11 DIC 1990

Intervento di Adelaide Aglietta sulla trasformazione della Comunità economica europea in Unione Europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 44 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sulla trasformazione della Comunità economica europea in Unione Europea", registrato a Parlamento Europeo martedì 11 dicembre 1990 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Tra gli argomenti discussi: Ambiente, Cee, Colombo, Consiglio Europeo, De Michelis, Delors, Federalismo, Kohl, Mitterrand, Parlamento Europeo, Regioni, Spinelli, Sussidiarieta', Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Presidente, anch'io desidero sottolineare che la Conferenza dei Parlamenti della Comunità, nonostante i rischi preannunciati di conflitto fra Parlamento europeo e Parlamenti nazionali, a mio giudizio anche molto artificialmente gonfiati, ha segnato una sintonia sulla necessità di procedere nella strada della democratizzazione delle nostre istituzioni verso una dimensione federale della futura Unione europea. Credo, quindi, che questa sintonia dia oggi molta più forza e più rilevanza alla discussione che è in corso sul progetto di Costituzione dell'Unione europea. Questo nostro dibattito rappresenta, a mio giudizio, anche la risposta migliore che il Parlamento europeo può dare alla lettera Mitterrand-Kohl, che, se può essere vista, da una parte, come un contributo all'accelerazione deil'integrazione europea, a me pare che, nella prefigurazione delle competenze e dei poteri del Consiglio europeo, inneschi un processo di scardinamento della coerenza istituzionale propria dell'architettura federalista così come è stata disegnata nel progetto Spinelli. Vengo adesso al progetto Colombo, che non è una riflessione del Parlamento europeo, come paiono credere i Presidenti Mitterrand e Kolil, neppure letteratura, come infelicemente pare credere il Presidente De Michelis, ma è, appunto, un progetto di costituzione. lo vorrei evidenziare tre limiti di questo progetto, se noi consideriamo che una costituzione rappresenta il punto di arrivo di un processo di evoluzione che è stato già ben descritto da colleghi che mi hanno preceduto. Il primo riguarda l'arnbiente, problema che, nelll'articolato della Costituzione, è praticamente assente. Io vorrei un riferimento chiaro al fatto che il problema dell'ambiente non è una competenza e basta, ma è un vero e proprio diritto dei cittadini e quindi, come tale, diventa una discriminante nelle scelte politico-economiche che vengono fatte nella Comunità, sia in relazione al modello di sviluppo, sia in relazione ai meccanismi di produzione. Credo che questo sia un nodo centrale, che si debba cioè evidenziare questo come un diritto nella Costituzione della futura Unione. Un secondo problema che mi preoccupa è la marginalizzazione della dimensione delle regioni. Io credo che, per una corretta interpretazione del principio di sussidiarietà, che il Presidente Delors ricordava dover essere inteso nelle due direzioni, importante sarebbe concepire la possibilità, anche per le regioni, di aver accesso alla Corte di giustizia sulle competenze. Da ultimo, vi è il problema sulla futura struttura del Consiglio dei Ministri, che ancora non abbiamo sufficientemente approfondito. Mi auguro che tutti questi tre punti possano essere migliorati nel corso del dibattito e della votazione degli emendamenti.
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