23 GEN 1991

Intervento di Adelaide Aglietta su un attacco militare in Israele e sul futuro della Comunità economica europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 21 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta su un attacco militare in Israele e sul futuro della Comunità economica europea", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 23 gennaio 1991 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cee, Cooperazione, Democrazia, Esteri, Europa, Federalismo, Governo, Guerra, Iraq, Israele, Istituzioni, Medio Oriente, Parlamento Europeo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

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  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente, non ho parole per descrivere l'orrore delle immagini che ci giungono in queste ore. Voglio esprimere tutta la solidarietà alle vittime d'Israele, paese che non è entrato in guerra e che è stato stanotte barbaramente colpito. Le notizie che, ora dopo ora, da quando sono iniziate le operazioni militari ci giungono, con agghiacciante freddezza, su questa guerra indiretta, esplicitano, se ce ne fosse bisogno, quanto la guerra sia un abisso di barbarie, violenza, morte ed odio, il cui ricordo ci inseguirà negli anni a venire. Sottolineare questo significa non solo avere chiare le responsabilità di chi, violando diritti elementari, norme e convenzioni internazionali, innanzitutto nei confronti del suo popolo, ha aperto la strada della guerra, ma significa anche la consapevolezza che, di fronte al rischio di una guerra per cui nulla sarà più come prima in quella regione, ed in particolare per quanto riguarda i nostri rapporti con le popolazioni di quella regione, da parte dei nostri paesi doveva essere ricercata e perseguita con determinazione, coesione e rigore, la strada della soluzione diplomatica a questa crisi, la strada della soluzione pacifica. Passo ora al tema che personalmente volevo affrontare anche se può sembrare terribilmente lontano in questo momento, ossia il problema della Comunità e delle sue Istituzioni, problema che ha occupato parte dell'attività della Presidenza italiana e che personalmente ritengo abbia stretta attinenza con quanto stiamo vivendo. Se c'e qualche cosa che rischia di essere sconfitto dai fatti di questi giorni è la stessa idea, nata dalle macerie di due guerre mondiali, che ci ha portati a edificare una Comunità che, superati i limiti degli Stati nazionali attraverso una delega di sovranità e di competenze, sapesse costruire una coesistenza pacifica di popoli, etnie, regioni e comunità. Ora, sono fermamente convinta che le carenze democratiche e istituzionali della nostra Comunità sono alla base del fallimento dell'azione europea, che si è trovata divisa, paralizzata, lacerata, incapace di un'azione autonoma, all'altezza dei compiti e delle aspettative cui si trovava confrontata. È fallita la vostra idea di Comunità, che tante volte abbiamo contestato in questo Parlamento, ossia quella cooperazione intergovernativa che ha dimostrato tutti i suoi limiti e la sua pericolosità, che consiste appunto nel ripercorrere, sotto l'alibi comunitario, la strada delle ambizioni nazionali e dei rapporti di forza: in sostanza, quella dell'impotenza. Mi auguro che, traendone le conseguenze, si cambi direzione. Credo personalmente e fermamente che ad una svolta decisa nella direzione di un'Unione europea federale e democratica - in questo caso, verso un allargamento delle sue competenze - sono affidate oggi le speranze delle nuove generazioni, quelle speranze nel primato del diritto e della ragione che oggi vediamo deluse da questa guerra.
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