24 OTT 2001

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla riforma del Consiglio europeo e delle altre istituzioni europee

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 36 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla riforma del Consiglio europeo e delle altre istituzioni europee", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 24 ottobre 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Belgio, Consiglio Europeo, Europa, Gand, Istituzioni, Laeken, Lista Bonino, Nizza, Parlamento Europeo, Riforme, Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signora Ministro, signor Commissario, onorevoli colleghi, si può proprio dire che la sorte accomoda tutto. All'indomani di uno dei peggiori spettacoli che l'Unione europea e, in particolare, il Consiglio dei ministri abbia offerto ai cittadini europei, ecco l'ottima relazione del collega, ex presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Poos, che traccia non solo una via, ma anche una linea che dovrebbe essere esposta su tutte le chiese o tutti gli edifici pubblici dell'Unione, come un tempo qualcuno ha fatto per le tesi di Wittemberg. Abbiamo vissuto un Consiglio europeo nel quale lo smembramento delle Istituzioni, lo smembramento del Consiglio, la sua dispersione in colloqui privati, in intrallazzi e nelle formazioni più diverse si sono rivelati a scapito del lavoro della Presidenza belga, che non c'entra affatto, beninteso, ed ecco che si ricordano i grandi principi e che si dice con calma, con serenità, come l'Europa dovrebbe funzionare, e come non funziona non applicando le sagge raccomandazioni e considerazioni formulate dal relatore dall'alto della sua esperienza, di chi ha vissuto dall'interno l'esperienza del Consiglio dei ministri e del Consiglio europeo semplicemente. Ritengo quindi che la votazione sulla relazione costituisca un momento molto importante del Parlamento. La prassi dell'Unione non si ispira purtroppo all'immagine o al peso dell'Unione, e questa è una delle ragioni di fondo dell'insufficienza del lavoro dell'Unione. Se il testo in questione può essere un elemento che la Presidenza belga, con l'approssimarsi del Vertice di Laeken e della dichiarazione di Laeken, possa tenere in grande considerazione dicendo: "onorevoli colleghi, ecco la via, ecco il metodo comunitario ed ecco come le cose dovrebbero funzionare affinché si cerchi perlomeno di mettere ordine in casa nostra", si dimostrerà l'utilità di un testo che, spero, domani raccolga il consenso unanime del Parlamento. In ogni caso, i deputati radicali lo sosterranno fino in fondo. Pensiamo che questa sia la via, il modo di fare, che si debba veder l'Europa costruire se stessa e non distruggersi, come purtroppo il Consiglio troppo spesso, ci dà l'impressione di lasciar fare, e non tanto il Consiglio in quanto tale, ma i suoi partecipanti, i suoi attori, che a Gand come in precedenza a Nizza, hanno dimostrato di essere capaci di smembrare le Istituzioni e che si adoperano moltissimo per arrivare a tale risultato.
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