28 DIC 2014
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Alessio Falconio - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 3 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 28 dicembre 2014 , condotta da Alessio Falconio con gli interventi di Alessio Falconio (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 3 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Marco Pannella: “Registriamo la mancanza di reazioni apparente, quando con un atto straordinario che aveva già fatto, il direttore del Tg2, Masi, e sua moglie Flavia, hanno tenuto in questo momento a rispondere alla situazione generale dell’informazione, annunciando che prendono la tessera del Partito radicale”. “Questa è la regola assoluta. Oggi è vietato parlare, perfino molto male o male, dei Radicali”

    Alessio Falconio

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: “Registriamo la mancanza di reazioni apparente, quando con un atto straordinario che aveva già fatto, il direttore del Tg2, Masi, e sua moglie Flavia, hanno tenuto in questo momento a rispondere alla situazione generale dell’informazione, annunciando che prendono la tessera del Partito radicale, sull’onda in fondo di un ricordo che dovremmo dare anche ai giovani, invece del ‘siamo tutti berlinesi’ il ‘siamo tutti Radicali’”. Le dichiarazioni di Masi. “Questa è la regola assoluta. Oggi è vietato parlare, perfino molto male o male, dei Radicali. Perché il regime ha assolutamente un riflesso ormai da tre decenni, perfezionandosi sempre di più, ed è quello che la gente non deve sentire parlare i Radicali. Perché la sintonia è costante, ormai. Ma nemmeno dei Radicali”. L’onnipresenza mediatica del presidente del Consiglio, Matteo Renzi
    17:00 Durata: 6 min 9 sec
  • Pannella sul Satyagraha in corso: “Ci sono quelli che lo fanno e quelli che non lo fanno. Tutto legittimo, ma è bene che si sappia: i compagni cui faccio fiducia sono quelli che, avendone la possibilità davvero e i titoli, si riuniscono costantemente al partito in modo faticoso e in difficoltà quando non possono essere in visite ispettive nelle carceri e altrove”. Il caso di Emma Bonino: “Lei sicurissimamente dedica tutto il suo tempo alle nostre idee, solo che lei lo fa altrove che nel Partito e altrove che con noi. E’ una scelta che io capisco, comprendo e ritengo anche abbastanza scontata, in alcuni casi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Satyagraha di Natale di Pannella e Rita Bernardini. L’iscrizione al Partito radicale dell’ispettore capo di Rebibbia, Luigi Giannelli: “Lui in realtà sa che abbiamo vissuto assieme le ricorrenze più importanti e tradizionali; i Natali, i Capodanni, quelle cose che si fanno in famiglia e per tanti motivi li abbiamo passati assieme. Ora qualche problemino è sorto, in linea di principio. Avendo creato una situazione nella quale Rita non è stata eletta, io nemmeno, e nessun radicale in quanto tale è stato eletto – una cosa che funziona soltanto nella democrazia radicale, perché nel socialismo reale qualche pazzo che fa il radicale si trova sempre… Il peggio è anche il fatto che c’è una strage continua”. “Stranamente non sento evocare, nemmeno dal mondo dei giuristi, degli accademici e via dicendo, qualcosa che ho imparato, cioè il reato di pericolo. I reati di pericolo sono quelli per cui dinnanzi a un pericolo certo e immediato, se non reagisci, in questo caso è reato, è fatto penale. Ma non se ne parla più. Come noto abbiamo la scienza che dice che in alcune zone d’Italia, come la mia Campania, di me che sono abruzzese, rischia milioni di morti, ma non fanno una pera, nulla. Non c’è il reato di pericolo?”. “Adesso però il 18 avremo a Napoli, con Matteo Angioli, all’Istituto di Studi filosofici, e quindi posso dire Chabod e anche Benedetto Croce”, “avremo questo convegno che è un convegno per noi come una Bruxelles 2-A”, dice il leader radicale rilanciando la serie di seminari sulla ragion di Stato e lo Stato di diritto. La figura da ricordare di Rocco Scotellaro, scrittore e politico (1923-1953): “A un certo punto il Pci reale aveva stabilito che era un fatto importante, non era di una sinistra consapevole dell’urgenza di denunciare socialismo e comunismo reale. Adesso non è un caso che io penso invece che dal Sud Italia, dalla Basilicata e dalla Calabria, vorrei fare due nomi, quello di Maurizio Bolognetti e Giuseppe Candido, con i loro libri e la loro storia”, possa ripartire l’iniziativa politica. Ancora sulla presenza radicale nelle carceri italiane a Natale e durante le feste. “Noi siamo tutte e tutti il nostro tempo, innanzitutto, cioè come, dove e in che modo dedichiamo il nostro corpo e la nostra attività. Per cui vorrei sottolineare che stare in carcere, andarci, dar corpo, è quello che abbiamo sempre fatto. Quando non eravamo eletti, nessuno si era ricordato che c’era il diritto-dovere di ispezione delle carceri. Mentre adesso noi non siamo stati eletti perché con la nostra lotta, nella partitocrazia, non è stato possibile, pur con elezioni teoricamente aperte al popolo italiano, non essere esclusi tutti dal Parlamento. Però dobbiamo dare atto che in questo momento da parte del Dap, che poteva dirci ‘noi non possiamo più consentirvi di fare visite ispettive’, ci è stato consentito con altre valide motivazioni di continuare la nostra attività ispettiva”. “E’ importante il tempo che viviamo e condividiamo con la polizia penitenziaria, con i torturati. Lo stesso è importante che se non siamo in carcere siamo costantemente in difficoltà perché ci è necessario anche convivere, non solo in carcere, ma nel partito. Ogni giorno a mezzogiorno cerchiamo di vederci, di riunirci per parlare e per vedere quello che succede. Devo dire che per me i nomi di quelli che resteranno” sono quelli di coloro “che facevano le visite in carcere e avevano anche il tempo di dibattere al Partito, magari mentre sono in sciopero della fame, è un altro discrimine. Ci sono quelli che lo fanno e quelli che non lo fanno. Tutto legittimo, ma è bene che si sappia: i compagni cui faccio fiducia sono quelli che, avendone la possibilità davvero e i titoli, si riuniscono costantemente al partito in modo faticoso e in difficoltà quando non possono essere in visite ispettive nelle carceri e altrove. Coloro che invece non condividono tempo concreto di Partito, che siano iscritti o non iscritti, per carità siamo tutti uguali se iscritti, ma non ho fiducia di quelli il cui riflesso è non avere tempo per discutere fra di noi”, di “non avere il partito come luogo di vita comune”. “Devo dire: è normale, la stanchezza è forte, soprattutto se uno poi coglie ed ha a disposizione un’alternativa al dare tempo al partito, per i grandi ideali e per un altro posto. Lo comprendo ma non lo condivido. Sento quella mancanza, così come probabilmente gli altri sentiranno la mancanza mia nell’agone politico e mediatico”. Alessio Falconio: “Ti riferisci a Emma Bonino?”. Pannella annuisce: “Per la gente lei è ‘la Radicale’. Il fatto che non la vedono mai è normale, perché i Radicali non si vedono”. “Lei sicurissimamente dedica tutto il suo tempo alle nostre idee, solo che lei lo fa altrove che nel Partito e altrove che con noi. E’ una scelta che io capisco, comprendo e ritengo anche abbastanza scontata, in alcuni casi. E’ una scontatezza cui non do un contributo vero, perché non lo sento necessario”
    17:06 Durata: 16 min
  • Pannella: “Dal 2000 al 2014, ci sono 855 detenuti suicidi. Dobbiamo aggiungervi più di 100 suicidi tra il personale. Se questo dura da 10 anni, e si accentua, non c’è il reato di pericolo come c’è per quel che riguarda la scienza che dice ‘tra il Vesuvio e le zone circostanti può esserci l’eruzione con due o tre milioni di inceneriti in mezzora’?”. L'interlocuzione con Grillo e quella con i grillini

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Alcune petizioni popolari dei Radicali nel 1983, contro partitocrazia, mafia, camorra e “profitti di regime”. Nove anni dopo, nell’aprile 1992, all’esordio della Lista Pannella alle elezioni, annuncia proposte di iniziativa popolare “anti regime”. Pannella: “E’ un filo, ma d’acciaio. Perché la durata è sicuramente la qualità delle cose solide. Noi possiamo sicuramente rivendicare la tenacia, quella che Papa Francesco mi disse essere il coraggio”. Il riferimento è al messaggio di vicinanza di Papa Francesco a Pannella in occasione di una recente iniziativa nonviolenta. “Prima stavo evocando il silenzio. Ma qualche libero maestro in giro ci starà. E’ possibile che sono soltanto io che dico: dinnanzi al fatto che noi abbiamo i dati… Per esempio, dal 2000 al 2014, ci sono 855 detenuti suicidi. Calcoliamo che molte morti, sono 2.368, alcune sono sicuramente suicidi non dichiarati. Se abbiamo 855 suicidi, dobbiamo aggiungervi più di 100 suicidi tra il personale. Se questo dura da 10 anni, e si accentua, non c’è il reato di pericolo come c’è per quel che riguarda la scienza che dice ‘tra il Vesuvio e le zone circostanti può esserci l’eruzione con due o tre milioni di inceneriti in mezzora’?”. L’intervento in Parlamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a favore di una riforma “strutturale” della giustizia: “E ha trovato un Parlamento che fa pena e schifo”, dice il leader radicale. Sull’elezione del successore di Giorgio Napolitano. Sul ruolo di Beppe Grillo e sulle differenze con i grillini: “Ho sempre cercato di suggerirgli che bisogna fare proposte, non anatemi, non eliminazioni, non forche morali rispetto agli avversari. Purtroppo adesso l’unica arma che anno è incutere paura ai loro eletti se non obbediscono. Ma su questo io inviterei gli eletti, tutti quanti, di essere pazienti con Grillo e Casaleggio, e di ricordarsi che hanno meritato la loro fiducia e che senza quella loro fiducia loro non sarebbero stati eletti. Quindi sarà bene che sempre più, nei loro interventi, come accade, si sentiranno visioni positive e non limitarsi a dire ‘via tutti gli altri, così poi possiamo arrivare noi’”. Ancora sul “regime vincente”
    17:22 Durata: 17 min 50 sec
  • Alcuni aneddoti sulle recenti visite di Pannella nelle carceri romane tra il coro “Together forever” e l'incontro con Totò Cuffaro

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Alcuni aneddoti sulla recente visita di Pannella a Regina Coeli. I detenuti che hanno intonato “Together forever”. La presenza a Rebibbia di Totò Cuffaro, ex governatore della Regione Sicilia: “Nel suo rigore, nel suo vigore, se la prenderebbe se io per discrezione non dicessi che lui ha dichiarato che vuole venire da iscritto al congresso del Partito radicale”. “C’è un magistrato testa di cazzo, scusate ma devo riferire quanto ho detto, che non ha permesso a Totò Cuffaro di andare a trovare la madre malata, dicendo che tanto quella non è in grado di riconoscerlo, quindi era inutile dargli il permesso di andare a trovarla. Io lì francamente ho ritenuto superfluo dire: Totò, sai come la penso. Lui, quando ha compreso che la cosa si era saputo, non ha voluto avere il riflesso di sottolinearla lui. Da qui vorrei dire a Totò: grazie per quello che sei e come sei”. L’approssimarsi della fine del mandato di Giorgio Napolitano. Il recente intervento sul problema dei minori in carcere. Pannella: “Cogliamo l’occasione di informare gli ascoltatori che sarebbe importante avessero l’occasione di apprendere qualcosa che noi stessi, nel volumetto ‘la peste italiana’, avevamo saltato. Erano gli anni d’iniziative successivi a quelli presi in considerazione. Allora chiedevamo, alla partitocrazia anti-fascista, che ci fossero gli stessi provvedimenti che erano stati presi dall’Italia post-fascista contro i responsabili del regime fascista. Chi lo sa? Qual è lo storico che ricorda queste cose? Su questo noi ci impegniamo come Partito e come radio a integrare la peste italiana con questi tre o quattro anni”. L’appello dei Radicali al Terzo Stato negli anni '90, cioè ai piccoli e medi imprenditori. “Ancora una volta vorrei dire: dove stanno i borghesi liberali? Dove sono gli intellettuali? Qui vorrei salutare quanti hanno cominciato a dare l’esempio: Cuffaro, Giannelli e poi il direttore del Tg2, Marcello Masi”. “Marcello, grazie per l’onore che fai a noi giornalisti, l’onore che fai alla nostra scelta di vita e non solo professionale”. Sull’assenza di Valter Vecellio oggi per motivi di lavoro sopravvenuti all’improvviso
    17:39 Durata: 16 min 56 sec
  • Pannella: “Noi abbiamo accelerato il rincoglionimento di Beppe e degli altri. Noi europeisti, contro i patriottardi degli Stati nazionali che poi non hanno la forza di realizzare davvero realtà democratiche perché la dimensione nazionale non consente di realizzarle nemmeno alla Cina o all’India, figurati se lo consente a Stati come il nostro. A questo punto quello che dobbiamo fare, con il Dalai Lama e con altri, è rispondere dicendo: l’Europa non deve essere quella di Putin, che non a caso a destra andava bene, ma dev’essere l’altra, quella federalista, diciamo quella di Kiev difesa in condizioni eroiche da quanti vogliono non l’indipendenza nazionale ma l’accentuazione del carattere transnazionale dell’Europa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La preveggente denuncia di Rita Bernardini, nel 2007, sulla presenza camorristica a Roma: “Fece la prefigurazione di quello che il procuratore della Repubblica Pignatone, cui va il merito e gli auguri, è venuto ora a scoprire e perseguire”. L’interlocuzione con la Destra di Francesco Storace e il travisamento dello stesso da parte dei media alle ultime elezioni regionali. L’aggiornamento della Peste italiana, da completare con la proposta dei Radicali di “applicare ai dirigenti della partitocrazia le stesse leggi che furono applicate ai dirigenti del defunto regime fascista”. Si tratta di “rivendicare quelle pagine assolutamente straordinarie tra gli anni '80 e gli anni '90, quando credo che davvero superammo noi stessi”. Pannella sulle iniziative del 2015: “Noi abbiamo accelerato il rincoglionimento di Beppe e degli altri. Noi europeisti, contro i patriottardi degli Stati nazionali che poi non hanno la forza di realizzare davvero realtà democratiche perché la dimensione nazionale non consente di realizzarle nemmeno alla Cina o all’India, figurati se lo consente a Stati come il nostro. A questo punto quello che dobbiamo fare, con il Dalai Lama e con altri, è rispondere dicendo: l’Europa non deve essere quella di Putin, che non a caso a destra andava bene, ma dev’essere l’altra, quella federalista, diciamo quella di Kiev difesa in condizioni eroiche da quanti vogliono non l’indipendenza nazionale ma l’accentuazione del carattere transnazionale dell’Europa. Questa è la base. Invece adesso Beppe viene fuori e dice ‘ora facciamo il referendum contro l’Europa!’. E ci vuole poco a fare il referendum contro l’Europa, finiranno per farlo con Marine Le Pen”. I prossimi appuntamenti in Abruzzo per rilanciare ancora il Congresso mondiale per la libertà della cultura. “Auspico che Napolitano voglia di nuovo, a livello europeo, e diventi il volto di quelli che lotteranno non per le regressioni nazionaliste, ma sulla visione ‘unità di Stati nuovi, transnazionali, con Costituzioni intransigentemente liberali’”. Il 2015 può essere un anno elettorale? “Ma certo, rotolano verso quello. Perché, purtroppo per lui ma anche per noi tutti, il Renzi è abile e furbo, quindi lui pensa: fino a quando gli editori, anche quelli di SkyTg, sono renziani, anche se i loro redattori non lo sarebbero, questo è chiaro che vuole andare a elezioni. Il suo riflesso è abolire quanto più la democrazia e i dibattiti. Niente elezioni provinciali, poi le regioni, poi il Senato…”
    17:56 Durata: 23 min 44 sec
  • Pannella: “Papa Francesco richiama sempre ai valori dell’essere e non a quelli dell’avere”. Sui rapporti tra iniziativa radicale e Chiesa: “C’è il termine ‘conversione’ che viene fuori. Ma come al solito, se si approfondiscono le parole, ‘vertere’ vuol dire ‘dirigere’, ‘convertirsi’ vuol dire ‘dirigersi con’. Quando dico: noi lottiamo nei confronti del potere perché rispetti e possa fare trionfare la sua legge, i suoi valori, perché in realtà sono comuni”.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla figura di Vito Mancuso e sul fatto che “ha ripreso a parlare” e su quella di Enzo Bianchi che “aspettiamo dove anche noi dobbiamo andare”, dice Pannella. “Papa Francesco richiama sempre ai valori dell’essere e non a quelli dell’avere”. Papa Francesco nel suo discorso di auguri alla Curia, con argomentazioni simili a quelle che sono state a lungo radicali: “Le dicevamo dalle parti nostre perché veniamo da lontano. Le nostre radici sono quelle nelle quali abbiamo per esempio preso atto del carattere rivoluzionariamente laico delle rivelazioni monoteiste”. L’eclissi dei cardinali Fisichella e Ruini, evoluzioni in Vaticano. Il Satyagraha in corso, con oltre 600 adesioni con un giorno o più di sciopero della fame. Pannella e il Capodanno nel carcere di Sollicciano con Rita Bernardini e Roberto Giachetti. Pannella su un altro appuntamento, la laurea honoris causa da parte dell’Università di Teramo: “In più io sono molto preoccupato perché devo fare una lectio magistralis il 30 gennaio, io che non ho scritto mai nulla. Ma io sono un chierico vagante, vado a cercarli i maestri! Ma in quel caso devo lasciare qualcosa che sia anche scritto”. Pannella scherza sui rapporti con Gianni Letta che sarà tra i laudatores del leader radicale in quell’occasione: “Abbiamo anche un’altra cosa in comune. Lui aveva uno zio prete, io un prozio prete da cui mi presi il nome Giacinto”. “Gianni era davvero amico e collaboratore scelto di Silvio. Mentre Verdini, e lo dico da liberale per cui anche il profitto va onorato… Diciamo che l’uno ha consigliato Silvio a trovare se stesso, l’altro è accorso per esempio per fotterlo quando Silvio prendeva e firmava in televisione i 12 referendum radicali… Nitto Palma lo ha seguito poi, Verdini no”. Pannella evoca Fitto e la Poli Bortone (“le mando un pensiero affettuoso, interessato: che quest’anno siano l’anno tuo, buono per te!”). Pannella sui rapporti tra iniziativa radicale e Chiesa: “C’è il termine ‘conversione’ che viene fuori. Ma come al solito, se si approfondiscono le parole, ‘vertere’ vuol dire ‘dirigere’, ‘convertirsi’ vuol dire ‘dirigersi con’. Quando dico: noi lottiamo nei confronti del potere perché rispetti e possa fare trionfare la sua legge, i suoi valori, perché in realtà sono comuni. Il Presidente della Repubblica questo lo rappresenta in modo straordinario, con il suo messaggio alle Camere. Mentre il povero Renzi, quello è sempre più potente, vuole le elezioni… E’ un caro ragazzo, pericoloso perché nessuno ha paura di lui. Viene dato a tutte le ore a go-go da tutti quanti. Lo fanno perché sono d’accordo con le sue visioni di lunga scadenza? No”
    18:20 Durata: 24 min 40 sec
  • Pannella conclude riferendosi al Satyagraha in corso sulla questione giustizia: “Abbiamo l’obbligo di non accettare come una fatalità gli oltre 800 suicidi in carcere degli anni 2000, cui aggiungere gli oltre 100 suicidi dei poliziotti penitenziari”. L’impegno affinché “gli obblighi indicati dal Presidente Napolitano vengano adempiuti dalla comunicazione, dal dialogo, dal dibattito, altrimenti anche lui andrebbe via come sconfitto, e noi non lo vogliamo”. La possibilità di passare allo sciopero della sete

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul superamento dell’articolo 18 e sulla polemica sulla mancata estensione del nuovo regime giuridico agli statali. “Ichino è profondamente liberale, anche se non sempre ‘prevalentemente liberale’. Se io devo pensare ai credenti e ai liberali manzoniani, allora Ichino per me ha caratteristiche manzoniane. Cioè in quel tempo non sentì il bisogno dell’affermazione laicista, perché l’affermazione laica non coincide sempre con l’affermazione laicista”. Le derive delle amministrazioni di Milano e della regione Lazio, con Pisapia e Zingaretti. Pannella conclude riferendosi a Napolitano e alla questione giustizia: “Abbiamo l’obbligo di non accettare come una fatalità gli oltre 800 suicidi in carcere degli anni 2000, cui aggiungere gli oltre 100 suicidi dei poliziotti penitenziari. Quindi abbiamo 1.000 suicidi che sono prodotto strutturale. Il Presidente ha ricordato qual è il rapporto tra la non ragionevole durata dei processi e l’amnistia che è una riforma del funzionamento della giustizia, non solo un atto di clemenza”. “Vorrei che nelle prossime settimane accelerassimo i tempi per avere i nomi di questi 1.000, magari anche le foto anche se molti di questi erano poveracci che magari non avevano nemmeno la possibilità di avere troppe foto. Questa è una urgenza. Questi sono caduti per colpa di questo sistema”. Il collegamento tra la questione giustizia, la scarsa attrattività dell’Italia per gli investitori internazionali e la situazione depressa del Terzo Stato italiano: “Ma non possono permettermi di dirlo a milioni di persone. Altrimenti credo che avremmo centinaia di migliaia di oboli perché noi si continui a vivere”. L’impegno affinché “gli obblighi indicati dal Presidente Napolitano vengano adempiuti dalla comunicazione, dal dialogo, dal dibattito, altrimenti anche lui andrebbe via come sconfitto, e noi non lo vogliamo”. Pannella conclude ragionando sulla possibilità di passare allo sciopero della sete
    18:45 Durata: 17 min 45 sec