11 LUG 1990

Intervento di Adelaide Aglietta sul processo di costituzione dell'Unione Europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 48 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sul processo di costituzione dell'Unione Europea", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 11 luglio 1990 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cee, Consiglio Europeo, De Michelis, Federalismo, Irlanda, Istituzioni, Italia, Parlamento Europeo, Spinelli, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente, colleghi, ci troviamo oggi a discutere delle quattro relazioni istituzionali con cui la nostra Assemblea dovrà dare un contributo fondamentale al percorso che la Comunità, nel quadro dell'evoluzione accelerata dell'Europa, deve fare per rispondere alle attese non solo dei cittadini dei nostri dodici paesi, ma anche a quelle dei popoli dell'intero continente. E ciò in una situazione quantomeno curiosa, di assenza degli interlocutori principali, e con altri due dibattiti programmati sulle conclusioni della Presidenza irlandese e sul programma della Presidenza italiana che hanno come loro cuore gli argomenti che affrontiamo oggi. Non è chiara l'economia di tutto questo, e resta il dubbio che, una volta di più, il nostro rischio di essere un esercizio fine a se stesso perche poi, comunque, la politica e le decisioni risiedono altrove. In questo senso è mia profonda convinzione che il nostro Parlamento non deve giocare sul piano del realismo politico, non deve aver paura di osare a fronte dell'offensiva che certamente è in corso nella direzione del rafforzamento della dimensione intergovernativa della costruenda Unione politica, ma deve aver presente che le sue risposte vanno date innanzitutto ai cittadini che aspettano, come dimostrano i recenti sondaggi, la costruzione di una unione politica su base 'federale con una chiara suddivisione dei poteri, con una rapida democratizzazione delle sue istituzioni, con una capacità di essere aperta ai nuovi paesi che in tutta Europa hanno scelto la strada della democrazia. Non vorrei che, nell'esaminare queste relazioni, che certamente segnano un momento importante nella costruzione dell'Europa, affermando innanzitutto la volontà costituente del nostro Parlamento, peccassimo di un eccesso di realismo, quasi avessimo paura di fare il passo più lungo della gamba o, peggio, ci lasciassimo condizionare dalle opposizioni che nelle sedi govemative si sono manifestate nei confronti di una evoluzione rapida della nostra Comunità nella direzione dell'Unione. Non in altro modo, infatti, si devono leggere le recenti affermazioni del Ministro De Michelis quando parla della scadenza della Conferenza intergovernativa di dicembre come di un secondo Atto unico nella direzione dell'Unione politica, affermando che il ruolo politico unificante non può che risiedere nella definizione del ruolo del Consiglio europeo intendendo che, cito letteralmente, "la decisione politica non può essere assunta se non dalla somma di coloro che democraticamente rappresentano i soci fondatori e gli elementi costituenti". Non mi pare che le dichiarazioni finali della Presidenza irlandese vadano in altra direzione, né che le richieste e le valutazioni del Parlamento, espresse nelle risoluzioni approvate nella preconferenza istituzionale, abbiano trovato orecchie attente e risposte puntuali. Per cui il rischio è di rispondere a questo con una sorta di ambiguità, in particolare sul ruolo del Consiglio nella futura unione europea, sull'esercizio dei poteri legislativi del Parlamento, sulla definizione del principio di sussidiarietà esercitato nelle due direzioni tenendo ben presente il ruolo che in futuro le entità regionali non potranno non avere. ambiguità che, alla fine, non potrà che favorire le posizioni che vogliamo contrastare. Quindi, non sottovalutando il lavoro e le proposte che i relatori hanno fatto, mi limito a sottolineare la necessità di rilanciare e di stringere i tempi, con la stessa coscienza di veder giusto e di voler andare lontano che è stata la forza di Altiero Spinelli e del Club del Coccodrillo, di cui ricorre il decimo anniversario.
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