30 GEN 1991

Intervento di Adelaide Aglietta sulle iniziative europee nella guerra del Golfo persico

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 4 min 47 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sulle iniziative europee nella guerra del Golfo persico", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 30 gennaio 1991 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Tra gli argomenti discussi: Aiuti Umanitari, Arabi, Armi, Cee, Consiglio Europeo, Esteri, Europa, Golfo Persico, Guerra, Iraq, Onu, Parlamento Europeo.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente, vorrei innanzitutto rispondere alla domanda posta poco fa dal rappresentante della Commissione: la Comunità deve rimproverarsi qualcosa? Per parte mia credo che la Comunità debba rirnproverarsi molto. La Comunità e il Consiglio, in particolare, non sono stati in grado di assumere un ruolo autonomo nella fase precedente lo scoppio delle ostilità - chiamiamolo cosi - di avere un ruolo autonomo di mediazione per arrivare ad una soluzione pacifica. L'assenza del Consiglio oggi ci pare peraltro confermare questa assenza di iniziativa. Per poter parlare oggi di una strategia del dopoguerra vorrei sentire quali sono le iniziative che la Comunità intende prendere per arrivare immediatamente a un "cessate il fuoco" in Medio Oriente. Questo è il problema politico che vogliamo sollevare e al qua- le vorremmo fossero date delle risposte. (Applausi) Tutto ciò è in linea con la posizione sostenuta dal nostro gruppo quando la guerra si preparava: esso ha tentato in ogni modo di bloccare questa corsa verso la guerra affennando che le conseguenze sarebbero state inimmaginabìli. Bene, oggi le ab- biamo sotto gli occhi: morti e feriti tra le popolazioni civili, mancanza di assistenza, perdita delle case da ambo le parti, impossibilità dei mezzi umanitari d'intervenire. Vorremmo dunque capire che cosa si sta facendo concretamente. Vorrei sottolineare anche il rischio che sussiste di un confronto tra la forza delle minacce, dell'inot- temperanza alle risoluzioni dell'0NU, da una par- te, e la forza tecnologico-militare, dall'altra, que- sta prioritaria. Ma noi vorremmo che prevalesse la forza della politica e magari la forza di scelte unilaterali che rendessero possibili il blocco del conflitto e la ricerca di soluzioni di pace. Questo è il ruolo che noi vorremmo fosse proprio di una Comunità europea e di un Consiglio. A mio awiso, la situazione che abbiamo davanti è molto grave: al termine della guerra ci troveremo ad affrontare una situazione di rottura, probabil- mente dura e hmga, fra le popolazioni arabe e l'Europa e, in questo senso, vorrei dire che ciò era prevedibile, e lo è stato da quando abbiamo ab- bandonato la linea dell'embargo. Queste sono fratture che non risolveremo con piani d'intervento ma si faranno sentire molto più profondamente. Mi sia consentito fare un'osservazione alla Commissione. Mi risulta che nella conferenza stampa di stamattina alcuni giornalisti hanno chiesto alla Commissione conferma della notizia secondo la quale il 70 per cento del personale arabo sarebbe stato sospeso. Credo che uno dei grossi rischi, che già possiamo verificare, sia il sorgere, Paumentare di conflitti di tipo xenofobo nei nostri paesi. Una scelta di questo genere sarebbe una scelta evidentemente pericolosa, che fomenterebbe al massimo e creerebbe delle spaccature insanabìli. Vorrei inoltre dare un suggerimento, se possibile, alla nostra Comunità. Sono state proposte alcune riunioni del Consiglio di sicurezza: ora, vuole la nostra Comunità, vogliono i paesi rappresentanti della Comunità in seno al Consiglio di sicurezza cercare di ridare alle Nazioni Unite il loro ruolo, che è quello di trovare soluzioni paciñche alle crisi nonché alle crisi di guerra? Per concludere, vorrei che a queste domande, che ho rapidamente formulato, domande che tentano di capire se la Comunità vuole andare nella direzione della pace e vuole esserne parte attiva, venissero date delle risposte chiare. (Applausi)
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