11 GEN 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 22:00 Durata: 1 ora 59 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 11 gennaio 2015 , condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Matteo Angioli (membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Marco Pannella in collegamento da Parigi, in Francia, dove ha partecipato alla manifestazione – con circa due milioni di partecipanti, e vari capi di Stato – che si è tenuta dopo gli attacchi terroristici di questa settimana, con la parola d’ordine “Je suis Charlie Hebdo”. La delegazione radicale composta anche da Matteo Angioli e Laura Harth. L’iniziativa radicale contro la ragion di Stato. Un articolo di Angiolo Bandinelli pubblicato sul Garantista e intitolato “Chiudiamo il Partito radicale”
    22:00 Durata: 5 min 9 sec
  • Pannella sulla manifestazione di Parigi dopo gli attentati terroristici e sulla presenza di Matteo Renzi alla marcia: “Non credo che domani sarà riuscito, come spesso riesce, a divenire notizia. Perché ci sono presenti, come abbiamo già detto, molti capi di Stato, molti presidenti del Consiglio, e mi pare difficile che la presenza di quest’altro Matteo possa ancora vantare, nei suoi interventi continui in televisione, come prova di prestigio e di fiducia nella politica italiana di oggi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Mentre parlavi, qui ho la finestra aperta, ed entravano – siamo in Piazza della Repubblica – sono passati un minuto e mezzo di sirene della polizia, prepotenti. Evidentemente qualcosa sta accadendo nella città, non può essere la manifestazione, dev’esserci qualche altra storia particolare che ha costretto la polizia ad attraversare questa parte della città a sirene spiegate, come in momenti che sono estremamente delicati”. “Speriamo sia una cosetta e non una cosona”. “Tutto si può dire tranne che il socialista di qui – dice Pannella riferendosi a François Hollande, Presidente della Repubblica francese – abbia l’istinto e la cultura di valorizzare piccoli episodi, anche di cronaca grave, e di consentire che questo colori in modo improprio l’intera giornata”. L’emigrazione degli ebrei francesi verso Israele. “Metto anche nel conto che la strage Charlie Hebdo, e come è stata fatta, possa aver costituito l’occasione perché sentimenti popolari diffusissimi, rispetto allo Stato islamico, venivano sottovalutati non solo dal Governo francese, ma forse direi dall’intera Europa. Per non parlare di Obama, perché sento dire che in me si manifesterebbe qualche pregiudizio nei suoi confronti”. L’ambiguità dell’Occidente verso i regimi islamici: “Ritengo di essere un po’ intervenuto per evitare che queste pretese colpe diventino una scelta consapevole. Poco fa a cena Matteo mi informava che proprio sulle vicenda che io dico ‘il mancato Stato di diritto’ anche in quelle che sono le nostre patrie, credo ci sia Norman Baker (parlamentare liberaldemocratico inglese, ndr) che ha denunciato la vicenda Cameron, dicendo che da questo punto di vista c’era un comportamento, sia da parte di Cameron sia da parte dell’opinione europea, che sottovaluta le responsabilità che noi denunciamo. Cioè la riproposta non dello Stato di diritto ma dello Stato che noi ritenevamo sconfitto nel 1945, cioè un prevalere della ragion di Stato”. Sulla presenza di Matteo Renzi alla marcia: “Non credo che domani sarà riuscito, come spesso riesce, a divenire notizia. Perché ci sono presenti, come abbiamo già detto, molti capi di Stato, molti presidenti del Consiglio, e mi pare difficile che la presenza di quest’altro Matteo possa ancora vantare, nei suoi interventi continui in televisione, come prova di prestigio e di fiducia nella politica italiana di oggi”
    22:05 Durata: 12 min 31 sec
  • Pannella: “Sul fronte non solo cinese ma dell’Estremo Oriente, sembra avere avuto un’influenza, come nel riavvicinamento che Obama ha accettato nei confronti di Cuba, un’influenza invocata non solo da simpatizzanti convertiti come sarei io, l’alea e le consapevolezze di Papa Francesco. Sia nella vicenda cubana che in quella dell’attenzione alle possibili evoluzioni dell’Estremo Oriente, dopo per esempio la straordinaria presa di posizione del Dalai Lama nei confronti delle fregole indipendentiste. Mentre lui ha avuto il coraggio di dire, in un momento piuttosto difficile: ‘Non vogliamo l’indipendenza nazionale; noi vogliamo restare nello Stato cinese’”.Pannella: “Sul fronte non solo cinese ma dell’Estremo Oriente, sembra avere avuto un’influenza, come nel riavvicinamento che Obama ha accettato nei confronti di Cuba, un’influenza invocata non solo da simpatizzanti convertiti come sarei io, l’alea e le consapevolezze di Papa Francesco. Sia nella vicenda cubana che in quella dell’attenzione alle possibili evoluzioni dell’Estremo Oriente, dopo per esempio la straordinaria presa di posizione del Dalai Lama nei confronti delle fregole indipendentiste. Mentre lui ha avuto il coraggio di dire, in un momento piuttosto difficile: ‘Non vogliamo l’indipendenza nazionale; noi vogliamo restare nello Stato cinese’”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Un giudizio sulla presidenza Obama degli Stati Uniti. Il confronto a distanza del leader radicale con Furio Colombo, del Fatto Quotidiano, più possibilista sul ruolo del Presidente democratico, per esempio, a proposito della chiusura di Guantanamo. Pannella: “Vorrei ricordare per l’ennesima volta che, nel suo ottimo messaggio costituzionale alle Camere, il Presidente Napolitano ha a due riprese, avendo sulla giustizia e sui problemi del nostro Stato una notevole sintonia con delle nostre critiche, usato il termine ‘obbligo’ di rientrare nella legalità. Addirittura aveva detto: dobbiamo tenere presente che il 25 aprile del 2014 di fatto già scadeva una sorta di ultimatum che avevamo avuto dalla Cedu e dalla giurisdizione internazionale. Su questo mi si consenta un’anticipazione. E’ strano, per esempio: sul fronte non solo cinese ma dell’Estremo Oriente, sembra avere avuto un’influenza, come nel riavvicinamento che Obama ha accettato nei confronti di Cuba, un’influenza invocata non solo da simpatizzanti convertiti come sarei io, l’alea e le consapevolezze di Papa Francesco. Sia nella vicenda cubana che in quella dell’attenzione alle possibili evoluzioni dell’Estremo Oriente, dopo per esempio la straordinaria presa di posizione del Dalai Lama nei confronti delle fregole indipendentiste. Mentre lui ha avuto il coraggio di dire, in un momento piuttosto difficile: ‘Non vogliamo l’indipendenza nazionale; noi vogliamo restare nello Stato cinese’. Poi veniva quest’azione sorprendente del Dalai Lama proprio mentre Pechino ufficialmente aveva mandato un ultimatum a noi, condannando le nostre complicità con tibetani, uiguri e altri movimenti”. Il parallelo con la sconfitta del referendum indipendentista scozzese. “Il diritto alla conoscenza non solo su quello che è stato fatto pur di assassinare Saddam, nelle condizioni che ci furono. Adesso invece nei nostri confronti non c’è stata nemmeno una critica a posteriori. Anzi, c’è questa spiegazione che l’influenza del Pontefice è stata determinante per queste tre evoluzioni-rivoluzioni: America latina e Cuba, Dalai Lama e Tibet, poi Corea del Nord e del Sud. A questo punto dobbiamo cercare di andare avanti perché” emerga “questo tradimento dei chierici – in modo particolare penso a quelli italiani ma anche europei – su queste cose, perché sembra da parte loro più importante rinunciare all'antipatia rispetto alle posizioni di Papa Francesco che ammorbidire il loro divento di conoscenza sulla verità rispetto alle iniziative nostre radicali. Poi sento che mi sarei convertito; allora mi sento di dire, perché tutti sanno che lo dico con tono sorridente, che semmai – secondo Socci e altra gente storicamente ‘vaticana’ più o meno – noi ci troviamo a constatare di avere fatto fiducia a Papa Francesco”. “E' tutto merito suo, noi non c’entriamo per nulla, ma questo mi fa ben sperare che il problema dello Stato di diritto contro la ragion di Stato, e il problema della conoscenza delle verità istituzionali da parte dei cittadini” saranno posti in futuro, dimostrando ancora una volta la “preveggenza” radicale, come l’ha chiamata una volta l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata
    22:17 Durata: 19 min 41 sec
  • Il ruolo dell'informazione, dall'iscrizione del direttore del Tg2 Masi alla censura dei Radicali da parte di Roberto Saviano sull'Espresso. Sulla successione al Quirinale: “Io non riesco a fare nessuna previsione, tranne mi pare il fatto che Beppe Grillo sia abbastanza mobilitato con i suoi sulla candidatura di un abbastanza prestigioso giurista e maestro italiano, Rodotà”. “Resta il fatto che Beppe Grillo difficilmente riuscirà ad avere durate nella sua leadership di fette importanti di opinione del nostro Paese”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’iscrizione di Masi, direttore del Tg2, al Partito radicale. Vecellio ricorda Arrigo Benedetti e alcune sue notazioni sulla capacità di Pannella di comunicare e trasmettere qualcosa alle giovani generazioni. “Mi pare un po’ troppo psicologista come lettura, e un po’ meno oggettivamente politica. Ma di questo potremmo dibatterne se tu continuerai a dare una mano per arrivare in primavera a fare di nuovo un secondo grande dibattito che, sempre di più con quello che si sa di Blair e di Bush figlio… Resta il fatto che noi possiamo adesso qui riflettere un tantino degli eventi francesi e quindi direi anche euro-africani, non credo di esagerare. Quando leggevo oggi pomeriggio ‘un milione e mezzo di francesi, due milioni, manifestano’, poi domani vedremo le cifre esatte, un problema è chiaro: c’è stato un riflesso di popolo, non sindacali o di partito o di Stato. Qui una personalità piuttosto priva di fascino, serio, moderato e a volte forse viene fuori anche modesto, a questo punto è esplosa. Se gli eventi di oggi avranno effetto, è proprio nel mondo islamico, incoraggiando segnali che avevamo avuto quando abbiamo conosciuto qualche marocchino giovane ed era marocchino assolutamente felice sentendomi dire che contrariamente a suo padre questo Re marocchino mi pareva interessante, rispetto agli indipendentismi saharawi. Così come mi sembrano interessanti le posizioni del Re di Giordania e di quello dell’Oman. L’evento parigino, facendo proprio riuscire il colpo di mano terrorista, il colpo di mano di chi ha la scelta di pancia completa di usare il terrore per cercare di convincere e spaventare, non certo legare a sé nel profondo sentimenti umani, solidi e reattivi. Penso che perfino Renzi possa rivedere un tantino l’osservazione sua che ho sentito ieri sera, quando ha detto, a proposito del semestre italiano di presidenza europea, ‘perché noi non abbiamo bisogno dell’Europa, è l’Europa che ha bisogno di noi’. Sembrava il ruggito di una capra, a mio avviso. Adesso vedremo quale sarà il lascito di positività propagandistica del fatto che Renzi è venuto qua a Parigi, rispetto a un centinaio di presidenti del Consiglio, monarchi, leader politici europei ed altro. Sarà interessante vedere quanto le nostre televisioni potranno continuare con la politica voluta dai loro editori, con scarsa preveggenza, per cui a colazione, pranzo, merenda dobbiamo avere il presidente del Consiglio”. Ancora sul ruolo censorio dei media italiani e a proposito della parabola discendente di Beppe Grillo. Il caso della successione al Quirinale: “Io non riesco a fare nessuna previsione, tranne mi pare il fatto che Beppe Grillo sia abbastanza mobilitato con i suoi sulla candidatura di un abbastanza prestigioso giurista e maestro italiano, Rodotà”. “Resta il fatto che Beppe Grillo difficilmente riuscirà ad avere durate nella sua leadership di fette importanti di opinione del nostro Paese. Mi spiace perché ho cercato di dialogare anche prima di questa popolarità consentitagli dal regime”. Sul giornalista e scrittore Roberto Saviano che, sull’Espresso, scrive un articolo su “il Paese che vorrebbe”, molto simile al programma delle cose che i Radicali vorrebbero fare, senza però mai citarli. Pannella: “Poverino, c’è un precedente: una volta annunciò a tutti di essere dolorante e triste perché lui è anti proibizionista e non trovava nessun referente nella politica e nelle elezioni italiane che potesse confortare questa sua visione. Questa volta ha parlato delle ‘parole che mi piacerebbe fossero realizzate’. Fa il ricatto di essere addolorato, di piangere, e dice cose… da ridere, non da piangere”
    22:37 Durata: 20 min 28 sec
  • Matteo Angioli sulla manifestazione di Parigi e sulle evoluzioni inglesi e americane dell'iniziativa radicale “Iraq Libero”. Pannella sul dibattito interno al Partito radicale e la proposta di Angiolo Bandinelli di proporre formalmente lo scioglimento dei soggetti della galassia radicale: “Direi che bisogna dare l’avvio alla massima attenzione di tutti i Radicali, e non solo loro, perché Bandinelli tutto questo lo merita. Nel dissenso, per quel che mi riguarda, sulle conclusioni che Angiolo trae dall’attuale situazione”

    Matteo Angioli

    membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Matteo Angioli è curatore e animatore del sito bushblaircontrosicurapacefeceroguerrairakimpedendoesilioasaddam.it Un intervento di Matteo Angioli dalla manifestazione di Parigi. Il parallelo tra la visita alla redazione di Charlie Hebdo, la partecipazione di Pannella alla manifestazione di oggi tra le fila della gente normale, e la presenza del leader radicale come unico politico italiano alle esequie di Anna Politkovskaja. Su Iraq Libero e sulla campagna per far emergere la verità a partire dal Regno Unito. L’interlocuzione continua dei Radicali con il deputato liberal-democratico Norman Baker e il suo tentativo di calendarizzare un dibattito ai Comuni sulle ragioni della mancata pubblicazione del rapporto della Commissione Chilcot. Pannella: “Vogliono evitare il rischio che la stampa britannica, avendo a volte dei momenti di non-rispetto di regime, allora si facciano delle elezioni proprio sul diritto negato al popolo britannico – malgrado la Regina che, mentre la tradizione vuole che tutti i premier che vengono a cessare nel loro incarico poi acquistano di diritto l’Ordine della Giarrettiera, lei invece non ha voluto che né Blair né Brown, avendo secondo la tradizione diritto a quest’Ordine, lei si è rifiutata di attribuirglielo”. Il dibattito interno al Partito radicale e la proposta di Angiolo Bandinelli – lanciata sul Garantista – di proporre formalmente lo scioglimento dei soggetti della galassia radicale. Pannella: “Direi che bisogna dare l’avvio alla massima attenzione di tutti i Radicali, e non solo loro, perché Bandinelli tutto questo lo merita. Nel dissenso, per quel che mi riguarda, sulle conclusioni che Angiolo trae dall’attuale situazione”
    22:57 Durata: 28 min 8 sec
  • Pannella lancia un appello all'iscrizione al Partito Radicale e cita l'iscrizione di Vasco Rossi: “Mi auguro che l’esempio di Vasco sia un esempio, perché davvero noi non siamo nelle condizioni di pagare 8-10 collaboratori della galassia; un caffè al giorno, per un anno, al Partito… Perché di questo si tratta, e infatti per il momento si è già chiuso il Centro d’Ascolto, prezioso a livello della conoscenza”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’appello alle iscrizioni al Partito radicale. “Vorrei dare un grazie di gran cuore a chi – sono ormai 25 anni – in questi giorni, sempre all’inizio di gennaio, si iscrive al Partito radicale, ed è Vasco Rossi, e se non vado errato anche due o tre persone della sua famiglia”. Il confronto con Roberto Saviano e con le sue mancate citazioni dei Radicali. “Abbiamo estremo bisogno, e il regime putrefatto italiano ha estremo bisogno, che dinnanzi alla sua estrema putrefazione, perché non c’è giorno che non emergano scandali che sono nient'altro che fatti che facilmente il giornalismo italiano ha potuto in qualche misura ignorare o sottovalutare, perché tanto per tutti era chiaro che il regime è quello che è, è corrotto, è putrefazione. Dinnanzi a questo, è valso il riflesso: ‘Ma che notizia è? Noi siamo giornalisti e diamo solo notizie che siano tali. Cose che tutti sanno o credono di sapere invece non le trattiamo’. Da questo punto di vista, ripeto, c’è stata la ristampa di un libro fondamentale per la costituzione e la forza anche del Congresso per la libertà della cultura, il libro di Julien Benda che parlava di ‘Tradimento dei chierici’; Benda fu anche lui uno degli autori di quella grande pagina civile italiana che fu il Congresso per la libertà della cultura che stiamo tentando di rilanciare e ricostituire”. “Se non si farà l’omaggio di iscriversi al Partito radicale, è probabile – anche se noi giochiamo sempre il possibile contro il probabile – che il Partito venga chiuso. In questo modo non so nemmeno se Angiolo Bandinelli sarebbe contento”. “Mi auguro che l’esempio di Vasco sia un esempio, perché davvero noi non siamo nelle condizioni di pagare 8-10 collaboratori della galassia; un caffè al giorno, per un anno, al Partito… Perché di questo si tratta, e infatti per il momento si è già chiuso il Centro d’Ascolto, prezioso a livello della conoscenza”
    23:25 Durata: 19 min 12 sec
  • Pannella: “L’evidenza degli effetti terroristici, la bimba fatta saltare per aria in Nigeria per uccidere 19 persone, poi la strage compiuta in uno dei migliori settimanali francesi da decenni… Beh, credo che queste due bestialità – però chiedo scusa alle bestie – di pretesi islamisti, invece serva proprio a quello che – son certo – dal mondo islamico può naturalmente sgorgare. Grazie quindi a coloro che oggi hanno sentito questo, cioè a questo popolo francese che davvero ha vissuto, in una quantità senza precedenti, la testimonianza di dolore contro il terrore e il terrorismo, la sua bestialità e i suoi costi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione delle carceri e alcuni casi-limite, da Totò Cuffaro a Bernardo Provenzano e non solo. Pannella: “Io sono certo, come un tempo ero certo e poi accadde che Rino Nicolosi, della Dc di Catania, fece iscrivendosi al Partito radicale. Sono convinto che Cuffaro intenderebbe o intende farlo, conoscendo quanto sia grande il rischio che questo regime riesca a chiudere il Partito radicale. Mentre chiudere la storia radicale, beh, mi sembra difficile”. “Difficile invece che resti qualcosa di Matteo Renzi dopo il suo ipotetico abbandono dell’impegno politico”. “Lui è stato fatto dalla politica, più che fare politica, di questo sono abbastanza convinto”. Alcuni appuntamenti della settimana. “L’evidenza degli effetti terroristici, la bimba fatta saltare per aria in Nigeria per uccidere 19 persone, poi la strage compiuta in uno dei migliori settimanali francesi da decenni… Beh, credo che queste due bestialità – però chiedo scusa alle bestie – di pretesi islamisti, invece serva proprio a quello che – son certo – dal mondo islamico può naturalmente sgorgare. Grazie quindi a coloro che oggi hanno sentito questo, cioè a questo popolo francese che davvero ha vissuto, in una quantità senza precedenti, la testimonianza di dolore contro il terrore e il terrorismo, la sua bestialità e i suoi costi”. “Da questo riflesso popolare francese, davvero, può sorgere e venire fuori una reazione che liquidi – salvando anche loro in qualche misura – i terroristi con copertura islamica. E penso, così si continuerà a dire che mi sono convertito, che un grazie vada fatto anche a Papa Francesco per quello che è, fa, rappresenta”
    23:45 Durata: 14 min 40 sec