21 OTT 1997

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sul bilancio dell'Unione Europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 5 min 26 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sul bilancio dell'Unione Europea", registrato a Parlamento Europeo martedì 21 ottobre 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Are, Bilancio, Deficit, Occupazione, Parlamento Europeo, Premio, Sacharov, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 5 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Commissario, cari colleghi, la tradizione vuole che, alla fine del processo e della procedura di bilancio, gli oratori dei gruppi ringrazino innanzitutto e doverosamente i relatori che hanno condotto il difficile lavoro di conciliare le posizioni degli uni e degli altri, di raggiungere cioè una posizione del Parlamento europeo che sia compatta, omogenea, atta a rafforzare il ruolo del Parlamento stesso, a costituire un punto di riferimento sia per tutti noi che per il Consiglio e la Commissione. Volontà di dialogo, pazienza, capacita di comprendere quali possono essere le priorità comuni di un'istituzione che ha bisogno di unita per quanto concerne il bilancio, proprio per affermare le sue prerogative: mi paiono, questi, gli elementi base del difficile lavoro dei relatori, che giovedì giungerà al termine, almeno per quanto riguarda la prima lettura. A nome del mio gruppo, anch'io intendo ringraziare di cuore il relatore generale, onorevole Tillich, i relatori del BRS 1997, onorevoli Brinkhorst e Fabra Vallés, il collega Giansily per il bilancio CECA, il presidente Samland, tutto il segretariato, nonché - come è già stato ricordato - il Consiglio e la Commissione per l'eccellente cooperazione manifestata in tutto questo periodo. Personalmente, invece, non vedo nessun motivo di dover ringraziare il relatore delle altre Istituzioni il quale, alla mia richiesta di inserire una piccola modifica per aumentare la dotazione del Premio Sacharov, ha risposto che il Parlamento europeo e la commissione per i bilanci non fanno politica. Come se la decisione di passare da 12 a 11 tornate, comprendenti la procedura di bilancio, non fosse far politica - ma lo dice il relatore generale, e il relatore generale delle altre Istituzioni è uomo d'onore - così come la decisione della commissione per i bilanci di sopprimere, o di sminuzzare, le linee di bilancio per costituire la riserva per incrementare nuovamente i fondi destinati agli edifici di Bruxelles non fosse far politica! Ma lo dice il relatore Tomlinson, e Tomlinson è uomo d'onore. Non mi associo, quindi, ai ringraziamenti sin qui espressi, e auspico che l'Aula vorrà, almeno su questo, sostenere l'emendamento da me presentato insieme ad altri 35 colleghi, affinché, dopo 8 anni, la dotazione di 15.000 ecu del Premio Sacharov possa essere aumentata, e possa quindi disporre di quel minimo che costituisce un riconoscimento appropriato per una delle iniziative più importanti del Parlamento europeo nel campo dei diritti umani. Sulle altre questioni e in maniera più generale - al di la ora di questa piccola polemica interna - vorrei semplice- mente far notare a quest'Assemblea, alla fine della procedura, che, certo, stiamo tutti lodando questa politica di rigore - e guai a incrinare questo consenso! - ma dobbiamo comunque stare attenti al fatto che Parlamento e Consiglio continuino ad essere d'accordo nel rimanere così al di sotto di quel minimo - o, per meglio dire, quel tasso massimo, che pero è sempre un minimo - fissato a Edimburgo: che non si rischi in qualche modo di prendere, alla ?ne, il bilancio dell'Unione europea come un de?cit pubblico da sanare, da ridurre, eccetera eccetera. Ho quasi l`impressione, dall'esperienza di questi due anni, che, al di la delle questioni dell'Unione economica e monetaria, noi si intenda e si dia ad intendere all'opinione pubblica che più spendiamo, più aumentiamo un ipotetico deficit pubblico, come se lì1,26 0 l'I,16 di deficit e non invece lo strumento indispensabile per la politica comunitaria. Stiamo quindi attenti su questo punto! E attenti anche a non andare a dire, il 21 novembre, che con 350 milioni risolveremo il problema della disoccupazione in Europa. Quest'anno abbiamo convenuto questa iniziativa; spero e mi attendo anch'io che, il 21 novembre, dal Consiglio di Lussemburgo scaturiscano risultati positivi. Dobbiamo comunque essere tutti coscienti che questo bilancio non è un bilancio di spesa a fondo perduto, e il denaro a disposizione mi pare davvero insufficiente per una vera politica dell'occupazione.
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