26 OTT 1999

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sui bilanci CE e CECA "2000"

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 4 min 44 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sui bilanci CE e CECA "2000"", registrato a Parlamento Europeo martedì 26 ottobre 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Aiuti Umanitari, Bilancio, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Diritti Umani, Esteri, Europa, Finanziamenti, Integrazione, Kosovo, Parlamento Europeo, Partiti, Sviluppo, Turchia, Ue.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, anzi tutto vorrei ringraziare calorosamente, esprimendo il massimo rispetto per il lavoro svolto, il relatore generale di questo progetto di bilancio coraggioso e, sotto molti punti di vista, innovativo. Il merito del relatore sta nell'averlo realizzato tramite una procedura di bilancio che si è svolta nella massima calma benché il Parlamento stia lanciando un'importante sfida al Consiglio, sfida che a mio avviso merita di essere raccolta. Ovviamente, sto parlando delle prospettive finanziarie e della necessità per l'Europa di mostrarsi degna del ruolo che vuole svolgere sulla scena mondiale, nonché di evitare piccinerie nel bilancio dell'Unione. Essendo una questione che ci riguarda tutti, vorrei ricordare ai membri del Consiglio e alla signora Commissario che nel 1999 avevamo un bilancio di 96 miliardi di euro. Per quest'esercizio, che un anno chiave visti gli eventi del Kosovo, di Timor orientale, i terremoti in Turchia e gli impegni di un'Unione che vuole essere più responsabile sulla scena internazionale, il Consiglio ci propone un bilancio di 92 miliardi, vale a dire 4 miliardi in meno dell'anno precedente. Le prospettive di Edimburgo ci fissano livelli sempre più alti mentre il Consiglio elabora un bilancio sempre più ridotto e per questa ragione saremo costretti a limare le azioni a favore dello sviluppo, dei diritti dell'uomo e molte altre azioni ancora, al fine di finanziare le priorità che ci prefiggiamo. Non è colpa nostra se l'Europa funge da ministro delle finanze della politica estera. Pagheremo la politica fatta da altri e spero che ciò cambierà. Giovedì, in sede di votazione del bilancio generale, il Parlamento avrà ragione di chiedere il superamento delle prospettive finanziarie. Vogliamo finanziarie la ricostruzione del Kosovo? Benissimo. Vogliamo favorire l'integrazione della Turchia, provvedendo anche alle sue necessità immediate e drammatiche? Sta affacciandosi sulla scena internazionale una nuova nazione dopo tutti i massacri avvenuti? Ebbene, finanziamole queste politiche! Abbiamo un accordo interistituzionale che ci consente, in caso di avvenimenti eccezionali, di oltrepassare le prospettive finanziarie: facciamolo. Questo significherà un miliardo e mezzo di euro in più ma sempre meno comunque del bilancio 1999 e penso che i cittadini europei capiranno perfettamente che questo impegno non è soltanto logico ma anche possibile nell'ambito dei bilanci dei nostri Stati membri. Quindi, facciamo bene a procedere in tal modo. Anzi, ritengo che il Parlamento dovrebbe andare fino in fondo chiedendo, se necessario, di ricorrere al vecchio articolo 203 del bilancio. Due parole sui BAT. Anche in questo caso diamo prova di molto pragmatismo. Ringrazio molto il relatore. Abbiamo una soluzione provvisoria che ci consentirà, grazie al dialogo con la Commissione, di concordare una soluzione definitiva. Segnalo questo aspetto pragmatico della nostra relazione sul bilancio 2000 e lo raffronto con politiche un po' più determinate ad andare fino in fondo, in cui si faceva tabula rasa dei mini bilanci e in cui ci si ritrovava con mille o duemila BAT impossibili da gestire perché nel frattempo erano stati praticati dei tagli senza pensare alle conseguenze. Mi congratulo pertanto con il relatore. Per quanto riguarda i partiti politici, sinceramente ritengo che chiedere alla Commissione di elaborare lo statuto dei partiti politici, mi riferisco all'ultimo intervento, non sia giusto né degno.
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