lei sentito fortissimamente. E anche in questo caso noi constatiamo questo fatto"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La lettera aperta di Laura Arconti pubblicata dal Garantista, intitolata "Messaggio in bottiglia per Emma Bonino". Pannella: "Emma Bonino su questa vicenda, che l'ha manifestamente riguardata (cioè la sua esclusione dal governo Renzi, ndr), non ha fatto alcuna dichiarazione. Nessuna. Era chiamata in causa, no? Nessuna! E' anche questo quello che viene fuori dall'intervento della Presidente di Radicali Italiani. Nemmeno all'interno del partito dove era importante per noi avere le informazioni e le valutazioni che Emma evidentemente possiede e non sono note ad altri. C'era l'auspicio di difendere i diritti di noi tutti e quelli di Emma Bonino. Si sottolinea che a questo punto, le è già successo due volte: il senso di lealtà di classe dirigente quando uno ha un incarico governativo, è da lei sentito fortissimamente. E anche in questo caso noi constatiamo questo fatto: ma Laura Arconti e altri auspicano che si possa difendere meglio la storia di Emma Bonino, quello che è accaduto a lei e quello che accade all'Italia, attraverso la possibilità nostra di meglio difendere le sue ragioni, la sua immagine e quello che le sta accadendo. E non accade. Su questo Emma Bonino non trova nessun motivo per far conoscere, seppure in modo riservato", le sue ragioni. "Nel Partito siamo in diversi a ritenere che Emma dovrebbe comprendere che non è solo un fatto suo personale e privato il fatto di conoscere la verità su questa situazione. E' qualcosa che l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere". "Anche quando Emma era nel Governo Prodi, io pubblicamente sottolineai che Emma in qualche misura rischiava di dare più valore a questo suo elemento di correttezza di classe dirigente piuttosto che alla lealtà rispetto ai propri elettori". "Se c'è il concetto di classe dirigente, questo diventa più grave". "A mio avviso quello che è importante è che si conoscano i motivi, e così li conosce anche il mondo internazionali, non solo attraverso le voci di ceto dirigente italiano. Il diritto alla conoscenza, che non ci siamo inventati in questa situazione". "Se uno sente far parte del suo dovere di solidarietà e di discrezione rispetto al Governo, a questo punto è chiaro che permane tuttora il comportamento volto a non far riaprire il discorso su quello che è accaduto in quel Governo, mentre lei era al Governo, come nella Commissione Chilcot". "Se la Presidente di Radicali Italiani ha fatto un atto pubblico… Sicurissimamente un atto forte. Che la Presidente sottolinei, con quel tono, è manifestamente il sottolineare che questo significava accorrere presso Emma, e dire: per il riflesso e l'affetto che noi abbiamo, devo dirti che il modo nostro di esserti vicino è che venga confermato all'opinione pubblica dei cittadini italiani la conoscenza di quello che è accaduto". "Questo dibattito dimostra quanto noi riteniamo che ci sia, corrispondente a un diritto che è quello alla conoscenza da parte del popolo e dei cittadini, un qualcosa che non so se si tratti di obbligo - come il Presidente della Repubblica ha evocato - a dire la verità"
    17:41 Durata: 15 min 18 sec
  • Il leader radicale sulla questione giustizia: "Il Presidente del Consiglio, segretario del Pd, è quello che per i suoi comportamenti omissivi e non solo omissivi, contribuisce ad assassinare una persona non solo nelle condizioni di Riina ma anche di Provenzano. Perché lui fa corpo con quelle visioni per cui il diritto mai detta qualcosa; la sua caratteristica è proprio che non gliene fotte un cacchio che l'Italia sia condannata. La sua umanità, la sua storia, è questa: chissenefotte dei problemi di diritto. Io porto avanti le cose sostanziali, dice"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Renzi sta dimostrando di essere, anima e corpo, rappresentante di quella Italia che adesso viene condannata da tutta la giurisdizione internazionale". Il leader radicale torna a parlare della questione giustizia. La vicenda del boss Provenzano, l'articolo 41 bis sul carcere duro e l'operato del Governo. Pannella: "Il Presidente del Consiglio, segretario del Pd, è quello che per i suoi comportamenti omissivi e non solo omissivi, contribuisce ad assassinare una persona non solo nelle condizioni di Riina ma anche di Provenzano. Perché lui fa corpo con quelle visioni per cui il diritto mai detta qualcosa; la sua caratteristica è proprio che non gliene fotte un cacchio che l'Italia sia condannata. La sua umanità, la sua storia, è questa: chissenefotte dei problemi di diritto. Io porto avanti le cose sostanziali, dice"
    17:56 Durata: 11 min 7 sec
  • Riflessioni sulla situazione internazionale e sul ritorno in forze della "ragion di Stato" come fattore destabilizzante

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il caos che caratterizza la situazione internazionale. Pannella, ai tempi della crisi jugoslava, parlò del rischio del ritorno dei "fantasmi del secolo scorso". Oggi il leader radicale dice di volersi concentrare sul ruolo della "ragion di Stato". "Non era allarmismo quando io dicevo, già 20 anni fa, che gli eredi del nostro mondo democratico, della nostra Washington e della nostra Londra, in realtà oggi hanno - con un potenziamento delle capacità tecnologiche di imporre ai cittadini la violazione dei diritti umani… Oggi la nostra linea è che non dobbiamo parlare. Nel senso che loro hanno appreso una cosa: non bisogna consentire agli italianofoni di ascoltare quello che diciamo". L'esempio della trentennale denuncia radicale sul Vesuvio e sui Campi Flegrei, così come il caso del debito pubblico sollevato dal deputato radicale Marcello Crivellini già negli anni 70
    18:07 Durata: 7 min 6 sec
  • A Giorgio Napolitano: "Devo dirgli: Preside', guarda, davvero complimenti. Perché superare i limiti delle proprie storie e delle proprie appartenenze, non è da tutti. E ti ringrazio per il messaggio alle Camere. Il fatto che tu abbia scritto qualcosa che io non sarei stato capace di scrivere, tanto è stato meditato e alla lettera sostenibile, anche nei dettagli come il duplice riferimento all'espressione 'obbligo'. Lui ha finito probabilmente per subire il ricatto di Renzi sull'affare Bonino, e magari non solo su quella. E ho aggiunto: probabilmente, nelle condizioni date, anche io forse lo avrei subito. Perché le cose che questo signorino ha messo in gioco sono di una irresponsabilità tale, di una indecenza tale che davvero a questo punto qual era l'alternativa?"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sull'operato del Governo e sull'intersezione con i poteri del Presidente della Repubblica. "Devo dirgli: Preside', guarda, davvero complimenti. Perché superare i limiti delle proprie storie e delle proprie appartenenze non è da tutti. E ti ringrazio per il messaggio alle Camere. Il fatto che tu abbia scritto qualcosa che io non sarei stato capace di scrivere, tanto è stato meditato e alla lettera sostenibile, anche nei dettagli come il duplice riferimento all'espressione 'obbligo'. Lui ha finito probabilmente per subire il ricatto di Renzi sull'affare Bonino, e magari non solo su quella. E ho aggiunto: probabilmente, nelle condizioni date, anche io forse lo avrei subito. Perché le cose che questo signorino ha messo in gioco sono di una irresponsabilità tale, di una indecenza tale che davvero a questo punto qual era l'alternativa? La non crisi del governo Letta era stata una delle cose per cui poi abbiamo avuto quella giornata di Largo Argentina con Silvio Berlusconi: dove non c'erano solo i 12 referendum, l'amnistia e l'indulto, ma anche necessità di non rischiare crisi di governo per le ripercussioni incontrollabili che potevano esserci rispetto al potere internazionale, agli interessi economici che potevano esserci dall'altra parte. Se a me avesse fatto quel ricatto – 'Io faccio la crisi di governo se mi mantieni la Bonino e via dicendo' – io può darsi che mi sarei riservato di denunciarlo dopo, ma può darsi che avrei accettato quel ricatto". Da Renzi "nessun rispetto per il diritto e i diritti"
    18:14 Durata: 9 min 20 sec
  • L'avvicinarsi di un convegno su Benedetto Croce e Ignazio Silone a Pescasseroli con un intervento del governatore abruzzese "accolto con ammirazione" da Pannella. I primi contatti tra Pannella e Silone all'inizio della storia radicale. "Un momento di creazione della storia radicale". Erano anni creativi, vuol dire forse compiere una laudatio temporis atti? "Io dico che il futuro deve essere migliore di quello". Pannella un inguaribile ottimista? "No, sono un drammatico conoscitore delle storie"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'avvicinarsi di un convegno su Benedetto Croce e Ignazio Silone a Pescasseroli con un intervento del governatore abruzzese "accolto con ammirazione" da Pannella. "Nel momento in cui Fausto Bertinotti ha scritto, e poi fatto una intervista a Radio Radicale, che 'oggi l'attualità del nostro tempo impone una confluenza storica consapevole fra la storia liberale e quella anche marxista'. Mi auguro che sia utile a Nichi Vendola che così magari si va a rileggere un tantino De Viti De Marco e qualche liberista storico". La peculiarità e il valore della rivista Alternative per il Socialismo animata da Bertinotti e altri: "Questa dichiarazione è di enorme importanza, perché ancora nel penultimo numero c'era un'analisi da sindacalista della realtà che devo dire che poi - sarà perché sono completamente partito con l'Abruzzo - Le dichiarazioni di Bonanni mi paiono più in linea con Carniti che con gli interlocutori Cgil di Carniti". Pannella fa riferimento alla "funzione avuta da Carniti con Craxi su uno dei punti più delicati della storia del nostro paese". "Il problema è che a questo punto il valore ma anche gli interessi a questa cosa che avevamo annunciato hanno ridicolizzato la situazione con la quale avevamo deciso di fare questa manifestazione. Posso dire che anche da parte della Presidenza della Repubblica c'è stato interesse a questa iniziativa, e una delle cose che mi ha fatto decidere di dire: questa cosa non possiamo farla con la fretta, quindi probabilmente rimanderemo all'ultimo weekend di settembre la tenuta di questo, per riuscire a organizzare gli interessi e il valore di questa cosa che si manifestano". I primi contatti tra Pannella e Silone all'inizio della storia radicale. "Un momento di creazione della storia radicale". Erano anni creativi, vuol dire forse compiere una laudatio temporis acti? "Io dico che il futuro deve essere migliore di quello". Pannella un inguaribile ottimista? "No, sono un drammatico conoscitore delle storie"
    18:24 Durata: 15 min 32 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito interno al Partito radicale. Pannella: "Un momento nel quale ritengo possa valere la pena, dovunque siamo, dare un contributo rispetto alle scadenze nello stesso tempo rischiose e allo stesso tempo modeste per l'ambito in cui siamo". Le scadenze che si avvicinano. "Tra pochi giorni avremo il Congresso di una delle associazioni costituente più ricche e più importanti del Partito radicale, l'Associazione Coscioni. Congresso che si svolgerà a cavallo del 20 settembre". "In un momento in cui tutti i temi di Luca Coscioni, la storia di Luca Coscioni, sono di un'attualità di cui perfino la Roccella si potrebbe rendere conto, e sono ottimista". "Poi abbiamo quest'altra cosa di Bruxelles 2. Io devo essere molto grato a Maurizio Serra, ambasciatore italiano presso l'Onu di Ginevra, perché ha dato un segnale di disponibilità e attenzione a Matteo Angioli". L'intervista del direttore Alessio Falconio a Fausto Bertinotti e la preparazione dell'incontro di fine settembre a Pescasseroli su Croce e Silone
    18:39 Durata: 18 min 39 sec