14 DIC 2014
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 19:09 Durata: 1 ora 44 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 14 dicembre 2014 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Dalai Lama, Pannella, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 44 minuti.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    L’incontro di Marco Pannella con il Dalai Lama. Il convegno di Nessuno Tocchi Caino con alcuni Premi Nobel sul voto sulla moratoria della pena di morte. L’inchiesta giudiziaria “Mondo di mezzo” su Roma.
    19:09 Durata: 3 min 28 sec
  • Pannella: “La possibilità di ascoltarci” è impedita, “grazie alla tecnologia moderna, come non riusciva nemmeno allo stato fascista o nazista di un tempo. Perché allora c’erano degli spazi di vita privata, come il bar, l’osteria dove si chiacchierava, che evidentemente con la presenza della Rete – per fare un esempio – in qualsiasi ora e qualsiasi momento, credo che oggi una caratteristica è che mai come oggi è tecnicamente possibile impedire una vita che somigli a una vita di una società democratica”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Ormai pur di non fare sentire parlare me, anzi Emma intanto, dagli italianofoni… Di quello che noi Radicali siamo e diciamo, la possibilità di ascoltarci” è impedita, “grazie alla tecnologia moderna, come non riusciva nemmeno allo stato fascista o nazista di un tempo. Perché allora c’erano degli spazi di vita privata, come il bar, l’osteria dove si chiacchierava, che evidentemente con la presenza della Rete – per fare un esempio – in qualsiasi ora e qualsiasi momento, credo che oggi una caratteristica è che mai come oggi è tecnicamente possibile impedire una vita che somigli a una vita di una società democratica. Che per sua connotazione è una vita in cui si può parlare del più e del meno, nelle vite private. Mentre oggi credo che onestamente questo si sia perso”. “Noi siamo a livello etico-politico, etico-culturale, in una condizione che potremmo definire egemone”. “Questo ricordando che la denuncia della peste italiana e di quella mondiale che avevamo previsto se si tiene conto delle cose di questi giorni”, avevamo iniziata a farla “in quattro gatti”, dice il leader radicale: “Mentre oggi accade che io ho potuto per esempio sottolineare la serietà riuscita del Presidente della Repubblica perché nel suo messaggio in Parlamento, che noi avevamo sollecitato molto anche con senso di impazienza, è riuscito a sintetizzare, nelle poche righe del messaggio trattato in modo schifoso e penoso dal Parlamento”, il tema della giustizia posto dai Radicali. “E’ una sparata questa mia? E’ una mancanza di senso delle proporzioni dire che noi, come Partito e come storia, oggi siamo egemoni culturalmente rispetto al mondo contemporaneo?”. La campagna contro la ragion di Stato del Partito radicale. Il parallelo con i “clerici vagantes di cinque o sei secoli fa”. “C’è una situazione che mi pare oggettiva. Non è che penso che ci sia una intelligenza superiore che ha un potere immenso e che ha trovato il modo di rendere ancora meno civile la vita comune, nemmeno dico ‘democratica’”. Ancora sul cambiamento nella “vita comune”, dove prima “si trovavano stimoli, magari attraverso quello che si diceva, cioè che quel ministro aveva l’amante o non so che cosa. Questi ozi erano una possibilità di vita nella quale si poteva esprimere qualche dialogo”. Ancora sul caso di Napolitano, “trattato come un cazzone radicale”, dopo il suo messaggio alle Camere. La giustizia e le carceri come “argomento proibito”. Uno storico articolo di Leonardo Sciascia su Pannella pubblicato solo su El Paìs
    19:13 Durata: 20 min 11 sec
  • Esempi di “egemonia” radicale: “Delle cose nate all’interno della nostra storia, e rimaste all’interno di questa nostra storia, a un certo punto tutto questo è egemone a livello culturale. Perché abbiamo un Presidente della Repubblica che le fa proprie”, dice il leader radicale riferendosi alla questione giustizia. “Poi ancora, su questo, abbiamo l’Onu che prende e viene, con un comitato sulla situazione italiana, e addirittura nel suo rapporto va oltre sulla realtà italiana, inserendo cose su cui in quel momento non stavo lottando, come il 41bis”. Sulla stagione della goliardia.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Su Papa Francesco: “Quando lui ha ritenuto, credo in base a qualche sollecitazione di Emma e non so chi altro, di essere un po’ attento a quello che stavo facendo, invece di reagire come la stragrande maggioranza. La cosa comune sarebbe stata: ‘Sii prudente. A Panne’, non continuare a minacciare di morire con lo sciopero della fame e della sete’. Lui invece ha colto l’occasione per dirmi: apprezzo le cose che fai e voglio aiutarti. Aggiungendo poi: ‘Continua a essere coraggioso’. Contrariamente al riflesso di quelli che mi vogliono bene o dicono di volermi bene”. “Delle cose nate all’interno della nostra storia, e rimaste all’interno di questa nostra storia, a un certo punto tutto questo è egemone a livello culturale. Perché abbiamo un Presidente della Repubblica che le fa proprie”. “Poi ancora, su questo, abbiamo l’Onu che prende e viene, con un comitato sulla situazione italiana, e addirittura nel suo rapporto va oltre sulla realtà italiana, inserendo cose su cui in quel momento non stavo lottando, come il 41bis”. Ancora: il caso delle Commissioni d’inchiesta nel Regno Unito e negli Stati Uniti sulla ricerca della verità a proposito della guerra in Iraq del 2003. Pannella sul “Tradimento dei chierici” di Julien Benda, pubblicato per la prima volta nel 1927. Il riferimento ai “chierici vaganti” nello statuto dell’Unione goliardica italiana. “Sono felice che di questo testo di quella generazioni credo di avere detto io il nome dell’effettivo autore, al caffè Florian di Venezia, Guido Bobo Rossi, a lui dobbiamo questo documento che adesso rievoco. Perché adesso la mia storia di chierico vagante, alla ricerca dei maestri e di un’attualità chiericale, cioè non clericale, di coloro che praticano e ricercano il conoscere…”. A proposito della letteratura rimasta sul movimento goliardico: “Ci fu il riflesso naturale, a parte Sergino Stanzani e in parte Franco Roccella: ‘Questa cosa di Marco, è meglio non parlarne’”. L’evoluzione di Gaetano Quagliariello, già vicesegretario del Partito Radicale, e già studioso di cose francesi
    19:33 Durata: 21 min 2 sec
  • Dalle manifestazioni contro la violenza della polizia violenta negli Stati Uniti all'incontro di Pannella con il Dalai Lama: “Mi pare di aver compiuto il percorso che la gente comune americana ha compiuto, grazie alla grande America. Loro erano per Obama, in gran parte, e adesso l’hanno mollato, delusi al massimo perché questo si è costituito come il continuatore del segreto di Stato sul tradimento di Bush”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Oggi c’è un fatto. Oggi quello che sta accadendo negli Stati Uniti in modo clamoroso. Adesso in tutti gli Stati Uniti, non solo in quelli settentrionali o quelli meridionali, ci sono queste manifestazioni colorate, anche perché ci sono molti meticci, che hanno un colore così anti-conformista, così esistenzialmente, che non riesci a trovare tra di loro un intellettuale che si possa dire ‘questa cosa si è formata soprattutto attraverso Jean-Paul Sartre’ o non so chi; invece è un fatto di massa che avviene in quel Paese”. “Al liceo per esempio c’erano dei compagni repubblicani storici che si manifestavano ed erano furibondi perché io difendevo la posizione di Croce: il punto non era essere ‘repubblicani’ o ‘monarchici’, ma vedere come in quel momento le democrazie avevano rappresentato - per esempio quella danese - dei momenti a grande e interessante resistenza contro il nazismo-comunismo ed altro. Qual è il collegamento con l’America? In realtà erano gli anni in cui noi avevamo per esempio un connotato: io ero linciato perché mi ero fissato che il generale Ridgway non era il traditore messo al bando dal pacifismo, e da tutto quel mondo di pochezza intellettuale para-comunista, ma era il simbolo degli Stati Uniti”. L’attenzione radicale al Congresso per la Libertà della cultura: “Gli Stati Uniti non erano il nemico, non c’erano errori tali da farne un nostro avversario, era la nostra storia che ci assumevamo, e lo stesso valeva per Israele”. Pannella torna a criticare l’uso dei droni dell’Amministrazione Obama. Il paragone tra un cecchino e un drone: “Un individuo, quello lì, ha quel riflesso, con le sue motivazioni, eccetera, è una persona conosciuta. Mentre qui abbiamo, ai livelli massimi della scienza e della politica, non un riflesso comune, come la delinquenza comune, ma quella che viene fuori nel cuore stesso del potere scientifico, e allo stesso tempo sociale, istituzionale e del diritto”. Il contributo dell’ambasciatore italiano Cassini alla campagna radicale di verità sulla guerra in Iraq. Pannella parla del suo incontro odierno con il Dalai Lama, iniziando dalla descrizione dei regali ricevuti. “Ci siamo visti a lungo oggi. Sulla sciarpa ha scritto. E per la prima volta mi ha portato un dono, questo Budda. Dicendo che è interessato manifestamente a quello che vado dicendo. Cioè che nella realtà americana, nella nostra realtà, abbiamo una situazione di accettazione – quasi all’italiana – dei limiti di questo povero Obama, della mediocrità che è venuta fuori rispetto alla gravità della situazione mondiale”. La posizione anti nazionalistica dei Radicali sul conflitto israelo-palestinese spiegata al Dalai Lama. Sulle polemiche contro la polizia americana, il legame tra l’accusa di razzismo e l’atteggiamento di Obama che ha “scelto di fare l’erede di Bush e Blair”. “Mi pare di aver compiuto il percorso che la gente comune americana ha compiuto, grazie alla grande America. Loro erano per Obama, in gran parte, e adesso l’hanno mollato, delusi al massimo perché questo si è costituito come il continuatore del segreto di Stato sul tradimento di Bush”
    19:54 Durata: 31 min 51 sec
  • Pannella sull'inchiesta “Mafia capitale”: “Da quello che ricordo, nel commissariare Reggio Calabria e nella zona di Calabria, Sicilia e anche una parte della Campania, adesso ci sarebbero tutti quanti i precedenti per sciogliere e commissariare il Comune di Roma. Lo dico solo sulla base di questo. Ciò che viene fuori è più scandaloso e importante anche di quanto venne fuori a Reggio Calabria e altrove”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’inchiesta sulla “mafia romana” e le polemiche interne al Pd. Per Pannella si tratta della stessa associazione per delinquere “che abbiamo incontrato” contro i consiglieri regionali Rossodivita e Berardo. Necessario commissariare? “Da quello che ricordo, nel commissariare Reggio Calabria e nella zona di Calabria, Sicilia e anche una parte della Campania, adesso ci sarebbero tutti quanti i precedenti per sciogliere e commissariare il Comune di Roma. Lo dico solo sulla base di questo. Ciò che viene fuori è più scandaloso e importante anche di quanto venne fuori a Reggio Calabria e altrove. Qualcuno dice che non sarebbe ‘democratico’. Ma io credo che la peggiore arma che hanno gli anti-democratici, e che nella sua furbizia e nella sua pochezza Renzi credo oggi voglia, è andare a delle elezioni, magari non tra due mesi ma abbastanza presto. Mentre io ritengo che in questo modo, facendo il commissariamento, poi dovranno vedere chi è il Commissario. Sicuramente non è certo Marino che può fornire la garanzia per un Comune non sciolto ma che libero e capace di fare le cose necessarie per andare verso un po' di democrazia”. “Io credo di avere, nei confronti della partitocrazia, detto: qui la soluzione partitocratica è tale che l’unica situazione che proporrei è quella trovata dopo la crisi del fascismo. Quando si prese un provvedimento che i fascisti notori e importanti non erano più eleggibili. Io quella posizione la presi e la dissi. Oggi per il potere partitocratico deve scattare lo stesso riflesso. Quindi dico: riprendiamo quei provvedimenti legislativi”
    20:26 Durata: 8 min 53 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La valorizzazione di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord. “Non lo temono”, dice Pannella. “Temono la storia radicale, l’unica che temano davvero”. “Il regime in quanto tale se ne fotte del prevalere di posizioni patriottarde e nazionaliste, perché il loro europeismo non ha nulla a che vedere con la tensione ideale di Altiero Spinelli”. Ancora sull’impossibilità di comunicare per i Radicali, anche ai tempi delle nuove tecnologie. L’appello all’iscrizione al Partito Radicale per i Premi Nobel. “Credo sia vitale oggi fare contro tutti e tutto questo esperimento. Se riusciamo nelle prossime ore a convincere venti Premi Nobel a iscriversi, magari firmando in calce un manifesto del tipo ‘siamo tutti berlinesi’”. Il caso di Bernardo Provenzano e l’iniziativa nonviolenta radicale da riprendere e aggravare. Sui prossimi appuntamenti di Pannella
    20:35 Durata: 19 min 6 sec