26 OTT 2014
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 57 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 26 ottobre 2014 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Marco Pannella, l'idea di iscriversi al Pd e la passata interlocuzione con il Pci ai tempi di Occhetto: "Allora dissi: se bisogna fare qualcosa adesso, credo che proprio sulla base di queste proposte Nathan dovremmo immaginare una alternativa diversa e nuova di sinistra liberale, libertaria, democratica, proprio a partire dall'esempio di quel sindaco e di quel decennio nel quale a Roma, nel Lazio e in Italia questa ipotesi si incarnava abbastanza". La formazione di Liste Nathan tra Radicali e Pci all'Aquila: "Furono liste ufficiali, quindi il Pci non le smentì, ma ci furono poi reazioni romane a tal punto che in quel momento il Pci non mandò il suo segretario all'Aquila per questa campagna, ma andò a Pescara dove la linea invece era più tradizionale"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella inizia ragionando sulla sua richiesta d'iscrizione al Partito democratico, già lanciata seppure ancora da precisare: "Non saranno pochi gli ascoltatori tradizionali, quindi non giovanissimi, di Radio Radicale a ricordarsi chiaramente la vicenda di quando, alla costituzione di questo nuovo 'grande partito', con Veltroni e gli altri, io dissi: mi pare giusto, visto che con Occhetto e con Fassino, c'erano già due anni in cui avevamo discusso delle alternative possibili al contesto politico-istituzionale italiano. Volevo ricordare anche che addirittura all'Aquila ci presentammo a delle elezioni importanti, con delle liste comuni, e proprio nel momento in cui anche all'interno di Botteghe Oscure - i giovanissimi rischiano di non cogliere: questo è il nome, molto ben dato, dove il Pci aveva la sua sede tradizionale. Era tradizionale a partire da una posizione comunista, comunista internazionale e togliattiana, che ho sempre sintetizzato: la vera linea era 'niente nemici a destra'". "Partiva da un patto storico: avevamo l'Asse Berlino-Roma, ma in quel momento a connotare quel decennio ci fu il Patto Molotov-Ribentropp, il patto formale e profondo, gravissimo, fra i due colori dell'illusione duramente autoritaria e violenta di quegli anni 30 e 40. Abbiamo avuto scontri su questo". "Massimo D'Alema l'ha ricordato di recente: la posizione del Pci, da Salerno, cioè da quando Togliatti tornò dall'esilio in Italia, era quella. Da allora cominciò quella scelta filo-democristiana, filo-vaticana e anche filo-monarchica. Proprio sulla base del fatto che i nemici non erano solo i trotzkisti, anche se quando lui sbarcava i conti con i trotzkisti li avevano già regolati facendo assassinare Trotzky in Messico con la collaborazione - purtroppo - di un comunista italiano che per il resto per molti versi abbiamo riconosciuto aver compiuto quello che ha compiuto da compagno comunista obbediente". "A un certo punto era venuto fuori, circa quindici anni fa, che discutevamo con il Partito comunista italiano sulla base del nome di Ernesto Nathan. Nathan era stato un sindaco radicale, prestigioso, all'inizio del secolo. E nel suo nome, a partire dalle analisi di regime che facevamo, riuscimmo in quel periodo ad avere dialoghi, devo dire importanti, anche se subito il Partito comunista si accorse che questo poteva essere pericoloso". "Allora dissi: se bisogna fare qualcosa adesso, credo che proprio sulla base di queste proposte Nathan dovremmo immaginare una alternativa diversa e nuova di sinistra liberale, libertaria, democratica, proprio a partire dall'esempio di quel sindaco e di quel decennio nel quale a Roma, nel Lazio e in Italia questa ipotesi si incarnava abbastanza". "A un certo punto siamo arrivati a quello che di recente abbiamo cercato di rievocare e rianimare con le celebrazioni di Silone e Croce in Abruzzo che credo siano state interessanti e che continuino a operare. Nell'ambito di questo avevo già deciso, ufficialmente, nel momento della ricostituzione del Pd, a partire da alcune lotte abruzzesi democratiche e di classe, arrivammo a questa proposta ufficiale delle Liste Nathan". "Furono liste ufficiali, quindi il Pci non le smentì, ma ci furono poi reazioni romane a tal punto che in quel momento il Pci non mandò il suo segretario all'Aquila per questa campagna, ma andò a Pescara dove la linea invece era più tradizionale". "Allora chiesi l'iscrizione; se ne era parlato con Achille Occhetto negli anni precedenti di questo schieramento. Quello che accadde invece è che si intervenne pesantissimamente contro questo prospettiva". Ora si può ripetere lo stesso schema con il Pd di Matteo Renzi, così a lungo criticato da Pannella? "E' possibile anche perché ritengo che storicamente non passerà molto tempo per cui nel dibattito, non solo italiano, il problema delle scelte della sinistra italiana, della sinistra piccista proprio per motivi di trasmissione di classe dirigente, sarà considerata come noi la considerammo, come Ignazio Silone la considerò". "Io chiesi la tessera nel processo formativo del Pd, sulla base delle battaglie comuni che avevamo fatto, e lì subito l'organismo dei probiviri non accettò, rifiutò di concedermi quella tessera che mi ero detto pronto a prendere subito. Oggi credo che ci ritroviamo in una situazione che riproporrà quei problemi storici italiani e non solo, e lo vediamo anche in questi giorni. Cosa sta accadendo? A questo punto abbiamo Renzi come segretario del Partito, presidente del Consiglio, con dei tempi di esposizione televisiva inauditi, e in Italia trovare qualcosa di 'inaudito' nella televisione di Stato e dintorni è difficile". "Adesso in questa nuova situazione richiedo la tessera del Partito, la tessera dell'erede del Pci perché di questo si tratta. A quel punto la cosa si era risolta come nelle migliori tradizione staliniste: un po' di burocrati avevano deciso che la tessera non mi si poteva dare perché avrei dovuto rinunciare alla tessera radicale". Iscriversi oggi al Pd per iscriversi forse alla corrente di Cuperlo? Non proprio: "Poi spero che Cuperlo si iscriva, come un po' fece a Trieste, alla tendenza Pannella". "Ritengo di farlo perché oggi in Italia ci sono tante doppie tessere, come pratica, grazie allo spunto dato 15 anni fa dalla costituzione del Partito radicale. Quindi doppie tessere non unicamente col Partito radicale. Sarà divertente e interessante. Infatti ho annunciato questo quando, facendo un comizio di chiusura, essendoci là moltissimi giovani del Pd e alcuni rappresentanti storici del Pd, dissi: qui devo prendere atto che i compagni comunisti sono qui numerosi ad accogliermi e a ringraziarmi, perciò mi sembra giusto che io riproponga quel tipo di sinistra in cui - con la mia storia - posso essere ritenuto un elemento di forza"
    17:00 Durata: 21 min 57 sec
  • La "prospettiva di una alternativa agli indipendentismi che stanno dilagando". "Su questo siam partiti da una formula, soprattutto nelle nostre News radicali del nostro Matteo Angioli, cioè il trittico che non può che vivere come tale: per avere una crescita, una alternativa democratica, o per avere una alternativa federalista o una alternativa laica, è necessario che gli altri due attributi" esistano. "Come storia radicale, siamo oggi su una posizione di avanguardia, avendo preso consapevolezza che occorre adesso, se si vuole essere federalisti, essere anche intransigentemente democratici. Vogliamo essere democratici? Occorre essere federalisti e laici"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il governo Renzi e l'Unione europea, un rapporto contrastato. Pannella piuttosto ricostruisce "la politica del Partito radicale" che lo ha portato questa settimana di nuovo a Londra. "In particolare, con Bruxelles 1 e Bruxelles 2, e varie manifestazioni e incontri che abbiamo avuto a Londra con esponenti democratici e liberali, proprio sulla prospettiva di una alternativa agli indipendentismi che stanno dilagando. Su questo siam partiti da una formula, soprattutto nelle nostre News radicali del nostro Matteo Angioli, cioè il trittico che non può che vivere come tale: per avere una crescita, una alternativa democratica, o per avere una alternativa federalista o una alternativa laica, è necessario che gli altri due attributi" esistano. Il caso del referendum per l'indipendenza della Scozia. Il dibattito sul "partito della nazione" a sinistra e quella che Pannella chiama la "voga lepenista" anche a sinistra. I legami tra mondo lepenista francese e Russia di Putin in un'inchiesta di Liberation: "In Italia pure". "Noi su questo credo che il tentativo con facciamo, in particolare Matteo Angioli che aveva organizzato questi incontri di Londra… Stiamo marciando verso Bruxelles 2, cioè un grosso convegno che speriamo di fare con una proposta politica ancora più elaborata che sia a favore di una scelta democratica, federalista, laica, perché in realtà adesso abbiamo le candidature che non dureranno molto di nazionalismi di sinistra e indipendentismi di sinistra". "Come storia radicale, siamo oggi su una posizione di avanguardia, avendo preso consapevolezza che occorre adesso, se si vuole essere federalisti, essere anche intransigentemente democratici. Vogliamo essere democratici? Occorre essere federalisti e laici"
    17:21 Durata: 10 min 3 sec
  • "L'unità laica delle forze", questa politica radicale, "corrisponde al progetto di Papa Francesco. Parlo di un 'progetto', non delle 'proposte'. Parlo di un progetto culturale d'insieme, di valori, di forme e di organizzazione di se stessi, anche questo è importante per noi nonviolenti che abbiamo sempre detto che non possiamo ritenere che metodi e mezzi siano irrilevanti per i fini che si vogliono perseguire". "Certo, ho notato che il direttore di Avvenire ha censurato il Papa". "Non bisogna dimenticare che da quanto il Vaticano prese le posizioni di Ruini sulla Legge 40, da allora c'è l'unanimità delle giurisdizioni che stanno dando clamorosamente ragione a noi"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "L'unità laica delle forze", questa politica radicale, "corrisponde al progetto di Papa Francesco. Parlo del 'progetto', non delle 'proposte'. Parlo di un progetto culturale d'insieme, di valori, di forme e di organizzazione di se stessi, anche questo è importante per noi nonviolenti che abbiamo sempre detto che non possiamo ritenere che metodi e mezzi siano irrilevanti per i fini che si vogliono perseguire. Oggi quello che stiamo cercando di rianimare col Partito è proprio questa ricerca di un progetto politico sintetico che possa dimostrare come sempre nella storia contemporanea l'alternativa è fra quella federalista, democratica e laica - per laica intendendo non solo i clericalismi nostrani, ma anche questo grande rilancio che c'è dello Stato islamico… Personalmente per esempio voglio dire che ho avuto di recente un invito rispettoso da Papa Francesco, mentre facevo scioperi della fame e lotte nonviolente; lui ha detto 'ti aiuteremo', 'le condivido', e 'occorre che tu continui ad essere coraggioso', mentre tutti dicevano 'smettila senno crepi'". "Nel progetto chiaro e profondo, anche antico, di Papa Francesco, nel suo modo di considerare i problemi del mondo, non solo quella cattolico, sicuramente, come si è detto, nella base del potere vaticano, c'è la congiunzione tra chi trema e chi trama. Chi trema dinnanzi alla riforma di Bergoglio e chi trama. Lo dico da qui: ma ti pare che il Papa che chiede a tutti di essere coraggiosi, a un certo punto io parlo a mezzanotte perché mi incavolo per il fatto che la notizia di quell'intervento di Bergoglio… Subito dico: per nessun giornale domani farà notizia. Mentre io dico che è splendido. Allora cosa è successo. Al direttore dell'Avvenire dico: ci hanno insegnato che una notizia, per essere tale, non deve essere tale per tutti quanti. Allora, che Pannella dica 'splendido, splendido, splendido', e attacca il fatto che questa notizia è stata di fatto negata addirittura alla grande maggioranza dei lettori e delle televisioni, è possibile che anche tu censuri tecnicamente questa notizia? Se c'era uno solo ad aver preso quella posizione, seppure a mezzanotte, forse faceva notizia essendo una sola. Non ritengo di dovermi correggere; ho espresso quello che la maggioranza dei lettori dell'Avvenire sarebbe stato contento di trovare sul proprio giornale, non censurato dal proprio giornale". Programma "laico" ma d'accordo con quello del Papa, non è complicato? "Potrà apparire complicato alle persone erudite, non alle persone semplici. Tanto che io ho sempre sottolineato che non era tanto Mazzini quanto il cattolicesimo liberale ad essere davvero l'elemento rivoluzionante in Europa". Le dichiarazioni contro l'ergastolo del Papa: "Noi lottiamo contro quello - ricorda Pannella - Lui invece in 24 ore, da monarca assoluto, ha stabilito che dopo secoli, per non dire millenni, nel diritto scritto vaticano ha inserito il reato di tortura ed ha abolito invece l'ergastolo. Questo è un progetto per me, e merita questo nome, tanto è vero che tuttora sarebbe interessante comprendere qual è il rapporto tra il renzismo e questa cosa di cui non pare ci siano, Ior o non Ior, manifestazioni che pure c'erano sempre state di stampo filoclericale o di potere vaticano. Certo, ho notato che il direttore di Avvenire ha censurato il Papa". "Non bisogna dimenticare che da quanto il Vaticano prese le posizioni di Ruini sulla Legge 40, da allora c'è l'unanimità delle giurisdizioni che stanno dando clamorosamente ragione a noi"
    17:32 Durata: 17 min 15 sec
  • Pannella ritorna sulla battaglia contro "le ragion di Stato che si sono vergognosamente affermate a Washington e a Londra", e il legame con la campagna "Iraq libero come unica alternativa alla guerra". Ancora sull'atteggiamento di dialogo di Emma Bonino rispetto alla leadership iraniana: "Una assunzione di rischio che fa parte delle capacità creative, anche su questa politica, di noi Radicali"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione mediorientale e il ruolo dell'Iran. Pannella: "Sempre mi chiedevano dall'esterno: ma la Bonino non si sente più, che fa? Poi abbiamo accertato che Radio Radicale aveva come naturale continuato a cercare di avere presenze di Emma Bonino e che non erano riuscite ad esserci per vari motivi. Oggi invece c'è questa intervista al Messaggero che consente anche a Radio Radicale di creare il dibattito. Comunque quando Emma, ministro degli Esteri, c'era una sua attenzione manifesta a dialogare con il nuovo Iran. Io non la criticai, anzi dissi che, con prudenza certo, questa era una linea assolutamente corrispondente a quella che come Radicali avremmo auspicato". "Emma da ministro ebbe due incontri ufficiali con la classe dirigente nuova dell'Iran. Personalmente sentii la opportunità di dire: ed è un cammino difficile ma sicuramente interessante da tentare". "Chiarito questo, adesso devo dire un'altra cosa: sono molto contento, perché so che Emma ha dato anche una intervista a Radio Radicale, perché sicurissimamente anche come partito abbiamo avuto riunioni quotidiane su quello che accadeva nel mondo, e non siamo mai riusciti - dinnanzi a un'attività di viaggi intensissimi e molto faticosi di Emma - a parlare con lei nelle riunioni cui viene abitualmente". Anche sulla sua espulsione dal ruolo di ministro degli Esteri, la Bonino non è mai intervenuta direttamente secondo Pannella. "Adesso è un problema che, alla vigilia del Congresso di Radicali Italiani, indurrà a qualche riflessione e a qualche approfondimento. Comunque il fatto che oggi finalmente Emma abbia dato un'intervista anche a Radio Radicale, beh certo di questo mi felicito". Pannella ritorna sulla battaglia contro "le ragion di Stato che si sono vergognosamente affermate a Washington e a Londra", e il legame con la campagna "Iraq libero come unica alternativa alla guerra". Ancora sull'atteggiamento di Emma Bonino rispetto alla leadership iraniana: "Una assunzione di rischio che fa parte delle capacità creative, anche su questa politica, di noi Radicali"
    17:49 Durata: 13 min 51 sec
  • Pannella sull'imminente Congresso di Radicali Italiani: "Circola la convinzione, anche all'interno, che Rita Bernardini - di cui nessuno contesta la qualità e l'autorevolezza che ha guadagnato nel Parlamento, di suo proprio - E invece a questo punto ci sono gli anti bernardiniani che la sospettano e l'accusano di essere in realtà pannelliana, e questo è il delitto maggiore che le si può rimproverare. Perché c'è la corrente dei 'chiunque' nel nostro Partito. L'abbiamo voluto"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul Congresso di Radicali Italiani. "Segretaria di Radicali Italiani è Rita Bernardini, tesoriere è un compagno, Valerio Federico, che ha riflessi e ispirazioni che non corrispondono a quelli di Rita Bernardini e di altri compagni radicali, e questo è il bello della situazione radicale. Ma il fondo di verità, inutile girarci attorno, è che in Italia abbiamo sempre più un regime condizionato da scelte anti-democratiche. Per esempio, noi non abbiamo diritto - quale che sia il calcolo - di ritenere 'mon dieu, succede' il fatto che noi come Radicali possiamo documentare un comportamento complessivo del regime per cui gli italiani non hanno il diritto di giudicare e conoscere le posizioni e le persone radicali. Se di questo ci occupiamo, è perché ci saranno poi molte altre manifestazioni di anti democrazia meno clamorose, ma magari anche più gravi. La peste italiana strutturalmente ignorata da Renzi e compagni. Qui mi pare anche chiaro dire: i riflessi in Renzi non devono sorprendere nessuno". La differenza con "il pessimo Silvio Berlusconi, proprio lui", che nell'agosto 2013 firmò tutti e 12 i referendum radicali, su giustizia e diritti civili. "I 'berlusconiani' sono loro! Renzi che non firma nemmeno uno dei referendum radicali! Renzi che abita in televisione! Renzi e i benzinai che sanno che non è possibile ai Radicali, a Bonino o a nessuno di noi, farsi giudicare come avviene in qualsiasi Paese democratico". L'assenza dei diritti civili dal discorso di Renzi alla Leopolda. L'apertura di Berlusconi su coppie gay e immigrazione: "Il regime può fidarsi di più dei seguaci di Forza Italia, come struttura di potere, di quanto non possa fidarsi dei riflessi di Berlusconi. Quando Berlusconi era al potere, le nostre storiche vicende, come Stato italiano, sui grandi problemi internazionali - la Corte penale, la moratoria sulla pena di morte, anche le mutilazioni genitali femminili - quando c'è stato Gianni Letta con Berlusconi, abbiamo avuto ufficialmente atteggiamenti leali e favorevoli dei Governi italiani, senza alcun dubbio". Pannella torna sul Congresso di Radicali Italiani: "Circola la convinzione, anche all'interno, che Rita Bernardini - di cui nessuno contesta la qualità e l'autorevolezza che ha guadagnato nel Parlamento, di suo proprio - E invece a questo punto ci sono gli anti bernardiniani che la sospettano e l'accusano di essere in realtà pannelliana, e questo è il delitto maggiore che le si può rimproverare. Perché c'è la corrente dei 'chiunque' nel nostro Partito. L'abbiamo voluto". "La situazione è questa: noi, come Radicali, paghiamo - e abbiamo scelto di continuare a pagarlo - una situazione di fascismo antidemocratico contro il popolo italiano per impedirgli di conoscerci e giudicarci". "Non ci viene opposta nessuna linea, nel senso che non c'è. Questi che hanno nomi, sfiderei chiunque - a livello accademico, universitario, a livello di onestà intellettuale e informativa - se riuscisse a dire che c'è un qualsiasi confronto tra la notorietà della storia radicale, del Partito. Quando noi siamo partiti 6 o 7 anni fa con radicalità sulle nostre proposte di riforma del diritto e dello Stato, sembravamo dei minoritari e paranoici. Bene, oggi possiamo o no dire che quelle posizioni del Partito radicale, e solo di questo, ufficializzate nelle varie sedi Onu ed europee, sono controfirmate e fatte proprie dalla massima autorità istituzionale italiana, il Presidente della Repubblica?". Il caso della giustizia, ma anche quello della denuncia radicale sulla giustizia o sul dissesto idrogeologico
    18:03 Durata: 32 min 2 sec
  • La trasferta londinese di Pannella. E una considerazione sul metoto delle iniziative transnazionali radicali: "Devo dare atto a Cappato che parla sempre di 'iniziative giudiziarie' che ci danno ragione. Ma vorrei dire che non si dovrebbe parlare tanto di iniziative giudiziarie, quanto di 'iniziative di giurisdizione' che, come noto, sono fonte di diritti al pari dei Parlamenti"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla trasferta londinese di questa settimana. "Quello che è chiaro è che noi, avendo avuto la possibilità di riunirci nella sede dei Comuni, il che è raro, abbiamo avuto incontri e presentato lì le edizioni inglese e italiana degli atti di Bruxelles 1, cioè il congresso sullo Stato di diritto contro la ragion di Stato, come cifra non solo italiana ma europea e del mondo. Abbiamo ottenuto un ascolto attento che dovremo continuare adesso, in una situazione nella quale siamo stati esclusi dal Parlamento europeo, così da far sì che in sedi istituzionali, ovunque sia possibile, riusciamo a portare avanti le nostre iniziative". "Devo dare atto a Cappato che parla sempre di 'iniziative giudiziarie' che ci danno ragione. Ma vorrei dire che non si dovrebbe parlare tanto di iniziative giudiziarie, quanto di 'iniziative di giurisdizione' che, come noto, sono fonte di diritti al pari dei Parlamenti"
    18:35 Durata: 6 min 41 sec
  • Ancora sul Congresso di Radicali Italiani: "Sarà interessante vedere chi saranno i tanti che cercheranno di vincere il Congresso contro la Bernardini e contro le linee del Partito. Sarà interessante vedere su quali tesi sono unificati". "C'è una piccola organizzazione politica legittima che punta tutto sulle presenze dei loro simpatizzanti. Io non me ne sono occupato con nessuno, e vedremo questi Radicali riuniti a Chianciano chi sono, quale storia radicale avranno, se l'avranno vera… Poi ciascuno potrà giudicare chi ha vinto e chi no". "Non esiste altra linea, se non quella 'contro l'autocrate Pannella'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Chi di noi si riunirà a Congresso? Certo, i nostri iscritti. Ma i nostri iscritti si sono moltissimo ridotti in questi anni. E molti di quelli che sono iscritti sono anche, come tutti noi italianofoni, ascoltatori delle televisioni, delle radio, dei dibattiti. All'interno di questi abbiamo personaggi celebri come Marco Belelli, il mago Otelma, cioè uno dei più efficaci contestatori dell'autocrate che sarei io nella realtà radicale. A questo punto verranno anche quelli di noi che hanno i soldi per venire a Chianciano, che noi non organizziamo con i soldi di partito. Quindi sarà interessante vedere chi saranno i tanti che cercheranno di vincere il Congresso contro la Bernardini e contro le linee del Partito. Sarà interessante vedere su quali tesi sono unificati". "C'è una piccola organizzazione politica legittima che punta tutto sulle presenze dei loro simpatizzanti. Io non me ne sono occupato con nessuno, e vedremo questi Radicali riuniti a Chianciano chi sono, quale storia radicale avranno, se l'avranno vera… Poi ciascuno potrà giudicare chi ha vinto e chi no". "Non esiste altra linea, se non quella 'contro l'autocrate Pannella'". "L'anti democrazia, se esiste, esiste. Se ogni decennio penetri ancora di più, e arrivi alle situazioni documentate nelle quali Emma Bonino, che secondo loro è indubbiamente la persona più popolare in Italia, e anche io che non sono considerato troppo male dalla pubblica opinione… Poi quello che accade è che non si iscrivono. (…) Perché tra gli italiani lo 0,1-0,2 per cento è informato"
    18:41 Durata: 8 min 1 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Gli spostamenti di Marco Pannella e il suo stato di salute. Il valore, anche scientifico, dell'autofagia. "Prego tutti coloro che ci ascoltano, perché magari poi possano trasmettere questo dato ai loro familiari e via dicendo: siccome molti dicono 'noi vogliamo scongiurare queste sconfitte sui diritti umani e via dicendo, che possiamo fare?'. Io dico: potete fare apparentemente un miracolo. Contro la non-democrazia, contro i zero ascolti e via dicendo, potete stabilire di pagare 200 euro, perché tanto può costare la tessera del Partito o di Radicali Italiani"
    18:49 Durata: 7 min 23 sec