17 APR 1991

Intervento di Adelaide Aglietta sul futuro della Comunità europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 4 min 17 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sul futuro della Comunità europea", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 17 aprile 1991 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Ambiente, Burocrazia, Consiglio Europeo, Democrazia, Diritti Sociali, Esteri, Europa, Federalismo, Golfo Persico, Guerra, Istituzioni, Lussemburgo, Onu, Parlamento Europeo, Schengen, Sicurezza, Spinelli, Sussidiarieta', Sviluppo, Unione Europea, Verdi.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

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  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel suo intervento di ieri, davanti alla nostra Assemblea, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha sfidato l'Europa ad assumere pienamente un suo ruolo politico nella vita e nelle vicende di una comunità internazionale sempre più interdipendente e confrontata alla sfida non generica della pace ma concreta della costruzione di diritti, democrazia e sviluppo. Da quando si e costituito e da quando si è confrontato con i grandi mutamenti dell'Europa e con la crisi e la guerra del Golfo, il Parlamento europeo ha cercato in ogni modo di richiedere all'Europa di superare la forma ibrida e non democratica attuale, la dimensione affaristico-burocratica, per diventare una reale Unione europea politica fondata su un principio di sussidiarietà reale verso l'alto e attraverso il basso. E tutto questo passava e passa verso le Conferenze intergovernative e la capacità di chi ne ha il potere di superare egoismi nazionali e nazionalistici. Leggendo il documento della presidenza lussemburghese, noi ci troviamo oggi di fronte a proposte che nella loro inadeguatezza hanno in sé un rischio molto grosso. Se fino ad oggi era ed e ancora aperta la possibilità del cambiamento reale verso un'Unione europea federale e democratica, domani, se le scelte delle Conferenze intergovernative confermeranno le tendenze in atto, noi ci troveremo di fronte al rischio dell'affossamento defmitivo di questa possibilità, perché quella che ci viene proposta è un'Europa a diversi livelli, con dimensioni istituzionali diverse, con istituzioni che di volta in volta svolgono ruoli e responsabilità diversi; un'Europa, una volta di più e, forse, definitivamente, consegnata alle burocrazie gover- native o diplomatiche o alle lobby economico- finanziarie i cui prodotti disastrosi sono sotto i nostri occhi: degrado dell'ambiente, disgregazione umana e sociale, intolleranza e violenza, mancanza di solidarietà interna ed estema, incapacità di avere un ruolo politico autonomo nelle grandi vicende internazionali. Non ho tempo di elencare tutti i punti che sono inaccettabili, non solo per noi Verdi, ma credo per tutto il Parlamento. Lo hanno già fatto i colleghi che mi hanno preceduta. Mi limito ad annotame alcuni: Pambiguità del ruolo del Consiglio, che vede rafforzati i suoi poteri esecutivi invece di dismetterli a favore di un vero governo europeo responsabile di fronte alle camere legislative e, innanzitutto, al Parlamento; la codecisione, che diventa una farsa, se dalfenunciazione del princi- pio si passa ad esaminare le modalità e i campi d'applicazione; le competenze comunitarie e il ruo- lo marginale delle regioni; l'accentuazione della natura unicamente economicistica; la marginalità della questione ambientale e della questione socia- le; la legittimazione dell'Europa di Schengen per quel che riguarda la politica delle frontiere e della sicurezza interna, per non parlare della politica estera e di sicurezza che viene affidata a procedure totalmente intergovemative, e che finirà per essere sottratta non solo al controllo e alle decisioni del Parlamento europeo, ma anche a quelle dei parla- menti nazionali. Io non so se riuscirete ad intendere la ragionevolezza che c'è nella domanda di democrazia, di stato di diritto, di trasparenza, contenuta nelle richieste del Parlamento, che sosterremo fino alle estreme conseguenze. È la ragionevolezza che la storia ci ha insegnato. Non ci sono scorciatoie efiicientistiche sulla strada della democrazia che non producano mostri. Voi rischiate di creare uno ed è l'affossamento di quelle speranze federaiste che tante generazioni hanno coltivato come la strada più realista da percorre per costruire un mondo più giusto e per uscire dall'incubo della guerra e della miseria. Il Presidente Poos ha ricordato molto spesso il collega Spinelli. Io lo conoscevo; non credo che il collega Poos sia all'altezza delle speranze del compagno Spinelli.
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