01 MAR 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 1 marzo 2015 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Valter Vecellio (giornalista e direttore di Notizie Radicali), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Pannella sulla morte di Schiavone, testimone chiave nella vicenda della Terra dei fuochi: “Lui stava a domicilio, non liberamente a casa sua. Lui aveva commutato una parte della pena in arresti domiciliari. Che lui fosse in casa, dove che sia, in condizioni letali, si è saputo a fatto compiuto. Io ora non escludo che ci sia una inchiesta della magistratura indigena sui fatti che hanno reso possibile la notizia non che fosse nuovamente malato ma la notizia della sua scomparsa”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Valter Vecellio

    giornalista e direttore di Notizie Radicali

    Marco Pannella, la sua iniziativa nonviolenta in materia di giustizia e l’interlocuzione con l’ex Presidente della Repubblica così come con quello attuale, e l’intervento del leader radicale a Firenze sulla morte di Carmine Schiavone, pentito della Camorra al centro – con le sue rivelazioni – delle inchieste sulla Terra dei Fuochi. Se Schiavone è morto nella sua casa, perché Pannella annulla a un “omicidio di Stato”? “Per il momento non credo si sappia bene in quale casa, in che modo, come mai… In una situazione in cui tutti, credo, avevamo accolto una sua recente intervista nella quale lui ha raccontato, sapendo in questo modo di dare le prove a chi avesse voluto di essere coautore del comportamento che denunciava… Il lavoro istituzionale, conosciuto dallo Stato, per il quale una zona fondamentale della Campania era servita come discarica dei peggiori rifiuti delle industrie italiane, del nord e non solo italiane. Aveva anche indicato i luoghi nei quali a sua memoria era stato accompagnato da forze dello Stato, e protetto in qualche misura, in questa opera durata molte settimane”. “Quello che non ritengo sia stato smentito da nessuno è che Schiavone fosse prezioso per fare le ricerche su quello che era accaduto di grave, sul piano della sanità e del diritto. Essendo un noto capo Camorra, assassino e quello che vogliamo, Schiavone ha deciso di raccontare, e non c’è stata nessuna smentita. E’ stato protetto in modo necessario e mirabile dalle varie polizie e forze dello Stato, è stato a indicare dove si doveva disseppellire. A questo punto quello che subito si è detto è stato: ma guarda che Stato abbiamo, questi assistono lui per andare a trovare qualcosa, e questo ha potuto continuare a raccontare questa storia. Da molte parti c’erano i commenti del tipo: lui sa che da un momento all’altro sarà ammazzato”. “A questo punto prendo atto che, in quello che diceva, sapeva di essere co-autore, e che senza di lui poi sarebbe stato difficile identificare i luoghi inquinati”. “Tutti dicevano: 'Bravo, è riuscito [a evitare] che, con tutte queste volte che andava a indicare e trovare luoghi, gli succedesse qualcosa'”. “A mio avviso la sua morte non è solo sospetta, è più di questa. Se le sue condizioni di salute peggioravano, sarebbe stato trasferito in infermeria… Lui stava a domicilio, non liberamente a casa sua. Lui aveva commutato una parte della pena in arresti domiciliari. Che lui fosse in casa, dove che sia, in condizioni letali, si è saputo a fatto compiuto. Io ora non escludo che ci sia una inchiesta della magistratura indigena che hanno reso possibile la notizia non che fosse nuovamente malato ma la notizia della sua scomparsa”. “E’ chiaro che processi sarebbero stati svolti e lui sarebbe stato il testimone principe, perché anche si autoaccusava. Ma, anche nel momento in cui era formalmente carcerato, poteva essere prezioso per individuare i luoghi utilizzati per farne una discarica di carattere tale da essere qualcosa, se non proprio come il rischio Vesuvio, come la percentuale di tumori tra giovani e giovanissimi che subito si è manifestata”. “I loro figli e nipoti erano votati a malattie letali e alla morte se continuava”. “Noi condividiamo l’opinione, di Capitini e di altri, per cui il presente della realtà umana è un presente vissuto e vivo sotto due forme, l’una quella dei morti con le loro storie e l’altra dei viventi, questa compresenza dei morti e dei viventi come connotato della verità antropologica. A questo punto ho sentito l’opportunità che mi si presentava di evocare due nostri compagni di quella zona che, l’uno è Andrea Tamburi (radicale ucciso a Mosca nel 1994, ndr) e l’altro è Giancarlo Scheggi. A questo punto ero subito convinto di avere detto l’uno e l’altro, mentre ho detto i connotati dei due, mentre ho dimenticato di dire l’altro nostro favoloso compagno, Scheggi. A questo punto dobbiamo la verità su un altro morto, assolutamente diverso, già condannato per assassinio, ma in termini di sapere e conoscenza delle verità dobbiamo ricordare questo momento”. Le battaglie radicali in Basilicata di Maurizio Bolognetti e quelle in Calabria di Giuseppe Candido
    17:00 Durata: 34 min 13 sec
  • Pannella sulla giustizia: “Oggi conduco questa azione nonviolenta con un obiettivo molto chiaro. Assolutamente aiutare a che la gente, il popolo italiano, conosca sia la posizione del Presidente emerito sulla quale non ci fu un solo vero dibattito, soltanto evocazioni e non analisi della gravità delle cose per cui lui parlava di ‘obbligo’”, sia la posizione dell’attuale Presidente Mattarella. “La notizia che l’Italia sceglie il richiamo del rispetto costituzionale fatto dal Presidente ormai dimissionario, mentre il Presidente attuale ha già sentito l’urgenza di denunciare l’intollerabilità dell’irragionevole durata dei processi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    A proposito della situazione della giustizia, Pannella denuncia un comportamento, per lo Stato italiano, “da Stato canaglia”. “E’ un altro modo di esprimersi, quello mio per riprendere un linguaggio comune, rispetto all’altro che gli italiani non hanno avuto il diritto di conoscere. Ma i parlamentari sì. Cioè quel messaggio presidenziale in cui si sosteneva che abbiamo l’obbligo di uscire da una situazione criminale”. “Non è solo la situazione ‘giustizia’. Questo riguarda delitti denunciati dalla giurisdizione europea ed internazionale”. Il “lavoro ai fianchi” dell’ex Presidente della Repubblica, Napolitano, da parte dei “soli” Radicali. Mentre la forza radicale è “quasi scomparsa del tutto dai Parlamenti, italiano, europeo e regionali”, col contributo dell’attuale presidente del Consiglio del Pd, Matteo Renzi. L’esempio della chiusura del Centro d’Ascolto radicale. “Io sono fiero, come sempre, di smentire alcune interpretazioni che ho sentito da Radio Radicale, per cui io sarei sempre stato bravo a ‘fare le lotte contro…’. Se io oggi da 48 ore sono in sciopero assoluto della fame e della sete, lo faccio per sostenere, per convincere, cioè vincere assieme, il Presidente attuale e il Presidente emerito”. I rapporti col Papa attuale e quelli coi Papi precedenti, compreso Giovanni Paolo II che una volta del leader radicale avrebbe detto “Dio ce l’ha dato, guai a chi ce lo tocca”. “Oggi conduco questa azione nonviolenta con un obiettivo molto chiaro. Assolutamente aiutare a che la gente, il popolo italiano, conosca sia la posizione del Presidente emerito sulla quale non ci fu un solo vero dibattito, soltanto evocazioni e non analisi della gravità delle cose per cui lui parlava di ‘obbligo’”, sia la posizione dell’attuale Presidente Mattarella. “La notizia che l’Italia sceglie il richiamo del rispetto costituzionale fatto dal Presidente ormai dimissionario, mentre il Presidente attuale ha già sentito l’urgenza di denunciare l’intollerabilità dell’irragionevole durata dei processi. Questa è la posizione della Presidenza della Repubblica”, diversa rispetto al “comportamento orribile, per incapacità e insensibilità, di quel Parlamento”. “Salvini adesso cerca di riunificare la destra con le televisioni scatenate, su posizioni di stampo fascista” e, aggiunge Pannella, “mi scuso col termine 'fascismo'”
    17:34 Durata: 21 min 31 sec
  • Pannella sull’appello di Roberto Saviano a non partecipare alle primarie del Pd in Campania: “Apprezzo questa posizione coraggiosa di Roberto Saviano, anzi è una sorpresa per me. Devo anche sottolineare la candidatura di De Luca, ex sindaco di Salerno, che è una candidatura forte". Le trasmissioni di Enrico Salvatori su Radio Radicale e il "dialogo diretto" instaurato da De Luca con Aldo Loris Rossi. Pannella: "Non votare, esistendo candidature che sono abbastanza realmente diverse… Se votassi, voterei per De Luca"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati, con Renzi che la celebra utilizzando su Twitter la foto di Tortora: “Una evocazione spudorata”, secondo Pannella. “Da parte interna al Pd si è anche sottolineato che tra un momento di approvazione di una legge e il suo vivere… Anche su un referendum: il fatto che una maggioranza ritiene opportuno approvare una legge, non è affatto garanzia della sua applicazione. Il problema, come sui referendum, è che in genere poi non sono attuate. Abbiamo una tradizione di leggi che vengono ritenute scontate per le vittorie di opinione che le sostengono, ma poi non vengono attuate”. Pannella su questo sostiene la denuncia di Pier Luigi Bersani. Poi il ricordo delle ultime dichiarazioni di Berlusconi a favore dei referendum radicali nel 2013. “Il potere partitocratico si esprime adesso imponendo ore, che nemmeno Berlusconi si era mai sognato, di ‘informazione’ diretta a milioni di italiani”. L’appello di Roberto Saviano a non partecipare alle primarie del Pd in Campania: “Apprezzo questa posizione coraggiosa di Roberto Saviano, anzi è una sorpresa per me – dice Pannella – Devo anche sottolineare la candidatura di De Luca, ex sindaco di Salerno, che è una candidatura forte". Le trasmissioni di Enrico Salvadori su Radio Radicale e il "dialogo diretto" instaurato da De Luca con Aldo Loris Rossi. Pannella: "Non votare, esistendo candidature che sono abbastanza realmente diverse… Se votassi, voterei per De Luca"
    17:55 Durata: 14 min 13 sec
  • L'assassinio a Mosca di Boris Nemtsov. L'omicidio della giornalista Politkovskaja nel 2006 e la presenza di Pannella al suo funerale. "Tra l'altro non dimentichiamo che, con le iniziative 'Stato di diritto' contro 'ragion di Stato e di partito', questo discorso sta emergendo come punto di riferimento del prossimo futuro politico. Se è vero come vero che io mi auguro che questa 'Bruxelles 2', che per aprile-maggio terremo, anche se io dico che è più urgente, già da parte del Governo italiano abbiamo una indubbia attenzione". L'appello al mondo imprenditoriale e l'eccezione Silvio Scaglia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La figura di Salvini e la sua manifestazione su Roma: "Una marcetta su Roma", la chiama Pannella. La passione del "mondo reazionario" europeo per Putin. L'assassinio a Mosca di Boris Nemtsov. L'omicidio della giornalista Politkovskaja nel 2006 e la presenza di Pannella al suo funerale. "Tra l'altro non dimentichiamo che, con le iniziative 'Stato di diritto' contro 'ragion di Stato e di partito', questo discorso sta emergendo come punto di riferimento del prossimo futuro politico. Se è vero come vero che io mi auguro che questa 'Bruxelles 2', che per aprile-maggio terremo, anche se io dico che è più urgente, già da parte del Governo italiano abbiamo una indubbia attenzione". "L'obiettivo è di tornare o andare verso lo Stato di diritto. Vorrei quindi ricordare la mia battuta di quando quasi ero infante: la vita del diritto per il diritto alla vita". "Dinnanzi alle posizioni renziane, un po' disinvolte, faccio fiducia alla saggezza e al senso di responsabilità e alle storie non solo di Giorgio Napolitano ma anche di Sergio Mattarella". "Ritengo che anche questo accenno dell'attuale Presidente, quello che ha evocato che è all'origine di tutte queste cose secondo la giurisdizione europea, il fatto che va restaurata strutturalmente la possibilità di ragionevoli tempi dei processi…". "Cosa fa il mondo imprenditoriale?", si chiede Pannella. Che poi accenna alla parabola di Silvio Scaglia, ex ad di Fastweb prima arrestato e poi assolto, per poi dirgli: "Contiamo molto al tuo preannunciato aiuto alle battaglie sul diritto e sulla giustizia". "Abbiamo sempre avuto, dall'interno del mondo imprenditoriale, voci minoritarie e singolari. Non a caso ho detto adesso Silvio Scaglia". La visita alle fabbriche di Scaglia e il ricordo di Adriano Olivetti. "Una struttura che, pur enorme, mantiene l'odore di un luogo in cui danno il loro odore il ceto operaio e il ceto qualunque dei lavoratori. Perciò colgo l'occasione per dire alla Confindustria di rendersi conto che c'è questa forza che già parla in modo diverso, e costringe coloro che temono che arrivi un imprenditore à la Adriano Olivetti, e ci ho tenuto a segnalare questa realtà, a ringraziare Silvio Scaglia per la attenzione con la quale segue quello che noi facciamo"
    18:09 Durata: 34 min 44 sec
  • La situazione libica, i limiti della Nato. Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione libica. Pannella: "Vorrei sottolineare che grazie a noi tutti parlano di divorzio e aborto… Ma del fatto che non abbiamo più il servizio militare obbligatorio di matrice giacobina? Noi ne abbiamo realizzato l'abolizione, con il concorso di forze cattoliche, ma abbiamo una condizione professionale dell'esercito diversa. Noi ci pregiamo, con una parte di sentimenti credenti e cattolici, essere stati determinanti per passare a un esercito volontario e professionale. Questo mi induce a ragionare anche sull'autorevolezza dei vertici militari di oggi". "La disoccupazione giovanile continua a raggiungere in Italia medie terrorizzanti rispetto a quelle di altri Paesi. Perciò è legittimo pensare che, se si offre la possibilità del servizio civile, non solo per motivi di coscienza ma magari per motivi di consapevolezza verso le proprie famiglie, questo può essere un motivo per candidarsi all'esercito professionale o al servizio civile. Ma ciò non toglie al valore di questo, perché il valore è anche socio-economico". "Non dispero affatto che per le alte sfere militari non si ripetano quei comportamenti militari idioti prevalsi attraverso gli atteggiamenti della Nato". Gli errori nei precedenti interventi Nato in Afghanistan e Libia, specie in termini di cosiddetto "soft power". "Così come mi trovo a essere accusato di papismo solo perché vedo realizzarsi attraverso il Pontefice, in Italia, quello che attraverso i miei amatissimi Bernanos e Benda ho sempre parlato, resto anticlericale e antimilitarista, così come lo sono gli autentici cattolici e gli autentici convinti, anche per la democrazia e il diritto, della necessità di eserciti volontari". Conclusioni
    18:44 Durata: 16 min 22 sec