19 FEB 1991

Intervento di Adelaide Aglietta sui rapporti di cooperazione tra la Comunità europea e la Romania

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 6 min 32 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sui rapporti di cooperazione tra la Comunità europea e la Romania", registrato a Parlamento Europeo martedì 19 febbraio 1991 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Ceaucescu, Cee, Commercio, Consiglio Europeo, Cooperazione, Energia, Est, Esteri, Europa, Iliescu, Nucleare, Parlamento Europeo, Romania.

La registrazione video ha una durata di 6 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    L'ordine del giomo reca la relazione (A3-21/91), presentata dall'onorevole Aglietta a nome della commissione per le relazioni economiche esterne, sulla proposta della Commissione al Consiglio relativa a una decisione concemente la conclusione, da parte della Comunità economica europea, di un accordo di commercio e di cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità economica europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Romania (SEC(90) 1872 def. - C3- 374/90). Aglletta (V), relatore. - Signor Presidente, colleghi, l'accordo di cooperazione fra la Comunità europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Romania, su cui siamo chiamati a pronunciarci, è l'ultimo degli accordi cosiddetti di prima generazione decisi dalla nostra Comunità per sostenere i processi di evoluzione democratica nei paesi dell'ex blocco sovietico. Il contenuto dell'accordo in nulla si differenzia dagli accordi che lo hanno preceduto, ma ha assunto un valore politico molto diverso in relazione alla specificità della Romania e agli eventi che ne hanno accompagnato l'evoluzione. Sono certamente di natura politica le differenti valutazioni sull'evoluzione democratica e politica della Romania espresse con un voto diviso in sede di commissione per le relazioni economiche esterne, anche se di stretta misura favorevoli a.ll'accordo di cooperazione. Come relatrice, pur essendo stata a giugno fra coloro che hanno sostenuto il blocco dell'accordo di cooperazione, mi soffermerò sulle ragioni che, a mio giudizio, militano profondamente in favore di uno sblocco immediato di questo accordo. La storia della Romania è la storia di un paese che non ha sostanzialmente conosciuto una dimensione democratica e che, in particolare negli ultimi vent'anni, ha vissuto sotto un regime, quello di Ceausescu - che tanto appoggio ha trovato nei Paesi membri della nostra Comunità - che ha fatto terra bruciata di ogni risorsa, di ogni potenzialità economica, di ogni attività imprenditoriale, professionale o anche solo umana e che ha costretto in condizioni di miseria assoluta, di degrado culturale e sociale, di violenze di ogni tipo, di vita consumata nella paura e nella diffidenza verso chiunque, Pintera popolazione rumena. Non voglio riassumere qui i fatti che hanno portato al rovesciamento di Ceausescu e all'evoluzione successiva fino alle elezioni di maggio che hanno dato vita al primo parlamento della Repubblica di Romania. Altrettanto noti a tutti i colleghi credo siano i fatti verificatisi a giugno, che hanno portato al blocco dell'accordo di cooperazione già siglato nel mese di maggio. Da allora sono passati esattamente otto mesi e in Romania vi e stata un'evoluzione positiva, certamente anche marcata dalla giusta sospensione dell'accordo voluta dal Parlamento e dalla Commissione. Nel mese di novembre la delegazione per i rapporti con la Romania, sotto la mia presidenza, ha effettuato una visita di lavoro molto intensa in quel Paese, nel corso della quale ha potuto verificare la situazione del paese e approfondirne i problemi congiuntamente con tutte le forze presenti in Parlamento ed in particolare con i partiti di opposizione, con i responsabili dei ministeri chiave, con le forze sindacali, con i rappresentanti degli studenti e del gruppo del dialogo sociale, oltreché con il Primo ministro Roman e con il Presidente della Repubblica Iliescu. È convinzione della delegazione che, pur permanenclo ancora difficoltà e contraddizioni nello svolgimento effettivo della vita democratica della Romania, come sottolineato dai partiti e dai movimenti di opposizione, le istituzioni legittime del paese siano impegnate a dar corpo ad un insieme di riforme politiche, istituzionali, economiche e strutturali dello Stato miranti a creare le premesse e le condizioni per insediare e far sviluppare istituzioni, cultura, mentalità e vita democratica nel paese. Alcune tappe nella buona direúone: i principi della costituzione già approvati dal parlamento, dai quali si evince la volontà della Romania di iscriversi nel novero delle democrazie occidentali; la fine dei lavori della commissione d'inchiesta sui fatti di giugno di Piazza dell'Università con due relazioni, una di maggioranza e una di minoranza, che cercano di far luce sulle responsabilità e sullo svolgimento dei fatti; la riforma delle strutture giudiziarie miranti alla divisione dei poteri e all'au- tonomia del potere gudiziario; le prime riforme economiche con la privatizzazione della terra e la riforma agraria, anche se solo parziale per ora; la legge sulla costituzione di joint ventures e sulla regolamentazione delle imprese private; la creazione di un sistema bancario e di un sistema fiscale ancora inesistenti; la consapevolezza e la volontà di essere parte dell'Europa democratica. Le conclusioni della delegazione sono state unanimi nel senso che la condizione di profonda miseria e difficoltà, di arretratezza tecnologica e di assenza di beni fondamentali in cui versa. il paese, la sua situazione politica ancora molto fragile ed instabile, richiedono urgentemente di fare uscire la Ro- mania dall'isolamento in cui e stata finora tenuta. Esimendoci dal farlo ci assumeremmo la responsabilità non solo di non aiutare la popolazione incrementando la già notevole miseria ed emigraáone, ma anche di mantenere condizioni favorevoli ad eventuali forze interessate a destabilizzare la situazione. In questo stesso senso si è mossa la comunità internazionale: il Consiglio d'Europa ha accolto la Romania con lo statuto di osservatore speciale, il Gruppo dei 24 ha incluso il paese nel programma Pl-IARE, la Banca mondiale ha dato una valutazione positiva sui primi prowedimenti economici assunti. Credo, allora, signor Presidente, che allo stato delle cose, il nostro avviso su questo accordo di cooperazione sia un passo dovuto e necessario per aiutare effettivamente il corso democratico di questo Paese.
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