22 MAR 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 53 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 22 marzo 2015 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 53 minuti.

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  • Pannella prende spunto dall'avvio della serie tv "1992" su Tangentopoli: le censure già evidenti dei Radicali. Il tentativo di "impedire all'opinione pubblica di conoscere quello che facciamo, per poi giudicare. Questa è la regola di regime che stiamo indicando da tempo". "Un comportamento tecnicamente criminale non nei confronti dei Radicali ma nei confronti del popolo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella: "E' stata fatta questa rievocazione di Mani Pulite con '1992'", dice il leader radicale a proposito di una prossima serie televisiva su quell'epoca. "La cosa che mi ha divertito è che a un certo punto hanno messo Craxi, proprio la parte in cui fa un intervento sfidando il Parlamento: 'Nessuno ha il coraggio di sfidare questa linea', diceva. Io ero seduto in Parlamento poco lontano da Bettino, mi sono alzato e senza urlare - però era evidente perché eravamo solo noi due in piedi - che 'no', tanto è vero che io gli suggerivo di fare l'opposto di quello che stavo facendo. Gli dicevo di presentarsi alla magistratura, così che alle prossime elezioni europee, con un gesto del genere, sia se questi avessero proceduto pro o contro di lui, sarebbe stata la notizia politica di questo periodo. Sono riusciti a dare il discorso di Craxi, proprio quello, e lì tutti i compagni pensavano che sarei stato almeno visto in piedi che con la mano gli dicevo 'stai zitto', invece niente". "Ci sono anche gli editori, o coloro ai quali gli editori fanno riferimento. E diciamo che sicuramente antirenziani non lo sono. Anche perché ieri, in questo promo che è durato tre quarti d'ora, quindi diciamo che è la prima puntata, mi pare chiaro che l'indirizzo sarà quello di seguire l'attuale linea prevalente… Cioè oggi c'è Storace che accusa tutte le televisioni, partendo da Sky Tg 24, dicendo che tutti quanti ora stanno puntando, per non dare spazio al suo ambiente, su Alfano e la sua nuova organizzazione". Ancora su Tangentopoli: "In quel momento la mia posizione con Craxi era questa: è indubbio che nei tuoi confronti la magistratura si sta muovendo in maniera divisa, con una parte che ti sostiene e una parte che in maniera più efficace non lo fa. A questo punto presentati alla magistratura e vediamo. Se ti arrestano perché ti sei presentato, l'esito elettorale dell'evento può rovesciare un momento che sembrava allora un po' di crisi per la politica craxiana. Questo lui non lo fece, anche se poi ci sono state delle corrispondenze dei suoi ultimi mesi a Tunisi dalle quali veniva fuori che era sprezzante verso tutte le politiche che si facevano in Italia. E alla giornalista che gli chiedeva 'ma allora tutto è negativo in Italia?'. Lui rispose: 'No, tranne Marco'. E su quello si è innestato un tantino di riflessione, anche perché io non ero andato minimamente a Tunisi come altri". "Ora quello che mi pare sia interessante è che su di noi, e io vorrei usare anche queste ore per mandare non un messaggio ma una informazione al Presidente della Repubblica, e anche a Giorgio Napolitano per la sua posizione di prestigio, e pure perché come Partito abbiamo ripreso la lettera della sua analisi (sulla giustizia, ndr). Su questo vorrei dire: abbiamo risolto in prospettiva il fatto Centro d'Ascolto che, con il suo valore singolare e non contestato, aveva perso tutti i committenti possibili. Tra questi all'inizio c'erano l'AgCom, la Rai stessa…". Il tentativo di "impedire all'opinione pubblica di conoscere quello che facciamo, per poi giudicare. Questa è la regola di regime che stiamo indicando da tempo". "Un comportamento tecnicamente criminale non nei confronti dei Radicali ma nei confronti del popolo". L'esempio della prova elettorale deludente di Emma Bonino in Basilicata. "Questo sta proseguendosi e siccome non può durare all'infinito tenetelo presente, altrimenti può essere un'operazione criminale che ha successo e può divenire definitiva"
    17:00 Durata: 22 min 49 sec
  • La convocazione di un convegno "Bruxelles 2" entro giugno: "Qual è l'obiettivo? Quello di realizzare una situazione transitoria verso lo Stato di diritto per tutti gli Stati delle due parti araba ed europea. In questo momento mi pare che questo tipo di lavoro può rappresentare un qualche tipo di interesse, anche perché viene fuori dallo stimolo radicale, in un momento in cui grazie all'efficacia degli eredi di Botteghe Oscure si è riusciti un po' dovunque - come Storace capì e dichiarò molti lustri fa - ad eliminare dalla politica, dall'informazione e dalla democrazia italiana i Radicali. Tanto è vero che loro continuano"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul convegno della minoranza del Pd, trasmesso da Radio Radicale come sottolinea Pannella. "Significative anche le risposte a D'Alema, perché sono state anche queste, quelle di Cuperlo e degli altri… Il problema è che è stato fatto notare molto efficacemente, da Fassina e Cuperlo, che l'inizio di un tradimento delle posizioni e delle lotte di sinistra comincia quando D'Alema era padrone del Pd", osserva Pannella. Il Trattato di Osimo (firmato il 10 novembre 1975, sancì lo stato di fatto di separazione territoriale venutosi a creare nel Territorio libero di Trieste a seguito del Memorandum di Londra del 1954, rendendo definitive le frontiere tra l'Italia e l'allora Jugoslavia, ndr) e la posizione radicale che nacque allora per poi portare al Tribunale internazionale per la Ex Jugoslavia, primo passo verso la successiva Corte penale internazionale. "In questo momento noi abbiamo in corso, come dopo Osimo e con i nostri tempi, qualcosa che sappiamo essersi verificata per esempio in termini di cronaca a Ginevra, e che può portare a organizzare una 'Bruxelles 2' a giugno. Stiamo prendendo in queste ore le ultime decisioni, per questo che potrà essere un convegno molto più importante di 'Bruxelles 1', di cui abbiamo discusso e pubblicato gli atti, oltre a presentarli in sedi ufficiali come alla Camera dei Comuni, a Ginevra con l'Alto Commissario dell'ONU e al Senato francese. E' cosa rilevante tanto è vero che noi in questo momento stiamo riscontrando un atteggiamento di attenzione, e attenzione chiara. Noi abbiamo una linea oggi comune alla maggioranza del mondo arabo e degli Stati del mondo arabo, alcuni anche della Lega araba, con l'obiettivo di fare di 'Bruxelles 2' la transizione verso Stati di diritto di queste due parti, quella araba e quella europea/occidentale, questo è stato discusso formalmente con l'Alto Commissario alle Nazioni Unite". La collaborazione con i Radicali dei diplomatici ginevrini della Farnesina. "Qual è l'obiettivo? Quello di realizzare come obiettivo una situazione transitoria verso lo Stato di diritto per tutti gli Stati delle due parti araba ed europea. In questo momento mi pare che questo tipo di lavoro può rappresentare un qualche tipo di interesse, anche perché viene fuori dallo stimolo radicale, in un momento in cui grazie all'efficacia degli eredi di Botteghe Oscure si è riusciti un po' dovunque - come Storace capì e dichiarò molti lustri fa - ad eliminare dalla politica, dall'informazione e dalla democrazia italiana i Radicali. Tanto è vero che loro continuano". "Nella nostra strategia c'è un obiettivo di massima politica estera. Sull'obiettivo della riforma rivoluzionante, quella di andare verso lo Stato di diritti lì dove ce n'è solo una parvenza, lì dove sono le democrazie reali. Potremo ben presto testimoniare di conseguenze pratiche sulle varie zone"
    17:22 Durata: 23 min 50 sec
  • Pannella: "Nove o dieci morti a Tunisi sono una 'strage', mentre 190 morti in Yemen non fanno notizia in Italia, non c'è l'inviato, non ci sono le immagini, perché queste immagini avrebbero avuto effetto su tutti gli islamici italiani e mediterranei". "Se avessimo dato un'informazione adeguata, corrispondente, credo che si sarebbero creati alcuni problemi anche nei confronti della base araba e in tutto il mondo. Perché il fatto che questa volta gli sgozzati non sono dei bianchi, americani o sospettati di essere tali, ma dei credenti islamici e musulmani nei loro luoghi di preghiera"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulla "strage" di Tunisi: "Mentre nello Yemen, dove ci sono stati attacchi verso due moschee da parte dei soliti terroristi rivoluzionisti, con 180 morti, su questo in Italia e altrove ci sono state notizie ma non servizi. Un posto dove ci sono stati 8-9 morti, è stato notizia sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo". "Se avessimo dato un'informazione adeguata, corrispondente, credo che si sarebbero creati alcuni problemi anche nei confronti della base araba e in tutto il mondo. Perché il fatto che questa volta gli sgozzati non sono dei bianchi, americani o sospettati di essere tali, ma dei credenti islamici e musulmani nei loro luoghi di preghiera". "Nove o dieci morti a Tunisi sono una 'strage', mentre 190 morti in Yemen non fanno notizia in Italia, non c'è l'inviato, non ci sono le immagini, perché queste immagini avrebbero sicuramente avuto effetto su tutti gli islamici italiani e mediterranei". "Perché lo schema che per il momento fa comodo a troppe parti politiche di potere è quello per cui questi sono dei nazionalisti che si vendicano di secoli di sfruttamento bianco o cose di questo genere, mentre invece è una palla. Io so benissimo, ma nessuno l'ha ricordato, che c'è stato uno che si chiamava Frantz Fanon (1925-61, ndr), e io fui il primo a parlarne sulla stampa italiana": "e la tesi è che per un colonizzato ammazzare i 'colonizzanti' è un elemento di crescita, questa era la tesi di Fanon". "Come mai solo Radio Radicale è così attenta, in modo così autorevole e puntuale, alla realtà dell'America Latina?". Il parallelo con l'iniziativa radicale dell'Associazione Coscioni sulla Legge 40 e la condanna del Costa Rica da parte della Corte interamericana. I colloqui con l'ambasciatore della Lega Araba "che propone l'obiettivo verso lo Stato di diritto come possibilità di alleanza e di azione comune di arabi ed europei". "Quando delle idee cominciano a prendere corpo formale anche istituzionale, forse sottovalutare è un errore per chi conosce la storia radicale e la storia del mondo". "A questo proposito vorrei fare un pensiero a Franco Battiato, lo abbiamo incontrato e ci stiamo lavorando, so che si è rotto un femore e gli vorrei mandare la nostra solidarietà". L'incontro ufficiale con il Commissario Onu per i Diritti umani. L'iscrizione al Partito Radicale e gli interventi di Aldo Masullo su questo. "Siamo impegnati, particolarmente Matteo Angioli e il suo settore, per fare crescere in queste due settimane il livello ufficiale di Bruxelles 2"
    17:46 Durata: 22 min 10 sec
  • Su Benjamin Netanyahu e la sua vittoria elettorale in Israele: "Noi abbiamo già contrapposto l'esempio, che è quello che secondo noi guiderà i prossimi decenni, del Dalai Lama che ha detto 'noi non vogliamo l'indipendenza dalla Cina, ma voglio restare in Cina e lottare da qui non per confini diversi ma per maggiori diritti umani per il popolo Han'. Questa posizione evidentemente…"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Su Benjamin Netanyahu e la sua vittoria elettorale in Israele: "Noi abbiamo già contrapposto l'esempio, che è quello che secondo noi guiderà i prossimi decenni, del Dalai Lama che ha detto 'noi non vogliamo l'indipendenza dalla Cina, ma voglio restare in Cina e lottare da qui non per confini diversi ma per maggiori diritti umani per il popolo Han'. Questa posizione evidentemente…". "Il caso vuole che lo stesso Dalai Lama abbia ricordato che la prima volta che ha riflettuto su queste cose è quando, dieci anni fa, io gli dissi che noi non eravamo favorevoli allo Stato palestinese, ma a una Costituzione comune per cittadini palestinesi e cittadini israeliani". "Noi abbiamo sempre sostenuto che le indipendenze nazionali sono in contraddizione con le evoluzioni democratiche, laiche e tolleranti. Di conseguenza noi riteniamo che la posizione di Netanyahu che dice 'mai lo Stato palestinese!', e ha già cambiato posizione, consente un giudizio, da come l'hai registrata si intende che questo è vero per un opportunista". La possibile interlocuzione radicale, a partire da i regni giordano, dell'Oman e marocchino. Il parallelo tra l'involuzione democratica italiana e israeliana; anche lì si è rafforzata "la partitocrazia, e quindi le coalizioni e l'impossibilità anche di immaginare riforme elettorali di tipo anglosassone, con nessuna intenzione di aderire all'Europa". "La nostra proposta 'Israele a pieno titolo nell'Ue' era voluta dal 68% dei cittadini israeliani! La nostra preveggenza trova ancora oggi conferme". La situazione turca e "una ripresa massiccia, nel popolo, del riferimento europeo"
    18:08 Durata: 14 min 4 sec
  • Il ruolo di Radio Radicale che ha trasmesso la riunione della minoranza del Pd: "Non è un caso se noi abbiamo, siamo, Radio Radicale e la facciamo in quel modo (...). Abbiamo dato questa priorità assoluta per consentire a coloro che sono interessati al Pd e al suo avvenire, gli abbiamo offerto qualcosa di esclusivo. Perché non è un caso. Noi, nella situazione di denaro mancante e di ostracismo nella quale ci troviamo, riusciamo ad avere questa tradizione, grazie anche alle presenze costanti che ci sono in Radio Radicale; questi invece non hanno più manco il quotidiano! Quindi loro hanno Governo, potere, ma non hanno organi di stampa"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla vicenda del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Pannella: "Ho detto subito che sulle dimissioni che si presentavano là, a mio avviso, la cosa da fare era respingerle, a meno che non ci siano cose non dette anche dallo stesso ministro Lupi, o da Renzi e dintorni. Siamo fermamente ancorati a dire che non possiamo andare avanti altre settimane con tolta al popolo italiano la possibilità di conoscere, e quindi di scegliere, le nostre proposte". "Nella situazione nella quale abbiamo Renzi che tra l'altro ha avuto critiche dal convegno della minoranza di sinistra del Pd… Ma appunto, Massimo D'Alema è un rappresentante della 'sinistra' democratica? No. Più che applaudito, è stato anche criticato. Nel convegno si è detto che certe scelte sono cominciate quando lui era a capo del Pd e del governo. Possiamo levare D'Alema, ma non la critica". I rischi per la democrazia denunciati dalla minoranza del Pd: "Questo dimostra come la nostra posizione federalista, anti-nazionalista, basata sui diritti civili, sulle Costituzioni, quindi le nostre sintonie in Estremo oriente con il Dalai Lama". "La linea radicale, a questo punto io spero che sia possibile anche una ufficializzazione di questa nostra nuova linea di politica internazionale". Il ruolo di Radio Radicale che ha trasmesso la riunione della minoranza del Pd: "Non è un caso se noi abbiamo, siamo, Radio Radicale e la facciamo in quel modo, abbiamo trasmesso perfino il Congresso del Partito Repubblicano per rispetto della storia del nostro paese. Abbiamo dato questa priorità assoluta per consentire a coloro che sono interessati al Pd e al suo avvenire, gli abbiamo offerto qualcosa di esclusivo. Perché non è un caso. Noi, nella situazione di denaro mancante e di ostracismo nella quale ci troviamo, riusciamo ad avere questa tradizione, grazie anche alle presenze costanti che ci sono in Radio Radicale; questi invece non hanno più manco il quotidiano! Quindi loro hanno Governo, potere, ma non hanno organi di stampa. Quando a un certo punto potrebbero anche averlo in attivo perché la pubblicità non gli mancherebbe mai, e non per motivi di mercato. I loro congressi, se non ci fosse Radio Radicale, che cazzo ne saprebbero i loro compagni di questi Congressi? E' la realtà italiana! Loro preferiscono avere l'informazione di regime di cui si fidano, perché sono loro a poterla determinare"
    18:22 Durata: 12 min 40 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Noi abbiamo avuto non poche iscrizioni. In modo particolare vorrei ricordare quella di Silvio Scaglia che ci ha consentito di potere annunciare che il Centro d'Ascolto potrà essere riaperto e potenziato. Allora lì vorrei dire anche al Presidente della Repubblica e agli altri, perché sempre più formalmente noi siamo in una situazione criminale, quella in cui al popolo italiano non è consentito conoscere e giudicare la storia radicale. Una storia che sarà modesta, ma italianofona all'origine e assolutamente contemporanea, non solo per motivi di date, ma perché i problemi che continuiamo ad affrontare sono problemi di democrazia, di libertà e di salvaguardia della vita del globo". Il caso del dissesto idrogeologico e dell'inquinamento. Il dibattito sul reddito di cittadinanza per come l'ha sollevato Beppe Grillo, il discorso storico di Pannella su un welfare più universale: "Io non sono come il sacerdote-leader di Libera, Don Ciotti, che ieri ha accusato coloro che difendono legalità e diritti e 'ce li hanno rubati'. Ha detto testualmente 'ci rubano gli obiettivi della nostra storia'. Personalmente credo che sono ormai più di 60 anni che continuo a fare le mie cose e in genere non sono mai stato favorito da consapevoli complicità. Eppure siamo qua". Alcuni appuntamenti. La conferenza stampa di Rita Bernardini sulle visite negli Opg; un'altra conferenza stampa, con Bernardini, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni e altri deputati sulla chiusura degli stessi Opg. Mercoledì 25 Pannella discuterà con Francesco De Leo e Fausto Bertinotti. Il 30 marzo a Parigi saranno presentati gli atti del convegno "Bruxelles 1" al Senato francese. Una disobbedienza civile sulla cannabis terapeutica prevista per il 31 marzo
    18:35 Durata: 17 min 54 sec