21 SET 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:03 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 21 settembre 2014 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

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  • Pannella sulla mozione generale del Congresso dell'Associazione Luca Coscioni: "Se in quel momento avessi potuto proporre un emendamento aggiuntivo, avrei detto 'riforme laiche e democratiche'. Questo un po' manca e questo io ho cercato di sottolineare". "Oggi si tendono a dare per scontati i problemi democratici. Ma in Italia e nel mondo oggi il problema è proprio quello della riforma democratica, da tentare, degli Stati nazionali – ma io sono d'accordo con l'intuizione di Spinelli, con il ragionamento approfondito contenuto nel Manifesto di Ventotene, dove si sottolineava di già l'incompatibilità tra le dimensioni degli Stati nazionali con il valore della riforma democratica degli Stati e delle società"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    La conclusione dell'XI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. La lettura della mozione generale approvata all'unanimità; la conferma di Filomena Gallo come segretario e di Marco Cappato come tesoriere dell'Associazione. Marco Pannella: "Ci sono molte cose di valore in quella mozione, di valore politico puntuale, e questo è un connotato della nostra storia: sempre le proposte, lì dove gli altri preferiscono la protesta, il lamento o l'ingiuria. C'è solamente una cosa che avrei… La prima volta che viene usato il termine 'laico', si parla di 'riforme laiche'…". "Io, se in quel momento avessi potuto proporre un emendamento aggiuntivo, avrei detto 'riforme laiche e democratiche'. Questo un po' manca e questo io ho cercato di sottolineare. Guardate che a furia di ritenere che le evocazioni della democrazia sono sempre generiche – i comunisti hanno sempre usato il termine 'democratico' nelle loro battaglie storiche quando erano anti-democratiche, e via dicendo, ma io sto cercando di riacquisire valore semantico al fatto della 'riforma democratica'. Perché la democrazia è l'unica certa riforma contro una contro-riforma costante che viviamo da 30-40 anni". "Oggi si tendono a dare per scontati i problemi democratici. Ma in Italia e nel mondo oggi il problema è proprio quello della riforma democratica, da tentare, degli Stati nazionali – ma io sono d'accordo con l'intuizione di Spinelli, con il ragionamento approfondito contenuto nel Manifesto di Ventotene, dove si sottolineava di già l'incompatibilità tra le dimensioni degli Stati nazionali con il valore della riforma democratica degli Stati e delle società". "Quello che ritengo costituisca il patrimonio Coscioni è proprio il fatto che evochiamo battaglie in corso da lungo tempo, delle quali possiamo dire se non tutte 'vincenti', almeno che sta passando da un successo all'altro. Abbinando tre termini che vengono dati: viene fuori la rivendicazione federalista e anti nazionalista alla radice, quella democratica e quella anche ecologista". Pannella ricorda la manifestazione newyorchese sul riscaldamento climatico di origine antropica. "Sento rivenir fuori la denuncia del capitalismo come colpa di tutto. Uno credeva che almeno i due secoli che abbiamo alle spalle avrebbero consentito di distinguere il capitalismo dal capitalismo di Stato, ma invece questo non viene preso sufficientemente in considerazione". "Al fondamento della democrazia c'è il dialogos, il dialogo, l'apprendimento attraverso il dialogo". "Ritenendo che le diverse opinioni, se insieme si confrontano e vengono udite, insieme si valorizzano e non si presentano come 'tesi' e 'antitesi', ma invece è molto più corrispondente alla lettura storico-umanistica di Benedetto Croce che oppone i valori come 'distinti', non come interni a una dialettica invece che a una dialogica". Il leader radicale coglie l'occasione per criticare il "nazional-esperantismo"
    17:03 Durata: 21 min 6 sec
  • Pannella sul referendum scozzese e sulla vittoria del "no" all'indipendenza dal Regno Unito: "Una splendida sorpresa". "Perché è una vittoria scozzese ed europea. Perché è una vittoria in una sfida che contrapponeva alla unità solo britannica quella che Churchill, alla fine dell'altra guerra, mentre c'era il Commonwealth vittorioso, osò invece esigere che fosse il punto di riferimento europeo e non quello britannico"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sul referendum scozzese e sulla vittoria del "no" all'indipendenza dal Regno Unito: "Una splendida sorpresa". "Perché è una vittoria – e ho ringraziato Stevenson, uno dei nostri colleghi scozzesi che aveva presto posizione per il 'no' – scozzese ed europea. Perché è una vittoria in una sfida che contrapponeva alla unità solo britannica quella che Churchill, alla fine dell'altra guerra, mentre c'era il Commonwealth vittorioso, osò invece esigere che fosse il punto di riferimento europeo e non quello britannico. Tanto è vero che a Strasburgo avevano dato il nome di Churchill al palazzo del Consiglio, visto che la prima realizzazione istituzionale veniva fuori proprio da Chruchill che l'aveva pretesa in un momento nel quale invece sembra si dovesse celebrare la vittoria del Commonwealth contro i cattivi nazisti". L'interlocuzione con Otto D'Asburgo (1912-2011), figlio dell'ultimo imperatore d'Austria e parlamentare europeo (ed europeista) per un ventennio. La pubblicazione degli atti del convegno radicale "Bruxelles 1" e la preparazione di un secondo appuntamento, "Bruxelles 2", su Stato e ragion di Stato. "Temevamo un po' tutti che ce la facessero i 'sì', e io ho avuto quasi un momento d'esitazione; perché ho trovato che l'intervento della nostra graziosa Maestà…". Pannella fa un parallelo tra Elisabetta II e il re di Danimarca che contrastò lo stigma della stella gialla per i cittadini di fede ebraica. Il caso della legge elettorale e dell'emarginazione dell'opzione maggioritaria. Il rapporto tra Stato nazionale e democrazia. Il contributo del Dalai Lama e di Rebiya Kadeer. "Siccome vogliono davvero la libertà e la democrazia per il loro popolo, nell'ambito dell'immensa Cina, il Dalai Lama per esempio cosa dice: io non voglio l'indipendenza dallo Stato cinese, voglio invece restare perché a Pechino si affermino delle riforme per cui i diritti umani del popolo Han" siano anch'essi rispettati. La necessità di una "riforma", che però vale solo "dove le forme hanno sostanza e sono rispettate". In Italia "quello che si riforma deve essere continuamente riformato"
    17:24 Durata: 18 min 45 sec
  • Pannella: "Io sono stato felice con il nuovo Papato di Bergoglio, ma non sorpreso. Perché ritenevo che proprio dalle radici della religiosità cattolico-cristiana ci fossero delle potenzialità cattolico-liberali"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla mozione congressuale dell'Associazione Coscioni: "Io ho votato la risoluzione senza dubbi, perché quando abbiamo preso atto che nel Congresso si evocavano lotte… Ma non lotte utopiche, bensì lotte in corso nelle quali magari abbiamo successi significativi e insperati…". "Quello che io spero di potere dare ancora - se ho mai dato qualcosa - come mio contributo alla storia radicale, perché la ritengo la più straordinaria storia, perché dura ormai da 60-80 anni…". "A questo Congresso della Coscioni dobbiamo essergli grati, perché a mio avviso sarà più facile comprendere, in amicizia e non in sospetti di 'fissazioni opposte', il fatto di dire: benissimo tutto questo, però dobbiamo considerare oggi i termini 'democratico' e 'democrazia' come sostantivo e non come attributo. Ma aggiungiamo: è democratica se è federalista, ha una nozione dei territori come quella del Manifesto di Ventotene, e anche convivere con l'altra cosa laica, cioè il rispetto della diversità, anche del potere". Lo scontro in stile radicale con il potere cui si chiede di "realizzare la propria legalità". La trasmissione del vaticanista Di Leo su Radio Radicale e alcune analisi apparse su Avvenire a proposito della realtà islamista applicata anche agli uiguri e ad altre minoranze. Pannella: "Io sono stato felice con il nuovo Papato di Bergoglio, ma non sorpreso. Perché ritenevo che proprio dalle radici della religiosità cattolico-cristiana ci fossero delle potenzialità cattolico-liberali". "Noi oggi dobbiamo riscontrare che queste letture sull'Avvenire… Anche ai tempi di Ruini ogni tanto si parlava del mondo, ma avendo paura del mondo perché sembrava il mondo che negata ai loro occhi la religiosità". L'interlocuzione con Mino Martinazzoli. "Io debbo ricordare alla storia cattolica italiana queste pagine, o quelle manzoniane. Il cattolicesimo liberale è il cattolicesimo di Sturzo, esploso nel dopo Costituente"
    17:42 Durata: 12 min 29 sec
  • Sull'"attualità politica" di Croce e Silone

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'avvicinarsi del convegno radicale su Ignazio Silone e Benedetto Croce, i prossimi sabato e domenica 27-28 settembre, a Pescasseroli e Piscina. Perché i due personaggi costituiscono ancora "attualità politica"? "Perché ho già spiegato che l'importanza politica, oltre che culturale, di Benedetto Croce, io l'ho appresa a Madrid, mentre facevo lo sciopero della sete per l'obiezione di coscienza nel periodo della transizione, per cui i capitani militari chiedevano il mio arresto". "Il presidente delle Cortes mi disse: 'L'Italia non ha capito l'importanza di Croce'. E poi lui mi raccontò: quando c'era il Cln – quindi il primo periodo in cui c'erano anche il Partito liberale, quello comunista – Benedetto Croce, quando accettò la proposta per il Partito liberale del referendum su repubblica o monarchia, fu lui, in polemica con Togliatti e con i ministri comunisti che dovevano dare l'impressione molto liberale, a dire: 'Dobbiamo dare una garanzia: se vince la monarchia, chi diventa re non è né Vittorio Emanuele III che è scappato in Egitto, ma nemmeno il figlio che comandava l'esercito italiano per combattere i partigiani savoiardi e che aveva guidato l'esercito contro la Francia". "E lui mi disse: fu Benedetto Croce che vinse". "Nel senso che venne chiarito che se avesse vinto la monarchia, comunque non si poteva parlare dell'erede, perché ci sarebbe stato un momento in cui i rappresentanti dell'Italia antifascista dovevano essere i demagoghi dell'infante". Su Silone: "Con Croce, lui si era schierato in modo determinante, perché lui era più conosciuto di Croce. Perché del primo e del secondo romanzo aveva già avuto edizioni giapponesi". Il nome di alcuni degli invitati al convegno abruzzese. Pannella cita due collaboratori di Silone di cui "oggi non sento parlare: Cecrope Barilli e Ebe Flamini". Il passato comunista di Silone, la sua notorietà e "l'accanimento del Partito comunista contro Silone è stato feroce"
    17:55 Durata: 18 min 20 sec
  • I Radicali, dall'interlocuzione con Jean-Paul Sartre a quella col Dalai Lama

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'evoluzione del pensiero del Dalai Lama e la sua interlocuzione con Pannella. Il leader radicale ipotizza un nesso tra la dichiarazione del Dalai Lama di non voler perseguire l'indipendenza del Tibet dalla Cina e la fine delle notizie sulle immolazioni di monaci tibetani. "Perché in realtà la fiducia nel Dalai Lama è tale che io… Lo voglio dire. Ho l'impressione che, dopo che è andata bene probabilmente questa cosa fondamentale, lui sta dicendo: 'Io con questi qua, con Marco, devo stare attento'. Ho il sospetto che abbia pensato a un altro grande contributo all'umanità, oltre questo. Lui ha evocato la reincarnazione. Non lo so, accenni, via dicendo, ma sono quasi convinto che lui sceglierebbe oggi di reincarnarsi in una donna". I Radicali e Jean-Paul Sartre. "Ecco cos'è la storia del Partito radicale. Ci sono stati i momenti in cui si iscrivevano, e non avevamo quasi un cappero di nulla, tranne che la denigrazione. Ionesco che si iscrive al Partito. Sartre e Simone De Beauvoir che manifestano chiaramente questa direzione". Sulla distanza tra nonviolenza e pacifismo
    18:13 Durata: 17 min 27 sec
  • Ancora sulla situazione del Partito radicale: "Grazie a Luca Coscioni! Grazie alla Luca Coscioni! Oggi in quella mozione c'è se non altro una cosa: l'evocazione di lotte in corso nel mondo, non solo in Italia!". Il ruolo mancato del segretario del Partito radicale transnazionale, Dembra Traore

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sulla situazione del Partito radicale: "Grazie a Luca Coscioni! Grazie alla Luca Coscioni! Oggi in quella mozione c'è se non altro una cosa: l'evocazione di lotte in corso nel mondo, non solo in Italia! Domani abbiamo a New York centinaia di migliaia di persone che manifesteranno per il clima, cioè il fatto che bisogna prendere atto che l'accordo storico che c'era stato tra tutti gli Stati dell'ONU per combattere il disastro climatico in corso… Quando ho letto sul Monde l'elenco degli intellettuali francesi che hanno detto di rilanciare nell'anniversario di questo accordo che non è stato applicato, erano almeno 200 e non c'era nemmeno un italiano. Sono cose che fanno pensare. E perché? Perché in realtà lo specifico radicale, lo specifico della laicità e del laicismo che ci porta a dire che dobbiamo avere programmaticamente una forma di lotta… Perché la forma della lotta pregiudica e prefigura il fine, in positivo o in negativo". Il ruolo mancato del segretario del Partito radicale nonviolento, Demba Traore. "Quel Congresso di Tunisi è stato un Congresso dopo un periodo di difficoltà, quasi di morte, del Partito transnazionale. E' stato tanto positivo che ha fornito pure a livello elettorale una maggioranza unanime del Congresso. Mi ero preoccupato molto delle condizioni umane e personale dei nostri compagni asiatici o di altrove". Eppure si trattò di "un vero congresso". "Nelle condizioni che abbiamo oggi, abbiamo dovuto sospendere perfino l'attività preziosa del Centro d'Ascolto, un'attività di sopravvivenza essenziale. Per questo dico che l'unica sconfitta è stata questa di Demba Traore; non sono riuscito ad aiutarlo a sufficienza per spiegargli che splendida carta - anche per il suo paese - lui aveva". "Fu un miracolo riuscire a fare il Congresso di Tunisi dopo gli anni della Segreteria Dupuis che di fatto aveva abbandonato negli ultimi anni anche la sua funzione"
    18:31 Durata: 23 min 7 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il diritto alla verità e l'iniziativa radicale. Pannella: "Grazie a Rita Bernardini abbiamo fatto una iniziativa nonviolenta di immenso valore, quella contro l'assassinio - con torture - di un esponente mafioso, Bernardo Provenzano. Abbiamo posto il problema e ci sono solo conferme. Tre Procure hanno stabilito l'incapacità di intendere e volere di questo ancora al 41bis. I dettagli forniti da Rita confermano che è un corpo che sopravvive perché deve sopravvivere come corpo ma non come persona. E' una immonda fotografia dello Stato italiano. Stiamo attenti, perché quando c'è questo poi ci si accorge che di cose immonde ce ne sono 2.000, 5.000". L'organizzazione di una "Bruxelles 2" sul diritto alla verità
    18:54 Durata: 7 min 7 sec